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Consiglio comunale del 9 luglio

Lunedì alle 18 è convocato il Consiglio comunale di Pordenone. All’ordine del giorno, oltre alla discussione di interrogazioni e mozioni, tre delibere della giunta: l’approvazione della variante urbanistica che apre un nuovo collegamento viario su via Caboto per l’area della nuova Questura (già approvata il 7 maggio), l’aggiornamento regolamento per i sistemi di videosorveglianza.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.20 – Il sindaco Pedrotti apre informalmente la seduta per presentare un ospite speciale. Si tratta di Michele Pontrandolfo, di ritorno dalla prima attraversata totale della Groenlandia. La spedizione è stata sostenuta tra gli altri proprio dall’amministrazione comunale. Nel suo intervento Pontrandolfo condivide con abbondanza di superlativi le difficoltà della sua impresa polare, mentre sullo schermo scorrono alcune immagini dei suoi sforzi sul ghiaccio. Un applauso suggella la sua partecipazione e la promessa di riprovare ancora una volta l’attraversata del Polo Nord, fallita l’anno scorso [VIDEO].

18.40 – Nisco Bernardi apre i lavori del Consiglio. Sono assenti i consiglieri  Bonato, Amarilli e Biason. Riprende la parola Claudio Pedrotti, che dà conto di prelievi dal fondo di riserva per 15.000 euro per portare la fibra ottica alla scuola media Pasolini e per l’estensione della videosorveglianza. Mara Piccin (Lega Nord) chiede i motivi che hanno spinto la giunta a investire su quella specifica scuola e se tutte le altre scuole siano già raggiunte dalla fibra. Pedrotti spiega che in quel plesso è in corso un progetto sperimentale per portare la rete in ogni classe e che la vicinanza a via Nuova di Corva rendeva agevole portare i cavi fino all’istituto. Loris Pasut (Il Ponte) chiede al sindaco di presentare il segretario dell’assemblea. Pedrotti spiega che si tratta di Primo Perosa, sostituto del segretario generale Paolo Gini, che si trova in ferie fino al 18 luglio. Infine Bernardi comunica l’ordine dei lavori concordato dai capigruppo: si esamineranno le delibere, quindi le mozioni fino all’orario limite delle 22.30 (niente interrogazioni, dunque) [VIDEO dal minuto 19:50].

18.50 – La prima delibera (22/2012) riguarda la modifica del regolamento del servizio di videosorveglianza sul territorio comunale. L’assessore alla sicurezza Flavio Moro introduce le variazioni introdotte, alla presenza del comandante dei vigili urbani Buranel. Marcello Passoni (Pd) chiede qualche approfondimento sull’uso e sui risultati della rete di telecamere installate. Buranel spiega come le immagini siano state finora utili soprattutto per trovare i responsabili di vandalismi e atti di degrado o per accertare la dinamica di incidenti. Andrea Cabibbo (Pdl) chiede per quanti giorni sono conservate le immagini ed entro quanti giorni sono mantenute le immagini. Attualmente le immagini sono conservate per tre giorni, spiega Moro, il nuovo regolamento porta questo termine a sette giorni. In caso di richieste specifiche dell’autorità giudiziarie la conservazione può essere anche superiore. Loris Pasut (Il Ponte) chiede se è previsto un miglioramento tecnologico, in particolare riguardo alla definizione dell’immagine. Due i percorsi previsti dall’amministrazione a riguardo, dice Moro: il primo è il collegamento in fibra ottica degli impianti e il secondo, per cui si sta verificando la disponibilità della Regione, è la sostituzione degli impiani più vecchi tra quelli installati. Francesco Ribetti (Pdl) chiede lumi sull’articolo del regolamento che attribuisce alla Giunta comunale il controllo sui sistemi. Moro risponde che è una decisione della giunta stessa, ma sottoposta al vaglio della Commissione sicurezza. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) chiede perché la delibera non è stata passata al vaglio delle circoscrizioni, Moro risponde che non ne è stata ravvisata la necessità [VIDEO].

19.00 – Mentre è in corso la discussione sulla videosorveglianza, il Pdl presenta una mozione urgente, sottoscritta anche da Lega Nord, Nuova Pordenone e Giannelli del Gruppo Misto, che chiede al sindaco di non procedere alla sostizione dell’assessore Chiara Mio, dimessasi nei giorni scorsi, ma di redistribuire le deleghe all’interno della Giunta comunale, per garantire un risparmio all’amministrazione.

19.05 – Esauriti i chiarimenti, Gregorio Martino (Pd) apre la discussione sul nuovo regolamento per la videosorveglianza, sottolineando l’importanza di questi impianti anche in recenti fatti di cronaca e anticipando il pieno sostegno del suo partito [VIDEO]. Anche Francesco Ribetti (Pdl) ammette il contributo importante che i sistemi di videosorveglianza stanno dando alla sicurezza, ma insiste sull’opportunità che le decisioni sul loro utilizzo non spettino esclusivamente alla giunta comunale ma coinvolgano anche il Consiglio [VIDEO]. Matteo Loro (Pd), infine, porta l’attenzione sul rispetto della privacy [VIDEO].

19.15 – Dichiarazioni di voto [VIDEO]. Secondo Giovanni Zanolin si impone una nuova riflessione sui diritti (in particolare di privacy) dei cittadini, ma apprezza il lavoro dell’assessore e dei tecnici e preannuncia il voto favorevole de Il Ponte. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) critica aspramente la scelta di non coinvolgere le circoscrizioni e rinuncia per protesta alla votazione, estraendo la tessera dal sistema informatico dell’aula consigliare. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) e Gianantonio Collaoni (Il Fiume) traccia un bilancio tra pro e contro, annunciando i voti positivi dei loro gruppi. Francesco Ribetti apprezza i passi avanti del regolamento, ma non li ritiene sufficienti. Critica anche l’accesso ai fondi regionali, che dovrebbero essere lasciati ai privati. Anticipa dunque l’astensione del Pdl. Si vota: 28 voti favorevoli, 8 astenuti, la delibera è approvata [VIDEO].

19.30 – Mozione d’ordine di Francesco Ribetti (Pdl), che chiede l’anticipazione delle due delibere rimanenti, per consentire a Emanuele Loperfido, in procinto di lasciare l’Aula per altri impegni, di partecipare alla votazione del nuovo collegio dei revisori. Sentito un intervento contrario (Bianchini, Il Fiume) e uno a favore (Dal Mas, Pdl), si apre la votazione, che dà esito contrario. Proteste dai banchi dell’opposizione [VIDEO].

19.40 – Con la seconda proposta di delibera (23/2012), l’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo prende atto che non sono intervenute osservazioni e opposizioni sulla variante 67 per la sistemazione dell’area ex Birreria e chiede al Consiglio l’approvazione [VIDEO]. Non si sviluppa discussione fino alle dichiarazioni di voto [VIDEO], quando un Walter De Bortoli (Pdl) alterato, che protesta per il modo con cui l’amministrazione chiede di votare delibere che poi disattende, come a suo dire nel caso del piano per via Cappuccini. Quindi è Francesco Giannelli (Gruppo misto) a protestare, imputando al presidente Bernardi di non aver protetto i regolamenti lasciando che De Bortoli parlasse a prescindere dal tema in discussione e polemicamente abbandona l’aula. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) si chiede perché l’amministrazione non voglia prendere in considerazione la realizzazione di una rotonda davanti all’area della questura, invece di creare un anello a senso unico che coinvolge via Caboto. Comunque si vota: 22 favorevoli, 9 contrari, 3 astenuti, la delibera passa [VIDEO].

19.50 – Terza delibera (24/2012) sulla nomina del collegio dei revisori per il triennio 2012-2015. Viene introdotta dal sindaco Pedrotti. Marco Salvador (Il Fiume) propone a nome della maggioranza Guido Turian e Maurizio Pivetta. Francesco Ribetti (Pdl) presenta la candidatura di Giuseppe Rivaldo. Mara Piccin (Lega Nord) propone Monica Deotto. Così la votazione (palese): Taurian 22 voti, Pivetta 21, Rivaldo 6, Deotto 4, astenute le opposizioni di centrosinistra. Eletti, dunque, Taurian, Pivetta e Rivaldo. Si vota la delibera: 28 voti favorevoli, 3 astenuti [VIDEO].

20.20 – Si passa alle mozioni. Assenti Loperfido e Giannelli, le cui mozioni erano in cima alla lista, si comincia con la 2/2012 della maggioranza sul Consorzio universitario. È il sindaco Pedrotti ad aggiornare il Consiglio sul percorso avviato dal consiglio di amministrazione per migliorare la governance dell’ente, alla luce del quale chiede ai proponenti di rinviare la discussione a settembre, quando un dibattito politico sul futuro universitario in città sarà quanto mai opportuno. Concorda Tomasello (Pd). Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) chiede che non si usino due pesi e due misure, dunque come avvenuto nel corso delle sedute precedenti pretende che la mozione sia discussa o ritirata. Chiede inoltre a Pedrotti che sia lui a sottoporre l’argomento al Consiglio e non la maggioranza a suggerirne la discussione. Anche Francesco Ribetti (Pdl), Riccardo Piccinato (Lega Nord) e Mauro Tavella (Nuova Pordenone) chiedono il ritiro della mozione per gli stessi motivi. Sergio Bolzonello (Il Fiume) fa notare con energia le differenze tra i casi citati dalle opposizioni e quello in discussione: in questo caso non sono i proponenti a chiedere di rimandare, ma il sindaco, come nelle sue prerogative. Legge inoltre nelle parole del sindaco l’intenzione di convocare un Consiglio comunale aperto sull’argomento. Giovanni Zanolin (Il Ponte) accoglie “con molto favore” l’intenzione del sindaco di affrontare l’argomento in modo approfondito in un Consiglio comunale aperto, nel momento in cui saranno mature le condizioni politiche per farlo. A favore dell’intenzione di Pedrotti si esprime anche Franco Dal Mas (Pdl). Walter Manzon (Pd) giudica completamente raggiunto l’obiettivo della mozione nel momento in cui si annuncia un Consiglio comunale aperto. Pedrotti ringrazia tutti gli intervenuti, insistendo sull’importanza di un Consiglio comunale aperto sulla questione universitaria, anche perché – dice – forse il legame tra la presenza universitaria e la città si è un po’ perso ed è bene rinsaldarlo [VIDEO].

20.40 – Mozione 8/2012 della maggioranza sul conferimento della cittadinanza simbolica ai figli di immigrati stranieri nati in Italia e residenti in città. Viene presentata da Marco Salvador (Il Fiume), che si ispira alla provocazione del presidente della provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, benedetta tra gli altri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In assenza di una svolta formale, la maggioranza chiede un forte impegno culturale e civile sull’argomento, che culmini in un’importante cerimonia pubblica e che coinvolga anche il Consiglio comunale dei ragazzi, ponendo le basi per un nuovo patto di cittadinanza [VIDEO]. Ampie aperture sulla proposta da parte dell’assessore Flavio Moro, nel suo intervento di risposta [VIDEO]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) ricorda “il mosaico” proposto dalla sua coalizione in campagna elettorale, per tener conto della quantità di popolazioni che compongono oggi la nostra comunità. A prescindere dalle virgole, il principio è talmente forte – dice Del Ben – che il voto del suo gruppo non può che essere positivo [VIDEO]. Francesco Ribetti (Pdl) reputa si potesse tranquillamente fare a meno di discutere questo argomento. Un pezzo di carta, dice, può forse pulire la coscienza di qualcuno, ma non dimostra certo accoglienza nei confronti dei figli degli immigrati, né impegna in alcun modo amministrazione e istituzioni (a cominciare dalle scuole) a fare in modo che l’integrazione sia reale e semmai possa migliorare. Conclude annunciando la sua astensione dal voto, perché non può che essere contrario al tentativo di targa politica agli elettori di domani (e abbandona l’aula, dove ormai i banchi dell’opposizione sono sempre più vuoti) [VIDEO]. Gregorio Martino (Pd) nota come la partecipazione attiva dei nuovi italiani sia sempre più importante, in considerazione del calo demografico nelle famiglie italiane. Concedere diritti è  un fatto culturale, di civiltà e giustizia [VIDEO]. Giacomo Manfrin (Il Fiume) insiste sull’ispirazione della mozione, ricalcando i temi già esposti in precedenza da Salvador [VIDEO]. Giovanni Zanolin (Il Ponte) non nega il voto a favore a prescindere, perché ne coglie la tensione ideale, tuttavia mette in guardia dal compiere operazioni simboliche senza la dovuta attenzione: “Operare sui simboli mette in gioco dinamiche inconscie e molto profonde, dunque doppiamente delicate. Attribuite ad altre culture significati che non necessariamente appartengono loro o comunque possono assumere valenze diverse”. Zanolin nota come si sia entrati in una fase dell’immigrazione profondamente diversa, non più contraddistinta dai grossi flussi, ma dalla demolizione del tessuto sociale che abbiamo contribuito a costruire perché crescono le incertezze e le possibilità di partecipare alle occasioni di integrazione. Cita dati in controtendenza, che vedono un allontanamento degli immigrati dal centro città e che testimoniano un incrudimento dell’integrazione, non certo un miglioramento [VIDEO]. Riccardo Piccinato (Lega Nord) discute la mozioni a partire dai termini: “Seconda generazione? Che cosa vuol dire, ci sono integrazioni che partono dalla prima generazioni e altre che non sono tali nemmeno nella seconda. E poi perché partire dai ragazzi? Perché invece di rilanciare il nostro sistema sociale ci poniamo il problema di favorire l’immigrazione?”. La legge attuale è già sufficiente, dice Piccinato, non c’è bisogno di altre iniziative. Anche perché, insiste, nessuno percepisce il valore di qualcosa che viene regalato e che non deve essere invece essere conquistato. “Queste persone parlano, pensano, sognano in italiano? Dobbiamo verificarlo, non è qualcosa che possiamo dare per acquisito”. Definisce “pagliacciate pericolose” le cerimonie di consegna della cittadinanza simbolica, che discriminerebbe tra i nati in Italia e i nati altrove, accentuando differenze. Cita Cameron e Merkel per sostenere che l’integrazione non si fa con iniziative “burlesque”, ma con politiche ferme e condizioni chiare [VIDEO]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) risponde irritato a Piccinato, censurandolo sui termini usati per descrivere una mozione che nasce dalla serietà e dalla motivazione ad affrontare i problemi. Lo spirito, dice, è che questa mozione non sia semplicemente della maggioranza, ma che unisca in una discussione approfondita l’intero Consiglio. Sottolinea il coinvolgimento del Consiglio comunale dei ragazzi, parte di uno sforzo culturale importante che dai ragazzi viene trasmesso ad altri ragazzi. Da figlio di immigrati, Freschi cita il confronto tra le culture come un arricchimento. Il problema è semmai governare questi confronti, accogliendo lo stimolo di Zanolin a ripensare le politiche e gli strumenti dell’immigrazione di fronte ai cambiamenti in corso. La Costituzione non è qualcosa che diamo loro perché imparino, aggiunge Freschi, ma qualcosa che condividiamo e che per primi dovremmo tenere ben presente [VIDEO]. Alberto Rossi (Api) richiama le considerazioni di Zanolin, auspicando che ai gesti simbolici si accompagnano azioni concrete. Accoglie (e voterà positivamente) la mozione come uno stimolo forte a costruire insieme le regole della convivenza, perché di tensioni alla divisione la nostra società oggi non ha bisogno. La prima occasione, dice Rossi, sarà già nella discussione per il nuovo Piano regolatore, che dovrà impedire la nascita di zone a sovranità limitata [VIDEO]. Dario Zanut (Il Fiume) rassicura Zanolin sul valore simbolico della mozione, che ha lo scopo di affrontare una questione complessa e che certo non può dirsi superata, tanto meno di fronte alla crisi che stiamo attraversando [VIDEO]. Franco Dal Mas (Pdl) prende atto del fatto che il suo gruppo non parteciperà al voto: “mi sono distratto un attimo e si sono smaterializzati”, dice ironizzando sui banchi del centrodestra al momento rappresentati soltanto da lui e da Piccinato. Motiva l’astensione valutando la mozione strumentale e mal posta. “Sento di appartenere a un paese e a una città che è accogliente per definizione, non mi risulta ci sia un problema di accoglienza”, dice Dal Mas, chiedendosi se dunque questa cerimonia la si vorrebbe per celebrare semmai uno stato di fatto e quale vantaggio avrebbe un figlio di immigrati dal ricevere una cittadinanza simbolica. Pone infine un problema di fondo del Consiglio comunale, che continua a perdere l’opportunità di discutere al momento opportuno questioni di più forte attualità e che dovrebbe invece dotarsi di una struttura dell’ordine dei lavori che sia più pregnante [VIDEO]. Sandro Del Santo (Pd) nota come i migliori studenti in alcune scuole locali siano proprio i figli di extracomunitari. Pone il problema dal punto di vista dei costi: “Uno Stato investe un sacco di soldi nella formazione, li porta a sue spese a un passo del mondo del lavoro, e poi li abbandona proprio nel momento in cui compiono 18 anni?”. [VIDEO] Mario Bianchini (Il Fiume) chiude la discussione apprezzando la ricchezza della discussione e dando un valore positivo all’assenza delle opposizioni, perché se l’avessero considerata negativa quanto meno sarebbero rimasti a votare contro [VIDEO]. Pedrotti si tiene l’ultima parola per ricordare le esperienze fatte quest’anno durante il Consiglio comunale dei ragazzi, nel corso del quale si è lavorato anche sul concetto di cittadinanza. “Il simbolo che emerge nelle discussioni di questi ragazzi è perfino più alto e più largo di quanto sia emerso nelle nostre discussioni questa sera.” Sull’immigrazione che cambia, intende portare la discussione all’interno del lavoro sui piani di zona, perché è evidente come l’immigrazione abbia sempre meno a che fare con l’emergenza dei grandi flussi e sempre più con una stabilizzazione delle famiglie sul territorio [VIDEO]. Tocca alle dichiarazioni di voto [VIDEO]. Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) si dice deluso che si arrivi al voto: vista l’alta adesione, la Giunta avrebbe potuto fare sua la proposta. Piccinato (Lega Nord) risponde alle critiche raccolte dal suo intervento, sostenendo tra l’altro come l’idea che il suo partito sia xenofobo venga smentito dal fatto che le migliori esperienze si registrino proprio in amministrazioni a guida leghista, come Treviso. Infine si vota, anche se dai banchi delle minoranze di centrosinistra si levano inviti al sindaco a far propria la mozione. La mozione viene approvata con 27 voti favorevoli e 1 contrario [VIDEO].

22.40 – Nisco Bernardi chiude la seduta e augura buone vacanze ai consiglieri. Il Consiglio riprenderà le attività in settembre [VIDEO].

Consiglio comunale dell’11 giugno

Il Consiglio comunale di Pordenone è convocato alle 18 per esaminare le interrogazioni e le mozioni pendenti.

Arca di Naon seguirà in tempo reale i lavori in Aula. Vedi i resoconti dei precedenti consigli, con sintesi, documenti e video.

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18.25 – Nisco Bernardi dichiara aperti i lavori del Consiglio comunale. Assenti Zanolin (Il Ponte) e Dal Mas (Pdl), ma buona parte dei banchi delle opposizioni sono ancora vuoti. Bernardi avvisa che i gettoni di presenza aggiuntivi destinati da alcuni consiglieri a Pierluigi Cappello in occasione della seduta prolungata per discutere l’appoggio alla mozione di concessione della legge Bacchelli sono stati versati il 9 giugno [VIDEO].

18.30 – Tocca alle comunicazioni del sindaco: Claudio Pedrotti comincia ricordando Giuseppe Giust, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani. È Giovanni Del Ben a interromperlo per chiedere che di fronte a una figura così nobile della nostra Provincia, insignita della medaglia d’oro per la resistenza, si osservi un minuto di silenzio, e così è. Quindi Pedrotti aggiorna i consiglieri sul consiglio d’amministrazione del consorzio universitario, che ha appena nominato Giuseppe Amadio alla sua guida e che intende procedere in tempi brevi alla revisione secondo gli indirizzi già condivisi: la riduzione dei corsi erogati salvando soltanto il multimediale, l’economia internazionale e l’infermieristica, e la trasformazione in prospettiva della presenza universitaria in un dipartimento a tutti gli effetti, con sede a Pordenone [VIDEO dal minuto 1:20].

18.35 – Bernardi dà conto delle intenzioni espressa dai capigruppo nei giorni scorsi: mezzora di interrogazioni e poi mozioni fino all’orario limite delle 22.30.

18.40 – La prima interrogazione è la 31/2012 del gruppo Idv/Sel/Del Ben sul mandato che l’amministrazione assegnerà al nuovo amministratore unico di Gea. Risponde Pedrotti citando in modo dettagliato i limiti regolamentari dell’incarico dell’amministratore e il contratto di servizio assegnato a Gea dal Comune. Giovanni Del Ben richiamando l’amministrazione a una stretta osservanza di quello stesso regolamento e lamendando la scarsa trasparenza di una procedura di selezione che è stata annunciata come basata sul merito e che invece ha seguito le classiche logiche di lottizzazione politica [VIDEO].

18.45 – Interrogazione 32/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sulla necessità di soluzioni più idonee per l’incanalamento della viabilità in via Codafora. Risponde Nicola Conficoni, assessore alla mobilità e all’ambiente, ammettendo il problema e dando conto degli interventi già previsti dall’amministrazione: sarà rivisitata la segnaletica per modificare meglio gli incanalamenti verso il Bronx e verso via Cappuccini e sarà valutata la possibilità di modificare i margini della sede stradale nel limite di quanto concesso dai vincoli della sopraintendenza dei beni culturali sul giardino di piazzale IV Novembre. Il proponente si dichiara soddifatto delle intenzioni della Giunta e chiede che si tramutino in tempi rapidi in fatti [VIDEO].

18.50 – Interrogazione 33/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sull’attività dell’amministrazione per sostenere la candidatura di Pordenone ad ospitare l’adunata degli alpini del 2014. Pedrotti dice che quasi ogni settimana l’amministrazione si incontra informalmente con il segretario provinciale dell’Associazione Alpini Giovanni Gasparet e racconta le impressioni della visita a Bolzano in occasione dell’adunata di quest’anno. Condivide i numeri stimati per l’adunata: 475.000 presenze nel corso dell’intera settimana di manifestazioni. Si sta cercando di capire in che modo la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Pordenone intendono sostenere i costi dell’organizzazione, stimati in due milioni. Il Comune comincerà a prevedere accantonamenti in Bilancio già dal prossimo anno. Ribetti apprezza le intenzioni, ma sollecita le istituzioni pordenonesi a impegnarsi in modo più forte e coordinato, anche mediaticamente, come sta accadendo nel caso della contendente L’Aquila, che tra l’altro chiede l’assegnazione dell’adunata come opportunità per rimettere in modo la città [VIDEO].

19.00 – Si passa alle mozioni. La prima, 4/2011 di Emanuele Loperfido (Pdl), risale addirittura a ottobre e riguarda il coinvolgimento di piazza Risorgimento nelle manifestazioni organizzate in città. Dice Loperfido che l’intenzione era sollecitare una ricucitura di quella zona nei percorsi pedonali cittadini durante i maggiori eventi. Riconosce che nel frattempo sono successe molte cose e che la situazione è molto migliorata, segno di come piccole iniziative siano in grado di attivare volani sull’intera vita cittadina ed economica. Chiede alla giunta di tentare di coinvolgere tutte le zone cittadine in occasione delle maggiori occasioni di festa e intrattenimanto [VIDEO]. L’assessore agli Affari generali e al Commercio Bruno Zille condivide le scelte dell’amministrazione seguite alla riqualificazione dell’area di piazza Risorgimento da parte della giunta precedente e ripercorre il calendario di eventi studiati in questi mesi con Pro Loco, Ascom e Camera di Commercio, appositamente per coinvolgere la popolazione e gli esercizi commerciali di piazza Risorgimento e via Cavallotti. Sta riscuotendo successo in particolare il mercatino dell’usato della Pro Loco. Zille conclude notando come il mercato degli spazi commerciali sia di nuovo in crescita e come anche l’emergenza sociale che ha interessato la zona negli anni scorsi sia sostanzialmente rientrata. La mozione viene fatta propria dalla giunta, ma questo non spegne il dibattito [VIDEO]. Comincia Giuseppe Pedicini (Pdl), che chiede il motivo della chiusura della viabilità ordinaria della piazza in occasione del mercatino, a suo parere ingiustificata. Contesta il fatto che i problemi di piazza Risorgimento siano stati risolti: sono migliorati, ma certo non sono risolte le questioni di integrazione e ordine pubblico che si sono verificati nella zona, né in fondo lo stato di salute delle attività economiche. Sollecita l’amministrazione a coinvolgere la piazza in modo più organico, non soltanto in occasione di eventi [VIDEO]. Marcello Passoni (Pdl) apprezza il lavoro svolto dalla Giunta dopo la riqualificazione della piazza e dà per scontato che non si possa che continuare per questa strada e intensificare gli sforzi [VIDEO]. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) coglie l’occasione per proporre modifiche permanenti alla viabilità della piazza, che permetterebbero la creazione di un anello circolatorio intorno alla piazza per rendere più fluido il traffico, evitando peraltro l’inutile e pericolosa doppia corsia in via Santa Caterina. Ricorda inoltre che tra gli eventi da considerare ci sarebbero anche gli sport motoristici, di cui già ha ricordato l’importanza nella precedente seduta del Consiglio [VIDEO]. Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben) ricorda che gli eventi non sono stati creati ex-novo per piazza Risorgimento, ma sono semplicemente stati spostati, impoverendo soprattutto piazza della Motta [VIDEO]. L’assessore Zille risponde brevemente alla questione di viabilità sollevata da Pedicini, sottolineando come la chiusura della piazza non limiti la viabilità, che procede regolamente per via Santa Caterina, e ricordando come piazza della Motta sia tenuta in considerazione da diversi eventi, tra cui Pordenonelegge e Incontriamoci a Pordenone [VIDEO]. Non si vota, perché la mozione è stata fatta propria dalla Giunta.

19.30 – Mozione 6/2011 in materia di scelte urbanistiche di Francesco Giannelli (Gruppo Misto), a cui viene allegato un ordine del giorno presentato successivamente dal consigliere per stimolare la creazione di un tavolo di discussione sulle scelte della città. Scopo di Giannelli è stimolare una discussione ampia e coraggiosa sul disegno urbanistico per dare un volto nuovo alla città. Rilancia alcune sue idee. La sostituzione di via Rivierasca con edifici e abitazioni che vivano direttamente sul fiume, mentre la strada attuale paradossalmente ha impedito di vivere il Noncello. Il rinnovamento profondo delle costruzioni esistenti, ormai inadeguate alle esigenze dei cittadini e della città, e la costruzione in altezza, per trasformare l’espansione sul territorio e il consumo di suolo (“È più costoso un autobus che collega tante costruzioni lungo una strada o un ascensore che sale trenta piani?”). Chiede alla giunta di non condividere semplicemente il suo disegno regolatore, ma di confrontarsi ampiamente con le minoranze nei prossimi mesi. Insiste sulla necessità di investire in architettura, perché “non basta abitare, serve anche abitare bene” [VIDEO]. Martina Toffolo, assessore all’Urbanistica, confermando che l’intenzione dell’amministrazione è di aprire a vari livelli la discussione sul nuovo piano regolatore, cominciando dalla popolazione. Rassicura Giannelli che il fulcro della discussione sarà proprio la visione condivisa sul ruolo della città nei prossimi anni [VIDEO]. “È stratosferico”, risponde Giannelli, apprezzando ironicamente la risposta dell’assessore: “se già mi sembrava impegnativo aprire il confronto a tutti i gruppi consigliari, se ascoltiamo ogni interesse dalla città non ci basteranno cinque anni”. Per un fatto tecnico, la votazione avverrà sulla mozione originale (variante sul piano di zona di Torre) e poi sull’ordine del giorno che chiede l’istituzione di un tavolo consigliare per raccogliere idee sul piano regolatore. A Giannelli vengono quindi concessi alcuni minuti per esporre brevemente la mozione, che insiste sull’idea che la costruzione in verticale possa dare sviluppo non solo al centro ma anche in periferia [VIDEO dal minuto 4:25]. Toffolo, letto nel frattempo l’ordine del giorno, prende le distanze da un documento che suggerisce al suo interno impegni distanti nella sostanza dall’immagine e dalle finalità perseguite dall’amministrazione, mentre i momenti di confronto chiesti da Giannelli sono già ampiamente garantiti dal processo di approvazione del piano regolatore nelle commissioni competenti e nei passaggi in Consiglio. Sul merito delle proposte di Giannelli, riconosce la bontà gli spunti di partenza, ma non trova risolutivo dei problemi di fondo la previsione di una specifica tipologia di edifici, le torri. Il piano urbanistico di Pordenone risponde alla logica storica di mantenere come riferimento l’altezza del campanile e degradare progressivamente passando dal centro alla periferia. Ritiene che il problema principale, prima ancora di modificare l’impostazione di fondo, sia riallineare la visione urbanistica con una lettura aggiornata della situazione contemporanea. Definisce come “ferite della città” gli investimenti immobiliari che, non riuscendo a cogliere il mutato spirito del tempo, restano deserti e generano problemi al tessuto cittadino [VIDEO dal minuto 13:20]. Giuseppe Pedicini (Pdl) attribuisce i guai urbanistici della città alla speculazione immobiliari degli anni dello sviluppo, verso i terreni esondabili ed economici delle zone a sud prima ancora che verso nord. Dice di condividere in buona parte l’intervento dell’assessore Toffolo, di pensare alla torre come un elemento che caratterizza il centro città e non la periferia, ma per contro fatica a vedere torri di cristallo accanto ai palazzi storici di corso Vittorio Emanuele, pur non chiudendo a prescindere all’idea. Non esprime fiducia in un piano regolatore pensato da una Giunta che ha appena scelto di tassare con l’Imu l’abitazione, perdendo la possibilità di investimenti sul patrimonio immobiliare. Termina dicendo che la crisi di oggi è figlia più che della crisi della mancanza di lungimiranza dei dieci anni precedenti [VIDEO]. Marcello Passoni (Pd) definisce affascinante l’idea di investire sulle torri, ma inadeguata per storia e morfologia alla città di Pordenone. Trova fuori luogo la provocazione di Pedicini sull’Imu, di cui si è già ampiamente parlato nelle sedute precedenti. Auspica che la discussione sul piano regolatore possa partire al più presto [VIDEO]. Sandro Del Santo (Pd) apprezza lo spirito della proposta di Giannelli, ma definisce una forzatura la richiesta di un’approvazione che indistintamente richiede l’adesione anche alle virgole di un documento molto articolato. Si sofferma sulla provocazione di Giannelli sul ruolo deleterio dei politici a favore dei tecnici, che non può nella pratica essere così drastica. Mario Bianchini (Il Fiume) rassicura Giannelli sulle intenzioni della maggioranza di condividere il percorso di partecipazione con la città e gli stakeholder [VIDEO]. Elio Rossetto (Pd) dice di voler tener conto delle proposte di Giannelli e auspica un ripensamento sulla riqualificazione della città che non tenga conto soltanto di fattori architettonici, ma anche economici e sociali [VIDEO]. Alberto Rossi (Api) ringrazia Giannelli per gli spunti che ha sollevato, pur senza entrare nello specifico ed esplodere alcune sue dissonanze. Insiste invece sullo spunto di partenza fornito dal consigliere per un ripensamento della città all’altezza della complessità dei tempi, che a suo modo di vedere non possono passare che dall’adeguamento degli stili di vita. E auspica un percorso condiviso per arrivarci, che faccia tesoro delle proposte e dei contributi di tutto, motivo per cui rivolge un appello al sindaco a non chiudersi “nella propria cittadella” [VIDEO]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) riconosce all’amministrazione Pedrotti di non essere affatto chiusa nella sua cittadella, ma anzi di cercare dichiaratamente il confronto sulle scelte della città. Più della torre, un modello che ha un impatto non scontato anche sui modelli decisionali della città, pensa al modello della torre orizzontale, ovvero la villetta a schiera che ottimizza il consumo di territorio nell’edilizia residenziale [VIDEO]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) risponde alla domanda di fondo di Giannelli (che tipo di città vogliamo?) con “una città bella e sana”, e da qui parte per un rapido excursus delle proposte che fin dalla campagna elettorale il suo gruppo porta avanti. Apprezza l’apertura dell’assessore Toffolo alla partecipazione in città, augurandosi che il suo operato possa essere distante dalle lobby che hanno condizionato in passato lo sviluppo della città. Approva la mozione nell’obiettivo, la creazione di un tavolo, ma non potendone condividere tutte le motivazioni annuncia un’astensione di apprezzamento [VIDEO]. Loris Pasut (Il Ponte) ricorda un incontro di sei anni fa in cui la maggioranza di allora si chiese che tipo di città avremmo voluto essere e prende atto del torpore che ha ridotto la portata di quei ragionamenti, motivo per cui ringrazia il consigliere Giannelli per la salutare quanto provocatoria sferzata. Si augura che non siano nuovamente agenti esterni a stimolare il ridisegno della città (il riferimento è al piano regolatore seguito al terremoto del 1976). Annuncia il voto a favore dell’ordine del giorno di Giannelli, per premiarne il respiro ampio [VIDEO]. Francesco Ribetti (Pdl) trova inutile il pur ottimo lavoro di Giannelli, perché ormai abituato all’impermeabilità e dalla mancanza di idee della Giunta comunale. Cita invece i cubi di cemento regalati a sproposito e i problemi non risolti come piazza XX Settembre, ben lontana dal registrare i miglioramenti raccontati in precedenza. “Caro Francesco, credi che ti ascolteranno? Mi auguro di sì, ma io non ci credo”, è la sua conclusione [VIDEO]. “Questa è una città rovinata dagli architetti e dai sistemi di potere che li hanno appoggiati”, esordisce Walter De Bortoli (Pdl), rispondendo a chi in precedenza aveva identificato nel periodo di sviluppo della Zanussi la rovina urbanistica di Pordenone. Nel suo intervento c’è spazio per “l’inutile rampa di lancio di lancio davanti al Meduna”, per la passerella di legno durata quel che è durata lungo via Rivierasca, per l’ex Standa che avrebbe dovuto essere acquistata dal Comune per raderla al suolo e dare respiro a Villa Ottoboni, al pordenonese che non cerca il palazzo di architettura, ma la sua casetta con un piccolo “ortisel” [VIDEO]. Chiude la discussione il sindaco, che apre con una battuta indirizzata a Giannelli: “il capo della pisellino band ci ha fatto una provocazione che però non è molto rock”, quindi definisce “malandrino” l’ordine del giorno presentato dal consigliere. Dice Pedrotti che è necessario comprendere quale sia oggi la vocazione di questa città, e dunque l’evoluzione necessaria degli stili di vita, che deve essere alla base della visione architettonica. Dichiara che “me ne dovrò andare se entro l’anno non usciamo con il bando per il piano regolatore”, perché altrimenti non si farà in tempo a completare il processo. Annuncia che le attività di partecipazione partiranno già alla fine del mese di giugno, per arrivare a settembre e ottobre con un percorso già avviato in vista degli incarichi più tecnici del processo di pianificazione. Annuncia anche imminenti investimenti nel social housing. “Non bisogna inventarsi degli strumenti nuovi, bisogna usare bene quelli a disposizione”, dice riferendosi al percorso partecipato che si chiede in Consiglio comunale e chiedendo onestà intellettuale nell’affrontare la discussione [VIDEO]. Si aprono le dichiarazioni di voto. Giannelli ne approfitta per ringraziare per la stima raccolta. Definisce di retroguardia l’idea di mantenere il campanile come riferimento per l’altezza degli edifici in città. Insiste che è inutile smettere di costruire: se si costruisce bene la gente arriva, se si costruisce male non viene. Si dice scettico rispetto ai vantaggi del conurbamento, meglio se ognuno si concentra sul suo territorio. Cita Giannino Furlan sul verde: questa città è già piena di verde, non è una priorità. Rigetta la visione del pordenonese ancorato alla casetta e all’orticello. Insiste sulla necessità di inseguire con l’architettura i nuovi stili di vita. Resta convinto che il suo documento possa essere la base di un percorso in Consiglio comunale [VIDEO]. Sergio Bolzonello (Il Fiume) annuncia voto contrario, pur apprezzando lo stimolo di Giannelli e i segni positivi emersi nel dibattito. Apprezza in particolare l’annuncio del sindaco sui tempi serrati del nuovo piano regolatore. La condivisione, dice alla giunta, si trova per strada: “voi avete il dovere di dettare la rotta, noi di dare ulteriori stimoli e suggerimenti, altrimenti la situazione diventa ingovernabile”. “Il problema è avere non un sogno, ma un disegno della città che incontri maggioranze condivise”, dice a Giannelli. Sui grattacieli non si raggiungerà una maggioranza, sarà necessario farlo sui nuovi stili di vita. Sul conurbamento si dice profondamente d’accordo con Giannelli: ricorda quanto lui stesso avesse proposto in passato a Porcia e Cordenons e come tutto si sia arenato di fronte a ostacoli politici [VIDEO  dal minuto 6:45]. Si vota. Sull’ordine del giorno: 3 favorevoli, 25 contrari, 10 astenuti, respinta. Sulla mozione 6/2012: 2 favorevoli, 29 contrari, 7 astenuti, respinta [VIDEO].

22.10 – Vista l’ora incompatibile con una nuova discussione, Bernardi chiude la seduta e aggiorna il Consiglio a una nuova convocazione [VIDEO].

Consiglio comunale del 28 maggio

Il Consiglio comunale di Pordenone è convocato alle 15.30 per approvare il rendiconto di gestione 2011.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

§

15.55 – Il presidente del Consiglio Nisco Bernardi apre i lavori in un’aula ancora a ranghi largamente incompleta, informando i consiglieri su alcuni aspetti logistici legati alla visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Pordenone, mercoledì prossimo. L’ordine dei lavori, suggerito dallo stesso Bernardi e approvato silenziosamente dai presenti, prevede l’esame delle sole delibere sul rendiconto 2011 con interventi unificati di mezzora e doppia votazione finale [VIDEO].

16.05 – Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) prende la parola per ricordare il lavoratore morto in una fabbrica a Brugnera la settimana scorsa e chiedere che si faccia tutto il possibile per prevenire nuovi casi in futuro [VIDEO].

16.10 – Inizia l’esame delle delibere 17/2012 (approvazione rendiconto 2012) e 18/2012 (variazione di bilancio con applicazione parziale dell’avanzo all’aggiornamento degli strumenti di programmazione e le dotazioni della Polizia Municipale). L’assessore Chiara Mio inizia l’illustrazione il documento servendosi di slide per fornire il dettaglio sull’avanzo di bilancio (3,306 milioni di euro, pari al 3,40% delle entrate) e i principali indicatori sulle entrate e sulla spesa, soffermandosi su alcune scelte politiche dell’amministrazione [VIDEO].

16.50 – Nell’aria da diversi minuti, arriva la prima schermaglia tra opposizione e Pdl, che contesta all’assessore Mio un eccessivo dettaglio sulle scelte politiche dell’amministrazione in una presentazione che dovrebbe essere limitata alla descrizione del bilancio. Mio chiede al presidente del Consiglio che siano impediti gli insulti in aula, appellandosi come nella seduta precedente al “fatto personale”, mentre il centrodestra protesta animatamente nei suoi confronti. Quindi l’assessore riprende la sua disamina puntuale.

17.00 – Terminato l’esame del rendiconto da parte dell’assessore Mio, partono le richieste di chiarimenti, che culminano in una mozione d’ordine di Francesco Ribetti (subito ritirata) che contesta lo scarso spazio concesso in commissione per l’esame del rendiconto (“7 minuti registrati”, commenta) e dunque lo scarso margine concesso all’opposizione per preparare una risposta puntuale.

17.05 – Cominciano gli interventi, ogni consigliere ha a disposizione mezz’ora. Comincia Giuseppe Pedicini (Pdl), che a sua volta si serve di alcune slide. Pedicini critica l’uso da parte dell’assessore Mio del suo intervento come risposta politica alla conferenza in cui il Pdl annunciava battaglia. Quindi dà conto della ricostruzione del bilancio secondo semestri, suddividendo cioè l’ultimo semestre di Sergio Bolzonello, a cui chiede conto di una serie di spese discrezionali in vista delle elezioni, e il primo semestre dell’amministrazione Pedrotti. Contesta gli investimenti sulle farmacie comunali e sulle onoranze funebri, i cui profitti sono modesti e a suo parere non giustificano l’investimento. Contesta i costi gestionali dei musei comunali, che giudica eccessivi. Mette in evidenza come su un bilancio di 4,2 milioni per Casa Serena, le cui rette sono state ulteriomente elevate, l’impegno del Comune si riduce a soli 478.000 euro. Conclude sostenendo che “l’amministrazione comunale usa i soldi dei cittadini non per garantire migliori servizi a minor costo, ma per sostenere il consenso” e che in mancanza di una spending review bipartisan il Comune viaggia verso il default [VIDEO].

17.35 – Il segretario generale Paolo Gini interviene per dar conto in modo analitico di alcuni dettagli richiesti da Pedicini e che nel documento di bilancio erano stati indicati in modo aggregato.

17.40 – Riccardo Piccinato (Lega Nord) contesta all’amministrazione l’abitudine di scaricare su cittadini e imprese il peso di investimenti e nuovi tributi e chiede che l’avanzo sia utilizzato piuttosto per contribuire a una minor pressione fiscale su chi produce reddito e iniziativa economica sul territorio. Insiste sugli investimenti sulla cultura, giustificando le iniziative che producono risultati a favore della città e gli investimenti a pioggia a favore di associazioni amiche [VIDEO].

17.50 – “Una buona amministrazione non dovrebbe chiudere il bilancio in attivo”, esordisce Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben), sottolineando come ogni avanzo dovrebbe essere investito per migliorare in modo strutturale le condizioni di vita e lavoro in città. Quindi discute prima ancora che le cifre del bilancio, gli indicatori scelti per monitorare i risultati delle politiche civiche, argomentando come i giorni di sforamento delle polveri sottili o i valori della differenziazione dei rifiuti nascondano realtà più complesse e meno felici. Chiude manifestando il dispiacere per il fatto che l’amministrazione non abbia dato corso all’impegno di iscriversi nel network delle “città sane” [VIDEO].

17.55 – Franco Dal Mas (Pdl) comincia imputando al sindaco la piena continuità con l’amministrazione Bolzonello e dunque, a suo modo di vedere, con una politica di investimenti e contributi legati alla gestione del consenso insostenibili nelle attuali condizioni economiche. Al sindaco che in un’intervista assegnava al suo primo anno di mandato un voto di 6,5, puntando però al 7, dice che “al 7 non arriva se non decide di aprirsi alle reali necessità di questa città”. Quindi ripende discussioni teoricamente già archiviate e distanti dall’ordine del giorno odierno: le modalità di nomina degli amministratori nelle società partecipate, le aliquote Imu, il peso dell’indebitamento sul bilancio, la chiusura alle proposte dell’opposizione. Termina il suo excursus tra i cavalli di battaglia dell’opposizione con la vicenda dell’ospedale di Pordenone, su cui rassicura ancora una volta il Consiglio e chiede di evitare fantasiose ipotesi sulla sua collocazione (lette sui giornali in questi giorni) nel momento in cui è semplicemente necessario che ognuno faccia la sua parte [VIDEO].

18.20 – Sergio Bolzonello (Il Fiume) prende la parola per rispondere agli appunti che sono stati rivolti dal centrodestra alla politica economica degli ultimi mesi del suo mandato. A Dal Mas dice che la maggioranza da lui irrisa è forse lenta, ma certamente coesa. Difende l’operato di Abele Casetta, ex “indegnamente tirato in ballo in questi giorni sui giornali”. Sui contributi alle associazioni, sostiene la coerenza con il sostegno alle realtà cittadine mantenuto per l’intera durata del suo mandato, negando una finalità elettorale e contestando la ricostruzione di Pedicini (che lo contesta fuori microfono) per aver mischiato voci del 2010 con voci del 2011 e contributi con soldi per l’esercizio degli impianti sportivi e culturali gestiti dalle associazioni. Sugli accenti polemici di Dal Mas sulla vicenda dell’ospedale chiede che la Regione “approvi i progetti e metta i soldi, senza altri temporeggiamenti” [VIDEO].

18.40 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) riconosce una sostanziale tenuta dei conti pubblici secondo quanto emerge dal consuntivo del 2011 e questo, pur non condividendo le linee politiche dell’amministrazione, significa poter continuare la pianificazione del futuro. Chiede maggior chiarezza nell’impostazione del consuntivo, che per esempio permetta di cogliere a dovere come certi aumenti nei trasferimenti regionali siano in realtà legati all’ambito e in buona parte destinati ad altri comuni associati e non dunque frutto di maggior disponibilità degli enti superiori. Evidenzia i primi segni negativi, campanello d’allarme della crisi che comincia a mordere. Sollecita il rispetto da parte dell’amministrazione sulle motivazioni, a suo dire insussistenti, fornite per rispondere a chi propone l’alienazione di servizi che potrebbero essere privatizzati, come farmacie, asili, Casa Serena. Annuncia la sua astensione dal voto, perché “non è credibile che chi è stato responsabile per alcuni mesi di questo documento poi vi si esprima contro”. Sul nuovo ospedale, ricostruisce l’interessamento a suo tempo dell’amministrazione di cui faceva parte per la caserma Monti, chiarendo i motivi che ne escludevano l’utilizzo e l’inerzia dell’amministrazione Tondo, e su questo scatena un nuovo battibecco con Dal Mas. Chiede all’amministrazione di guardarsi bene dal sottoscrivere un accordo di programma con la Regione, che pure era stata una chiara richiesta dell’amministrazione Bolzonello, per un investimento che allo stato attuale non sembra realistico né sostenibile. Discute infine la scelta dell’amministrazione Pedrotti di rimettere in discussione la destinazione della Cittadella della Salute, rinunciando alla possibilità di procedere per lotti presso le ex-officine della Brigata Ariete e di ridurre la dimensione di un’area su cui si fanno già si fanno progetti discutibili [VIDEO].

19.00 – Alberto Rossi (Api) sceglie di partiere proprio dalla questione ospedale, condividendo tutti i suoi timori e le sue perplessità sulla piega che sta prendendo il progetto e richiamando tutti alla massima collaborazione. Passando al rendiconto, riprende in realtà i temi e i motivi di perplessità già sollevati in sede di bilancio di previsione per il 2012, sottolineando in particolare come le risposte dell’amministrazione alla crisi economica incidono sulla tenuta sociale della città. Dice che non è più pensabile che i fondi a disposizione del sindaco e pensati un tempo per esigenze straordinarie siano investimenti discrezionali a disposizione delle associazioni. Richiama a un progetto più strutturale sul sostegno alle associazioni, soprattutto nel settore sociale. Parlando di scelte strutturali, cita l’incongruenza di finanziare una società partecipata incaricata tra l’altro di studiare soluzioni per il traffico (Gsm) e poi assumere contemporaneamente un mobility manager. Sulle critiche del Pdl ai conti del Comune apprezza da un lato il ruolo dell’opposizione, ma dall’altro biasima la presenza al tavolo della conferenza stampa del presidente della Provincia Ciriani, a cui è assegnato un ruolo diverso, di dialogo con l’amministrazione comunale [VIDEO].

19.30 – Walter Manzon (Pd) sostiene che più che pensare alla spending review, a livello locale ci si debba concentrare sulle risposte da dare alla crisi e alla difesa dei servizi attivi. Esprime preoccupazione per la vicenda del nuovo ospedale, che anche oggi da questo dibattito emerge incerta e lontana da una soluzione certa, ma ricorda come il piano delle strutture sanitarie conti anche altri progetti fondamentali come la Cittadella della Salute. Spende il consueto sostegno del suo gruppo per gli investimenti culturali intesi come volano per il territorio anche in chiave anti-crisi [VIDEO].

19.40 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) si sofferma su conti in equilibrio e consolidamento degli investimenti dell’amministrazione comunale. Sull’ospedale, si augura che i dubbi sentiti ancora questa sera siano dubbi passeggeri, vista l’importanza dell’opera per la città di Pordenone. Sul versante culturale, insiste che gli investimenti non possono essere considerati soltanto in un’ottica ragionieristica, ma devono essere visti in una logica di crescita del territorio e delle giovani generazioni in particolare. Chiede all’amministrazione che siano messe sempre al centro le esigenze del cittadino, prima preoccupazione di ogni amministrazione [VIDEO].

19.50 – “Non so se abbiamo messo già delle guardie giurate alle porte del Municipio, perché tra un po’ i cittadini arriveranno a chiederci conto. Loro non arrivano alla fine del mese e noi gli parliamo di cultura, di sport, di intrattenimento”, esordisce Walter De Bortoli (Pdl). “Quando in piazza arriveranno i disoccupati a protestare, gli mandiamo l’assessore Mio a fare il discorso che ha fatto qui oggi”, insiste. Sull’ospedale è il suo turno di difendere gli sforzi del centrodestra per ottenere fondi e soluzioni dalla Regione e condividere le responsabilità del ritardo. Cita tra l’altro i servizi sociali del Comune, ridotto in baracche da anni senza che si trovi una soluzione. Nel suo drammatico e appassionato intervento trova spazio infine la decadenza del centro città e la sua desolazione dopo le 20.30, dove non si troverebbe nulla di aperto [VIDEO].

20.15 – Francesco Ribetti (Pdl) torna sul tema della seduta e affronta alcuni dettagli del rendiconto. Critica la tendenza dell’amministrazione di ritenere quasi soldi di serie B quelli vincolati negli investimenti, come se non fossero soldi politicamente destinati. Chiede una seria riflessione sull’utilizzo improprio di soldi per la cultura e i musei, che non è investimento strutturale sulla città. Ricorda la sua provocazione sul ticket d’ingresso a Pordenonelegge o la necessità della partecipazione dei privati alle spese. Discute le scelte in materia di farmacie, già ampiamente discusse. Torna sull’inutilità di una commissione bilancio in cui il bilancio è liquidato in sette minuti di intervento, non fornendo all’opposizione i riferimenti necessari. Quindi, con atto teatrale vagamente telefonato, indossa una cravatta da clown per denuncia la pessima figura del Comune di Pordenone sulla vicenda delle nomine in Fiera e tratteggiare i profili di alcuni esclusi dalla selezione. (“E cosa cazzo vuol dire?”, sbotta Pedrotti fuori microfono.) Ottenuto lo scompiglio cercato, nota che “la lingua batte dove il dente duole”. Quindi passa sull’acquisto di Palazzo Badini e sui conti per pagarne la gestione che oggi nessuno sembra voler pagare [VIDEO].

20.40 – Mauro Tavella (Nuova Pordenone) dice di non voler entrare nelle cifre del rendiconto, perché certo dell’ottimo lavoro svolto dall’assessore e dai tecnici competenti. Ma prende il pretesto della lista delle associazioni beneficiarie di contributi durante l’amministrazione Bolzonello fatta distribuire da Pedicini per portare la voce di tanti cittadini che per 10 anni non sono stati graditi in città. Ricorda al sindaco che esistono tanti altri sport, e fa riferimento a uno in particolare (i motori, ndr), che non godono dei benefici di tante altre discipline. “Non hanno la lebbra, non hanno l’Aids, non fanno uso di sostanze dopanti. Io credo che un’amministrazione non dovrebbe sostenere discipline in cui per sopportare lo sforzo fisico richiesto si ricorre al doping”, insiste. Citando indirettamente l’evento di cui lui stesso è organizzatore, ricorda il valore di promozione del territorio che le manifestazioni motoristiche comportano, nonché i finanziamenti di cui sono catalizzatori. Si chiede dove siano le attività sportive di alcune associazioni finanziate anche in modo cospicuo (cita espressamente l’Asd Festa in Piassa) e chiede all’amministrazione di non discriminare più in modo incomprensibile sport di pari dignità. Per tali ragioni il giudizio di Tavella sul rendiconto è dichiaratamente negativo, ma si dichiara disponibile a rivedere la sua posizione se la discriminazione dovesse cessare [VIDEO].

20.50 – Marco Salvador (Il Fiume) decanta le virtù dell’amministrazione Bolzonello, soprattutto alla luce dei risultati ottenuti nel contenimento dell’indebitamento, nel sostegno alla cultura e per la qualità percepita dei servizi. Poiché le sfide cambiano, si dice certo che la nuova amministrazione abbia le qualità necessarie e si augura che le dimostri al più presto [VIDEO].

21.00 – Al termine del primo giro di interventi, prende la parola Claudio Pedrotti. Sui contributi alle associazioni: servono a mantenere vivo il tessuto culturale della città, fondamento della coesione di Pordenone. Sulla cultura: è ora di finirla con le polemiche, chi può provi che questi investimenti non servono. Sul teatro: funziona, attira persone dal Veneto, garantisce qualità nel tempo, è ora di finirla con battaglie che sono evidentemente personali nei confronti di chi oggi gestisce il Verdi. Sulla spending review: “Ma dov’eravate tutti fino adesso? Monti ci ha semplicemente fatto notare che il tempo per le ballerine e i nani e le distrazioni non c’era più. Non servono artifici creativi. La maggioranza ha il compito di farsi venire le idee e trovare soluzioni più efficienti, l’opposizione controlla”. Sull’ospedale: è stata chiesta una relazione tecnica (non una variante), che l’amministrazione sta redigendo e che sarà presentata al più presto. Contestualmente sarà chiesto conto dei progressi dell’amministrazione regionale. Sulla caserma come soluzione per l’ospedale: è un’ipotesi su cui abbiamo l’obbligo di andare a fondo. Sulla Cittadella della salute: “Andate a vedere il famoso padiglione G dell’ospedale. Io ci sono andato e ho provato un senso di imbarazzo. Potrebbe essere utilizzato con sforzo contenuto per ospitare comodamente i servizi sociali del Comune e le strutture dell’Ass 6 e avviare il percorso che tutti auspichiamo. La proposta è stata bocciata perché giudicata costosa, quando potrebbe costare intorno ai 100.000 euro. È una cosa che come cittadino non comprendo e che voglio provare fino in fondo”. A Tavella, per sdrammatizzare: “Non credevo che avesse tanto interesse per la caccia al falco” [VIDEO].

21.10 – Giuseppe Pedicini (Pdl) coglie la nota di sdrammatizzazione per segnalare che perfino l’associazione “Varda che tete” ha ottenuto contributi dal Comune. Sul Teatro Vedi: “È possibile che un teatro sia finanziato con denaro pubblico e gestito in modo privatistico? È un problema che altrove, per esempio a Udine, si stanno ponendo. Non è un accanimento, è una richiesta di chiarimento, che dovrebbe stare a cuore per primo a lei, perché ha ripercussioni sull’intera gestione degli appalti di servizi.” Sulla macchina comunale da rendere più efficiente, ricorda di aver sostenuto già in campagna elettorale come l’amministrazione della città “come un calzino”. Apprezza e saluta con favore la svolta decisionista annunciata dal sindaco su un giornale locale e l’attende alla prova dei fatti [VIDEO].

21.25 – Non ci sono altri secondi interventi, interviene per chiarimenti Chiara Mio. Sulla commissione: era stata espressamente data la disponibilità ad approfondire, nessuno ha chiesto maggiori dettagli. Sull’indebitamento: non si possono guardare i soli debiti, ma anche la capacità di sostenerli e la capacità di spesa e “in questo Pordenone è un’assoluta eccellenza”. Sulla certezza delle cifre: sono certificate dai revisori, c’è spazio per la politica, non per le contestazioni sui numeri [VIDEO].

21.30 – Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) ricorda il peso del blocco sociale costruito intorno ad alcune associazioni cittadine e la difficoltà per chi ne è fuori di trovare spazio per esprimersi. Insiste sulla necessità di affiancare agli schemi solidi di valutazione del bilancio nuovi indicatori che permettano di leggere lo stato di salute della nostra comunità. “So che l’accordo di programma non sta marciando, ma sta marcendo, dunque dovreste essere interessati alle proposte delle minoranze.” Apprezza il richiamo del sindaco alla materia grigia, ma ricorda che le terminazioni nervose funzionano soltanto se sono connesse a tutte le altre. E in mancanza di queste, preannuncia il voto contrario delle minoranze di centrosinistra [VIDEO].

21.35 – Fausto Tomasello (Pd) tratteggia il percorso amministrativo in continuità tra l’amministrazione Bolzonello e l’amministrazione Pedrotti. Denuncia le falsità dette oggi nel corso del dibattito contro un bilancio consuntivo equilibrato e solido. E preannuncia il voto a favore del suo gruppo [VIDEO].

21.40 – Emanuele Loperfido (Pdl) se la prende col sindaco: “Ci chiede dove eravamo noi? Noi eravamo già lì a dire che Palazzo Badini non sarebbe stato sostenibile. Che sarebbe arrivata una crisi che non avrebbe consentito di sostenere i contenitori culturali. La domanda è semmai dove eravate voi!”. Ammette che i contenitori generino fermento culturale, ma se producano ricchezza è tutto da dimostrare. E le priorità sono altre, in questo momento, conclude [VIDEO].

21.45 – Mario Bianchini (Il Fiume) nota come una discussione che doveva concentrarsi su un documento finanziario è diventata una discussione chiaramente animata da spirito elettorale. E attacca una serie di deduzioni. “Per quello che ho capito io”, il Pdl ha scelto autonomamente Bolzonello come anti-Tondo; l’Aids sembra essere condizione ostativa per ottenere contributi pubblici (e si dissocia); la cultura per la Lega può essere buona e cattiva; “quando intervien el sindaco l’è bòn”. E ovviamente, il voto del Fiume vota a favore [VIDEO].

21.48 – Riccardo Piccinato prende la parola solo per dichiarare il voto contrario della Lega Nord [VIDEO].

21.50 – Si vota: approvate le due delibere a maggioranza, 25 favorevoli e 12 contari [VIDEO]. La seduta viene tolta [VIDEO].

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IN SINTESI. Un dibattito, quello sul rendiconto 2011, dal destino segnato: arriva un mese dopo la maratona sul bilancio di previsione per il 2012 e contiene in sé le ultime firme dell’amministrazione Bolzonello, dunque diventa il pretesto per discussioni sul passato e sul futuro, raramente sui dettagli per cui si chiede l’attenzione presente dei consiglieri. Per come si è svolta buona parte della seduta, poteva essere un Consiglio dedicato al nuovo ospedale e forse nessuno si sarebbe accorto della differenza. Si chiede in modo trasversale grande impegno sulle sfide drammatiche del momento, per contro si condividono – tranne rare eccezioni – simili deficit nella sintesi e nella messa a fuoco dei temi. Oppure è semplicemente cominciata la campagna elettorale, e allora tanto varrebbe sospendere le discussioni fino a primavera.

Consiglio comunale del 21 maggio

Lunedì pomeriggio alle 18.30 è convocato il Consiglio comunale di Pordenone. In discussione le interrogazioni e le mozioni pendenti e due delibere sulla modifica dello statuto di Gsm e sull’adeguamento funzionale del Seminario vescovile.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.50 – Nisco Bernardi apre la seduta. Assenti i consiglieri Martino Gregorio (Pd), Marco Bonazza (Pd) e Franco Dal Mas (Pdl). Chiede subito la parola Giovanni Zanolin (Il Ponte) per chiedere al sindaco Pedrotti che si faccia interprete presso il questore delle preoccupazioni degli studenti, dei genitori e dei residenti intorno all’istituto Flora contro l’ipotesi dell’apertura di una sala giochi e scommesse nella zona [VIDEO].

18.55 – Claudio Pedrotti prende la parola per esprimere la partecipazione della città ai fatti di Brindisi. Ricorda i segni di vicinanza scelti in questi giorni (la partecipazione alla manifestazione spontanea di sabato pomeriggio, l’annullamento delle manifestazioni legate ai musei aperti, la festa in tono minore per la chiusura del Consiglio comunale dei ragazzi, il tentativo di mettersi in contatto con il sindaco di Brindisi). Legge un passo della lettera del ministro dell’Istruzione Profumo agli studenti italiani. Quindi il sindaco spende parole di solidarietà anche per le popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto. Cita i volontari pordenonesi partiti domenica sera per le zone colpite. Racconta di essere in contatto in particolare con l’amministrazione comunale di Ferrara e di seguire da vicino la situazione. Il Consiglio osserva un minuto di silenzio. Pedrotti aggiorna i consiglieri sul programma della visita del capo dello Stato Napolitano a Pordenone, appena ricevuta dal Quirinale. Sostanzialmente confermato il programma: momento istituzionale in Municipio intorno alle 11 e visita al Polo Tecnologico nel pomeriggio. Infine il sindaco annuncia di aver nominato come sindaci di Gea Pierluigi Basso (presidente del collegio sindacale), Barbara Sette e Sandra Pitton. Riguardo a Pordenone Fiere ufficializza i nomi di Alvaro Cardin (presidente) e Giorgio Zaia. Viste le polemiche registrati ricorda che la scelta è a discrezione del sindaco ed è motivata da questioni di continuità, soprattutto in riferimento alle discussioni sulla possibile fusione delle fiere regionali. Il sindaco cita come obiettivo l’amministratore unico e una governance più agile dell’ente, ma per questo è necessario un periodo di transizione. Si dice dispiaciuto che l’esito sia stato letto come violazione della trasparenza che la sua amministrazione si è data come obiettivo. A Zanolin, infine, risponde condividendo l’impressione che il Questore debba avere un atteggiamento meno passivo sul fenomeno delle sale da gioco e intende fare di tutto perché l’esplosione di questi esercizi che si registra in altre località non abbia spazio a Pordenone [VIDEO].

19.10 – I commenti alle dichiarazioni del sindaco. Giovanni Del Ben (Sel/Idv/Del Ben) prende la parola per condividere il suo pensiero sull’attentato di Brindisi e pregare il sindaco di portare la vicinanza del Consiglio comunale di Pordenone nelle occasioni pubbliche che saranno organizzate nei prossimi giorni. Giuseppe Pedicini (Pdl) associa alle intenzioni del sindaco sui fatti di Brindisi quelle del suo gruppo consigliare, ma si dice certo che la società civile non si lascerà cogliere impreparata. Riguardo alle nomine in Fiera, ricorda al sindaco che sono pendenti alcune interrogazioni e che ritiene più giusto che la discussione su questo punto avvenga in quella sede. Sull’unificazione delle fiere regionali sottolinea che la posizione del suo partito è a favore, ma con una chiara richiesta che la sede del nuovo soggetto sia necessariamente a Pordenone. Ritiene che la semplificazione della governance non ha motivo di essere ritardata e anzi, proprio in questa luce, poteva avere maggior significato. Mara Piccin (Lega Nord) si associa agli indirizzi di solidarietà sui fatti di Brindisi. Sulle nomine, legge la lettera ricevuta da un candidato al cda di Gea che aveva presentato il curriculum così come richiesto dall’amministrazione comunale, che denuncia le contraddizioni del bando comunale e il rammarico per le modalità che hanno portato alla scelta di Luca Mariotto. Nella lettera si cita l’incontro con un assessore comunale che avrebbe confermato al candidato come le scelte fossero state fatte in partenza. Gianni Zanolin (Il Ponte) si associa alle parole usate dal sindaco per ciò che è accaduto a Brindisi e per l’emergenza in Emilia. Sulle nomine riconosce a Pedrotti di essersi mosso nei limiti che la normativa gli assegna, ma evidenzia lo iato tra le intenzioni della giunta e le modalità attraverso le quali si è giunti alla scelta. Contesta la mancanza di adeguate motivazioni nell’atto di nomina dei nuovi amministratori, a dispetto della sbandierata trasparenza. Nuoce all’immagine del Comune e del sindaco il fatto che i nominativi dei prescelti circolassero con anticipo sulla scadenza del bando, mentre i cittadini ancora potevano proporre candidature, così come la presunta forzatura di un partito di maggioranza non sia mai stato smentito in venti giorni. Si chiede, infine, perché mai il capitale delle fiere debba ancor oggi essere pubblico. Mario Bianchini (Il Fiume) si associa alla solidarietà espressa a Brindisi e all’Emilia. Sulle nomine, biasima la pratica delle valutazioni espresse sulla base di articoli di giornali. Difende le scelte dell’amministrazione sia riguardo al profilo dei nominati e alle motivazioni e per questo riguarda Pedrotti.

19.35 – Bernardi ricorda le decisioni prese dalla conferenza dei capigruppo: si procederà con un’ora di interrogazioni, quindi si passerà alle due delibere all’ordine del giorno, infine mozioni fino all’orario limite delle 22.30.

19.40 – Interrogazione 20/2012 di Isena Peresson (Lega Nord) sulla presunta “falsa integrazione” ispirata ai valori della “sinistra radical chic e cattocomunista”. Dopo la lettura dell’interrogazione da parte di Bernardi, l’assessore all’istruzione Chiara Mio si rifiuta di rispondere finché il testo è formulato in modo offensivo e tendenzioso e prega la proponente di riformularla in toni adeguati, appellandosi all’articolo 45 del Regolamento del Consiglio comunale (fatto personale). Esplode la polemica tra i banchi dell’opposizione, Pedicini solleva una mozione di censura contro l’assessore Mio ricordando al presidente del Consiglio che la legittimità dell’interrogazione avrebbe dovuto essere valutata prima di metterla all’ordine del giorno (ai sensi dell’articolo 50 del regolamento) e che una volta inserita non può essere elusa. Bernardi ricorda che non può costringere un assessore a parlare e chiede un intervento a favore e uno contrario alla mozione. Francesco Ribetti (Pdl) si chiede che cosa rimane alle opposizioni se nemmeno le interrogazioni vengono più accettate e biasima il comportamento di un assessore pagato coi soldi pubblici. Tomasello ricorda che l’assessore Mio non si è affatto rifiutata di rispondere, ma ha chiesto che sia riformulata in modo più adeguato. Si vota la mozione di censura: bocciata con 9 voti a favore, 17 contrari e 2 astenuti [VIDEO].

19.50 – Interrogazione 26/2012 di Del Ben e Amarilli (Idv/Sel/Del Ben) sul proseguimento a Sud della pista ciclabile di via Nuova di Corva. Risponde l’assessore all’ambiente Nicola Conficoni che illustra i dettagli del progetto. Insoddisfatto Del Ben perché non coglie nell’amministrazione la determinazione a portare a compimento i progetti annunciati [VIDEO].

19.55 – Interrogazione 27/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sull’erronea indicazione dell’area ecologica di via Nuova di Corva. Conficoni rigetta tutte le accuse, ricordando pubblicità e miglioramenti apportati alla struttura. Ribetti ribadisce le segnalazioni che gli sono giunte, prendendo atto della risposta dell’amministrazione [VIDEO].

20.00 – Interrogazione 29/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sulle cause perse dall’amministrazione, a cui viene unita una seconda interrogazione specifica sulla causa persa sulla nuova caserma dei Carabinieri, facendo le pulci alle scelte di difesa e alla dotazione di personale del Comune di Pordenone. Rispondono gli assessori Bruno Zille e Renzo Mazzer, fornendo al cosigliere risposta su tutti i punti sollevati e giustificando le scelte caso per caso che pure hanno portato a sentenze sfavorevoli (il 20% del totale, negli ultimi 5 anni). Ribetti contesta i numeri forniti da Zille e riformula il calcolo in base a entrate e uscite per l’amministrazione delle cause vinte e perse, il cui Bilancio è nettamente sfavorevole al Comune. “Siamo un Comune antipatico, che va a fare la guerra a tutti”, dice commentando la supposta facilità con la quale l’amministrazione va in giudizio. Sulla caserma dei Carabinieri individua l’errore iniziale in un errore di calcolo nel trasferimento dell’area deputata dall’ex pastificio Tomadini a via Planton, essendo la seconda più ampia. Totale e polemica l’insoddisfazione di Ribetti [VIDEO].

20.30 – Si passa alle delibere. La prima (15/2012) comporta modifiche allo statuto di Gsm per ridurre il numero degli amministratori (oggi è “da 5 a 7″, si vuole arrivare a un amministratore unico oppure a un organo di amministrazione composto da un numero di consiglieri “da 2 a 4″) [VIDEO]. Dopo l’illustrazione del sindaco, si apre la discussione. Pedicini ribadisce quanto già detto in sede di commissione: bene la riduzione degli amministratori (tant’è che propone al suo gruppo voto favorevole), ma di fatto non ci si arriverà né vi è alcuna urgenza, perché gli amministratori restano in carica tre anni e ci vorrà tempo perché scadano tutti i mandati. Meglio sarebbe stata, dice Pedicini, una mozione del Consiglio che spinga il sindaco a chiedere le dimissioni degli amministratori in carica [VIDEO]. Sergio Bolzonello (Il Fiume), chiamato in causa da Pedicini sulle nomine sotto elezioni di un anno fa, interviene per ricordare che l’urgenza era dovuta alla necessità di garantire l’amministrazione sul breve periodo e che il patto coi nominati era stato che si sarebbero dimessi non appena il nuovo sindaco fosse entrato nelle sue funzioni (solo uno si dimise effettivamente, Bertolo da Gsm). Bolzonello quindi vede ampio margine perché il sindaco, una volta portata a termine la modifica dell’organo di amministrazione da statuto, possa convincere gli amministratori in carica a dimettersi [VIDEO]. Zanolin (Il Ponte) insiste su una posizione ormai consolidata del suo gruppo: non ha più senso che queste società siano sottoposte a controllo pubblico e tantomeno la soluzione è l’amministratore unico, di fatto un esecutore dell’amministrazione (soluzione che, secondo Zanolin, “nel caso di Gea sospetto abbia causato grandi danni). Suggerisce che comunque la dicitura “da 2 a 4″ sia portata a “3″ o comunque a un numero dispari, perché notoriamente in caso di parità nelle votazioni si creano situazioni difficili da superare [VIDEO]. Si passa alle motivazioni di voto. Walter Manzon (Pd) si esprime a favore di un passaggio di semplificazione opportuno, benché complesso da molti punti di vista [VIDEO]. Giulia Bevilacqua (Il Fiume) ricostruisce da un punto di vista giuridico il processo che può portare a una governance più leggera per società partecipate come Gea o Gsm e vede la delibera in votazione come un tassello verso l’obiettivo già più volte affermato dall’attuale maggioranza [VIDEO]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) apprezza il tentativo di arrivare all’amministratore unico, ma ribadisce i dubbi già espressi in commissione sulla stranezza di un passaggio da 5 consiglieri a una formula vaga come “da 2 a 4″. Garantisce comunque il suo voto alla maggioranza [VIDEO]. Francesco Ribetti (Pdl) riscontra incoerenze tra la volontà di ridurre i costi e gli atti concreti dell’amministrazione, e chiede al sindaco perché in consiglio d’amministrazione di Pordenone Fiere non abbia chiesto una riduzione del compenso al presidente. Assicura il suo voto a favore se il sindaco gli spiegherà i motivi di queste differenze di valutazione [VIDEO]. Fausto Tomasello (Pd) ribadisce la disposizione favorevole del suo gruppo, pur riconoscendo la complessità del processo in corso e una sostanziale preferenza per un consiglio di amministratore [VIDEO]. Claudio Pedrotti interviene per alcune precisazioni. Sul rischio di parità di voto, il nuovo statuto prevede che prevalga quello di chi presiede l’organo di amministrazione. Ribadisce che il nuovo statuto gli permette di non nominare il quinto amministratore mancante, di cominciare a contenere i costi e di mettere le basi per arrivare all’amministratore unico [VIDEO]. Nel secondo intervento Pedicini (Pdl) si dice imbarazzato rispetto alle buone intenzioni a sostenere la delibera, perché non avverte concreta disposizione dell’amministrazione a dare una svolta e ritiene che le differenze di vedute all’interno della maggioranza non permetteranno di raggiungere in tempo l’obiettivo [VIDEO]. Manzon (Pd) riprende la parola per precisare la posizione del suo partito, senza spostare sostanzialmente il baricentro la discussione [VIDEO]. Si passa alle dichiarazioni di voto. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) si chiede che senso abbia avere delle partecipate se poi non si dà loro un mandato manifesto e se allora non sia meglio consegnare queste società al mercato. Riccardo Piccinato (Lega Nord) apprezza il tentativo dell’amministrazione, pur non ritenendo sufficienti i passi avanti. Il suo gruppo si asterra. Marco Salvador (Il Fiume) approva senza riserve il nuovo statuto e annuncia il voto favorevole del gruppo a cui appartiene. Giovanni Zanolin (Il Ponte), prendendo spunto dall’intervento di Salvador, interviene polemicamente per mettere in evidenza il potere effettivo di controllo del Consiglio comunale partendo da un caso personale (attende documenti sulla vicenda Gea-Snua da mesi, senza riceverli) [VIDEO]. La delibera va in votazione: 23 favorevoli, 4 contrari (le minoranze di centrosinistra) e 5 astenuti [VIDEO].

21.35 – La seconda delibera (16/2012) riguarda lavori di abbattimento delle barriere architettoniche e di adeguamento funzionale di una porzione del Seminario diocesano di Pordenone. L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo ricostruisce tutto l’iter tecnico e il dettaglio del progetto presentato dalla Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta, di fatto, della trasformazione di un’ala precedentemente destinata a dormitorio per gli studenti in locale adibito a biblioteca per riunire in un’unica sede diverse strutture del Seminario. Gianantonio Collaoni (Il Fiume) chiede se, vista l’importanza e la dimensione della biblioteca del Seminario, questo intervento avrà ripercussioni anche sulla dimensione del patrimonio librario e sui tempi di realizzazione delle opere. La nuova biblioteca sarà il punto di raccolta del patrimonio che non può più essere conservato nelle piccole parrocchie, spiega l’assessore Toffolo. Quanto ai tempi previsti, si parla di fine 2013 [VIDEO]. Giovanni Zanolin (Il Ponte) sottolinea da un lato l’importanza per il territorio della biblioteca del Seminario e dall’altro il rimandare a un momento successivo di una convenzione per l’accesso pubblico a quell’istituzione. Chiede dunque che a fronte di un investimento pubblico non indifferente (300.000 euro) siano garantite le regole di accesso al patrimonio archivistico del Seminario, possibilmente già prima del termine dei lavori [VIDEO]. Andrea Cabibbo (Pdl) apprezza finalità e sforzo progettuale, nonché le ricadute dell’investimento sulla città [VIDEO]. Sulla necessità di stipulare per tempo una convenzione per l’accesso pubblico alla biblioteca diocesana si esprime anche Sandro Del Santo (Pd) [VIDEO], così come Roberto Freschi (Vivo Pordenone), che nota la posizione strategica del Seminario rispetto all’università [VIDEO], Sergio Bolzonello (Il Fiume), che ricorda come il Comune intervenga già con un intervento di 20.000 euro per il sostegno della catalogazione archivistica del patrimonio archivistico del Seminario [VIDEO], e Marcello Passoni (Pd), che si augura che la convenzione non venga stipulata soltanto per cinque anni rinnovabili, ma a tempo indefinito [VIDEO]. Martina Toffolo ricorda come l’imminente scadenza della convenzione stipulata per l’accesso pubblico al parco del Seminario presti l’occasione per l’avvio di un dialogo più ampio con la Diocesi. Per quanto riguarda in particolare l’accesso al patrimonio bibligrafico e archivistico, perché è un requisito del finanziamento pubblico ottenuto dalla Diocesi per procedere ai lavori. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) apprezza il senso dell’intervento e delle sue ricadute sullo studio della storia del nostro territorio. Apprezzamento viene espresso anche da Elio Rossetto (Pd), mentre Gianantonio Collaoni (Il Fiume) coglie l’occasione per ripercorrere il valore storico dei contenuti dell’archivio diocesano per la città [VIDEO]. La delibera viene votata all’unanimità [VIDEO].

22.15 – Il presidente Bernardi chiude la seduta e riconvoca il Consiglio il 28 maggio per l’approvazione del bilancio consuntivo [VIDEO].

Consiglio comunale del 7 maggio

Lunedì alle 18 è convocato il Consiglio comunale di Pordenone. All’ordine del giorno, oltre a una lunga lista di interrogazioni e mozioni, due delibere presentate dalla giunta: l’approvazione del progetto di collegamento stradale tra l’area della Questura e via Caboto e l’approvazione della variante per la revisione viabilistica dell’ambito dell’Istituto Flora, già adottata nella seduta del 6 febbraio.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

§

18.35 – Nisco Bernardi, presidente del Consiglio, apre la seduta. Assenti Maria Bonato, Andrea Cabibbo e l’assessore Chiara Mio. L’ordine dei lavori deciso dalla conferenza dei capigruppo prevede l’esame delle interrogazioni in sospeso per un’ora, quindi delle due delibere urbanistiche, infine delle mozioni fino al tempo limite delle 22.30 (salvo che l’esame delle delibere non richieda più tempo). Tutte le mozioni in materia di raccolta differenziata dei rifiuti urbani presentati dalle minoranze di centrosinistra saranno discusse insieme [VIDEO].

18.40 – Il sindaco Claudio Pedrotti prende la parola per ricordare Saverio Quattrone, personaggio di spicco del mondo della scuola e della politica non soltanto pordenonese, venuto a mancare la settimana scorsa. Il Consiglio osserva un minuto di silenzio in suo onore [VIDEO dal minuto 0:50].

18.45 – L’esame delle interrogazioni comincia con la 18/2012 presentata da Giovanni Del Ben e Lucia Amarillo (Idv/Sel/Del Ben) sulla sicurezza stradale all’incrocio tra via Vallona e viale della Libertà. L’assessore alla mobilità Nicola Conficoni risponde illustrando le valutazioni in corso di valutazione con il nuovo mobility manager [VIDEO].

18.50 – Interrogazione 19/2012 presentata da Del Ben e Amarilli sui compiti del componente del consiglio di amministrazione dell’Interporto indicato dal Comune di Pordenone. Risponde il sindaco Pedrotti, citando quanto espressamente previsto dal regolamento comunale. Del Ben vorrebbe invece una maggiore condivisione sia delle caratteristiche richieste al rappresentante comunale, nonché degli indirizzi politici che gli sono affidati. Il consigliere lamenta inoltre di non aver potuto ricevere copia a domicilio dei curriculum in possesso all’amministrazione, ma di essere stato invitato a prenderne visione presso il gabinetto del sindaco [VIDEO].

18.55 – Interrogazione 14/2012 di Emanuele Loperfido sulla messa in sicurezza della pista ciclabile in prossimità del terminal bus e della stazione ferroviaria. Nicola Conficoni inquadra la questione subordinandola a una serie di interventi previsti nel prossimo futuro in quell’area. Loperfido, del tutto insoddisfatto, chiede che l’amministrazione reagisca subito a questi stimoli, soprattutto quando si parla di sicurezza [VIDEO].

19.05 – Interrogazione 22/2012 di Del Ben e Amarilli sulle sedi di erogazione dei servizi sanitari e socio sanitari territoriali nel distretto urbano. Vincenzo Romor, assessore ai servizi sociali, ricostruisce nei minimi dettagli l’intera vicenda a partire dalla futura Cittadella della Salute, dalla cui definizione dipende a cascata l’intera organizzazione dei servizi sul territorio. “Mama in che man semo finii”, commenta Del Ben nella sua replica, riferendosi in modo particolare alle scelte recenti dell’Azienda sanitaria. Interviene Sonia D’Aniello (Pd), fuori procedura, chiedendo all’amministrazione di convocare, vista la complessità e la delicatezza della materia, un’apposita audizione con i soggetti coinvolti [VIDEO].

19.25 – Interrogazione 23/2012 di Del Ben e Amarilli, che desiderano conoscere le indicazioni di mandato al rappresentante del Comune nel consiglio di indirizzo della fondazione Itis Kennedy. Si ripete il copione precedente, con il sindaco che legge quanto previsto da regolamento e Del Ben che chiede che il Consiglio sia messo al corrente degli indirizzi richiesti ai rappresentanti dell’istituzione.

19.35 – Interrogazione 24/2012 di Giovanni Zanolin e Loris Pasut (Il Ponte) sulle rette per le persone affette da Alzheimer presso Casa Serena. Alla puntuale ricostruzione dell’assessore Romor, Zanolin risponde apprezzando l’attenzione in materia dimostrata dall’assessore e sottolineando a sua volta l’importanza di considerare e sostenere in modo adeguato i malati di Alzheimer [VIDEO].

19.45 – Si passa alle delibere. La prima (13/2012) riguarda la sistemazione del sistema viario nell’ambito di insediamento della nuova Questura, e in particolare la realizzazione di un collegamento tra la Questura e via Caboto. Illustrano i contenuti della delibera l’assessore all’urbanistica Martina Toffolo, che spiega i termini formali della variante urbanistica, e l’assessore ai lavori pubblici Renzo Mazzer, che entra nel merito del progetto e delle problematiche connesse. Alberto Rossi (Api) coglie l’occasione per chiedere notizie sulla vecchia birreria, non accolta da Mazzer che chiede di restare sul tema. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) chiede se l’amministrazione non abbia considerato l’ipotesi di risolvere il problema realizzando una piccola rotonda al posto della confluenza tra via Fontane e via San Valentino. Mazzer risponde che non ci sono le dimensioni sufficienti. “Se siete riusciti a metterla tra via San Giuliano e via Mestre…”,  ironizza Tavella. Walter De Bortoli (Pdl) chiede conto delle ricadute sui parcheggi, pochi e congestionati in quell’area. Si proverà ad assicurare maggiore ricambio dei veicoli estendendo il disco orario. Del Ben si informa sui parere delle circoscrizioni, che è stata ovunque favorevole. [VIDEO] Si procede subito con le votazioni, che vedono la delibera approvata con 22 favorevoli e 10 astenuti [VIDEO].

20.00 – La seconda delibera (14/2012) prevede la definitiva approvazione della variante urbanistica 128, relativa alla revisione della viabilità a servizio della nuova sede degli studenti che frequentano la nuova sede dell’Istituto scolastico Flora. Martina Toffolo [VIDEO] e Renzo Mazzer [VIDEO] danno conto delle osservazioni e delle opposizioni raccolte negli appositi termini di legge, nessuna delle quali accoglibili (benché siano state accolte alcune piccole varianti di progetto non rilevanti urbanisticamente per venire incontro alle esigenze dei residenti e delle attività commerciali della zona). Mauro Tavella (Nuova Pordenone) chiede dettagli sulla recinzione che verrà ripristinata al livello della nuova rotonda tra via Stradelle e via Ferraris, preoccupato che impedisca la visuale del traffico in uscita dai passi carrai (soprattutto camion) rispetto a eventuali ciclisti in transito sulla ciclabile. Anche in questo caso non si sviluppa discussione e si passa direttamente al voto. La delibera viene approvata con 23 voti favorevoli e 12 astenuti [VIDEO].

20.20 – Inizia l’esame delle mozioni, con la discussione aggregata di cinque distinti documenti sulla raccolta dei rifiuti urbani presentati in modo congiunto da Il Ponte, Api e Idv/Sel/Del Ben. Le presenta, a nome di tutti i proponenti, Giovanni Zanolin (Il Ponte), inquadrando il tema rifiuti nella più definizione ad ampio spetto del sistema produttivo del territorio e del suo rilancio. Una delle chiavi di trasformazione del sistema industriale, spiega Zanolin, passa attraverso il raggiungimento di prodotti completamente riciclabili e il Comune devono recitare in questo processo un ruolo di grande stimolo. Vanno poi considerate le ricadute del ciclo dei rifiuti sulla salute dei cittadini. “Pordenone ha ottenuto ottimi risultati, ma possiamo fare ancora di più e meglio, accogliendo le sollecitazioni che arrivano dalla Comunità europea”, dice Zanolin. Due, in particolare, sono le questioni: la valorizzazione di tutto ciò che può essere riciclato, impedendone l’incenerimento, e il passaggio culturale dalla semplice differenziazione al riciclo dei materiali. “Bruciare non annulla il problema, lo trasforma”, spiega il consigliere, citando la documentazione epidemiologica sulle microparticelle fornita in questi anni in particolare dal dott. Gustavo Mazzi. Zanolin cita l’amianto e gli effetti sulla salute scoperti nel tempo e chiede al Consiglio di esprimere una posizione consapevole: “Oggi voi sapete!”. La seconda mozione chiede che si sperimentino forme avanzate di raccolta porta a porta spinte, magari in alcuni quartieri. I proponenti chiedono, inoltre, modifiche sull’applicazione della Tarsu, richieste di modifica sulle procedure previste dalla regione sugli appalti nel settore e l’impegno di informare nel dettaglio i cittadini sull’intero ciclo dei loro rifiuti [VIDEO]. L’assessore all’ambiente Conficoni inizia la sua risposta riassumendo gli indirizzi politici dell’amministrazione comunale in tema di rifiuti e i risultati ottenuti negli ultimi anni. Cita la campagna in corso a Varese, dove è stata presa esplicitamente a modello proprio Pordenone. Ricorda come la scelta di recuperare materia rispetto al recupero di energia ha evitato la costruzione di un termovalorizzatore in provincia di Pordenone. Cita le 4 R del ciclo virtuoso dei rifiuti: ridurre, recuperare, riusare, riciclare. Annuncia l’assunzione imminente di due nuovi ispettori per sorvegliare la corretta differenziazione da parte dei cittadini. Dichiara che l’amministrazione è costantemente impegnata a sciuppare nuove iniziative per ottimizzare la raccolta e favorire il riciclo del materiale. Il sistema attuale di raccolta ha tre pregi, dice Conficoni: l’economicità, la comodità e la sostenitibilità. In questo senso, la proposta di una raccolta porta a porta spinta è una possibilità, ma non l’unica e non necessariamente quella che assicura il migliore equilibro possibile, spiega Conficoni citando diverse esperienze italiane e, di fatto, rigettando la proposta delle opposizioni (almeno sul breve periodo). Riguardo alla Tarsu cita i diversi tentativi del Comune in questi ultimi anni di passare dalla tassa sui rifiuti alla tariffa sui rifiuti effettivamente conferiti e gli impedimenti tecnici e legislativi verificati fino a oggi. Ora è necessario attendere le nuove disposizioni in materia previste dal decreto Salva Italia del governo Monti. Sulle normative regionali, Conficoni pur riconoscendo le criticità messe in luce dalle opposizioni ne coglie gli aspetti positivi a cui sarebbe rischioso rinunciare, come la possibilità di avere centri di raccolta molto vicini. Sulla trasparenza e l’informazione, infine, alcune richieste saranno soddisfatte a breve con la diffusione del Riciclabolario (un opuscolo che chiarisce molti dubbi sulla raccolta), ma molti dati richiesti non sono al momento nella disponibilità del Comune, mentre si potrebbero ottenere almeno a livello di bacino dalla Regione [VIDEO]. Zanolin riprende la parola per contestare l’iniquità di un sistema che costringe il proponente a parlare per massimo 15 minuti, mentre consente all’assessore per 40 minuti. Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben) apprezza i contenuti e i toni dell’assessore, ma ribadisce un no forte a ogni ipotesi di incenerimento, non esclusa dall’amministrazione: “Non è etico esporre la popolazione a rischi potenziali” [VIDEO]. Giuseppe Pedicini (Pdl) chiede polemicamente all’assessore di dare, tra i tanti dati, anche sul percolato della discarica di Vallenoncello, quindi dedica il suo intervento a mettere in evidenza le contraddizioni di una raccolta differenziata che, nonostante i buoni indici generali, non riesce a diminuire la quantità di rifiuti e a produrre risparmi per i cittadini. Chiede che la città si doti di almeno quattro isole ecologiche, rispetto alla sola oggi operativa. Apre, infine, alle minoranze di centrosinistra sul tema dell’incenerimento, rispetto a cui si dichiara a sua volta contrario [VIDEO]. Mario Bianchini (Il Fiume) si rammarica di come, nonostante i buoni propositi condivisi dal Consiglio, si sia persa l’opportunità di discutere un documento condiviso e ci si sia ritrovati con tante mozioni diverse e di parte [VIDEO]. (Sempre più numerosi i banchi vuoti, intanto, soprattutto a centrodestra, dove il Pdl è rimasto con due soli consiglieri e la Lega senza rappresentanti.) Walter Manzon (Pd) considera un successo della città essere riusciti a contenere i costi di smaltimento e ricorda le scelte impegnative e previdenti compiute in questi anni [VIDEO]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) chiede di spostare nuovamente la discussione dai costi alla salute, quindi ricostruisce da un punto di vista ambientale e medico i rischi delle particelle disperse nell’aria dagli inceneritori. “Col livello della salute non si transige”, dice Del Ben, insistendo sul fatto che i rischi oggi sono noti [VIDEO]. Elio Rossetto (Pd) incentra il suo intervento sulla convivenza dei cittadini di Vallenoncello con la discarica. Ricorda come in passato, su questo tema, sia stato chiesto molto ai cittadini e come solo di recente siano arrivati i servizi (“Forse perché eravamo troppo Dc”, nota il consigliere). Democristianamente ringrazia sia i proponenti delle mozioni sia l’assessore Conficoni per le sue risposte, augurandosi che si spinga la differenziazione fino al 100%. Si augura che il problema sia affrontato sempre più a monte e si dichiara favorevole a sperimentare, come spesso accaduto in passato, proprio a Vallenoncello il porta a porta spinto [VIDEO]. Dario Zanut (Il Fiume) ricorda le valutazioni fatte con Ennio Martin (assessore all’ambiente durante il primo mandato Bolzonello e responsabile dell’avviamento dell’attuale raccolta differenziata) e le scelte politiche – non etiche, ci tiene a sottolineare -che hanno permesso fino a oggi per esempio di non avere inceneritori sul nostro territorio. Governare questo processo significa costruire giorno per giorno le condizioni per avere le condizioni migliori possibili nelle condizioni storiche date, dice Zanut, chiudendo al porta a porta spinto (non sostenibile) [VIDEO]. Alberto Rossi (Api) apprezza il lavoro fatto fino a oggi dall’amministrazione cittadina e proprio per questo rilancia la necessità di una nuova spinta. “Dovrete domani spiegare ai cittadini di Pordenone perché oggi dite no a una proposta che vi stimolava ad andare oltre una buona esperienza”, dice Rossi [VIDEO]. “Possiamo solo migliorare”, sostiene Roberto Freschi (Vivo Pordenone), apprezzando le sollecitazioni delle minoranze ma ricordando qual era il punto di partenza nel 2001 (“ricordate i contenitori color senape in cui si buttava via tutto indistintamente?”). Individua il problema alla base del problema rifiuti, ovvero la questione degli imballaggi, che si può risolvere in altre sedi ma su cui è necessario fare uno sforzo culturale comune. Considera il punto di arrivo proposto dai promotori delle mozioni, a cominciare dal no agli inceneritori, un punto di arrivo necessario e ineludibile, semplicemente riconosce strade differenti per arrivarci [VIDEO]. Sergio Bolzonello (Il Fiume) si rammarica che non si sia arrivati a una mozione comune, perché è evidente come nelle proposte delle opposizioni ci siano elementi necessariamente condivisibili. Chiede che, posta la bocciature delle mozioni così come presentate, si riporti il tema in commissione per trovare le mediazioni possibili, dal momento che ci sono tutte le condizioni (e cita tra l’altro la nomina del nuovo amministratore di Gea) per ripensare la politica ambientale del territorio [VIDEO]. Sandro Del Santo, pur allineandosi nel voto alla posizione del Pd, interviene per dare voce a una posizione di minoranza all’interno del suo partito molto più intransigente sulle ripercussioni sulla salute della gestione dei rifiuti e in particolare dell’incenerimento [VIDEO]. Marcello Passoni (Pd) condivide la proposta di Bolzonello di riprendere il tema, posti gli ottimi risultati registrati fino a questo punto da Pordenone. Sull’inceneritore punzecchia Pedicini, che si è dichiarato contrario, citando il voto favorevole in Regione del fratello Antonio (“bisogna che vi parliate”, dice). Ringrazia infine i proponenti per aver introdotto un argomento così importante in assemblea [VIDEO]. In sede di dichiarazioni di voto, Zanolin accoglie con favore l’apertura di Bolzonello a riprendere il confronto. Prova a rispondere a chi chiede conto alle minoranze di non aver voluto giungere a un documento unitario citando il controllo che il Comune su Snua, attraverso Atap, e il documento prodotto davanti al Tar che prova il collegamento tra Snua e il cementifico di Fanna. “Come può un Comune sostenere un’apertura contro l’incenerimento quando sostiene vincoli di questo tipo?”, chiede Zanolin, dichiarandosi scettico della possibilità che l’amministrazione e la maggioranza siano in grado di incidere su questi livelli di gestione. Infine smonta una per una le giustificazioni dell’assessore Conficoni. Bolzonello riprende la parola per ricordare come questa stessa maggioranza abbia fatto uscire Atap da Naonis Energia e dai progetti di costruzione dell’inceneritore. Sostiene che oggi questa stessa maggioranza potrebbe incidere sugli impegni tra Snua e l’inceneritore di Fanna e forse un documento unitario di indirizzo politico avrebbe dato a questo processo maggiore forza. Giuseppe Pedicini annuncia il voto favorevole alle mozioni contro le ipocrisie della maggioranza, riferendosi in particolare alle dichiarazioni di Bolzonello. Si dice dispiaciuto di non aver sentito la voce del sindaco in un dibattito così importante. Walter Manzon ribadisce la posizione del Pd annunciando il voto contrario del suo gruppo [VIDEO]. Parla infine anche Claudio Pedrotti per sottolineare l’importanza del ragionamento iniziale di Zanolin nella presentazione delle mozioni sull’inefficienza del modello industriale, che produce sprechi a ogni passaggio. Auspica che anche il Polo Tecnologico si attivi nelle attività di formazione e sperimentazione su questi temi, fondamentali così come la tutela della salute già ampiamente sostenuta nel dibattito. Conferma che l’intenzione della sua amministrazione non è mai stata quella di accontentarsi dei risultati ottenuti e individua proprio nella nuova tassa sui rifiuti (Res) il momento necessario di revisione dei meccanismi [VIDEO]. Si votano le mozioni, tutte respinte a maggioranza salda [VIDEO].

23.05 – La seduta viene sciolta [VIDEO].

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IN SINTESI. Due delibere urbanistiche che, per una volta, procedono spedite e vengono analizzate per il fatto tecnico che sono, senza speculazioni di parte. E poi una lunga discussione sul tema dei rifiuti, che pur incontrando importanti convergenze sulla salvaguardia della salute e dell’ambiente, si arena sulle diverse strategie della maggioranza e delle opposizioni, quelle di centrosinistra in particolare. Praticamente assente il centrodestra, fatta eccezione per Pedicini, De Bortoli e Tavella, che hanno atteso il voto finale e sostenuto le mozioni di Zanolin, Pasut, Del Ben, Amarilli e Rossi sui rifiuti.

Consiglio comunale del 23 aprile

Dopo l’approvazione del Bilancio 2012, il Consiglio comunale di Pordenone si riunisce lunedì pomeriggio alle 18 per esaminare mozioni e interrogazioni.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.30 – Il presidente Nisco Bernardi apre la seduta. Il sindaco Claudio Pedrotti condivide alcune nomine effettuate dall’amministrazione: Bernardo Ambriosio come componente dell’organo di indirizzo dell’Associazione Orchestra e Coro San Marco, Marco Cavallaro (“candidato Pd alle ultime amministrative”, fa notare il Pdl, “non è motivo ostativo”, risponde il sindaco) nel consiglio d’amministrazione dell’Interporto e Fabio Marcuzzi nell’Associazione Kennedy. Racconta inoltre di aver incontrato in modo informale il governatore Renzo Tondo: rispetto al carcere Pedrotti e Tondo hanno condiviso la determinazione che il nuovo penitenziario sia costruito come previsto a Pordenone (e non dunque a San Vito); sull’ospedale Tondo, ha dato appuntamento all’inizio di maggio per rilasciare un’informativa ufficiale su come Regione, Provincia e Comune intendono procedere. Bernardi illustra inoltre l’ordine dei lavori previsto: si procederà per mezzora con le interrogazioni, quindi si esamineranno due delibere sulla commissione pari opportunità e sullo sportello unico delle imprese, infine le mozioni fino all’orario limite delle 22.30 [VIDEO].

18.40 – Sergio Bolzonello (Il Fiume) prende la parola per ricordare Carlo Ciussi, uno dei importanti pittori del Friuli Venezia Giulia, amico di Pordenone, venuto a mancare proprio oggi. Il Consiglio osserva un minuto di silenzio in suo onore [VIDEO dal minuto 10:40].

18.45 – Comincia l’esame delle interrogazioni. La prima è la 7/2012 di Franco Giannelli (Gruppo misto) sulla costruzione del nuovo carcere. Pedrotti ribadisce le informazioni già condivise, in particolare il fatto che la Regione ha sposato la posizione del Comune sulla necessità di costruire in città il nuovo istituto di pena. Giannelli si dichiara soddisfatto [VIDEO].

18.50 – Interrogazione 8/2012 sempre di Giannelli sulla tempistica dei fondi comunitari/regionali Pisus. L’assessore agli affari generali Bruno Zille coglie l’occasione per fare il punto sulla questione e precisa che, vista la gran mole di progetti presentati, la regione prevede attualmente tra fine giugno e inizio settembre la pubblicazione delle graduatorie. Soddisfatto Giannelli, che si diceva preoccupato soltanto del rispetto dei tempi da parte dell’amministrazione nella presentazione della domanda [VIDEO].

19.05 – Interrogazione 9/2012 dei consiglieri di opposizione di centrosinistra sulla figura dei “coordinatori di quartiere” ipotizzati nell’ambito delle politiche di sicurezza del territorio. Risponde Pedrotti in vece dell’assessore Moro, assente, definendo ingiustificata la polemica esplosa sui giornali in febbraio, perché la figura in discussione non è prevista dal progetto in corso di discussione con Prefettura e comuni circostanti. Rossi (Api) si dice soddisfatto delle indicazioni fornite dal sindaco [VIDEO].

19.20 – Interrogazione 12/2012 di Roberto Freschi (Vivo Pordenone) sulla pericolosità della viabilità delle strade a nord di viale Venezia, dovuta sia ai fussi di traffico, sia ai disagi in caso di piogge abbondanti. L’assessore ai lavori pubblici Renzo Mazzer illustra le iniziative già previste dall’amministrazione per porre rimedio, dalla ridefinizione della segnaletica per il traffico pesante al ripensamento dei percorsi in attesa dell’attesa configurazione ideale della Gronda Nord. In discussione anche la realizzazione di alcune rotonde nelle intersezioni più pericolose, per esempio tra via Castelfranco e via Roveredo. Freschi si dichiara soddisfatto dalla risposta, ma sottolinea come il problema sia e vada considerato come molto più ampio, soprattutto se nella stessa zona andranno a gravare in futuro anche carcere e ospedale [VIDEO].

19.35 – Interrogazione 12/2012 di Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) sulla vertenza tra Comune e Italgas rispetto alle ripercussioni sulla proprietà dei servizi e sulle tasse comunali delle normative succedutesi nel settore. L’assessore Zille ricostruisce i dettagli della vicenda e le ripercussioni giudiziarie. Del Ben apprezza la spiegazione e la posizione assunta dall’amministrazione, lamenta tuttavia l’assenza di un atto di giunta che si prenda la responsabilità politica delle scelte fatte, in particolare riguardo agli incarichi professionali stipulati [VIDEO].

19.45 – Si passa alle delibere. La prima (7/2012) riguarda la nomina di alcuni membri della Commissione pari opportunità. Pedrotti illustra senso, ruolo e attribuzioni di quest’organo, che resta in vigore per la durata del mandato del sindaco. La Commissione è formata da 11 componenti: 2 proposti da associazioni imprenditoriali e di categoria, 2 da organizzazioni sindacali, 2 dalle associazioni femminili, tutti questi già indicati, più 3 consiglieri comunali e 2 membri esterni indicati sempre dal Consiglio, da cui la discussione di questa sera. Vengono proposti come membri esterni due nomi provenienti dalle associazioni, Mirna Carlet e Loredana Colosimo [VIDEO]. Riferendosi proprio a questi, Francesco Ribetti (Pdl) lamenta la scarsa disponibilità della maggioranza ad accettare le segnalazioni delle opposizioni e, a nome del suo gruppo, introduce la candidatura e i titoli di Flavia Maraston [VIDEO dal minuto 4:25]. Mario Bianchini (Il Fiume) lamenta la pressione delle opposizioni a politicizzare la questione e difende la scelta non politica delle due proposte avanzate dall’amministrazione, peraltro discusse in precedenti incontri in Municipio [VIDEO dal minuto 11:30]. Mara Piccin (Lega Nord) trova naturale e inevitabile il contenuto politico delle discussioni in commissione pari opportunità, dunque critica l’atteggiamento della maggioranza e fa sua la proposta di Ribetti [VIDEO dal minuto 14:50]. Orsola Chiaradia (Il Fiume) candida in qualità di membri interni dalla Commissione i consiglieri Giulia Bevilacqua (Il Fiume) e Maria Bonato (Pd) [VIDEO dal minuto 19:30]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) auspicava convergenza e consenso sui nomi dei componenti esterni espressi dall’assessore Moro, ma vista la distanza rimarcata delle minoranze apre alla proposta di Ribetti e da parte sua avanza la proposta di Paola Anese [VIDEO dal minuto 21:00]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) fa il nome della sua collega di gruppo consiliare, Lucia Amarilli [VIDEO dal minuto 25:30]. Si passa alle dichiarazioni di voto per chiamata individuale, cominciando dai membri interni: vengono nominati Giulia Bevilacqua (12 voti), Maria Bonato (10) e Isena Peresson (10), non eletta Lucia Amarilli (3) [VIDEO dal minuto 27:00]. Elio Rossetto (Pd) chiede chiarimenti sull’indicazione delle candidature, riferendosi in particolare a quella di Isena Peresson, non esplicitamente citata prima del voto, ma secondo presidente e segretario è tutto regolare [VIDEO dal minuto 39:10]. Giuseppe Pedicini (Pdl) insiste sul fatto che una cosa era votare all’unanimità dei nomi esterni concordati come espressione dell’intero Consiglio, come avrebbe dovuto essere, altra è coinvolgere queste candidature in una votazione politica [VIDEO dal minuto 41:20]. Sergio Bolzonello (Il Fiume) prende il pretesto per insistere sulla necessità che le persone nominate siano esterne a ogni indicazione politica e dunque riapre le porte ai candidati precedentemente indicati proprio come esterni alla politica perché provenienti dall’associazionismo [VIDEO dal minuto 43:20]. Franco Dal Mas (Pdl) sposa la posizione di Pedicini e biasima quella che definisce l’ennesima forzatura della maggioranza, indicando la necessità del voto sui candidati [VIDEO dal minuto 48:05]. Mario Bianchini (Il Fiume) attacca Dal Mas sullo scarso coordinamento interno al suo gruppo, che porta a rimettere continuamente in discusione posizioni già chiarite in conferenza dei capigruppo, ma anche Mara Piccin per aver di fatto ammesso un ruolo politico della commissione pari opportunità in Regione (dove Piccin ricopre il ruolo di consigliera) [VIDEO dal minuto 52:35]. Dal Mas accusa la maggioranza di protervia e di non lasciare spazio alle opposizioni, quindi si ritira polemicamente dal voto [VIDEO dal minuto 54:30]. Mentre Pedicini riprende il microfono per contestare l’atteggiamento della maggioranza e Walter De Bortoli minaccia di andarsene parlando senza mezz termini di “porcheria” (“di tutti, non c’è minoranza e maggioranza qui”), la seduta si sfilaccia per diversi minuti, dà pretesti per continue schermarglie, fino a quando il presidente Bernardi non decide di sospendere i lavori e convocare la conferenza dei capigruppo [VIDEO dal minuto 59:10].

21.10 – La seduta riprende [VIDEO dal minuto 63:40]. Bernardi annuncia che i capigruppo hanno deciso di chiudere la discussione e passare direttamente alle dichiarazioni di voto. Dal Mas (Pdl) interviene ricapitolando i motivi per cui si è arrivati all’attuale spaccatura, accusando alla maggioranza di non aver cercato una mediazione in tempo utile. Quindi annuncia che il Pdl si ritira dalla votazione e augura buon lavoro ai membri della Commissione che saranno eletti. Giannelli (Pdl) contesta contemporaneamente la prova di forza della maggioranza e il ritiro dal voto della minoranza di centrodestra [VIDEO dal minuto 64:40]. “È vergognoso che il Consiglio da un’ora e mezzo sia occupato con questa votazione, con tutti i problemi gravi che invece si trova di fronte”, dice Giannelli, annunciando la sua astensione [VIDEO dal minuto 68:00]. Piccin (Lega Nord) si dice imbarazzata per la discussione avvenuta questa sera e annuncia l’astensione del suo gruppo dalla votazione [VIDEO dal minuto 72:20]. Bianchini (Il Fiume) accusa l’opposizione di aver provocato la discusione a causa di un mancato accordo al suo interno e annuncia il voto del suo gruppo a favore delle persone indicate dalla giunta, chiedendo che sia ben chiaro come queste non siano indicazioni della maggioranza, ma espressione dell’associazionismo cittadino [VIDEO dal minuto 73:55]. Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) si rammarica del fatto che le persone che saranno nominate non potranno sentire alle loro spalle l’unità del Consiglio comunale. Annunciando un voto basato sulla stima personale dei singoli nominati, auspica che percorsi di delibera come questi siano gestiti in modo differente dall’amministrazione [VIDEO dal minuto 77:15]. Fausto Tomasello (Pd) insiste sul carattere non politico delle nomine della maggioranza [VIDEO dal minuto 79:10]. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) annuncia rapidamente l’astensione (“non abbandono l’aula per rispetto dei cittadini”), ma a sua volta nota l’atteggiamento muscolare dell’amministrazione e della maggioranza, che a volte dovrebbero cogliere la possibilità di un sacrificio a favore dell’efficacia dei lavori del Consiglio [VIDEO dal minuto 81:10]. Claudio Pedrotti pone fine a una “indecorosa discussione” su una “proposta ragionevole dell’amministrazione” e imputa al Pdl di “aver buttato in politica” una discussione che politica non voleva essere. “Abbiamo dato un pessimo esempio e mi dispiace”, conclude [VIDEO dal minuto 84:55]. Si vota, finalmente: vengono nominati Mirna Carlet (16 voti) e Loredana Colosimo (13), 5 astenuti [VIDEO dal minuto 87:20].

21.40 – Si passa alla delibera 12/2012 sulla gestione in forma associata tra Comune di Pordenone e Comune di Fontanafredda dello sportello unico per le attività produttive che già vede operare assieme Pordenone e Roveredo in Piano. L’assessore Zille illustra i motivi e il percorso di questa scelta, che di fatto rinnova una collaborazione già in essere aggiungendovi le pratiche relative al commercio [VIDEO]. Non c’è discussione né richiesta di chiarimenti. Si passa alle dichiarazioni di voto. Rossi (Api) esprime voto favorevole, ma chiede alla giunta un percorso più organico con i comuni del circondario, invece di tante convenzioni diverse per diverse attività di volta in volta con Roveredo in Piano, Fontanafredda e via dicendo [VIDEO]. Piccin (Lega Nord) trova giusto che Pordenone faccia da capofila in questi progetti, ma contenendo le spese per il capoluogo. Annuncia un’astensione benevola [VIDEO dal minuto 1:45]. Tomasello (Pd), a nome dell’intera maggioranza, annuncia il voto favorevole per un’iniziativa che promuove la sburocratizzazione del processo produttivo, richiamandosi agli intenti sottoscritti anche in campagna elettorale [VIDEO dal minuto 4:10]. Si vota: 29 favorevoli e 3 astenuti, approvata [VIDEO].

22.05 – Secondo l’ordine del giorno si sarebbe dovuto procedere con le mozioni, ma visti i ranghi ridotti del Consiglio dopo l’abbandono dei consiglieri del Pdl e che la prima mozione in discussione sarebbe stata quella sullo smaltimento dei rifiuti delle minoranze di centrosinistra, Giovanni Zanolin (Il Ponte) propone e ottiene di procedere per la mezzora scarsa rimasta con le interrogazioni.

22.10 – Interrogazione 15/2012 di Amarilli, Del Ben, Pasut, Zanolin e Rossi sugli interventi di sostegno delle iniziative mediche e di profilassi per gli stranieri sul territorio, in particolare gli immigrati irregolari. All’assessore alle Politiche sociali Vincenzo Romor il compito di ricostruire dettagliatamente lo scenario legislativo in materia, il quadro effettivo in Regione e la vicenda assai travagliata dell’ambulatorio creato dalla Caritas a Pordenone. Traccia anche le iniziative intraprese dall’amministrazione per risolvere la situazione. Non abbastanza, secondo il giudizio di Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben), che annuncia una mozione per permettere all’intero Consiglio di esprimersi sulla questione. Postilla di Zanolin, che apprezza in ogni caso la compiutezza della ricostruzione di Romor [VIDEO].

22.30 – Esaurito il tempo a disposizione, il presidente Bernardi chiude questa tormentata seduta [VIDEO].

Consiglio comunale del 16 aprile

La maratona per l’approvazione del Bilancio 2012 del Comune di Pordenone comincia lunedì 16 alle 9.30 e proseguirà fino a sera. In discussione diverse delibere collegate al documento finanziario e gli emendamenti e le controproposte delle opposizioni.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

§

10.00 – Il presidente Nisco Bernardi dà il via ai lavori del Consiglio. La conferenza dei capigruppo ha deciso di procedere a una discussione unica per le quattro deliberazioni che riguardano il Bilancio (8, 9, 10 e 11/2012) [VIDEO]. Il consigliere Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) interviene subito per chiedere che la discussione preveda, come da regolamento, i pareri delle circoscrizioni e delle commissioni [VIDEO]. Bernardi dà così lettura delle relazioni dei consigli circoscrizionali: contrari Torre e Centro, in bilico Rorai-Cappuccini e favorevole Sud. Il segretario comunale Gini ricorda invece che il parere delle commissioni non è obbligatoria e non è stata utilizzata questa possibilità. Vengono acquisiti gli emendamenti della giunta e dei consiglieri, inoltre saranno discussi (separatamente) anche alcuni ordini del giorno proposti dalle opposizioni [VIDEO].

10.20 – Francesco Ribetti (Pdl) parla di un Bilancio che conferma l’impressione di “accanimento gratuito contro i cittadini, odioso e vessatorio”, di “taglieggiamento” dei commercianti in difficoltà, di “ricatti” da parte dell’amministrazione rispetto al livello dei servizi. E parte con un esame delle incongruenze e delle criticità contenute a suo parere nel documento e dei suggerimenti contenuti nell’emendamento presentato dal Pdl [VIDEO].

10.50 – Momento di impasse, nessuno iscritto a parlare. Dal Mas chiede fuori microfono al presidente come intende organizzare la giornata. Bernardi allarga le braccia, visto che spetta ai consiglieri animare il dibattito secondo le strategie decise dai gruppi.

10.55 – Giuseppe Pedicini (Pdl) parla di un bilancio che non ha una strategia, che contiene evidenti margini per operazioni elettorali, copia-incollato col bilancio preelettorale dello scorso anno, distante dalle esigenze della città, succube di una specifica parte politica della maggioranza. “Verrebbe da dirvi: dite qualcosa di sinistra”, sottolineando l’assenza di una visione a favore della crescita, del rigore e dell’equità. “Accettando il nostro emendamento non fate altro che andare incontro al vostro elettorato”. Annuncia un ordine del giorno sulla Gea, che chiude il bilancio in utile senza che l’avanzo venga utilizzato per abbassare le tariffe [VIDEO].

11.10 – Mara Piccin (Lega Nord) tiene a ricostruire la vicenda dei ritardi nei trasferimenti regionali e nell’approvazione del bilancio regionale, uno dei punti che hanno causato maggiori distanze tra amministrazione e opposizioni. Dice che se è vero che “Trieste è lontana” (si riferisce allo studio Casetta sulla sperequazione nei trasferimenti regionali), bisogna anche dire che nel 2006 Trieste era ancora più lontana e si è avvicinata nel corso del tempo. Discute i governi (a Roma e a Trieste come a Pordenone, e il riferimento è in particolare all’assessore Mio) composti da tecnici non eletti dal popolo. Si dice convinta che si possa abbassare di due punti l’aliquota Imu sulla casa e di un punto l’aliquota Imu sui terreni agricoli. Fa un elenco di spese discutibili iscritte a bilancio: abbonamenti a riviste, spese postali, quote associative, contributi alle associazioni, mostre e convegni (“non c’è scritto da nessuna parte che la cultura non si possa autofinanziare”), consulenze, incarichi legali, ricorso agli interinali [VIDEO].

11.40 – “Di fronte alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo, l’impressione è che si risponda con un documento del tutto ordinario”, dice Alberto Rossi (Api). Secondo il consigliere, la necessità di chiudere il bilancio in equilibrio ha prevalso sull’urgenza di interventi strutturali nella prospettiva di una maggiore equità sociale. Il costo del personale diminuisce nei valori assoluti, ma in relazione alle minori entrate diventa più pesante che in passato, e richiama l’amministrazione alle dichiarazioni programmatiche in tal senso. Contesta anche la scarsa considerazione dei consigli circoscrizionali, che pure l’amministrazione si era impegnata a valorizzare. Suggerisce di promuovere una maggior collaborazione tra associazioni e istituzioni nel sostegno alle manifestazioni culturali. Denuncia il silenzio assordante del sindaco e dei partiti di maggioranza su alcune questioni fondamentali come il nuovo ospedale o il carcere. Contesta l’uso degli avanzi delle partecipate “come mucche da mungere per ripianare i buchi di bilancio” e ribadisce l’invito a dismettere la partecipazione pubblica in queste società [VIDEO].

12.05 – Marcello Passoni (Pd) analizza quelli che a suo parere sono i principali punti di forza del bilancio in un’ottica di contrazione e risparmio. “È un documento equilibrato, prudente e aperto alle proposte credibili che verranno da quest’aula”, dice esprimento apprezzamento per l’operato dell’assessore Mio. Denuncia l’atteggiamento populistico di chi approva le aliquote a Roma e in città poi si spende come capopolo dell’antipolitica [VIDEO].

12.20 – Riccardo Piccinato (Lega Nord) discute la previsione a bilancio delle multe e del recupero dell’evasione fiscale, chiede il taglio delle consulenze, del servizio di documentazione video del Consiglio comunale, delle inserzioni pubblicitarie, delle spese su una linea di trasporto pubblico che porta le persone a spendere fuori dal centro. Contesta, tra le previsioni dei fondi comunitari Pisus, gli investimenti in fibra ottica (superati, a suo dire, dall’arrivo del cosiddetto 4G) o il rifacimento del sito web comunale. Ritiene che dietro alla generica etichetta di spese culturali si mascherino clientele politiche e distribuzione di fondi a determinate associazioni. “Signor sindaco, lei è abituato con i computer: dai un ordine e loro fanno quello che gli è stato chiesto. Ma i cittadini non sono computer. Monti ha tassato, ma lei ha scaricato semplicemente il problema sui cittadini” [VIDEO].

12.30 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) non crede che il documento sia modificabile o riformabile, tanto è lontano è dalla sensibilità del suo gruppo. Non coglie, a suo dire, alcun elemento di indirizzo che consenta di affrontare il momento di crisi della città. Scorge nel bilancio triennale segnali di presa di coscienza di una crisi strutturale che già quest’anno doveva essere affrontato con altri strumenti. Denuncia le incertezze legate sia alle entrate fiscali sia alla capacità delle famiglie di pagare quanto previsto, elemento che mette a rischio tutti le previsioni del bilancio. Trova non sostenibile la disparità di garanzie tra il settore privato e il settore pubblico, dove non vengono mai messi in discussione posti di lavoro e reddito. E propone – sotto forma di ordine del giorno, presentato dalle opposizioni di centrosinistra – una serie di interventi strutturali per rinegoziare servizi e compensi a carico del pubblico impiego, mirati a diminuire in modo significativo la quantità di personale (a cominciare dalla gestione degli asili e di Casa Serena). Il secondo ordine del giorno presentato da Il Ponte, Idv/Sel/Del Ben e Api suggerisce invece una strategia per rilanciare investimenti e sviluppi a favore della città indicando una serie di alienazioni di beni immobili in grado di finanziarli. Il terzo ordine del giorno stimola il Comune a prendere posizione sui piani di zona della Sanità regionale, che al momento si distinguono per vaghezza di indirizzo. Il quarto e ultimo ordine del giorno del gruppo di centrosinistra propone il monitoraggio dei gettiti Imu. Chiede infine all’assessore alla cultura Claudio Cattaruzza se, in questa particolare congiuntura, le manifestazioni che la città ha deciso di mantenere sono le più congrue possibili? [VIDEO]

13.00 – I lavori vengono sospesi fino alle 14.30.

14.45 – La seduta riprende.

14.50 – Gregorio Martino (Pd) giudica corretti i conti del Bilancio e corretto l’atteggiamento dell’assessore Mio. Contestualizzando l’introduzione dell’Imu nel contesto di emergenza affrontato dal governo Monti, Martino ricorda che il Comune non ha toccato le altre tasse. Insiste sulla necessità degli investimenti come motore di crescita, pena l’involuzione del sistema e il calo dello stesso gettito fiscale. Quindi si dedica a una lettura commentata delle cifre di Bilancio e delle iniziative programmatiche già note [VIDEO].

15.20 – In assenza (momentanea) del sindaco e dell’assessore al bilancio, Walter De Bortoli (Pdl) comincia il suo intervento rivolgendosi ironicamente a Sergio Bolzonello. Ricorda il suo arrivo dalla Libia: “mio padre venne a Pordenone perché qui c’era lavoro e c’era la possibilità di crescere e metter su casa”. Oggi Pordenone non è più attrattiva, nota il consigliere, e attacca un elenco di industrie storiche che oggi non ci sono più o non sono più sotto il controllo del territorio. “Dove non arriva il governo nazionale, il governo locale deve sopperire”, dice criticando senza molte riserve le scelte di questi ultimi mesi a livello nazionale ed europeo. Critica l’Imu come misura iniqua in un paese troppo disomogeneo nell’applicazione delle leggi e dei controlli edilizi. Insiste sull’iniquità di legare una tassa del genere all’abitazione e non al reddito, una scelta che penalizza soprattutto le fasce più deboli. Nota come all’istituzione di queste tasse non corrisponda uno slancio di rilancio economico a favore della città. Ricorda la quantità di abitazioni e negozi sfitti nell’immediata cintura cittadina e di come nonostante questo si continui a costruire grandi condomini. Indica alcuni investimenti sui quali, a suo parere, si sarebbe potuto soprassedere, in particolare le piste ciclabili o la riqualificazione, così com’è stata prevista, di via Cappuccini. A Zanolin dice che non bisognerebbe vendere le farmacia, bisogna farle rendere come quelle private. Chiede al sindaco di accogliere i suggerimenti del suo gruppo, venire incontro alle esigenze dei pordenonesi e della tenuta del suo territorio [VIDEO].

15.45 – Loris Pasut (Il Ponte) parla del Bilancio come di un abito elegante, ma privo di respiro politico e che non sembra fare gli interessi della città. E riprende il senso e i contenuti degli ordini del giorno proposti dalle opposizioni di centrosinistra già esaminati da Zanolin. Cita in particolare la privatizzazione dei servizi cimiteriali. Si chiede come mai l’amministrazione abbia dato la precedenza alla riqualificazione di una strada quando c’è l’urgenza di portare la banda larga in tutto il territorio. “Non basta dire che non si è toccata l’Irpef e la Tarsi, è necessaria una ricalibrazione fiscale generale”, dice Pasut. Ritiene che un’azienda pubblica da oltre 500 dipendenti abbia importanti margini di efficienza [VIDEO].

16.05 – Fausto Tomasello (Pd) ricostruisce le priorità di questo bilancio: il sociale, l’istruzione e la cultura, l’ambiente. Sull’Imu ricorda come il gettito abbia solo limitatamente una ricaduta effettiva sul territorio, mentre un taglio delle aliquote si abbatterebbe completamente sulle casse del Comune, determinando tagli sui servizi per milioni di euro (1 punto, 4 milioni di euro, secondo Tomasello). Ripercorre le scelte fiscali dell’amministrazione e della maggioranza indicandole come il male minore e minore scenario possibile, spesso contestato nei riferimenti e nelle cifre dalle opposizioni. Rifiuta, discutendole una per una, tutte le proposte delle opposizioni, perché giudicate generiche, populistiche o inefficaci [VIDEO].

16.20 – Giacomo Manfrin (Il Fiume) nota come criticare i numeri del bilancio sia ingeneroso nei confronti dei molti professionisti coinvolti nella sua redazione. Invita il Consiglio ad abbandonare le polemiche pretestuose, che non fanno il bene della città. Risponde a chi suggerisce di tagliare sui servizi che questo significherebbe togliere energie, risorse e lavoro, diminuendo la qualità della vita in città. Ricorda gli slanci progettuali già previsti in bilancio, come il piano strategico, il piano regolatore, il piano della mobilità, il mantenimento dei livelli di assistenza sociale. Chiede, infine,  all’amministrazione di curare in modo particolare il collegamento tra mondo della formazione e mondo delle imprese, per arginare la disoccupazione giovanile [VIDEO].

16.25 – Matteo Loro (Pd) definisce solido il Bilancio presentato dall’amministrazione comunale. Critica l’Imu in quanto tale, lontana dall’idea di un federalismo fiscale, ma non la scelta della giunta di applicare le aliquote minime. Ritiene questa scelta comunque migliore di un taglio dell’Imu per poi alzare l’aliquota Irpef. Apprezza, infine, la capacità dell’amministrazione di contenere la spesa senza intaccare sensibilmente il livello dei servizi [VIDEO].

16.30 – Francesco Giannelli (Gruppo Misto) si dice stupito della gravissima scelta politica per una amministrazione di centrosinistra di non venire incontro almeno alle fasce più critiche di popolazione nell’applicazione dell’Imu. Porta alcune proposte alternative a quelle del Pdl, che senza nemmeno sfiorare gli anziani, l’infanzia, i servizi sociali, i trasporti scolastici, i cimiteri, ma tagliando su riviste, incarichi professionali, gettoni di presenza, centro stampa, formazione del personale, quote associative, linea Rossa, permetterebbero di recuperare oltre due milioni di euro. Ritiene inoltre che esistano margini ulteriori (fino a 4 milioni di euro) tagliando spese anacronistiche come l’Informagiovani o non vitali in tempo di crisi come la biblioteca, l’archivio, i musei, le onoranze funebri, servizi agli animali. “Tra un panino e un libro, che cosa dà da mangiare a chi ha fame? Voi non vi rendete conto in che condizioni siamo”, dice all’indirizzo della maggioranza che contesta la sua visione. Per contro ritiene fondamentale il nuovo piano urbanistico, che deve contenere le basi per un ripensamento della città e del centro storico, sebbene a suo parere la giunta avrebbe già dovuto condividere una bozza, dopo nove mesi di amministrazione. Immagina un grande piano di riqualificazione del centro storico che permetta di rivalutare le abitazioni degli anni ’60, crei parcheggi per i residenti e renda appetibile venire ad abitare a Pordenone. Indica alcune grandi aree strategiche che potrebbero far crescere la città: l’ospedale quando si libererà, le caserme, l’ex Amman, la Rivierasca, il nuovo carcere, il nuovo aeroporto, la ristrutturazione della periferia col divieto di espansione edilizia [VIDEO].

17.00 – “Un bilancio senza progettualità”, dice Andrea Cabibbo (Pdl), che ritrova negli appunti di oggi le stesse considerazioni dell’anno scorso. “Per garantire gli stessi livelli del passato, se non di più, si mettono pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini”. Contesta le ricostruzioni ascoltate dai banchi della maggioranza e mette nuovamente in discussione i conti dell’amministrazione. Sottolinea alcune pratiche contabili discutibili, come l’utilizzo dell’avanzo di bilancio per finanziare spese ordinarie ripetitive. Nota come il Comune abbia un esiguo margine di manovra, considerate le spese fisse necessarie per mantenere quella che definisce “una gioiosa macchina da guerra”. Mette in luce quelle che, a suo parere, rappresentano incongruenze o scelte incomprensibili, tra cui gli investimenti soltanto teorici (perché ancora in attesa di assegnazione) del bando comunitario Pisus, la progettazione di ciclabili come quella sulla roggia Vallona, il risanamento della discarica di Vallenoncello, il pagamento dei parcheggi come voce d’entrata, la ristrutturazione dell’edificio di via Rivierasca che ospita i giudici di pace quando vi sarebbero altre soluzioni già pronte [VIDEO].

17.30 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) definisce quello del bilancio come uno dei momenti più qualificanti per la politica locale, quello in cui si mettono a confronto idee e visioni sul futuro dell’amministrazione e se ne fa sintesi. E tuttavia oggi la situazione in discussione a livello locale è soprattutto figlia di dinamiche nazionali. Sottolinea l’importanza della cultura, non una cultura-svago che lascia il tempo che trova, ma una cultura-formazione che permette la crescita del territorio e uno sviluppo che è anche tecnologico. Trova condivisibile la proposta di Zanolin e delle minoranze di centrosinistra sull’ambito sanitario, non invece quella sul personale comunale, che richiede un’analisi molto più approfondita e strutturale [VIDEO].

17.50 – Maria Bonato (Pd) richiama nel suo intervento la dimensione sociale e sociosanitaria in cui è inserita la discussione politica sul bilancio, ma il suo intervento – molto tecnico e letto da una relazione scritta – viene particolarmente penalizzato dal basso livello di amplificazione e dal rumore di fondo dell’aula [VIDEO].

18.00 – Orsola Chiaradia (Il Fiume) parla di un sistema economico profondamente mutato e smaterializzato, legato sempre più alle idee, all’intangibile, alla conoscenza, per sostenere gli investimenti dell’amministrazione in cultura e formazione nella città di Pordenone. Sottolinea l’importanza della partecipazione dei cittadini alla vita culturale della città. “Siamo orgogliosi di quanto fatto dall’amministrazione comunale della nostra città”, dice Chiaradia. Sostiene una visione della cultura come volano di sviluppo economico e di posti di lavoro: “il pubblico premia le manifestazioni culturali, il pubblico premia Pordenone” [VIDEO].

18.10 – Franco Dal Mas (Pdl) inzia scherzando su un bilancio comunale che è stato scritto da Sergio Bolzonello, tanto richiama quelli della sua amministrazione. Ritorna sull’idea di compitino fatto bene dall’assessore al bilancio, ma che manca in una visione adeguata della congiuntura. “Ci sono 3.000 esuberi annunciati da Confindustria, che il vostro bilancio nemmeno considera”, grida alla giunta e alla maggioranza, imputando loro un atteggiamento snobistico sulla cultura che sta tenendo in ostaggio la città. Ricostruisce l’iter di presentazione del Bilancio comunale e le controproposte del centrodestra. Insiste sul fatto che l’impatto dell’Imu sarà superiore a quanto atteso dall’amministrazione, perché la revisione catastale supererà le detrazioni previste. Riguardo alle seconde case, ribadisce che il mercato delle locazioni sarà messo in ginocchio da queste iniziative. “Non riuscite a tagliare niente, perché il vostro bilancio deve sostenere delle spese di immagine evidentemente a fini elettorali”. Svela quelli che a suo dire sono “trucchi contabili” nel passaggio Ici-Imu, entrando nel dettaglio dei numeri delle agevolazioni per le famiglie con figli, sugli edifici, sulle abitazioni sfitte, sui capannoni. Cita, “come esempio del grado di approssimazione con cui vi siete avvicinati alla questione Imu” la risposta a un’interrogazione a risposta scritta sottoposta dal consigliere Loperfido in cui gli uffici del Comune ammettono di non essere in grado di dare cifre esatte sul numero di abitazioni. Conclude invitando l’amministrazione a considerare il margine di intervento che ancora resta sul bilancio, a uscire dalla cultura clientelare delle amministrazioni precedenti, prendendo in considerazione gli emendamenti proposti dal suo gruppo consiliare [VIDEO].

18.35 – Mario Bianchini (Il Fiume) si schiera ovviamente al fianco dell’amministrazione, trovando conforto alle scelte fatte nelle decisioni assunte da molte altre città italiane. Si dice preoccupato prima ancora che per le abitazioni, per le ripercussioni sul comparto produttivo e chiede alla giunta di fare tutti gli sforzi per arginare situazioni di crisi. Richiama la visione della cultura come volano economico già sostenuta da Orsola Chiaradio e chiede che si faccia il possibile per salvaguardare il Consorzio universitario. Ricorda come le amministrazioni precedenti siano riuscite a garantire un indebitamento ridotto pur in presenza di forti investimenti e opere. Ritiene essenziali i 5 milioni di euro contestati dalle opposizioni rispetto al programma dell’amministrazione e dunque non accettabili gli emendamenti proposti [VIDEO].

18.45 – “Il Partito democratico riflette sulla crisi del lavoro da molti mesi, da quando il governo Berlusconi non sembrava interessarsene”, dice Walter Manzon, segretario cittadino, “dunque non accetto l’accusa di aver improvvisato le soluzioni”. La fase di cambiamento dal manifatturiero ai servizi va accolto e sostenuto, trovando altre strade di sviluppo: siamo in una fase creativa, frutto di tutto ciò che è stato investito nella cultura. “Cultura significa saper guardare più in là del proprio naso”, continua Manzon. “Non sappiamo dove ci porterà, sappiamo che a livello nazionale conta per circa il 5%. La cultura è come le cellule staminali, un fattore di rinascita e sviluppo”. Dunque per rispondere a Zanolin, secondo Manzon questo è un investimento congruo [VIDEO].

18.55 – Emanuele Loperfido (Pdl) contesta l’atteggiamento di chiusura dell’amministrazione e del sindaco, che non ha concesso margini di collaborazione alle opposizioni. Ricorda gli impegni di Pedrotti in campagna elettorale rispetto alla partecipazione dei cittadini nell’amministrazione della città e alle iniziative da intraprendere per la tutela del lavoro sul territorio. Lamenta la lentezza nella condivisione delle informazioni sul sito del Comune (fa riferimento al caso specifico della determina sulla ricerca del nuovo amministratore unico per Gea, presente come determina di giunta ma non ancora nella sezione dedicata ai bandi e concorsi per la ricerca di personale). Se il bilancio esprime la politica finanziaria di un’amministrazione, Loperfido si chiede che politica sia quella incapace di prendere atto del fatto che Pordenone non è più una città appetibile. Di questo passo, aggiunge, oltre a non attrarre nuove persone, avremo sempre meno cittadini che pagano le tasse. Contesta a un sindaco informatico di non essere ancora riuscito a fare scelte strategiche rispetto a open software e Voip (riferendosi a una mozione che attende di essere esaminata in Consiglio). Quindi, riprendendo la questione Imu, dichiara che “abbiamo chiesto così tanti dati all’amministrazione pubblica, che ci siamo resi conto che non tutti i dati erano in possesso all’amministrazione pubblica”. Colto un momento di confusione e di esodo dei consiglieri in particolare dai banchi della maggioranza, Loperfido si ferma e pretende la verifica del numero legale al presidente (il consigliere anziano Bolzonello, che sostituisce per alcuni minuti Nisco Bernardi). Ripreso il discorso, contesta tutte le informazioni su cui nel corso dell’esame del bilancio si sono rivelati incompleti o non veritieri, invita l’amministrazione a farsi venire qualche dubbio sul documento per cui oggi chiedono l’approvazione. Ricorda gli appelli delle principali categorie produttive e nuovamente denuncia la chiusura dell’amministrazione. Chiede alla politica di dare almeno piccoli segnali ai cittadini, sui costi, sugli stipendi, sui contributi. Sulla cultura come volano economico: “se fosse così, perché i privati non accorrono a finanziare gli eventi?” Il problema non è tagliare la cultura, nessuno lo vuole fare, è una questione di priorità e di segnali, conclude [VIDEO].

19.30 – Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) pone subito una questione di metodo e chiede all’amministrazione di replicare agli stimoli dei consiglieri prima del secondo giro di interventi, per permettere di confrontarsi in modo costruttivo e reale sulle posizioni, a costo di concludere il dibattito nel prossimo Consiglio comunale. Discute alcuni dettagli della bozza di regolamento attuativo per l’Imu, fornendo alcuni suggerimenti migliorativi in particolare nella formulazione delle specifiche per le agevolazioni. Quindi si dedica a una serie di dichiarazioni di principio unite a commenti puntuali e critiche specifiche sui documenti in esame ispirati a una città più bella, sana, accogliente e sicura [VIDEO].

20.00 – “In un bilancio di quasi 80 milioni, forse potevate provare a sacrificare due o tre milioni in più”, dice Mauro Tavella (Nuova Pordenone). Dichiara di non trovare nel Bilancio grandi progetti, “ma forse grandi progetti non li avete nemmeno ereditati”. Si concentra sul suo settore di competenza, la mobilità: raccomanda di lavorare di prevenzione e sicurezza, essendo l’auto la prima causa di morte per i più giovani. Si spende per la realizzazione di un impianto di guida sicura, che sono ormai previsti in molte città e che servirebbe molti programmi di formazione di privati, ma anche della stessa amministrazione pubblica. Restando in tema di viabilità, Tavella stimola l’amministrazione ad affrontare (con una serie di rotonde strategiche) il problema degli accessi da sud in occasione delle manifestazioni fieristiche. Rispetto alle iniziative culturali e sportive, lamenta sottotraccia una disparità di trattamento tra eventi per cui si pagano le persone per venire a Pordenone ed eventi per cui le persone pagano per venire e trovano una città non adeguatamente accogliente [VIDEO].

20.20 – Anticipando la mozione d’ordine delle opposizioni, la giunta decide di rispondere prima del secondo giro di interventi. Comincia l’assessore Mio, descrivendo “un bilancio complesso, figlio nel bene e nel male del lavoro di questa amministrazione”. Ricorda la difficoltà di fare previsioni in questo momento di grande incertezza anche legislativa sui prelievi fiscali, su cui si innesta la discontinuità nel quadro sociale ed economico. Porta come notizie positive la crescita delle esportazioni, la salute del distretto economico. Contesta gli allarmismi sull’impatto dell’Imu, eletto a dramma nazionale, pur in presenza di un quadro molto più complesso e che deve essere analizzato globalmente. “Questa amministrazione comunale non ha alcun interesse ad accentuare la pressione fiscale, ma in presenza di un quadro così fluido e incerto, nonché in presenza di un saldo negativo totale del Comune rispetto allo Stato di 15 milioni di euro, non è possibile fare previsioni diverse. Appena avremo prontezza di un quadro normativo certo e definito, prenderemo in considerazione la possibilità di concedere uno sconto Imu per esempio ad alcune tipologie di locazioni”. Nel chiudere a modifiche oggi, l’assessore apre alla possibilità di costruire insieme alle opposizioni questo passaggio successivo. Sull’Imu: “è a tutti gli effetti una patrimoniale, non la giudico, non l’apprezzo, ma questo ci troviamo oggi e difendo il lavoro dei nostri ragionieri, posta la differenza che esiste in ragioneria tra precisione e attendibilità”. I numeri sono numeri, “ma per qualcuno parlano, per qualcun altro strillano”, dice all’indirizzo di Dal Mas che la provoca sui dati. Difende, conti alla mano, la stima sul gettito e sulla pressione fiscale che ragionevolmente, allo stato attuale della legislazione, sarà imposta sui cittadini (un valore medio di 200 euro a famiglia). I casi di difficoltà trovano risposta nelle previsioni di bilancio a favore dei servizi sociali. “Di fronte a tutte queste incertezze, io ritengo molto più responsabile partire in questo modo e poi aggiustarci strada facendo”, dice Mio. Né si può più parlare di anziani o giovani, perché non corrispondono più a categorie omogenee, insiste l’assessore, è necessario un grande sforzo di innovazione sociale anche in tema economico. “Mi si potrà dire che basta spegnere la macchina. È vero, ma non credo che la città desideri una macchina spenta”. Nel dare risposte puntuali alle osservazioni delle opposizioni, sulle circoscrizioni critiche dice che “hanno deciso a prescindere dalla mia presentazione, avevano già i pareri pronti, non è stato un bell’esercizio di democrazia”. Sull’emendamento Pdl fa notare che alcune spese prese in esame per possibili tagli da scontare sull’Imu non sono modificabili perché già impegnate, mentre altre fanno riferimento a iniziative specifiche a cui l’amministrazione non intende venir meno (e ne dà dettaglio), mentre l’eventuale sconto avrebbe effetto a prescindere su tutte le categorie di reddito. Sulle parole dell’assessore si scaldano sempre più le opposizioni di centrodestra, in particolare da parte dei consiglieri Dal Mas e Pedicini. L’assessore Mio difende infine i contributi alle associazioni, perché molti sono parte integrante del piano di welfare per assicurare determinati servizi o attività alla città. Difende infine la scelta conservativa rispetto alle misure di bilancio del passato, perché di fronte a un quadro così incerto l’amministrazione ritiene più prudente agire con maggior ponderazione [VIDEO].

21.00 – Puntualizzazioni sulle cifre e sulle iniziative giungono anche dall’assessore alla cultura Claudio Cattaruzza, che afferma di aver già avviato molti dei confronti auspicati dall’opposizione (ma denuncia scarsa collaborazione da parte della Provincia). Sulla possibilità di far pagare l’ingresso ad alcuni eventi culturali, racconta dello scetticismo da parte della Regione e dell’assessore De Anna. Difende le strutture culturali che Giannelli, provocatoriamente, chiedeva di chiudere per destinare altrove i fondi, ricordando anche il ruolo di aggregazione sociale svolto da biblioteca e musei. Rispetto ai finanziamenti privati, afferma che “per sposarsi bisogna essere in due” e stigmatizza invece il taglio nei finanziamenti pubblici ad alcune manifestazioni di indubbio valore, un taglio che alla fine si ripercuote soprattutto sull’immagine della città [VIDEO, dal minuto 45:35].

22.15 – L’assessore agli affari generali Bruno Zille difende l’attività dell’avvocatura comunale, dopo le critiche seguite alle recenti sentenze sfavorevoli al Comune. Fornisce alcuni dati: l’abbattimento delle cause è stato del 46%, le cause vinte sono il 73%, quelle gestite internamente senza ricorso a professionisti esterni sono state l’80%. L’assessore afferma inoltre che non emerge l’importante lavoro di prevenzione che l’avvocatura svolge nelle pratiche correnti [VIDEO, dal minuto 55:20].

22.20 – Il sindaco Pedrotti cita la tesi recente vincitrice del Premio Bessega per parlare dell’”insostenibilità della sostenibilità”, ovvero della difficoltà di modificare l’assuefazione alle abitudini di consumo di beni e servizi, per raccontare i presupposti politici di un’amministrazione che, in un contesto di grande cambiamento, tenta di mantenere saldi alcuni presupposti di servizio. La determinazione dell’amministrazione nel mantenere alcuni livelli, spiega Pedrotti, nasce dalla volontà di garantire, almeno per il prossimo anno, la coesione sociale. Dichiara di voler far propria la mozione sugli ambiti, in contrapposizione con la definizione di area vasta che la Regione sembra intenzionata a inseguire e segnala la collaborazione spontanea che sta nascendo con molti comuni del circondario anche di colore politico differente perché i problemi soprattutto sociali che si trovano ad affrontare sono gli stessi. Contesta anche una visione dei servizi sociali che si appiattisca sulla sanitanizzazione. Difende le aliquote Imu come strumento per mantenere piano di coesione sociale di fronte alle sfide dei prossimi mesi. Difende la condivisione di informazioni e soprattutto la disponibilità dell’amministrazione di discutere personalmente i dettagli, mentre sulla trasparenza si fa vanto di aver imposto la pubblicazione quasi istantanea delle delibere e chiede la collaborazione dei consiglieri per superare ogni possibile problema di questo genere. Difende anche il profondo lavoro di dettaglio, magari poco pubblicizzato, sulle procedure interne anche e soprattutto sugli sportelli per le imprese (che a breve saranno certificati ISO 9001). Sull’Ospedale: Pedrotti dice che il Comune ha fatto tutti i passi necessari a sua disposizione e che ha in agenda una telefonata di Tondo per la prossima settimana, in cui si aspetta di avere chiarezza sul project financing e sull’effettiva richiesta di sbloccare la rivalutazione delle aree per superare gli ultimi ostacoli. Sugli utili di Gea: l’intenzione del Comune è effettivamente far ritornare l’avanzo di bilancio sulla parte idrica (se da lì proviene, dettaglio in fase di verifica dopo la fusione Gea/HydroGea). Sulle multe e sull’evasione: l’evasione non è una vessazione, dice il sindaco, riaffermando che su questo il Comune agirà con tutti i poteri a sua disposizione [VIDEO, dal minuto 59:30].

21.40 – Inizia il secondo giro di interventi. Riccardo Piccinato (Lega Nord) ricorda al sindaco che la vessazione nasce quando l’amministrazione sceglie di multare e non di prevenire. Riafferma, per rispondere alla maggioranza, che il volano migliore per la crescita è solo uno ed è detassare [VIDEO].

21.45 – “Dalle vostre affermazioni non ho l’impressione che vogliate veramente confrontarvi con l’opposizione, è solo un gioco delle parti che non porta ad alcun confronto concreto”, risponde a sindaco e giunta Giuseppe Pedicini (Pdl). “Dite una cosa, ma ne fate un’altra”, insiste: non c’è traccia di sviluppo nel bilancio, non c’è dubbio nelle azioni concrete, non c’è alcuna intenzione di mettere in discussione l’Imu. Insiste che per crescere e generare valore la macchina culturale debba affrancarsi dall’”assistenzialismo culturale” e dai finanziamenti pubblici e cominciare a correre sulle sue gambe. Difende PordenonePensa, citata dai consiglieri di maggioranza, perché se è vero che è finanziata dal pubblico, per contro costa un decimo degli altri eventi. Denuncia un atteggiamento provinciale e clientelare che non permetterà al sistema culturale di produrre quel valore che altrove produce unicità e reddito. “Non andrete da nessuna parte con questo bilancio, alla fine avremo ragione noi”, conclude [VIDEO].

21.55 – Mara Piccin (Lega Nord) fa un conto di voci di spesa considerate inutili che chiede all’amministrazione di tagliare o almeno dimezzare. Coglie e apprezza la prudenza manifestata dall’assessore Mio, ma insiste sul fatto che uno sforzo sull’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli si poteva fare. Promuove due ordini del giorno: il primo propone per l’istituzione di un fondo per il sostegno dell’occupazione a favore dei giovani mutuato dal Comune di San Vito al Tagliamento, per verificare progetti di avviamento al lavoro sotto forma di borse lavoro o altri strumenti simili; il secondo ordine del giorno, a sua volta mutuato dall’esperienza dell’amministrazione provinciale, prevede l’istituzione di un fondo per lo stanziamento di microcrediti a tasso zero. Risponde al consigliere Martino sugli investimenti in formazione e aggiornamento professionale da parte della Regione, snocciolando cifre a sette e otto zeri investiti in questi anni [VIDEO].

22.05 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) interviene a nome di tutto il gruppo di minoranza di centrosinistra ricapitolando tutte le proposte e gli esempi fatti, rispetto ai quali era stata offerta una disponibilità per nulla scontata all’amministrazione. Il nodo è la generazione di valore aggiunto, perché senza valore aggiunto non arriverà l’equilibrio dei conti pubblici: “Se non cominciate subito, non farete in tempo, arriverete tardi”, dice Zanolin. Invita l’amministrazione a distinguere nel prossimo bilancio le cifre degli interventi a livello di Ambito che effettivamente restano a Pordenone, rispetto a quelli che sono invece destinati ad altri comuni. Contesta a Cattaruzza una visione statica sulla cultura. Non accoglie, infine, la pur encomiabile battaglia del centrodestra sui conti del bilancio, perché il suo gruppo non se la sente di mettere in discussione i conti nel loro complesso forniti dall’amministrazione [VIDEO].

22.15 – Non ci sono altri interventi, dunque si passa direttamente alle dichiarazioni di voto (che sono uniche ma su diversi provvedimenti). Comincia Dal Mas (Pdl), che non giudica sufficiente la visione condivisa dal sindaco e definisce ancora una volta “ragionieristico” il documento, la cui unica novità è stata l’Imu imposta dall’esterno. Ricostruisce tutte le richieste del suo gruppo e promette di continuare la battaglia per la riduzione dell’aliquota Imu fuori dal Consiglio. Dal Mas va lungo per contestare la posizione del sindaco sull’Ospedale, che a suo parere non può essere imputata totalmente alla Regione. Infine dichiara il suo voto contrario sul Bilancio [VIDEO].

22.30 – Mara Piccin (Lega Nord) annuncia il voto contrario sul Bilancio e sul regolamento dell’Imu, favorevole sui propri emendamenti e su quelli del Pdl, parzialmente favorevole sugli ordini del giorno delle minoranze di centrosinistra, contrario sugli emendamenti della giunta. Boccia, lasciando possibilità di appello per il futuro, la posizione e il documento espresso dall’amministrazione comunale: “Noi, signor sindaco, viviamo in mezzo alla gente” [VIDEO].

22.35 – Walter Manzon (Pd) dichiara il voto favorevole sul Bilancio, sostenendo appieno l’amministrazione nelle sue misure a favore dell’equita e a difesa della comunità cittadina, e sui due ordini del giorno del centrosinistra. Sull’Ospedale, il Pd resta alla finestra, dice riferendosi a Dal Mas, in attesa che la situazione si definisca [VIDEO].

22.40 – Anche Sergio Bolzonello (Il Fiume) risponde a Dal Mas sull’Ospedale, ricordando gli accordi di programma definiti con l’accordo delle parti durante la sua amministrazione. Chiude la porta a ogni possibile variazione urbanistica per il futuro (il nodo è il riuso dell’area dell’attuale ospedale, che si vorrebbe rendere redditizia per concorrere al finanziamento del nuovo nosocomio). Rispetto al Bilancio, Bolzonello insiste sulla necessità della riqualificazione della spesa, che passa attraverso le politiche. “Messi in sicurezza i conti, ora l’amministrazione deve perseguire politiche che vadano in questa direzione. Alcuni passaggi obbligati sono emersi nel dibattito di oggi e dovremo necessariamente affrontarli insieme, condividendoli pur nel rispetto dei ruoli”, dice l’ex sindaco. “Abbiamo alcune certezze: una di queste è la bontà di questo bilancio”. In quest’ottica dichiara grande interesse rispetto all’ordine del giorno delle opposizioni di centrosinistra rispetto al piano straordinario per lo sviluppo, pur conservando alcuni dubbi su alcuni passaggi che non rendono possibile votarlo favorevolmente oggi. Voto convinto a favore del monitoraggio sul gettito Imu, rispetto al quale anticipa che ogni entrata extra non potrà che andare a diminuire l’aliquota. Sull’odg sul pubblico impiego Bolzonello ricorda come la sua amministrazione a suo tempo fu l’unica a opporsi al comparto unico, dunque sposa le intenzioni che considera raccomandazione alla giunta. Voto contrario su tutti gli altri emendamenti, esclusi quelli presentati dall’amministrazione. Infine Bolzonello ringrazia tutti i tecnici del Comune per lo straordinario lavoro fatto in questi mesi in condizioni così difficili [VIDEO].

22.50 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) sposa gli argomenti di Bolzonello e si allinea sulle dichiarazioni di voto [VIDEO].

22.55 – Iniziano le votazioni. Il Bilancio 2012 viene approvato con 25 voti a favore e 15 contrari. Approvate anche la delibera 8/2012 (regolamento applicazione Imu), la delibera 9/2012 (imposta municipale propria) e la delibera 10/2012 (piano delle alienazioni). Respinti tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno, fatti salvi gli ordini del giorno 3 e 4 (ambito e monitoraggio Imu) fatti propri dall’amministrazione [VIDEO].

23.05 – Il presidente scioglie la seduta. Prossimo consiglio il 23 aprile.

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IN SINTESI. Bilancio comunale approvato in undici ore di discussione, in gran parte incentrata sull’Imu. Alla fine passa senza particolari difficoltà la linea dell’amministrazione: bilancio di continuità per garantire servizi e coesione sociale, aliquote Imu al minimo ma senza sconti. Le opposizioni portano a casa l’impegno della giunta a verificare strada facendo i gettiti fiscali, mantenendo aperto il confronto dentro e fuori il Consiglio. Ne esce con dignità l’amministrazione, che ora però ha davanti un anno di crisi durissima per inventarsi soluzioni nuove a problemi nuovi. L’opposizione di centrosinistra preme su progetti di ampio respiro, ma rispetto a questi ha messo sul piatto disponibilità a collaborare e senso civico superiori al classico gioco delle parti. Chi ha meno ragioni per essere soddisfatto è il centrodestra, dove il Pdl non solo ha visto premiata in alcun modo l’aspra battaglia condotta sulle aliquote Imu, ma ha visto anche defilarsi la Lega Nord sulla votazione di alcuni ordini del giorno proposti dalle minoranze di centrosinistra.

Gli emendamenti al Bilancio comunale

Il Bilancio 2012 del Comune di Pordenone è stato presentato il 2 aprile scorso durante il Consiglio comunale. Lunedì 16 aprile si terrà la seduta decisiva, una maratona che durerà tutto il giorno e nella quale saranno discusse le osservazioni e le controproposte delle opposizioni. In questi giorni sono stati diffusi i principali emendamenti che verranno esaminati. Questo il testo proposto dai consiglieri di centrodestra, che mirano a ridurre le aliquote Imu suggerendo tagli anche drastici ad alcune voci di spesa:

Il Gruppo de il Popolo della Libertà presenta il seguente EMENDAMENTO al Bilancio di Previsione – 2012

Considerata la particolare crisi economica che sta fortemente  interessando le famiglie di Pordenone,

Considerato altresì che esiste una consistente fascia di popolazione economicamente debole (tra gli altri pensionati, famiglie monoreddito, lavoratori in mobilità, …) che hanno come unico bene la prima casa.

Considerato che la tassazione sulla prima casa è da ritenersi particolarmente vessatoria ed  iniqua, in quanto frutto  di risparmi e sacrifici delle famiglie pordenonesi e che spesso non tiene conto della reale capacità contributiva legata al reale reddito del soggetto.

Considerato inoltre che già le rendite catastali sono state rivalutate di circa il 60% producendo ulteriore aggravio su quanto si dovrà versare.

Considerato inoltre che nel già ricordato momento di crisi appare indispensabile mantenere al minimo possibile la tassazione sul bene primario (casa) dei concittadini, se del caso compensando il minor gettito previsto in entrata con contrazioni di spese con minor grado di indispensabilità o con importanza secondaria rispetto alle normali esigenze di vita.

Pertanto al fine di contenere l’impatto dell’I.M.U. sulla popolazione pordenonese, pare indispensabile ridurre l’aliquota sulla prima casa dallo 0.4% allo 0.2%, producendo per  tale effetto una riduzione delle entrate che, volendo tenere per buone le previsioni elaborate dagli uffici comunali, sarà pari ad €. 2.291.995 (euro duemilioniduecentonovantunonovecentonovantacinque).

Tale riduzione delle entrate sarà coperta con la soppressione delle seguenti spese che sono di seguito elencate:

Spese per altri servizi:

Cap.00000199 . Segreteria del Sindaco                           €. 59.000
Cap.00000115 .Provveditorato                                      €.   4.000
Cap.00000115. Centro stampa                                       €.   3.000
Cap.00000283. Contabilità                                            €.   8.000
Cap.00000122. Patrimonio                                            €. 21.000
Cap.00000594. Tributi                                                  €.   5.000
Cap.00001566. Farmacie                                              €. 25.600
Cap.00001385. Biblioteca                                             €. 20.000
Cap.00001365. Musei                                                   €. 52.890
Cap.00001420. Cultura                                                 €. 12.135
Cap.00002205. Sport e tempo libero                              €.   7.125
Cap.00000898. Servizi scolastici                                    €.   2.400
Cap.00002415. Assistenza scolastica                              €. 56.900
Cap.00001235. Refezioni scolastiche                             €. 44.700
Cap.00000492. Servizi demografici                                €.    6.000
Cap.00002305. Casa serena                                          €.  18.500
Cap.00002852 Sportello unico att.prod.                          €.    7.000
Cap.00000795 Mobilità urbana                                      €.225.000
Cap.00001970 Sostenibilità amb.                                   €.  96.750
Cap.00001984 Progetti energia                                      €.  40.000
Cap.00001970. Ambiente                                              €.134.200
Cap.00000205 Sistemi Informativi                                 €.114.200
Cap.00002955 Personale                                               €.    1.500
TOTALE                                                                     €. 964.990

01005 Segreteria del Sindaco

Cap.00000199. Pubblicazioni ecc.                                  €.108.000
Cap.00000202. Altri trasferimenti                                  €.169.000
TOTALE                                                                    €.277.000

015 Direzione Generale

Cap.00000222.Collaborazioni ecc.                                 €.  38.326
TOTALE                                                                    €.  38.326

091 Contabilità Generale e Fiscale

Cap.00002900.Fondo di riserva ordinario                       €. 140.000
TOTALE                                                                    €.140.000

120 Affari Legali

Cap.00000270.Incarichi legali                                        €.  50.000
TOTALE                                                                    €.  50.000

130 Farmacie

Cap.00001566.Incarichi Professionali                             €.  32.000
TOTALE                                                                    €.  32.000

260 Sport e tempo libero

Cap.00002218. Contributi                                             €. 300.679
Cap.00002205. Servizi Manifestaz,                                €.   99.000
TOTALE                                                                    €. 399.679

210 Attività Culturali

Cap.00001428. Trasf. Enti e Ass.                                  €. 130.000
Cap.00001420. Servizi Manifestaz,                                €. 110.000
TOTALE                                                                     €  240.000

215 Strutture Culturali

Cap.00001434. Trasf. Enti e Ass.                                  €. 150.000
TOTALE                                                                     €. 150.000

Totale recuperato                                                                  €. 2.291.995

Firmato: Franco Dal Mas, Andra Cabibbo, Walter De Bortoli, Emanuele Loperfido, Giuseppe Pedicini, Francesco Ribetti

(Fonte: il blog del consigliere comunale Emanuele Loperfido)

Dai consiglieri di minoranza di centrosinistra arriva invece l’invito, sotto forma di ordini del giorno, a investire su un significativo piano di sviluppo che recuperi i fondi necessari dalla vendita di quote del patrimonio immobiliare del Comune:



Il Consiglio comunale, in occasione dell’esame del Bilancio di previsione 2012, 
ALLA LUCE
 della straordinaria situazione economica e sociale del Paese, 
RILEVATO 
che la trasformazione dell’economia in atto, anche nelle sue conseguenze locali, richiede investimenti straordinari, per una nuova dotazione di strutture e strumenti in ogni settore che stimoli e consenta in città:

a) L’affermazione di nuovi stili di vita, simili a quelli che si stanno imponendo nei paesi europei in cui lo sviluppo economico appare oggi più solido e di prospettiva, con una intensità tecnologica fortemente connotata da contenuti ambientali;

b) La conseguente nascita e/o trasformazione di imprese ed aziende che mirino a soddisfare nuove domande di beni e servizi, sperimentandosi a partire dalla città per espandersi rapidamente verso i mercati mondiali;

RILEVATO ALTRESI’

1 – che per fare tutto questo serve un “Piano straordinario per lo sviluppo”, che il Comune, ovviamente sotto la direzione dell’Amministrazione, deve rapidamente elaborare ed approvare e che sappia coinvolgere ed impegnare ogni settore della vita cittadina;

2 – che detto Piano deve avere quale asse centrale una espansione del settore privato dell’economia che consenta il formarsi di valore aggiunto, abbandonando la centralità dell’intervento pubblico che si è registrata quasi senza interruzione negli ultimi decenni, poiché ciò che conta non è la possibilità dei comuni e delle istituzioni di operare direttamente in importanti settori economici, ma bensì la loro capacità di dare indirizzi, progettare assieme e coordinarsi con l’iniziativa privata, non di sostituirla;

INDICA AL SINDACO ED ALLA GIUNTA
 che, sia per restituire spazi all’iniziativa privata che per procedere ad un “Piano straordinario per lo sviluppo”, è indispensabile disporre di risorse per gli investimenti che il Comune deciderà di compiere e perciò che, stante la situazione in atto:

a) che è utile ed opportuno vendere l’intero pacchetto di azioni di Pordenone Fiere spa;

b) che è utile ed opportuno vendere l’intero pacchetto di azioni di ATAP spa;

c) che è utile ed opportuno cedere parti importanti del patrimonio comunale che possono diventare occasioni per nuove iniziative economiche in Pordenone ed in particolare di esperire il tentativo di alienare alcuni storici palazzi nel centro storico cittadino (in particolare palazzo Cevolin, l’ex Monte dei Pegni di piazza Motta, l’ex Questura e prossimamente Prefettura di Piazza del Popolo, ovviamente col mantenimento per tutti dei vincoli di natura storico-artistica ma prevedendo destinazioni urbanistiche che li rendano attrattivi;

d) che è utile ed opportuno vendere le tre farmacie comunali.

Il Consiglio comunale impegna Sindaco e Giunta a commissionare perizie di stima sul valore dei pacchetti azionari, dei beni e dei servizi da alienare, per giungere ad una discussione in Consiglio comunale per valutare sia la congruità economica delle possibili operazioni di alienazione che la destinazione, dentro al “Piano” sopra citato, da dare alle somme che derivassero dalle alienazioni.

Firmato: 
Amarilli, Del Ben, Pasut, Rossi, Zanolin

(Fonte: la pagina Facebook del consigliere comunale Giovanni Zanolin)

Consiglio comunale del 19 marzo

Alle 18 si riunisce in Municipio il Consiglio comunale. In discussione due delibere: l’approvazione definitiva della variante urbanistica per la sistemazione del tratto iniziale di via Cappuccini e la nomina dei componenti della commissione pari opportunità. All’ordine del giorno restano iscritte inoltre diverse interrogazioni e mozioni.

Arca di Naon seguirà, come di consueto, i lavori in tempo reale.

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18.40 – Il presidente Nisco Bernardi apre la seduta. Assenti i consiglieri Giannelli (Gruppo misto) e Tavella (Nuova Pordenone), oltre all’assessore all’Istruzione e al Bilancio Chiara Mio. L’ordine dei lavori prevede un’ora di interrogazioni, quindi la discussione della delibera 5/2012 (adozione intervento di via Cappuccini), quindi mozioni fino alle 22.30. La delibera sulla commissione pari opportunità è stata ritirata dalla Giunta. Per quanto riguarda le mozioni, si comincerà con la 14/2012 (solidarietà ai marinai italiani arrestati in India), quindi si procederà all’esame congiunto delle mozioni 1/2011 e 16, 17, 18 e 19/2012 tutte dedicate alle modalità di raccolta dei rifiuti (VIDEO).

18.45 – Il sindaco Claudio Pedrotti esprime la solidarietà di Pordenone alla famiglia di Franco Lamolinara, l’ostaggio italiano ucciso in Nigeria. Anticipando la successiva discussione sulla solidarietà ai marinai italiani detenuti in India, annuncia inoltre di aver preso contatto con il controammiraglio Guerra al comando del reggimento San Marco, per confermare la vicinanza della città al battaglione, una vicinanza particolarmente sentita dal momento che l’Ariete ((a cui è stata conferita la cittadinanza onoraria della città) ha avuto numerose occasioni di collaborazione non semplicemente militare con il reggimento San Marco (VIDEO).

18.50 – Si passa alle interrogazioni. Toccherebbe a Franco Dal Mas (Pdl), con l’interrogazione 75/2011 sull’Imu, ma l’assenza dell’assessore al Bilancio Chiara Mio costringe a rimandare la discussione. Dal Mas chiede di intervenire comunque per esprimere il rammarico di dover relegare un dibattito così importante ai giornali, mentre nella sede deputata viene evitato l’argomento. Fuori microfono le opposizioni propongono che sia comunque la Giunta a rispondere, pur in assenza dell’assessore, per esprimere le linee politiche in merito. Si passa comunque all’interrogazione successiva (VIDEO).

18.55 – Interrogazione 87/2011 di Andrea Cabibbo (Pdl) sullo spettacolo teatrale di Antonio Rezza del dicembre scorso, che aveva creato un caso mediatico per via di una bestemmia declamata in scena in presenza di scolaresche. Il sindaco Pedrotti, titolare della delega al Teatro Verdi, contestualizza l’episodio e le avvertenze che erano state previste nella promozione dello spettacolo. Precisa anche che lo spettacolo non era inserito nel cartellone specifico per le scuole, ma che alcuni studenti erano presenti in virtù di sconti a loro favore. Dobbiamo svolgere un’azione di censura, si chiede il sindaco? Non rientra nelle nostre corde, l’esistenza dello spettacolo deve semmai essere usato per educare i ragazzi al discernimento. Cabibbo si dichiara insoddisfatto e precisa il senso della sua interrogazione, che non ha nulla a che vedere con una censura della libertà di espressione: il problema è che nel momento in cui si favorisce l’ingresso di insegnanti e alunnni a teatro va fatta maggiore attenzione. C’è un limite anche alla libertà di espressione teatrale e il cartellone deve dare informazioni corrette a chi deve scegliere, soprattutto se il Teatro è comunale, conclude Cabibbo (VIDEO).

19.05 – Interrogazione 90/2011 di Isena Peresson sulle modalità di gestione dei posti nel parcheggio multipiano di via Oberdan, con particolare riferimento agli abbonamenti (che non danno diritto al posto). Risponde l’assessore all’Ambiente e alla Mobilità Nicola Conficoni, che ammette la saturazione del parcheggio e il conseguente disagio. Il Comune e Gsm stanno cercando di risolvere il problema attraverso l’ampiamento della struttura grazie all’acquisto di posti nel contiguo parcheggio coperto del Don Bosco. Questo porterà i posti totali a 550, permettendo all’amministrazione – una volta che sarà completata anche il parcheggio di via Vallona – di riorganizzare la distribuzione della sosta in città. Per quanto riguarda la transizione, poiché il problema è circoscritto ai giorni di mercato ed è risolvibile mediamente attendendo alcuni minuti che si liberi un posto oppure utilizzando l’abbonamento al parcheggio di via Candiani, l’amministrazione non ha ritenuto di modificare il regolamento. Il consigliere Peresson non si dichiara soddisfatta, perché l’attesa non è di pochi minuti e non è limitata ai giorni di mercato. Si lamenta inoltre dei forti ritardi nella discussione delle interrogazioni, che – come in questo caso – attendono anche quattro mesi di essere discusse (VIDEO).

19.15 – Interrogazione 2/2012 di Del Ben e Amarilli (Idv/Sel/Lista Del Ben) dedicata agli sviluppi della situazione dell’associazione I ragazzi della panchina, che viene unita alla 10/2012 sullo stesso tema nella quale i proponenti suggeriscono l’affidamento provvisorio dell’ex asilo di via Selvatico. Risponde l’assessore ai servizi sociali Vincenzo Romor, che illustra il percorso fatto dall’amministrazione insieme all’Azienda sanitaria, a cui vengono imputati i ritardi nella definizione del bando pubblico per l’acquisto di un’immobile per le attività dell’associazione. L’amministrazione, recependo il suggerimento dei consiglieri, ha effettivamente proposto l’affido temporaneo della sede di via Selvatico. Giovanni Del Ben apprezza, ma nota che “il problema è complesso e l’assessore dà l’idea di affrontarlo con un cucchiaino”. Quindi discute l’analisi del caso come semplice caso sanitario di competenza dell’Azienda sanitaria, mentre è un problema è stato da tutti riconosciuto come sociale. In assenza di risposte concrete da parte dell’Ass (“un asino potrà ragliare, ma difficilmente canterà”), forse la comunità dovrebbe assumersi la responsabilità di questo ed altri casi sensibili per il territorio (VIDEO).

19.30 – Interrogazione 3/2012 dei consiglieri Del Ben e Amarilli sul futuro dell’università a Pordenone. Risponde il sindaco, che ricapitola la vicenda e aggiorna il Consiglio sugli ultimi sviluppi. Stante il progressivo disimpegno delle università di Udine (parziale) e Trieste (totale) ha portato a concentrarsi sui corsi che possono portare beneficio al territorio, ovvero in particolare Economia aziendale e Scienze e tecnologie multimediali (con una vocazione più internazionale e legata allo sviluppo software), rinunciando invece a Ingegneria meccanica. Il sindaco si attende inoltre sviluppi positivi dagli accordi di confederazione tra le università di Udine e Trieste, recentemente benedetti dal ministro dell’istruzione Profumo. Giovanni Del Ben apprezza le ipotesi di presenza rafforzata di Pordenone nell’ambito di una università federata del Friuli. Chiede infine un forte sostegno anche per i corsi di formazione infermieristica (VIDEO).

19.45 – Interrogazione 4/2012 del consigliere Orsola Chiaradia (Il Fiume) sul decoro della Sala Rossa del Municipio, utilizzata tra l’altro per la celebrazione di matrimoni civili. Risponde l’assessore Flavio Moro, che riconosce il problema, da lui stesso sollevato. L’amministrazione ha già provveduto ad alcuni interventi minori, facendo sparire apparecchiature obsolete o inutili, ma si propone di abbellire ulteriormente l’ambiente con piante (necessariamente fine) e quadri. Più costoso cambiare le sedie in dotazione, che vengono indicate come il vero punto debole della sala. Pienamente soddisfatta la proponente (VIDEO).

19.50 – Si passa alla delibera 5/2012 sulla riqualificazione di via Cappuccini, già adottata in ottobre e rispetto alla quale non sono giunte opposizioni o contestazioni. L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo ricapitola il percorso della variante e ne chiede la definitiva approvazione (VIDEO). Emanuele Loperfido (Pdl) chiede conferma sull’investimento richiesto, stanti alcune indicazioni difformi tra la documentazione e quanto comparso sui giornali (VIDEO dal minuto 1:35). L’assessore ai Lavori pubblici Renzo Mazzer spiega che il dettaglio delle opere e i relativi costi saranno presentati in un secondo tempo rispetto alla preventiva approvazione della variante, ma che la difformità delle cifre dipende dal fatto che si consideri l’intervento totale previsto inizialmente (oltre due milioni di euro) o soltanto la parte effettivamente in discussione (dal cavalcavia ferroviario all’incrocio di via San Vito) - (VIDEO dal minuto 2:20). Loris Pasut (Il Ponte) presenta un filmato e una planimetria a supporto della sua proposta di rivedere il piano considerando un anello circolatorio a senso unico che potrebbe abbattere in modo significativo il traffico, superando la necessità di intervenire in modo costoso. Non si dichiara contrario al piano in sé, ma chiede di sperimentare l’ipotesi per un breve periodo e vedere se sia effettivamente utile a superare le criticità della zona (VIDEO). Michele Quaia (Il Fiume) non chiude alla sperimentazione dell’anello, ma da residente esprime alcune perplessità sugli effetti sulla velocità degli autoveicoli (VIDEO). Riccardo Piccinato (Lega Nord), anche lui residente nella zona, rinnova la completa contrarietà sull’intervento, che non risolverà a suo parere la congestione di via Cappuccini. A sostegno della sua opinione denuncia la scarsa pubblicità dell’opera rispetto ai cittadini, la progettazione non soddisfacente della fognatura, la pericolosità della pista ciclabile mista che ne deriverebbe e delle soluzioni individuate per evitare l’abbattimento degli alberi (VIDEO). Sandro Del Santo (Pd) ricorda invece la partecipazione numerosa alle assemblee pubbliche e la pericolosità della situazione più volte denunciata dai cittadini, che giustifica l’urgenza dell’intervento (VIDEO). Giuseppe Pedicini (Pdl) ricorda come questa sera si parli soltanto della variante urbanistica e non ancora il progetto dell’intervento (che peraltro non necessita di per sé di un passaggio in Consiglio). Al consigliere Del Santo, di cui pure dichiara di apprezzare l’impegno, dice che resterà deluso se pensa che questo progetto risolva i problemi giustamente sollevati, perché non tocca minimamente i flussi di traffico, che resteranno gli stessi, mentre non garantirà nemmeno i parametri minimi di sicurezza perché non vi sono gli spazi necessari. Ironizza sulla necessità di un mobility manager pagato 60.000 quando una maggioranza che governa da 10 anni dovrebbe avere ormai le idee chiare su come affrontare i problemi cittadini (VIDEO). Walter De Bortoli (Pdl) si chiede a che cosa serva prevedere piste ciclabili e percorsi pedonali, se poi chi passa in zona viene esposto all’inquinamento provocato dal traffico. Sottolina a sua volta la necessità di ridefinire i flussi, ma al contrario di Pedicini dichiara di apprezzare l’iniziativa dell’amministrazione di nominare un mobility manager. A maggior ragione però sarebbe necessario attendere che l’incaricato dia le sue indicazioni, senza cominciare a intervenire disperdendo investimenti. Marcello Passoni (Pd) chiede al centrodestra, invece di discutere gli interventi di messa in sicurezza cittadini, di promuovere in Regione il reperimento di fondi per la costruzione delle bretelle che risolverebbero i problemi del traffico pordenonese. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) discute la proposta alternativa di Pasut ragionando sul fatto che, se venissero interessate un maggior numero di strade attualmente non dotate dei sottoservizi e delle misure di sicurezza necessarie, i costi diventerebbero perfino maggiori rispetto al progetto in discussione. Rispetto alla messa in sicurezza della situazione esistente, invece, il progetto proposto è sufficiente e necessario (VIDEO). Sergio Bolzonello (Il Fiume) apprezza il tono del dibattito, che a suo parere conferma la necessità di un intervento in via Cappuccini. Il vero problema non è tanto la messa in sicurezza, quanto il collegamento del quartiere alla città, che viene messa in pratica anche (ma non solo) attraverso questo genere di interventi. Chiede alla giunta dunque se il percorso iniziato ormai un anno fa abbia dato frutti ulteriori oltre alla semplice adesione o contrarietà a un progetto viabilistico, perché l’intervento viabilistico è soltanto un anello di una catena di interventi a favore di questa visione. Imputa alla giunta un certo immobilismo rispetto alla viabilità e chiede che la giunta accompagni questi progetti con una visione più ampia dei progetti che propone. Non sarà possibile abbassare ancora per lungo tempo il numero delle auto nella zona, ma l’intervento di oggi può essere funzionale a un progetto ampio di relazione del quartiere con la città, come accaduto in passato in via San Quirino e in via Interna (VIDEO). Gianni Zanolin (Il Ponte) parte dal presupposto che via Cappuccini è impropriamente un asse di penetrazione in città, ma  non è attrezzata per questo scopo. Questo progetto cambia questo scenario? No, dice il consigliere. Cambia in meglio la vita del quartiere? Non ne siamo ancora convinti, dichiara. Mentre in via San Quirino l’intervento ha avuto il merito di rivitalizzare il piccolo commercio, in questo caso non porterà miglioramenti. Il merito della proposta di Pasut è spostare il ragionamento portandolo da una questione di viabilità a una questione di traffico. Non è affatto certo, peraltro, che le risorse saranno sufficienti per completare anche il secondo lotto dell’intervento: meglio riflettere che avviare un progetto che resterebbe incompiuto (VIDEO). Comincia il secondo giro di interventi. Bolzonello (Il Fiume) completa il suo ragionamento precedente dicendosi tranquillo sulla disponibilità di finanziamenti. Ricorda che è necessario considerare nella visione anche via Cappuccini alta. Piccinato (Lega Nord) risponde a Del Santo, specificando di non aver mai messo in discussione la necessità di intervenire sull’area, ma solo la modalità. Trova inopportuno intervenire su una via così importante per la viabilità un attimo prima di avere il piano del mobility manager. A Passoni risponde che nemmeno la sua parte politica è riuscita a suo tempo ad agire sull’amministrazione Illy per ottenere i finanziamenti per la bretella. Dichiara infine il voto contrario del suo gruppo (VIDEO). Pasut (Il Ponte) apprezza il livello del dibattito, ma ribadisce le sue perplessità rispetto alle intenzioni dell’amministrazione. A Passoni, che lo accusa di aver presentato proposte fuori tempo massimo, ricorda di averne parlato già in passato nelle sedi opportune. Il voto della sua lista sarà contrario (VIDEO). Del Ben, richiamando la discussione già maturata in occasione dell’adozione della variante in ottobre, afferma che la giunta non è stata convincente nel tentativo di superare le criticità già evidenziate nel progetto né ha fornito una visione globale degli interventi sul quartiere. Chiede che il progetto possa essere discusso almeno in commissione, prima di diventare esecutivo (VIDEO). Interviene l’assessore Mazzer, che difende un  progetto “che non ha trovato opposizioni nei diretti interessati, ovvero i residenti”. Ricorda il modo in cui l’intervento è cresciuto nel corso dei tre incontri con gli abitanti del quartiere, a cui probabilmente seguirà un quarto per presentare il progetto definitivo (e magari discutere la proposta alternativa di Pasut) – (VIDEO). Alle ironie sulla necessità di un mobility manager il sindaco Pedrotti risponde imputando ai consiglieri la “sindrome da commissario tecnico della nazionale”: richiama con forza la necessità di un professionista specializzato, come a suo tempo si era reso necessario per le opere idrauliche a salvaguardia della città, e dice che la giunta sarà felice di condividerne le indicazioni quando saranno disponibili (VIDEO, dal minuto 10:50). Elio Rossetto (Pd) apprezza le aperture da parte dell’amministraione e la ricchezza del dibattito, auspicando tuttavia che altrettanta partecipazione si registri anche in commissione. Si augura che la proposta di Pasut possa essere discussa, ma si dice scettico sulla possibilità di mettere in sicurezza le vie interessate (VIDEO). Piccinato (Lega Nord) insiste nuovamente, dopo le risposte dell’assessore, sulla possibilità di preferire la sicurezza alla conservazione di alberi peraltro malati e sottoposti a cure costose. Ribadisce il voto negativo del suo gruppo (VIDEO dal minuto 6:15). Pedicini (Pdl) prennuncia il voto contrario del Pdl, ricordando al sindaco che se gli studi specialistici fossero sufficienti allora la passata amministrazione avrebbe dovuto ampiamente risolvere il problema del trasporto pubblico, dopo che due analisi da 70.000 e 100.000 euro avevano a più riprese studiato la situazione (VIDEO dal minuto 7:45). Zanolin (Il Ponte) legge nelle parole del sindaco ulteriore imbarazzo e perplessità, perché a suo modo di vedere il tecnico non deve dire al politico che cosa fare il politico, ma sottoporre a vaglio tecnico la fattibilità delle scelte e delle visioni politiche. Apprezza invece le aperture espresse dall’assessore Mazzer rispetto al percorso progettuale. Il voto del Ponte resta negativo (VIDEO dal minuto 10:15). Bolzonello (Il Fiume) preannuncia voto positivo e sostegno al progetto, ribadendo la necessità di passaggi politici condivisi. Suggerisce che i tecnici prendano in considerazione le sollecitazioni emerse nel dibattito di questa sera, rispetto per esempio al commercio o alle scuole. Caldeggia uno studio sulla mobilità che esprima non righe per terra, ma una visione della città e del suo sviluppo, allo stesso modo in cui dovrà farlo il piano strategico dell piano regolatore. Assicura sostegno della maggioranza in questo percorso lungo e condiviso (VIDEO dal minuto 14:00). Del Ben (Idv/Sel/Lista Del Ben) ricostruisce le tappe del dibattito di questa sera per arrivare a confermare il voto contrario del suo gruppo rispetto alla pochezza del piano (VIDEO dal minuto 19:20). Si apre infine la votazione: la delibera passa con 25 voti a favore e 13 contrari (VIDEO).

22.00 – Si passa alla mozione urgente di solidarietà “ai nostri marò imprigionati in India”. Il consigliere Emanuele Loperfido ricostruisce la vicenda, fin dalla scelta del governo di tutelare le navi mercantili italiani con l’intervento della Marina. Inserisce il dibattito nella necessità di tutelare gli investimenti italiani all’estero, comprendendo anche il caso di Lamolinara, imputando mancanze sia allo Stato che all’Unione europea. Un problema che coinvolge sia le grandi aziende che hanno i mezzi per tutelarsi, ma a maggior ragione le piccole aziende che hanno bisogno di assistenza. La solidarietà del Comune di Pordenone, dice, esprimerebbe sostegno agli italiani che all’estero si danno da fare per tenere a galla l’economia e dare credibilità al nostro Paese. Dà infine lettura della mozione, che prevede diversi impegni espliciti dell’amministrazione a solidarietà dei due marinai, tra cui l’esposizione del manifesto che già la Provincia espone nella sua sede (VIDEO). Giuseppe Perrone (Pd) si dice particolarmente colpito dalla vicenda, conoscendo personalmente i due marinai coinvolti, perché si trovavano in missione con l’Ariete (di cui Perrone è stato colonnello) a Nassiriya. Si aspettava di veder ritirata la mozione dopo la comunicazione del sindaco sulla solidarietà espressa al reggimento San Marco e giudica il documento proposto condito di “retorica patriottarda” la mozione, chiedendo per esempio che si finisca di chiamarli “ragazzi”, quando sono soldati, professionisti, persone che svolgono un servizio per il paese, o che li si definisca “rapiti” quando sono invece detenuti secondo le leggi di uno Stato democratico. Affronta in modo molto critico la storia delle missioni all’estero decise dal “venditore di Arcore”, imputando a imprenditori con pochi scrupoli e scarsa prudenza incidenti come quello accaduti in India, sollevando crescenti e rumorose reazioni dai banchi del centrodestra. Perrone non ha dubbi che si debba esprimere solidarietà alla vicenda dei due marinai, ma non nel modo spettacolarizzato che si vorrebbe. Contropropone una serie di modifiche alla mozione per renderla più sobria ed efficace (VIDEO). Riccardo Piccinato (Lega Nord) prende spunto per un lungo attacco al governo dei tecnici e alle istituzioni europee, che finisce con un sostegno aperto a due persone che erano lì a compiere il loro lavoro (VIDEO). Alberto Rossi (Api), in una mozione d’ordine, biasima la piega politica che ha preso la discussione, se ne chiama fuori e chiede il ritiro della mozione per evitare di fare una figuraccia su questo argomento (VIDEO). Il presidente Bernardi chiede ai presidenti dei gruppi di esprimersi sulla continuazione dei lavori, stante anche il raggiungimento dell’orario limite. Il Consiglio sembra propendere per l’interruzione, quando prende la parola Bolzonello che trova improponibile chiudere in modo meno che dignitoso su una mozione del genere e chiede che si proceda in modo rapido e civile con il dibattito. Pedicini chiede che allora si voti la mozione e non si discutano gli emendamenti. Pedrotti prova a raffreddare gli animi riportando la differenza tra la mozione e la versione emendamendata alla scelta di esporre il manifesto oppure di limitarsi alla riproduzione del simbolo del reggimento San Marco sul sito del Comune, e chiede ai consiglieri ragionevolezza. Dal Mas apprezza la proposta del sindaco, ma trova difficile trovare intesa su una disponibilità così limitata e insiste per continuare. Pedrotti insiste, accetta anche la richiesta di pubblicare le foto dei due marinai sul sito, ma chiede di chiudere necessariamente questa sera. Dal Mas accoglie a nome del suo gruppo la proposta del sindaco, insistendo sul carattere super partes della solidarietà alla vicenda di fronte a troppi sospetti di strumentalizzazioni (VIDEO dal minuto 1:10). L’amministrazione fa infine propria la mozione e il presidente Bernardi dichiara sciolta la seduta (VIDEO), tra i malumori di alcuni consiglieri di centrodestra che ancora aspettavano di dare il loro contributo al dibattito.

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IN SINTESI. Una formalità urbanistica (l’approvazione di una variante già abbondantemente discussa quattro mesi fa e priva di osservazioni) dà vita a oltre due ore di discussioni sul futuro e ancora non definitivo piano di messa in sicurezza di via Cappuccini. Di fatto una replica del dibattito di ottobre, nella quale è spiccato il richiamo nei confronti della giunta a una maggiore visione e incisività sul piano della mobilità giunto dal banco di maggioranza dell’ex sindaco Bolzonello. Sulla mozione di solidarietà ai marinai italiani arrestati in India il Consiglio è andato vicino a una figuraccia internazionale, superata in extremis da un compromesso tra il sindaco Pedrotti e il gruppo di centrodestra: solidarietà sarà (ed è stata peraltro già espressa nei giorni scorsi dall’amministrazione), mentre i volti dei due marinai coinvolti saranno esposti soltanto sul sito web del Comune di Pordenone.

Consiglio comunale del 27 febbraio

Questa sera alle 18 si riunisce in Municipio il Consiglio comunale. Dovrebbe essere l’incontro decisivo per la discussione, a lungo rimandata, sull’abuso edilizio di piazza Costantini. In programma anche interrogazioni e la mozione contro l’incenerimento dei rifiuti urbani residui.

L’Arca di Naon seguirà i lavori in tempo reale.

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18.30 – Il presidente Bernardi apre la seduta e rende conto delle interrogazioni che hanno avuto risposta scritta. Il sindaco Pedrotti non ha comunicazioni. La conferenza dei capigruppo ha deciso di iniziare con l’esame delle interrogazioni per mezzora, quindi si aprirà la discussione sulla mozione 11/2011 (abuso di piazza Costantini) fino al tempo limite delle 24 (VIDEO).

18.35 – La prima interrogazione è di Francesco Giannelli (Gruppo misto) sulle modalità di accesso al cortile delle scuole elementari Gabelli (77/2011), a causa della ritardata apertura del cancello da parte della scuola. Risponde l’assessore all’istruzione Chiara Mio riferendo la scelta della direzione scolastica di mettere in sicurezza l’entrata dei bambini a scuola. La soluzione proposta, che non accetta la proposta fornita da Giannelli in allegato all’interrogazione, è di limitare il parcheggio a una porzione specifica del cortile mantenendo l’attuale ingresso carraio e spostare l’ingresso pedonale dei bambini sul lato destro dell’edificio, in corrispondenza del monumento ai Caduti. Giannelli si dichiara totalmente insoddisfatto dalla soluzione proposta (“all’italiana”) e contesta le scelte della dirigente scolastica. “Nessun bambino si è mai fatto male alle Gabelli finché sono entrate le macchine”, dice Giannelli, che insiste sul fatto che sarebbe bastato tracciare meglio i percorsi e i parcheggi, distanziando di poco il passaggio pedonale (VIDEO).

18.45 – Si passa all’interrogazione successiva, la 78/2011, sempre di Giannelli, sul rispetto del regolamento di igiene da parte della Gea, in particolare per quanto riguarda tempi e rumorosità dello spazzamento e del recupero rifiuti in centro città. Risponde l’assessore Nicola Conficoni, spiegando scelte e vincoli dell’attività di pulizia della città (che inizia alle 5.30). Giannelli si dichiara insoddisfatto, che insiste sul fatto che spostando di qualche ora la pulizia si arrecherebbe minor fastidio ai residenti senza ostacolare la vita della città. Cita l’articolo 38 comma 7 del regolamento d’igiene del Comune, che a suo parere vieterebbe la raccolta prima delle 7 di mattina (interpretazione contestata dall’assessore Conficoni) (VIDEO).

19.00 – Interrogazione 86/2011 di Riccardo Piccinato (Lega Nord) sui problemi di viabilità in corrispondenza di un complesso commerciale in viale Venezia, nel frattempo parzialmente risolto da alcune modifiche seguite a un nuovo insediamento nella zona. Spiega l’assessore alla sicurezza Flavio Moro che in seguito a un sopralluogo è stata migliorata la segnaletica relativa agli ingressi alle attività commerciali e la situazione sarà monitorata per studiare ulteriori miglioramenti. Piccinato replica prendendo atto che l’assessore per primo dichiara che il problema non è risolto né si fa cenno a specifici controlli (VIDEO).

19.05 – Si passa all’attesa mozione 11/2011 sull’abuso edilizio di piazza Costantini. Prende la parola a nome dei proponenti – sostanzialmente l’intera minoranza, con l’esclusione di Giannelli – Giovanni Zanolin (Il Ponte), che inquadra il problema nell’ambito più vasto della crisi dei piccoli proprietari immobiliari e nella necessità che il Comune garantisca gli equilibri, non consentendo sbilanciamenti di offerta e non permettendo che capitali di provenienza incerta si prendano eccessivi spazi. “C’è stato un lungo scambio in dare e avere tra il Comune e i costruttori”, ricostruisce il consigliere, che poi imputa al Comune di aver accettato i calcoli dei progettisti senza valutazione critica. Zanolin parla di scardinamento del piano urbanistico per la zona, di avvicinamento dei candidati sindaci da parte della proprietà durante la campagna elettorale, di festa alla presenza di un assessore in piena campagna, di una giunta (Bolzonello II) tenuta all’oscuro dell’effettiva cubatura della nuova costruzione, di passaggi oscuri alla stessa direzione politica del Comune (la famosa “intelligenza” a cui Zanolin ha spesso fatto riferimento durante la vicenda). Zanolin ammette il suo errore politico nel non aver riconosciuto per tempo il problema che stava prendendo corpo, ma afferma che oggi bisogna essere ciechi per non riconoscerlo e non coglierne la gravità, biasimando il sindaco Pedrotti per le sue dichiarazioni recenti a garanzia del personale comunale che avrebbe partecipato a un pranzo nel cantiere. Conclude prospettando altre fasi di questa e altre vicende (VIDEO).

19.20 – Interviene il consigliere Giannelli, la cui dichiarazione era già stata in buona parte anticipata nei giorni scorsi sul Gazzettino. “Così trattata la vicenda a mio avviso non riveste alcuna importanza per i cittadini e l’ex assessore Zanolin ha infiammato più e più volte il consiglio comunale e la stampa non rendendosi conto che la sostanza della faccenda investiva un problema culturale, meglio, architettonico”, spiega Giannelli. “A mio avviso il consigliere Zanolin avrebbe dovuto verificare se in quell’intervento, data la dimensione e la posizione della costruzione, erano state inserite funzioni tali da generare un fatto urbano e se avessero stimolato l’azione dei cittadini che si concretizza nell’acquisto di negozi, uffici ed abitazioni, sdoganando quindi l’iniziativa immobiliare dalla mera speculazione edilizia”. Liquida la festa coi dipendenti comunali come la celebrazione di una bella iniziativa, peraltro legata a un artista portato in città dallo stesso Zanolin. “Chi può permettersi di dire che gli uffici tecnici non hanno controllato? Se uno ravvisa un fatto penale va dal procuratore, altrimenti è vergognoso mettere in dubbio l’operato dei funzionari comunali”. E sempre a Zanolin, definito santone di nuovi stili di vita: “Per cambiare stile di vita non bisogna diminuire i cubi, ma migliorare l’architettura” (VIDEO).

19.35 – Francesco Ribetti (Pdl) sostiene che prima che una questione tecnica è un problema di ascoltare la gente e ricorda come già al tempo si era fatto interprete delle perplessità degli abitanti della zona. “Se degli errori ci sono stati, sono a monte. Di chi ha voluto riempire la città di cemento in ogni suo ambito”, dice il consigliere, a cui sembra sufficiente oggi la determinazione dell’amministrazione nell’identificare e perseguire l’abuso. “Mi è spiaciuto vedere sul giornale le foto del personale del Comune, la cui professionalità non meritava di essere messa in discussione per due costine”, aggiunge Ribetti. Chiede infine all’amministrazione di valorizzare l’esistente e incrementare i controlli sullo stato delle abitazioni meno recenti, prima che favorire la costruzione di nuovi edifici (VIDEO).

19.45 – Pedicini (Pdl) affida il suo pensiero alla lettura integrale di un editoriale di Giuseppe Ragogna pubblicato sul Messaggero Veneto alcune settimane fa. Quindi legge una mail di un pordenonese che si dice deluso dalle istituzioni. Conclude invitando l’amministrazione a considerare in modo più serio coerente la questione, perché avrebbe inciso seriamente sulla popolazione (VIDEO).

19.55 – Loris Pasut (Il Ponte), palando di crisi dei partiti e di un corpo sociale indifferente alla malattia, auspica che la vicenda sia l’occasione per un salto culturare che recuperi anche la fiducia della gente. Non accetta la superficialità con cui il sindaco in primis ha liquidato la presenza al pranzo con i costruttori di funzionari a cui sono demandate responsabilità. Il grave, dice Pasut, non è l’abuso edilizio: è la normalizzazione degli atteggiamenti. Chiude citando Clodio, Pompea e Cesare, per dire che non basta l’onestà, serve anche l’apparenza dell’onestà. Il problema, dice, è l’assoluta mancanza di onestà etica e deontologica che viene passata come normale, che nella foga dell’intervento si spinge ad avvicinare a quella del capitano della nave da crociera affondata al Giglio (VIDEO).

20.00 – Mozione d’ordine di Pedicini (Pdl), che contesta la gestione del presidente della questione come mozione (in tempi e numero di interventi), nonostante fosse stata presentata sotto forma di ordine del giorno. Bernardi cita le decisioni della conferenza dei capigruppo, a cui intende attenersi. Pedicini contesta il potere che il presidente dà a un organo che potere non ha e chiede una risposta a verbale da parte del Segretario generale sulla sua richiesta. Chiamato in causa, il segretario Paolo Gini cita a sua volta la decisione all’unanimità della conferenza capigruppo, contestato con forza dalle opposizioni. Piccinato ricorda come in quell’occasione né lui né altri hanno deciso nulla. Dopo diversi scontri verbali, che non portano ad alcuna modifica delle modalità di dibattito, si riprende con gli interventi (VIDEO).

20.10 - Riccardo Piccinato (Lega Nord) riscrive l’etimologia di “ecomostro”, imputando la mostruosità più che all’ecologia alle scelte economiche che portano a costruire ancora nonostante una crisi evidente sottovalutata dalle scelte di pianificazione delle ultime amministrazioni. Ricorda le dichiarazioni a caldo del sindaco Pedrotti, dell’ex sindaco Bolzonello e dell’assessore Toffolo, che incitavano provvedimenti drastici, denunciando che le soluzioni poi intraprese hanno deluso le attese e forse sottostimato la gravità della situazione. Dopo essersi lanciato in curiose misure urbanistiche per punire l’abuso (come varianti da approvare in tempi record per ridefinire la questione), incita a sua volta l’amministrazione a preferire il recupero delle costruzioni esistenti (VIDEO).

20.15 - Elio Rossetto (nuovo capogruppo del Pd, dopo le dimissioni dal ruolo di Fausto Tomasello), dichiarando opinabile il concetto di bello o brutto, si spende a favore dell’operato e delle scelte delle amministrazioni comunali. Cita le opere di urbanizzazione che valorizzeranno la piazza, riporta l’altezza dell’edificio entro le altezze previste per la zona, chiama limpide le procedure seguite dal sindaco, dall’amministrazione e dagli uffici tecnici, che si sono concluse con una pena pecuniaria per l’abuso certificato. Denuncia piuttosto le mancanze del progettista dell’immobile e si augura seri provvedimenti nei suoi confronti da parte del suo ordine professionale: “ha preso in giro un po’ tutti”. Si augura toni meno aspri nella polemica politica, auspicando almeno che ne vengano tenuti fuori i dipendenti comunali (a cui esprime la solidarietà del Pd) (VIDEO).

20.30 – Alberto Rossi (Api) chiude la questione sulla mozione d’ordine, ricordando come la scelta dei capigruppo fosse stata di inquadrare l’ordine del giorno nei termini della mozione. Quindi apre il suo intervento dichiarando sostanzialmente già chiuso il fatto, in seguito alla multa comminata dal Comune per l’abuso. Vuole però sottolineare la gestione politica della vicenda: alle dichiarazioni di indignazione dell’amministrazione attraverso il suo massimo rappresentante politico non sono seguiti poi scelte apparse in linea con lo sconcerto. Denuncia quindi “un cortocircuito grave tra rappresentanza politica e infrastruttura tecnica del Comune”. Sottolinea come negli ultimi anni sia avvenuto uno spostamento di cubature dalla disponibilità dei cittadini ad alcuni grandi insediamenti. L’intervento di Rossi si chiude con un battibecco con il suo vicino di banco Giannelli, che lo riprende per le imprecisioni urbanistiche del suo intervento (VIDEO).

20.45 – Emanuele Loperfido (Pdl) definisce la giunta “del cemento e dei condoni”. Ecco, dice, come i tecnici sono in grado di deturpare una città quando non c’è una guida politica in gradi di guidare lo sviluppo. Immagina i progettisti ridere di fronte alla ridicola entità della multa, a fronte dei guadagni che l’abuso ha procurato loro. Richiama l’amministrazione ad ascoltare di più e meglio i cittadini, a cui l’impatto dell’edificio è sempre stato chiaro, così come l’entità di immobili invenduti. Auspica un piano regolatore “a cubi zero”, sull’esempio di Udine che pure sembrerebbe aver superato i limiti di legge a cui spesso ci si appella. Denuncia una classe politica non credibile: perché oggi dovrebbe esserci una svolta annunciata a più riprese già in passato? (VIDEO)

20.55 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) plaude alla ricostruzione di Rossi riguardo alla ricostruzione delle decisioni della conferenza dei capigruppo sulla mozione in esame. Sottolinea come la mozione in realtà non discuta affatto l’abuso in sé, ma indichi una serie di suggerimenti che dovrebbero essere recepiti nel regolamento edilizio comunale sulla scorta dell’esperienza maturata in questa vicenda. Constata l’amarezza dell’amministrazione e dello stesso Consiglio riguardo agli esiti della procedura di verifica e sanzione dell’abuso, che deve spingere a guardare in modo critico ma costruttivo agli strumenti edilizi che la città si è data in questi anni. Nello stesso tempo riconosce l’ispirazione di quegli strumenti regolamentari, che hanno tentato per molti versi in modo efficace di combattere la frammentazione e il basso livello del patrimonio edilizio cittadino. Riconosce infine serietà e precisione ai tecnici comunali che hanno seguito la pratica (VIDEO).

21.05 – Sandro Del Santo (Pd) legge un brano da un articolo del Gazzettino dei tempi in cui venne approvato il piano di piazza Costantini, dove veniva citata una dichiarazione di Giuseppe Pedicini che apprezzava il lavoro dell’amministrazione. Si stupisce che la discussione sia andata molto lontano dallo scopo della mozione. Auspica che il lavoro fatto in questi mesi in Commissione, dove l’abuso è stato ampiamente analizzato e discusso con consapevoli apprezzamenti da parte dell’opposizione, non venga azzerato dalla discussione in Consiglio. “Evidentemente le Commissioni non garantiscono adeguato palcoscenico”, conclude. Ricorda e sostiene le parole di Pedrotti in Commissione che ipotizzava una revisione del regolamento edilizio per venire incontro all’esperienza maturata in questa occasione, così come nella scelta di un’automobile si adeguano con frequenza gli standard di impatto ecologico (VIDEO).

21.10 – Dario Zanut (Il Fiume) apprezza l’onestà intellettuale dimostrata dall’amministrazione in questa vicenda, che ha sanzionato l’abuso attenendosi ai termini di legge anche di fronte a un clima ambientale difficile. Ammette tutt’al più qualche errore, ma non certo il “dare avere” citato da Zanolin. Riconosce come buon risultato quello perseguito dall’attuale regolamento, quando proprio i palazzi circostanti che si vogliono tutelare sono i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico in città. Auspica che si arrivi presto a un piano regolatore nuovo, ma non certo per assecondare la vicenda mediatica di un abuso (VIDEO).

21.20 – Walter De Bortoli (Pdl) inizia con un invito a Nisco Bernardi di rispettare di fronte a obiezioni procedurali i consiglieri di cui è presidente e garante. Riguardo alla vicenda si rammarica che la città sia data in mano a progettisti che, evidentemente distratti dalle grigliate, non danno forma in modo responsabile alla nostra città. Imputa la scarsa appetibilità degli immobili in centro città alle scelte delle ultime amministrazioni, che non hanno favorito la viabilità e i parcheggi. Si chiede come sia possibile che un intervento ecologicamente corretto consenta di realizzare ampie cubature in più, non è un messaggio che si possa dare ai pordenonesi. Serviva ai pordenonesi questa nuova struttura, benché ecologica? Eppure altrove si demolisce senza tanti scrupoli, si autorisponde De Bortoli, citando realtà come New York. E tuttavia la scelta non è quella di chi indica lo stop a tutte le costruzioni (De Bortoli si riferisce a una proposta delle minoranze di centrosinistra), come quando prima si danno le pensioni a tutti e poi si bloccano anche a chi ha diritto? Bisogna fare scelte adeguate e di buon senso, è l’opinione del consigliere di centrodestra (VIDEO).

21.30 – Mauro Tavella (Nuova Pordenone) apprezza le risposte date dal sindaco e dall’amministrazione già in Commissione, ma si chiede che cosa ne pensi la gente di fronte alla confusione che ha contraddistinto questa vicenda e al tempo che ha assorbito nella vita politica cittadina. “Lei sindaco ci ha illuso”, riferendosi alle prime dichiarazioni di Pedrotti di fronte alla scoperta dell’abuso e alla volontà di procedere con soluzioni esemplare. Alla maggioranza imputa deficit di coinvolgimento nella gestione consiliare di questa vicenda. Riconosce all’inedito “G9″ (le minoranze firmatarie) di aver sollevato la questione, riconosce ai nuovi eletti di non avere sostanziali responsabilità politiche e cita i consiglieri che invece erano presenti quando sono stati votati i piani per la zona di piazza Costantini. Infine fa presente che forse i vigili urbani potrebbero occuparsi meno di contravvenzioni sul ring e più di verifiche nei cantieri (VIDEO).

21.35 – Giovanni Del Ben (Sel/Idv/Lista Del Ben) si dice dispiaciuto per come una questione importante sia stata gestita nell’ordine dei lavori, seppure probabilmente a termini di regolamento. Inizia l’esame della vicenda a sua volta dalle dichiarazioni a caldo del sindaco Pedrotti di fronte all’abuso. “Non voglio che Pordenone diventi la Casa di cura ‘Qui Si Sana’”, ironizza. Non è possibile, dice, che di fronte a un edificio che sale nessuno si senta in dovere di verificare. Abbiamo sconvolto gli equilibri: di una piazza abbiamo fatto un palazzone. Discute il modo in cui i regolamenti hanno permesso di sanare l’abuso e chiede all’amministrazione di dare un chiaro segnale di discontinuità. Elenca le proposte contenute nella mozione in corso di discussione, che comprendono modifiche regolamentari e censimenti delle aree a rischio in città (VIDEO).

21.45 – Mario Bianchini (Il Fiume) chiede ai colleghi di non fare demagogia: la legge non ha permesso di procedere con misure più severe. Abbiamo tratto esperienza per il futuro, dice, ora basta. Definisce illazioni quelle dei consiglieri che hanno sollevato la questione, richiedono all’accusato di produrre le prove. Rigira a Pedicini le accuse contenute nell’email letta nel corso del suo intervento: questo è il risultato delle vostre azioni, commenta. È rancore, sostiene: il rancore di aver perso le elezioni. I cittadini sono disorientati di fronte agli attacchi strumentali di questi mesi: “avete fatto bene a spingere l’amministrazione a controllare, ma poi vi siete spinti oltre, diciamo no a questa macchina del fango” (VIDEO).

21.50 – Marcello Passoni (Pd) rivendica le scelte politiche fatte in passato sull’area e suggerisce che il senso dell’intervento in piazza Costantini si potrà valutare soltanto a costruzione finita: “era come Beirut, prima”. Richiama i consiglieri al rispetto dell’istituzione, invitandoli ad andare in Procura se hanno le prove di fatti gravi. Concentriamoci sulle regole per il futuro, è l’invito finale del consigliere Passoni (VIDEO).

22.00 – L’assessore all’urbanistica Martina Toffolo rende conto al Consiglio nei dettagli dell’intera vicenda, dal momento della segnalazione dell’abuso alla determinazione della sanzione secondo i parametri di legge (nello specifico 38.988,37 euro). Dà conto della scelte urbanistiche degli ultimi anni, smentendo numeri alla mano le accuse di cementificazione (i cubi, secondo i dati, sono nettamente calati da quando lei è titolare dell’urbanistica). Ai consiglieri dell’opposizione che la interrompono, chiedendole la rilevanza dei suoi argomenti rispetto ai punti della mozione risponde: “la stessa che hanno avuto i vostri interventi finora”. Riafferma la necessità di distinguere due piani: quello delle previsioni di legge e quello di una città che si sente sfregiata da una illegalità inammissibile, da un vulnus irreparabile. Rigetta tutte le accuse di ingenuità o inopportunità dei comportamenti suoi personali o dei dipendenti comunali, spiegando i dettagli delle occasioni contestate in queste settimane da alcuni consiglieri di opposizione e riaffermando la sua trasparenza nel mettere la faccia in ogni evento rilevante per la città. Invita una volte per tutte i consiglieri Zanolin e Pasut – “l’esempio di come condividere orizzonti ideali e diverse cene possa non contare più nulla nel giro di una stagione” – a portare le prove di eventuali illeciti in loro possesso in Pretura o altrimenti a cessare questa campagna di delegittimazione, non avendo comunque nulla da temere. Infine risponde nel merito ai quattro punti sollevati dalla mozione, illustrando come l’amministrazione già procede sistematicamente a controlli nei cantieri cittadini, perché il rispetto di leggi nazionali e regionali in materia sostanzialmente impedisca di recepire le proposte della minoranza e infine come sia stata già prevista con la variante 77 l’identificazione e la possibile acquisizione delle aree private a uso pubblico (SLIDE) (VIDEO).

 

22.35 – Prende la parola il sindaco Pedrotti, in un intervento tutto giocato sulla parafrasi di titoli di film: braciola connection, le vite degli altri, le mani sulla città. Il tutto per affermare uno stile che rifiuta la svolta basata su sospetti e illazioni che questa vicenda ha avuto. Infine rigetta con disappunto il sospetto generato da un’affermazione del consigliere Del Ben, secondo cui la “tecnostruttura” del Comune sarebbe stata traviata dalla piovra politica (VIDEO).

22.40 – Mara Piccin (Lega Nord) si chiede che cosa avrebbe dovuto fare l’opposizione di fronte a quanto accaduto, se non andare a fondo nella questione. Ringrazia per la correttezza l’amministrazione nel dar conto dell’iter in tutte le sue fasi, ma riafferma il ruolo dell’opposizione che va a fondo senza dietrologie (VIDEO).

22.50 – Cominciano le dichiarazioni di voto. Pedicini (Pdl) biasima la gestione del dibattito da parte di maggioranza e giunta, che sceglie di intervenire a posteriori nel dibattito e nega alle opposizioni lo spazio per discutere nel merito. Sottolinea come le motivazioni fornite non convincano né i consiglieri né tanto meno i cittadini. Contesta la datazione dell’abuso da parte dell’assessore Toffolo, che risale a ben prima della denuncia di Zanolin e Pasut e investe in pieno anche la campagna elettorale. Il voto di Pedicini sarà a favore (VIDEO).

22.55 – Zanolin (Il Ponte) imputa al sindaco di non aver colto il clima ideale in cui tutta questa vicenda è avvenuta, motivo per cui evitare ogni sodalità con gli interessi privati può generare soltanto imbarazzi. Inoltre in questo modo dà l’impressione ai cittadini che non ci siano strumenti di tutela rispetto all’interesse generale. Ogni rilassatezza in questo campo diventa più grave perché non ci troviamo più di fronte a semplici costruttori, ma a un paese soggetto all’ingresso formidabile di capitali di dubbia provenienza. Contesta le motivazioni addotte per giustificare 30.000 cubi come superamento del degrado della vecchia piazza. Questa nuova situazione genera nuovi problemi sociali, che si dovranno affrontare in futuro. Risponde a Toffolo che il suo invito a cena non è comparabile nelle motivazioni con l’invito che ha ricevuto dalla proprietà dell’immobile (“e non credo che la qualità del cibo fosse minimamente comparabile”, sdrammatizza). Dichiara il suo voto positivo (VIDEO).

23.00 – Walter Manzon (Pd) chiede attenzione per il futuro: proprio perché la questione è così importante non è possibile procedere oltre generando sospetti. Serve sobrietà e attenzione, altrimenti ventilando rischi molto gravi per cui non si hanno ancora tutti gli elementi di prova si possono creare problemi ancora maggiori. Il voto del Pd sarà contrario.

23.05 – Rossi (Api) apprezza l’apertura da parte dell’assessore Toffolo sulla gravità dell’abuso, ma a maggior ragione si chiede perché la maggioranza non colga l’occasione di votare a favore della mozione. Preannuncia voto positivo (VIDEO).

23.10 – Del Ben (Sel/Idv/Lista Del Ben) spiega meglio la frase che alle orecchie di molti consiglieri e della giunta era sembrata oltremodo offensiva, perché era sembrata ventilare la possibilità che i costruttori avessero concesso favori ai responsabili politici delle vicende del cantiere di piazza Costantini. Sottolinea la necessità che l’immagine del potere pubblico resti incontaminata. Chiede alla maggioranza di accettare almeno uno dei punti della mozione, per dimostrare apertura e impegno su questo fronte (VIDEO).

23.15 – Si procede alla votazione: la mozione viene respinta con 13 a favore e 24 voti contrari. La seduta viene tolta (VIDEO).

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IN SINTESI. L’attesa discussione sull’”ecomostro” c’è stata e si è protratta per oltre quattro ore. Benché il dibattito fosse vincolato alla discussione di una specifica mozione (poi rigettata), la discussione ha approfondito un po’ tutte le questioni sollevate negli ultimi mesi nel dibattito politico legato alle vicende di piazza Costantini. È presto per dire se si è trattato della parola conclusiva, benché le spiegazioni fornite dall’amministrazione siano state puntuali almeno sul caso specifico di questo abuso. Forse questo Consiglio è stato utile per spostare la discussione da un singolo caso a una visione urbanistica della città, a maggior ragione nel momento in cui prende avvio l’iter per il nuovo piano regolatore. Nei prossimi giorni, come al soltito, questo resoconto sarà integrato dai filmati messi a disposizione dal servizio di documentazione del Comune.