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La manifestazione del Primo Maggio a Pordenone

locandina1maggioGiovedì 1° maggio Pordenone ospita la manifestazione nazionale unitaria dei sindacati. Insieme a piazza San Giovanni a Roma, dove si tiene il tradizionale concertone, piazza XX Settembre sarà per un giorno il luogo simbolo della difesa del lavoro e dei lavoratori. Si attendono circa 10.000 persone. Pordenone è stata scelta in quanto sede della fabbrica Electrolux, divenuta una vertenza simbolo per la politica industriale italiana.

Il corteo. Parte da largo San Giovanni, attraversa viale Marconi, piazza Duca d’Aosta, viale Dante, viale Martelli e arriva in piazza XX Settembre, dove è stato allestito il palco per i discorsi ufficiali. Partecipano i segretari nazionali della Cgil Susanna Camusso, della Cisl Raffaele Bonanni e della Uil Luigi Angeletti.

Dirette tv e radio. Dalle 10 è previsto il collegamento in diretta con piazza XX Settembre su Rai3 (streaming). Alle 9.45 ha inizio una trasmissione speciale di Radio1 Rai (streaming) dedicata alle principali piazze del Primo Maggio. I discorsi ufficiali saranno trasmessi anche da Radio Articolo1.

Link e risorse

Electrolux, brutte notizie per Porcia

Lunedì pomeriggio a Mestre c’è stato l’atteso incontro tra Electrolux e sindacati. Dall’azienda sono arrivate anticipazioni sui piani industriali per le fabbriche italiane di Solaro, Forlì e Susegana, che per scongiurare la chiusura prevedono tra le altre misure tagli drastici al costo del lavoro. La notizia peggiore è però che per Porcia al momento non è previsto alcun piano industriale, perché Electrolux ritiene che nemmeno a queste condizioni la produzione possa recuperare competitività. È dunque un deciso passo avanti verso la chiusura: la decisione finale è prevista entro il mese di aprile. I lavoratori della fabbrica pordenonese sono immediatamente entrati in sciopero.

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Electrolux, commenti a Unindustria

Per tutto il giorno si sono susseguiti commenti e segnalazioni a livello nazionale sulle proposte di Unindustria Pordenone, ampiamente riprese dalla stampa nazionale, per rilanciare la competitività del territorio, tagliare il costo del lavoro ed evitare le delocalizzazioni minacciate in particolare da Electrolux. Riportiamo un campione di prese di posizione su Twitter.



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Le proposte per salvare Electrolux

Nel giro di pochi giorni sono stati presentati due documenti di proposte sulla crisi di Electrolux in provincia di Pordenone. Il primo è stato presentato giovedì mattina in Municipio dal sindaco Pedrotti ed è un’analisi sulla crisi europea della multinazionale e una proposta di politica industriale per gli stabilimenti italiani redatta da Mario Grillo (ex manager), Walter Zoccolan (delegato sindacale) e Giannino Padovan (già segretario regionale Cgil).

Sabato mattina è stata la volta di Unindustria Pordenone, che ha presentato il suo piano straordinario “Pordenone Laboratorio per una nuova competitività industriale”. Alla sua redazione hanno preso parte, insieme a Paolo Candotti e Giuseppe Del Col, personalità del mondo dell’economia e del diritto come Innocenzo Cipolletta, Maurizio Castro, Tiziano Treu, Riccardo Illye  Luigi Campello. Nel documento si analizzano le condizioni che renderebbero il territorio pordenonese più competitivo e viene preso in considerazione un taglio del costo del lavoro che, pur in cambio di maggiori garanzie sul proprio posto di lavoro, graverebbe in buona parte sui lavoratori.

Il finale triste della Fiat del Nordest

Linkiesta dedica alla crisi delle fabbriche Electrolux di Porcia e Susegana un approfondimento di Cristina Giudici ricco di dati e di scenari storico-economici.

Quando si parla di Electrolux, in Italia, ossia di quella che fu la multinazionale leader nella vendita degli elettrodomestici in Europa, ora in cerca di un exit strategy, verso la Polonia per far ripartire la propria crescita, tutti i protagonisti di una storia più grande di loro si guardano indietro. Preferendo pensare a come eravamo, per evitare di guardarsi a uno specchio che riflette troppe ombre, troppi punti ciechi, e l’immagine di una amara prospettiva di un declino inesorabile. E tutti, operai, sindacalisti, ingegneri, progettisti, ex manager cominciano a raccontare la propria versione, partendo dalla figura straordinaria del capitano d’impresa che fu Lino Zanussi che, prima di morire nel 1968, a soli 48 anni, fece in tempo a costruire un polo dell’elettrodomestico, nato nel 1916, in un piccolo laboratorio artigianale di stufe e forni a legna, a Pordenone. E che, nel boom del dopoguerra, divenne un’azienda leader degli elettrodomestici, dopo aver inglobato anche il suo concorrente italiano, la Zoppas.

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In corso il Ringraziamento di Coldiretti

Sabato e domenica Pordenone ospita la giornata nazionale del Ringraziamento di Coldiretti. In programma convegni e iniziative. La messa delle 11 di domenica in Duomo viene trasmessa in diretta su Rai1.

Il momento centrale è in programma domenica 10 novembre alle 11 con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Giuseppe Pellegrini, che sarà trasmessa in diretta televisiva su Rai 1.
Sabato 9 novembre, in seminario diocesano (via del Seminario , 1) sarà organizzato un convegno a livello nazionale che prevede due relazioni la prima sul tema: uomo, terra, famiglia, casa, creato e la seconda su: agricoltura e sicurezza alimentare, famiglia e generazioni. Seguirà una tavola rotonda con i rappresentanti delle associazioni e l’intervento del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo. È prevista inoltre la partecipazione di monsignor Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, monsignor Franco Appi, docente di teologia morale, del professor Giorgio Osti, docente di sociologia dell’ambiente e del territorio, di Francesco Dal Mas, giornalista di Avvenire che coordinerà una tavola rotonda con i rappresentanti delle associazioni.
Per la Coldiretti di Pordenone, una delle associazioni che collabora all’organizzazione dell’evento, si tratta di un evento straordinario.

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Il ministro Nunzia De Girolamo, attesa in città per l’evento, si è giustificata citando altri impegni.

«Pordenone epicentro della crisi»

Il Messaggero Veneto intervista sull’edizione di domenica l’economista Chiara Mio (già assessore comunale per sei anni tra il 2006 e il 2012). Che, sulla crisi di Electrolux e del territorio, punta il dito contro la classe dirigente, incapace di innovare e di rinnovarsi.

«Negli anni Novanta e Duemila, quando il pil procapite beneficiava di un’industria in crescita, si è continuato a pensare in maniera statica. A quel tempo si doveva rinnovare il prodotto, invece l’innesto di una innovazione sostanziale non c’è stata. La lavatrice è rimasta sostanzialmente quella di un tempo con qualche funzionalità in più. Così le fabbriche sono rimaste fabbriche e non sono diventate imprese. Se si pensa che negli anni Novanta è stato smantellato a Porcia il centro di ricerca sul lavaggio si comprende l’errore strategico. Così oggi che la competizione è sul costo, con mercati interni in recessione, la crisi chiude gli stabilimenti».

E’ quindi colpa anche della classe dirigente di Electrolux?

«Condivido quanto detto dall’ex ministro Sacconi: è mancato il management. Se pensi di competere solo sul costo, non ce n’è per nessuno. La lavatrice, al di là del design e della certificazione energetica, è quella di vent’anni fa, non c’è stata innovazione tale da trasformarla. Eppure per altri prodotti questo è stato fatto, tant’è, come ha detto Sacconi, che nel Nordest ci sono imprese che stanno andando molto bene».

Lei ritiene che la riduzione del cuneo fiscale indirizzata al settore dell’elettrodomestico possa salvare gli stabilimenti italiani di Electrolux?

«Dato per scontato, e non lo è, che ci siano risorse per poterlo fare, è come fornire ossigeno per un anno; non si risolve il problema. Nella competizione globale c’è sempre qualcuno più bravo sul fronte dei costi rispetto a chi produce in Occidente».

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