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Consiglio comunale dell’11 giugno

Il Consiglio comunale di Pordenone è convocato alle 18 per esaminare le interrogazioni e le mozioni pendenti.

Arca di Naon seguirà in tempo reale i lavori in Aula. Vedi i resoconti dei precedenti consigli, con sintesi, documenti e video.

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18.25 – Nisco Bernardi dichiara aperti i lavori del Consiglio comunale. Assenti Zanolin (Il Ponte) e Dal Mas (Pdl), ma buona parte dei banchi delle opposizioni sono ancora vuoti. Bernardi avvisa che i gettoni di presenza aggiuntivi destinati da alcuni consiglieri a Pierluigi Cappello in occasione della seduta prolungata per discutere l’appoggio alla mozione di concessione della legge Bacchelli sono stati versati il 9 giugno [VIDEO].

18.30 – Tocca alle comunicazioni del sindaco: Claudio Pedrotti comincia ricordando Giuseppe Giust, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani. È Giovanni Del Ben a interromperlo per chiedere che di fronte a una figura così nobile della nostra Provincia, insignita della medaglia d’oro per la resistenza, si osservi un minuto di silenzio, e così è. Quindi Pedrotti aggiorna i consiglieri sul consiglio d’amministrazione del consorzio universitario, che ha appena nominato Giuseppe Amadio alla sua guida e che intende procedere in tempi brevi alla revisione secondo gli indirizzi già condivisi: la riduzione dei corsi erogati salvando soltanto il multimediale, l’economia internazionale e l’infermieristica, e la trasformazione in prospettiva della presenza universitaria in un dipartimento a tutti gli effetti, con sede a Pordenone [VIDEO dal minuto 1:20].

18.35 – Bernardi dà conto delle intenzioni espressa dai capigruppo nei giorni scorsi: mezzora di interrogazioni e poi mozioni fino all’orario limite delle 22.30.

18.40 – La prima interrogazione è la 31/2012 del gruppo Idv/Sel/Del Ben sul mandato che l’amministrazione assegnerà al nuovo amministratore unico di Gea. Risponde Pedrotti citando in modo dettagliato i limiti regolamentari dell’incarico dell’amministratore e il contratto di servizio assegnato a Gea dal Comune. Giovanni Del Ben richiamando l’amministrazione a una stretta osservanza di quello stesso regolamento e lamendando la scarsa trasparenza di una procedura di selezione che è stata annunciata come basata sul merito e che invece ha seguito le classiche logiche di lottizzazione politica [VIDEO].

18.45 – Interrogazione 32/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sulla necessità di soluzioni più idonee per l’incanalamento della viabilità in via Codafora. Risponde Nicola Conficoni, assessore alla mobilità e all’ambiente, ammettendo il problema e dando conto degli interventi già previsti dall’amministrazione: sarà rivisitata la segnaletica per modificare meglio gli incanalamenti verso il Bronx e verso via Cappuccini e sarà valutata la possibilità di modificare i margini della sede stradale nel limite di quanto concesso dai vincoli della sopraintendenza dei beni culturali sul giardino di piazzale IV Novembre. Il proponente si dichiara soddifatto delle intenzioni della Giunta e chiede che si tramutino in tempi rapidi in fatti [VIDEO].

18.50 – Interrogazione 33/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sull’attività dell’amministrazione per sostenere la candidatura di Pordenone ad ospitare l’adunata degli alpini del 2014. Pedrotti dice che quasi ogni settimana l’amministrazione si incontra informalmente con il segretario provinciale dell’Associazione Alpini Giovanni Gasparet e racconta le impressioni della visita a Bolzano in occasione dell’adunata di quest’anno. Condivide i numeri stimati per l’adunata: 475.000 presenze nel corso dell’intera settimana di manifestazioni. Si sta cercando di capire in che modo la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Pordenone intendono sostenere i costi dell’organizzazione, stimati in due milioni. Il Comune comincerà a prevedere accantonamenti in Bilancio già dal prossimo anno. Ribetti apprezza le intenzioni, ma sollecita le istituzioni pordenonesi a impegnarsi in modo più forte e coordinato, anche mediaticamente, come sta accadendo nel caso della contendente L’Aquila, che tra l’altro chiede l’assegnazione dell’adunata come opportunità per rimettere in modo la città [VIDEO].

19.00 – Si passa alle mozioni. La prima, 4/2011 di Emanuele Loperfido (Pdl), risale addirittura a ottobre e riguarda il coinvolgimento di piazza Risorgimento nelle manifestazioni organizzate in città. Dice Loperfido che l’intenzione era sollecitare una ricucitura di quella zona nei percorsi pedonali cittadini durante i maggiori eventi. Riconosce che nel frattempo sono successe molte cose e che la situazione è molto migliorata, segno di come piccole iniziative siano in grado di attivare volani sull’intera vita cittadina ed economica. Chiede alla giunta di tentare di coinvolgere tutte le zone cittadine in occasione delle maggiori occasioni di festa e intrattenimanto [VIDEO]. L’assessore agli Affari generali e al Commercio Bruno Zille condivide le scelte dell’amministrazione seguite alla riqualificazione dell’area di piazza Risorgimento da parte della giunta precedente e ripercorre il calendario di eventi studiati in questi mesi con Pro Loco, Ascom e Camera di Commercio, appositamente per coinvolgere la popolazione e gli esercizi commerciali di piazza Risorgimento e via Cavallotti. Sta riscuotendo successo in particolare il mercatino dell’usato della Pro Loco. Zille conclude notando come il mercato degli spazi commerciali sia di nuovo in crescita e come anche l’emergenza sociale che ha interessato la zona negli anni scorsi sia sostanzialmente rientrata. La mozione viene fatta propria dalla giunta, ma questo non spegne il dibattito [VIDEO]. Comincia Giuseppe Pedicini (Pdl), che chiede il motivo della chiusura della viabilità ordinaria della piazza in occasione del mercatino, a suo parere ingiustificata. Contesta il fatto che i problemi di piazza Risorgimento siano stati risolti: sono migliorati, ma certo non sono risolte le questioni di integrazione e ordine pubblico che si sono verificati nella zona, né in fondo lo stato di salute delle attività economiche. Sollecita l’amministrazione a coinvolgere la piazza in modo più organico, non soltanto in occasione di eventi [VIDEO]. Marcello Passoni (Pdl) apprezza il lavoro svolto dalla Giunta dopo la riqualificazione della piazza e dà per scontato che non si possa che continuare per questa strada e intensificare gli sforzi [VIDEO]. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) coglie l’occasione per proporre modifiche permanenti alla viabilità della piazza, che permetterebbero la creazione di un anello circolatorio intorno alla piazza per rendere più fluido il traffico, evitando peraltro l’inutile e pericolosa doppia corsia in via Santa Caterina. Ricorda inoltre che tra gli eventi da considerare ci sarebbero anche gli sport motoristici, di cui già ha ricordato l’importanza nella precedente seduta del Consiglio [VIDEO]. Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben) ricorda che gli eventi non sono stati creati ex-novo per piazza Risorgimento, ma sono semplicemente stati spostati, impoverendo soprattutto piazza della Motta [VIDEO]. L’assessore Zille risponde brevemente alla questione di viabilità sollevata da Pedicini, sottolineando come la chiusura della piazza non limiti la viabilità, che procede regolamente per via Santa Caterina, e ricordando come piazza della Motta sia tenuta in considerazione da diversi eventi, tra cui Pordenonelegge e Incontriamoci a Pordenone [VIDEO]. Non si vota, perché la mozione è stata fatta propria dalla Giunta.

19.30 – Mozione 6/2011 in materia di scelte urbanistiche di Francesco Giannelli (Gruppo Misto), a cui viene allegato un ordine del giorno presentato successivamente dal consigliere per stimolare la creazione di un tavolo di discussione sulle scelte della città. Scopo di Giannelli è stimolare una discussione ampia e coraggiosa sul disegno urbanistico per dare un volto nuovo alla città. Rilancia alcune sue idee. La sostituzione di via Rivierasca con edifici e abitazioni che vivano direttamente sul fiume, mentre la strada attuale paradossalmente ha impedito di vivere il Noncello. Il rinnovamento profondo delle costruzioni esistenti, ormai inadeguate alle esigenze dei cittadini e della città, e la costruzione in altezza, per trasformare l’espansione sul territorio e il consumo di suolo (“È più costoso un autobus che collega tante costruzioni lungo una strada o un ascensore che sale trenta piani?”). Chiede alla giunta di non condividere semplicemente il suo disegno regolatore, ma di confrontarsi ampiamente con le minoranze nei prossimi mesi. Insiste sulla necessità di investire in architettura, perché “non basta abitare, serve anche abitare bene” [VIDEO]. Martina Toffolo, assessore all’Urbanistica, confermando che l’intenzione dell’amministrazione è di aprire a vari livelli la discussione sul nuovo piano regolatore, cominciando dalla popolazione. Rassicura Giannelli che il fulcro della discussione sarà proprio la visione condivisa sul ruolo della città nei prossimi anni [VIDEO]. “È stratosferico”, risponde Giannelli, apprezzando ironicamente la risposta dell’assessore: “se già mi sembrava impegnativo aprire il confronto a tutti i gruppi consigliari, se ascoltiamo ogni interesse dalla città non ci basteranno cinque anni”. Per un fatto tecnico, la votazione avverrà sulla mozione originale (variante sul piano di zona di Torre) e poi sull’ordine del giorno che chiede l’istituzione di un tavolo consigliare per raccogliere idee sul piano regolatore. A Giannelli vengono quindi concessi alcuni minuti per esporre brevemente la mozione, che insiste sull’idea che la costruzione in verticale possa dare sviluppo non solo al centro ma anche in periferia [VIDEO dal minuto 4:25]. Toffolo, letto nel frattempo l’ordine del giorno, prende le distanze da un documento che suggerisce al suo interno impegni distanti nella sostanza dall’immagine e dalle finalità perseguite dall’amministrazione, mentre i momenti di confronto chiesti da Giannelli sono già ampiamente garantiti dal processo di approvazione del piano regolatore nelle commissioni competenti e nei passaggi in Consiglio. Sul merito delle proposte di Giannelli, riconosce la bontà gli spunti di partenza, ma non trova risolutivo dei problemi di fondo la previsione di una specifica tipologia di edifici, le torri. Il piano urbanistico di Pordenone risponde alla logica storica di mantenere come riferimento l’altezza del campanile e degradare progressivamente passando dal centro alla periferia. Ritiene che il problema principale, prima ancora di modificare l’impostazione di fondo, sia riallineare la visione urbanistica con una lettura aggiornata della situazione contemporanea. Definisce come “ferite della città” gli investimenti immobiliari che, non riuscendo a cogliere il mutato spirito del tempo, restano deserti e generano problemi al tessuto cittadino [VIDEO dal minuto 13:20]. Giuseppe Pedicini (Pdl) attribuisce i guai urbanistici della città alla speculazione immobiliari degli anni dello sviluppo, verso i terreni esondabili ed economici delle zone a sud prima ancora che verso nord. Dice di condividere in buona parte l’intervento dell’assessore Toffolo, di pensare alla torre come un elemento che caratterizza il centro città e non la periferia, ma per contro fatica a vedere torri di cristallo accanto ai palazzi storici di corso Vittorio Emanuele, pur non chiudendo a prescindere all’idea. Non esprime fiducia in un piano regolatore pensato da una Giunta che ha appena scelto di tassare con l’Imu l’abitazione, perdendo la possibilità di investimenti sul patrimonio immobiliare. Termina dicendo che la crisi di oggi è figlia più che della crisi della mancanza di lungimiranza dei dieci anni precedenti [VIDEO]. Marcello Passoni (Pd) definisce affascinante l’idea di investire sulle torri, ma inadeguata per storia e morfologia alla città di Pordenone. Trova fuori luogo la provocazione di Pedicini sull’Imu, di cui si è già ampiamente parlato nelle sedute precedenti. Auspica che la discussione sul piano regolatore possa partire al più presto [VIDEO]. Sandro Del Santo (Pd) apprezza lo spirito della proposta di Giannelli, ma definisce una forzatura la richiesta di un’approvazione che indistintamente richiede l’adesione anche alle virgole di un documento molto articolato. Si sofferma sulla provocazione di Giannelli sul ruolo deleterio dei politici a favore dei tecnici, che non può nella pratica essere così drastica. Mario Bianchini (Il Fiume) rassicura Giannelli sulle intenzioni della maggioranza di condividere il percorso di partecipazione con la città e gli stakeholder [VIDEO]. Elio Rossetto (Pd) dice di voler tener conto delle proposte di Giannelli e auspica un ripensamento sulla riqualificazione della città che non tenga conto soltanto di fattori architettonici, ma anche economici e sociali [VIDEO]. Alberto Rossi (Api) ringrazia Giannelli per gli spunti che ha sollevato, pur senza entrare nello specifico ed esplodere alcune sue dissonanze. Insiste invece sullo spunto di partenza fornito dal consigliere per un ripensamento della città all’altezza della complessità dei tempi, che a suo modo di vedere non possono passare che dall’adeguamento degli stili di vita. E auspica un percorso condiviso per arrivarci, che faccia tesoro delle proposte e dei contributi di tutto, motivo per cui rivolge un appello al sindaco a non chiudersi “nella propria cittadella” [VIDEO]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) riconosce all’amministrazione Pedrotti di non essere affatto chiusa nella sua cittadella, ma anzi di cercare dichiaratamente il confronto sulle scelte della città. Più della torre, un modello che ha un impatto non scontato anche sui modelli decisionali della città, pensa al modello della torre orizzontale, ovvero la villetta a schiera che ottimizza il consumo di territorio nell’edilizia residenziale [VIDEO]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) risponde alla domanda di fondo di Giannelli (che tipo di città vogliamo?) con “una città bella e sana”, e da qui parte per un rapido excursus delle proposte che fin dalla campagna elettorale il suo gruppo porta avanti. Apprezza l’apertura dell’assessore Toffolo alla partecipazione in città, augurandosi che il suo operato possa essere distante dalle lobby che hanno condizionato in passato lo sviluppo della città. Approva la mozione nell’obiettivo, la creazione di un tavolo, ma non potendone condividere tutte le motivazioni annuncia un’astensione di apprezzamento [VIDEO]. Loris Pasut (Il Ponte) ricorda un incontro di sei anni fa in cui la maggioranza di allora si chiese che tipo di città avremmo voluto essere e prende atto del torpore che ha ridotto la portata di quei ragionamenti, motivo per cui ringrazia il consigliere Giannelli per la salutare quanto provocatoria sferzata. Si augura che non siano nuovamente agenti esterni a stimolare il ridisegno della città (il riferimento è al piano regolatore seguito al terremoto del 1976). Annuncia il voto a favore dell’ordine del giorno di Giannelli, per premiarne il respiro ampio [VIDEO]. Francesco Ribetti (Pdl) trova inutile il pur ottimo lavoro di Giannelli, perché ormai abituato all’impermeabilità e dalla mancanza di idee della Giunta comunale. Cita invece i cubi di cemento regalati a sproposito e i problemi non risolti come piazza XX Settembre, ben lontana dal registrare i miglioramenti raccontati in precedenza. “Caro Francesco, credi che ti ascolteranno? Mi auguro di sì, ma io non ci credo”, è la sua conclusione [VIDEO]. “Questa è una città rovinata dagli architetti e dai sistemi di potere che li hanno appoggiati”, esordisce Walter De Bortoli (Pdl), rispondendo a chi in precedenza aveva identificato nel periodo di sviluppo della Zanussi la rovina urbanistica di Pordenone. Nel suo intervento c’è spazio per “l’inutile rampa di lancio di lancio davanti al Meduna”, per la passerella di legno durata quel che è durata lungo via Rivierasca, per l’ex Standa che avrebbe dovuto essere acquistata dal Comune per raderla al suolo e dare respiro a Villa Ottoboni, al pordenonese che non cerca il palazzo di architettura, ma la sua casetta con un piccolo “ortisel” [VIDEO]. Chiude la discussione il sindaco, che apre con una battuta indirizzata a Giannelli: “il capo della pisellino band ci ha fatto una provocazione che però non è molto rock”, quindi definisce “malandrino” l’ordine del giorno presentato dal consigliere. Dice Pedrotti che è necessario comprendere quale sia oggi la vocazione di questa città, e dunque l’evoluzione necessaria degli stili di vita, che deve essere alla base della visione architettonica. Dichiara che “me ne dovrò andare se entro l’anno non usciamo con il bando per il piano regolatore”, perché altrimenti non si farà in tempo a completare il processo. Annuncia che le attività di partecipazione partiranno già alla fine del mese di giugno, per arrivare a settembre e ottobre con un percorso già avviato in vista degli incarichi più tecnici del processo di pianificazione. Annuncia anche imminenti investimenti nel social housing. “Non bisogna inventarsi degli strumenti nuovi, bisogna usare bene quelli a disposizione”, dice riferendosi al percorso partecipato che si chiede in Consiglio comunale e chiedendo onestà intellettuale nell’affrontare la discussione [VIDEO]. Si aprono le dichiarazioni di voto. Giannelli ne approfitta per ringraziare per la stima raccolta. Definisce di retroguardia l’idea di mantenere il campanile come riferimento per l’altezza degli edifici in città. Insiste che è inutile smettere di costruire: se si costruisce bene la gente arriva, se si costruisce male non viene. Si dice scettico rispetto ai vantaggi del conurbamento, meglio se ognuno si concentra sul suo territorio. Cita Giannino Furlan sul verde: questa città è già piena di verde, non è una priorità. Rigetta la visione del pordenonese ancorato alla casetta e all’orticello. Insiste sulla necessità di inseguire con l’architettura i nuovi stili di vita. Resta convinto che il suo documento possa essere la base di un percorso in Consiglio comunale [VIDEO]. Sergio Bolzonello (Il Fiume) annuncia voto contrario, pur apprezzando lo stimolo di Giannelli e i segni positivi emersi nel dibattito. Apprezza in particolare l’annuncio del sindaco sui tempi serrati del nuovo piano regolatore. La condivisione, dice alla giunta, si trova per strada: “voi avete il dovere di dettare la rotta, noi di dare ulteriori stimoli e suggerimenti, altrimenti la situazione diventa ingovernabile”. “Il problema è avere non un sogno, ma un disegno della città che incontri maggioranze condivise”, dice a Giannelli. Sui grattacieli non si raggiungerà una maggioranza, sarà necessario farlo sui nuovi stili di vita. Sul conurbamento si dice profondamente d’accordo con Giannelli: ricorda quanto lui stesso avesse proposto in passato a Porcia e Cordenons e come tutto si sia arenato di fronte a ostacoli politici [VIDEO  dal minuto 6:45]. Si vota. Sull’ordine del giorno: 3 favorevoli, 25 contrari, 10 astenuti, respinta. Sulla mozione 6/2012: 2 favorevoli, 29 contrari, 7 astenuti, respinta [VIDEO].

22.10 – Vista l’ora incompatibile con una nuova discussione, Bernardi chiude la seduta e aggiorna il Consiglio a una nuova convocazione [VIDEO].

Consiglio comunale del 21 maggio

Lunedì pomeriggio alle 18.30 è convocato il Consiglio comunale di Pordenone. In discussione le interrogazioni e le mozioni pendenti e due delibere sulla modifica dello statuto di Gsm e sull’adeguamento funzionale del Seminario vescovile.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.50 – Nisco Bernardi apre la seduta. Assenti i consiglieri Martino Gregorio (Pd), Marco Bonazza (Pd) e Franco Dal Mas (Pdl). Chiede subito la parola Giovanni Zanolin (Il Ponte) per chiedere al sindaco Pedrotti che si faccia interprete presso il questore delle preoccupazioni degli studenti, dei genitori e dei residenti intorno all’istituto Flora contro l’ipotesi dell’apertura di una sala giochi e scommesse nella zona [VIDEO].

18.55 – Claudio Pedrotti prende la parola per esprimere la partecipazione della città ai fatti di Brindisi. Ricorda i segni di vicinanza scelti in questi giorni (la partecipazione alla manifestazione spontanea di sabato pomeriggio, l’annullamento delle manifestazioni legate ai musei aperti, la festa in tono minore per la chiusura del Consiglio comunale dei ragazzi, il tentativo di mettersi in contatto con il sindaco di Brindisi). Legge un passo della lettera del ministro dell’Istruzione Profumo agli studenti italiani. Quindi il sindaco spende parole di solidarietà anche per le popolazioni dell’Emilia colpite dal terremoto. Cita i volontari pordenonesi partiti domenica sera per le zone colpite. Racconta di essere in contatto in particolare con l’amministrazione comunale di Ferrara e di seguire da vicino la situazione. Il Consiglio osserva un minuto di silenzio. Pedrotti aggiorna i consiglieri sul programma della visita del capo dello Stato Napolitano a Pordenone, appena ricevuta dal Quirinale. Sostanzialmente confermato il programma: momento istituzionale in Municipio intorno alle 11 e visita al Polo Tecnologico nel pomeriggio. Infine il sindaco annuncia di aver nominato come sindaci di Gea Pierluigi Basso (presidente del collegio sindacale), Barbara Sette e Sandra Pitton. Riguardo a Pordenone Fiere ufficializza i nomi di Alvaro Cardin (presidente) e Giorgio Zaia. Viste le polemiche registrati ricorda che la scelta è a discrezione del sindaco ed è motivata da questioni di continuità, soprattutto in riferimento alle discussioni sulla possibile fusione delle fiere regionali. Il sindaco cita come obiettivo l’amministratore unico e una governance più agile dell’ente, ma per questo è necessario un periodo di transizione. Si dice dispiaciuto che l’esito sia stato letto come violazione della trasparenza che la sua amministrazione si è data come obiettivo. A Zanolin, infine, risponde condividendo l’impressione che il Questore debba avere un atteggiamento meno passivo sul fenomeno delle sale da gioco e intende fare di tutto perché l’esplosione di questi esercizi che si registra in altre località non abbia spazio a Pordenone [VIDEO].

19.10 – I commenti alle dichiarazioni del sindaco. Giovanni Del Ben (Sel/Idv/Del Ben) prende la parola per condividere il suo pensiero sull’attentato di Brindisi e pregare il sindaco di portare la vicinanza del Consiglio comunale di Pordenone nelle occasioni pubbliche che saranno organizzate nei prossimi giorni. Giuseppe Pedicini (Pdl) associa alle intenzioni del sindaco sui fatti di Brindisi quelle del suo gruppo consigliare, ma si dice certo che la società civile non si lascerà cogliere impreparata. Riguardo alle nomine in Fiera, ricorda al sindaco che sono pendenti alcune interrogazioni e che ritiene più giusto che la discussione su questo punto avvenga in quella sede. Sull’unificazione delle fiere regionali sottolinea che la posizione del suo partito è a favore, ma con una chiara richiesta che la sede del nuovo soggetto sia necessariamente a Pordenone. Ritiene che la semplificazione della governance non ha motivo di essere ritardata e anzi, proprio in questa luce, poteva avere maggior significato. Mara Piccin (Lega Nord) si associa agli indirizzi di solidarietà sui fatti di Brindisi. Sulle nomine, legge la lettera ricevuta da un candidato al cda di Gea che aveva presentato il curriculum così come richiesto dall’amministrazione comunale, che denuncia le contraddizioni del bando comunale e il rammarico per le modalità che hanno portato alla scelta di Luca Mariotto. Nella lettera si cita l’incontro con un assessore comunale che avrebbe confermato al candidato come le scelte fossero state fatte in partenza. Gianni Zanolin (Il Ponte) si associa alle parole usate dal sindaco per ciò che è accaduto a Brindisi e per l’emergenza in Emilia. Sulle nomine riconosce a Pedrotti di essersi mosso nei limiti che la normativa gli assegna, ma evidenzia lo iato tra le intenzioni della giunta e le modalità attraverso le quali si è giunti alla scelta. Contesta la mancanza di adeguate motivazioni nell’atto di nomina dei nuovi amministratori, a dispetto della sbandierata trasparenza. Nuoce all’immagine del Comune e del sindaco il fatto che i nominativi dei prescelti circolassero con anticipo sulla scadenza del bando, mentre i cittadini ancora potevano proporre candidature, così come la presunta forzatura di un partito di maggioranza non sia mai stato smentito in venti giorni. Si chiede, infine, perché mai il capitale delle fiere debba ancor oggi essere pubblico. Mario Bianchini (Il Fiume) si associa alla solidarietà espressa a Brindisi e all’Emilia. Sulle nomine, biasima la pratica delle valutazioni espresse sulla base di articoli di giornali. Difende le scelte dell’amministrazione sia riguardo al profilo dei nominati e alle motivazioni e per questo riguarda Pedrotti.

19.35 – Bernardi ricorda le decisioni prese dalla conferenza dei capigruppo: si procederà con un’ora di interrogazioni, quindi si passerà alle due delibere all’ordine del giorno, infine mozioni fino all’orario limite delle 22.30.

19.40 – Interrogazione 20/2012 di Isena Peresson (Lega Nord) sulla presunta “falsa integrazione” ispirata ai valori della “sinistra radical chic e cattocomunista”. Dopo la lettura dell’interrogazione da parte di Bernardi, l’assessore all’istruzione Chiara Mio si rifiuta di rispondere finché il testo è formulato in modo offensivo e tendenzioso e prega la proponente di riformularla in toni adeguati, appellandosi all’articolo 45 del Regolamento del Consiglio comunale (fatto personale). Esplode la polemica tra i banchi dell’opposizione, Pedicini solleva una mozione di censura contro l’assessore Mio ricordando al presidente del Consiglio che la legittimità dell’interrogazione avrebbe dovuto essere valutata prima di metterla all’ordine del giorno (ai sensi dell’articolo 50 del regolamento) e che una volta inserita non può essere elusa. Bernardi ricorda che non può costringere un assessore a parlare e chiede un intervento a favore e uno contrario alla mozione. Francesco Ribetti (Pdl) si chiede che cosa rimane alle opposizioni se nemmeno le interrogazioni vengono più accettate e biasima il comportamento di un assessore pagato coi soldi pubblici. Tomasello ricorda che l’assessore Mio non si è affatto rifiutata di rispondere, ma ha chiesto che sia riformulata in modo più adeguato. Si vota la mozione di censura: bocciata con 9 voti a favore, 17 contrari e 2 astenuti [VIDEO].

19.50 – Interrogazione 26/2012 di Del Ben e Amarilli (Idv/Sel/Del Ben) sul proseguimento a Sud della pista ciclabile di via Nuova di Corva. Risponde l’assessore all’ambiente Nicola Conficoni che illustra i dettagli del progetto. Insoddisfatto Del Ben perché non coglie nell’amministrazione la determinazione a portare a compimento i progetti annunciati [VIDEO].

19.55 – Interrogazione 27/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sull’erronea indicazione dell’area ecologica di via Nuova di Corva. Conficoni rigetta tutte le accuse, ricordando pubblicità e miglioramenti apportati alla struttura. Ribetti ribadisce le segnalazioni che gli sono giunte, prendendo atto della risposta dell’amministrazione [VIDEO].

20.00 – Interrogazione 29/2012 di Francesco Ribetti (Pdl) sulle cause perse dall’amministrazione, a cui viene unita una seconda interrogazione specifica sulla causa persa sulla nuova caserma dei Carabinieri, facendo le pulci alle scelte di difesa e alla dotazione di personale del Comune di Pordenone. Rispondono gli assessori Bruno Zille e Renzo Mazzer, fornendo al cosigliere risposta su tutti i punti sollevati e giustificando le scelte caso per caso che pure hanno portato a sentenze sfavorevoli (il 20% del totale, negli ultimi 5 anni). Ribetti contesta i numeri forniti da Zille e riformula il calcolo in base a entrate e uscite per l’amministrazione delle cause vinte e perse, il cui Bilancio è nettamente sfavorevole al Comune. “Siamo un Comune antipatico, che va a fare la guerra a tutti”, dice commentando la supposta facilità con la quale l’amministrazione va in giudizio. Sulla caserma dei Carabinieri individua l’errore iniziale in un errore di calcolo nel trasferimento dell’area deputata dall’ex pastificio Tomadini a via Planton, essendo la seconda più ampia. Totale e polemica l’insoddisfazione di Ribetti [VIDEO].

20.30 – Si passa alle delibere. La prima (15/2012) comporta modifiche allo statuto di Gsm per ridurre il numero degli amministratori (oggi è “da 5 a 7″, si vuole arrivare a un amministratore unico oppure a un organo di amministrazione composto da un numero di consiglieri “da 2 a 4″) [VIDEO]. Dopo l’illustrazione del sindaco, si apre la discussione. Pedicini ribadisce quanto già detto in sede di commissione: bene la riduzione degli amministratori (tant’è che propone al suo gruppo voto favorevole), ma di fatto non ci si arriverà né vi è alcuna urgenza, perché gli amministratori restano in carica tre anni e ci vorrà tempo perché scadano tutti i mandati. Meglio sarebbe stata, dice Pedicini, una mozione del Consiglio che spinga il sindaco a chiedere le dimissioni degli amministratori in carica [VIDEO]. Sergio Bolzonello (Il Fiume), chiamato in causa da Pedicini sulle nomine sotto elezioni di un anno fa, interviene per ricordare che l’urgenza era dovuta alla necessità di garantire l’amministrazione sul breve periodo e che il patto coi nominati era stato che si sarebbero dimessi non appena il nuovo sindaco fosse entrato nelle sue funzioni (solo uno si dimise effettivamente, Bertolo da Gsm). Bolzonello quindi vede ampio margine perché il sindaco, una volta portata a termine la modifica dell’organo di amministrazione da statuto, possa convincere gli amministratori in carica a dimettersi [VIDEO]. Zanolin (Il Ponte) insiste su una posizione ormai consolidata del suo gruppo: non ha più senso che queste società siano sottoposte a controllo pubblico e tantomeno la soluzione è l’amministratore unico, di fatto un esecutore dell’amministrazione (soluzione che, secondo Zanolin, “nel caso di Gea sospetto abbia causato grandi danni). Suggerisce che comunque la dicitura “da 2 a 4″ sia portata a “3″ o comunque a un numero dispari, perché notoriamente in caso di parità nelle votazioni si creano situazioni difficili da superare [VIDEO]. Si passa alle motivazioni di voto. Walter Manzon (Pd) si esprime a favore di un passaggio di semplificazione opportuno, benché complesso da molti punti di vista [VIDEO]. Giulia Bevilacqua (Il Fiume) ricostruisce da un punto di vista giuridico il processo che può portare a una governance più leggera per società partecipate come Gea o Gsm e vede la delibera in votazione come un tassello verso l’obiettivo già più volte affermato dall’attuale maggioranza [VIDEO]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) apprezza il tentativo di arrivare all’amministratore unico, ma ribadisce i dubbi già espressi in commissione sulla stranezza di un passaggio da 5 consiglieri a una formula vaga come “da 2 a 4″. Garantisce comunque il suo voto alla maggioranza [VIDEO]. Francesco Ribetti (Pdl) riscontra incoerenze tra la volontà di ridurre i costi e gli atti concreti dell’amministrazione, e chiede al sindaco perché in consiglio d’amministrazione di Pordenone Fiere non abbia chiesto una riduzione del compenso al presidente. Assicura il suo voto a favore se il sindaco gli spiegherà i motivi di queste differenze di valutazione [VIDEO]. Fausto Tomasello (Pd) ribadisce la disposizione favorevole del suo gruppo, pur riconoscendo la complessità del processo in corso e una sostanziale preferenza per un consiglio di amministratore [VIDEO]. Claudio Pedrotti interviene per alcune precisazioni. Sul rischio di parità di voto, il nuovo statuto prevede che prevalga quello di chi presiede l’organo di amministrazione. Ribadisce che il nuovo statuto gli permette di non nominare il quinto amministratore mancante, di cominciare a contenere i costi e di mettere le basi per arrivare all’amministratore unico [VIDEO]. Nel secondo intervento Pedicini (Pdl) si dice imbarazzato rispetto alle buone intenzioni a sostenere la delibera, perché non avverte concreta disposizione dell’amministrazione a dare una svolta e ritiene che le differenze di vedute all’interno della maggioranza non permetteranno di raggiungere in tempo l’obiettivo [VIDEO]. Manzon (Pd) riprende la parola per precisare la posizione del suo partito, senza spostare sostanzialmente il baricentro la discussione [VIDEO]. Si passa alle dichiarazioni di voto. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) si chiede che senso abbia avere delle partecipate se poi non si dà loro un mandato manifesto e se allora non sia meglio consegnare queste società al mercato. Riccardo Piccinato (Lega Nord) apprezza il tentativo dell’amministrazione, pur non ritenendo sufficienti i passi avanti. Il suo gruppo si asterra. Marco Salvador (Il Fiume) approva senza riserve il nuovo statuto e annuncia il voto favorevole del gruppo a cui appartiene. Giovanni Zanolin (Il Ponte), prendendo spunto dall’intervento di Salvador, interviene polemicamente per mettere in evidenza il potere effettivo di controllo del Consiglio comunale partendo da un caso personale (attende documenti sulla vicenda Gea-Snua da mesi, senza riceverli) [VIDEO]. La delibera va in votazione: 23 favorevoli, 4 contrari (le minoranze di centrosinistra) e 5 astenuti [VIDEO].

21.35 – La seconda delibera (16/2012) riguarda lavori di abbattimento delle barriere architettoniche e di adeguamento funzionale di una porzione del Seminario diocesano di Pordenone. L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo ricostruisce tutto l’iter tecnico e il dettaglio del progetto presentato dalla Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta, di fatto, della trasformazione di un’ala precedentemente destinata a dormitorio per gli studenti in locale adibito a biblioteca per riunire in un’unica sede diverse strutture del Seminario. Gianantonio Collaoni (Il Fiume) chiede se, vista l’importanza e la dimensione della biblioteca del Seminario, questo intervento avrà ripercussioni anche sulla dimensione del patrimonio librario e sui tempi di realizzazione delle opere. La nuova biblioteca sarà il punto di raccolta del patrimonio che non può più essere conservato nelle piccole parrocchie, spiega l’assessore Toffolo. Quanto ai tempi previsti, si parla di fine 2013 [VIDEO]. Giovanni Zanolin (Il Ponte) sottolinea da un lato l’importanza per il territorio della biblioteca del Seminario e dall’altro il rimandare a un momento successivo di una convenzione per l’accesso pubblico a quell’istituzione. Chiede dunque che a fronte di un investimento pubblico non indifferente (300.000 euro) siano garantite le regole di accesso al patrimonio archivistico del Seminario, possibilmente già prima del termine dei lavori [VIDEO]. Andrea Cabibbo (Pdl) apprezza finalità e sforzo progettuale, nonché le ricadute dell’investimento sulla città [VIDEO]. Sulla necessità di stipulare per tempo una convenzione per l’accesso pubblico alla biblioteca diocesana si esprime anche Sandro Del Santo (Pd) [VIDEO], così come Roberto Freschi (Vivo Pordenone), che nota la posizione strategica del Seminario rispetto all’università [VIDEO], Sergio Bolzonello (Il Fiume), che ricorda come il Comune intervenga già con un intervento di 20.000 euro per il sostegno della catalogazione archivistica del patrimonio archivistico del Seminario [VIDEO], e Marcello Passoni (Pd), che si augura che la convenzione non venga stipulata soltanto per cinque anni rinnovabili, ma a tempo indefinito [VIDEO]. Martina Toffolo ricorda come l’imminente scadenza della convenzione stipulata per l’accesso pubblico al parco del Seminario presti l’occasione per l’avvio di un dialogo più ampio con la Diocesi. Per quanto riguarda in particolare l’accesso al patrimonio bibligrafico e archivistico, perché è un requisito del finanziamento pubblico ottenuto dalla Diocesi per procedere ai lavori. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) apprezza il senso dell’intervento e delle sue ricadute sullo studio della storia del nostro territorio. Apprezzamento viene espresso anche da Elio Rossetto (Pd), mentre Gianantonio Collaoni (Il Fiume) coglie l’occasione per ripercorrere il valore storico dei contenuti dell’archivio diocesano per la città [VIDEO]. La delibera viene votata all’unanimità [VIDEO].

22.15 – Il presidente Bernardi chiude la seduta e riconvoca il Consiglio il 28 maggio per l’approvazione del bilancio consuntivo [VIDEO].

Consiglio comunale del 7 maggio

Lunedì alle 18 è convocato il Consiglio comunale di Pordenone. All’ordine del giorno, oltre a una lunga lista di interrogazioni e mozioni, due delibere presentate dalla giunta: l’approvazione del progetto di collegamento stradale tra l’area della Questura e via Caboto e l’approvazione della variante per la revisione viabilistica dell’ambito dell’Istituto Flora, già adottata nella seduta del 6 febbraio.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.35 – Nisco Bernardi, presidente del Consiglio, apre la seduta. Assenti Maria Bonato, Andrea Cabibbo e l’assessore Chiara Mio. L’ordine dei lavori deciso dalla conferenza dei capigruppo prevede l’esame delle interrogazioni in sospeso per un’ora, quindi delle due delibere urbanistiche, infine delle mozioni fino al tempo limite delle 22.30 (salvo che l’esame delle delibere non richieda più tempo). Tutte le mozioni in materia di raccolta differenziata dei rifiuti urbani presentati dalle minoranze di centrosinistra saranno discusse insieme [VIDEO].

18.40 – Il sindaco Claudio Pedrotti prende la parola per ricordare Saverio Quattrone, personaggio di spicco del mondo della scuola e della politica non soltanto pordenonese, venuto a mancare la settimana scorsa. Il Consiglio osserva un minuto di silenzio in suo onore [VIDEO dal minuto 0:50].

18.45 – L’esame delle interrogazioni comincia con la 18/2012 presentata da Giovanni Del Ben e Lucia Amarillo (Idv/Sel/Del Ben) sulla sicurezza stradale all’incrocio tra via Vallona e viale della Libertà. L’assessore alla mobilità Nicola Conficoni risponde illustrando le valutazioni in corso di valutazione con il nuovo mobility manager [VIDEO].

18.50 – Interrogazione 19/2012 presentata da Del Ben e Amarilli sui compiti del componente del consiglio di amministrazione dell’Interporto indicato dal Comune di Pordenone. Risponde il sindaco Pedrotti, citando quanto espressamente previsto dal regolamento comunale. Del Ben vorrebbe invece una maggiore condivisione sia delle caratteristiche richieste al rappresentante comunale, nonché degli indirizzi politici che gli sono affidati. Il consigliere lamenta inoltre di non aver potuto ricevere copia a domicilio dei curriculum in possesso all’amministrazione, ma di essere stato invitato a prenderne visione presso il gabinetto del sindaco [VIDEO].

18.55 – Interrogazione 14/2012 di Emanuele Loperfido sulla messa in sicurezza della pista ciclabile in prossimità del terminal bus e della stazione ferroviaria. Nicola Conficoni inquadra la questione subordinandola a una serie di interventi previsti nel prossimo futuro in quell’area. Loperfido, del tutto insoddisfatto, chiede che l’amministrazione reagisca subito a questi stimoli, soprattutto quando si parla di sicurezza [VIDEO].

19.05 – Interrogazione 22/2012 di Del Ben e Amarilli sulle sedi di erogazione dei servizi sanitari e socio sanitari territoriali nel distretto urbano. Vincenzo Romor, assessore ai servizi sociali, ricostruisce nei minimi dettagli l’intera vicenda a partire dalla futura Cittadella della Salute, dalla cui definizione dipende a cascata l’intera organizzazione dei servizi sul territorio. “Mama in che man semo finii”, commenta Del Ben nella sua replica, riferendosi in modo particolare alle scelte recenti dell’Azienda sanitaria. Interviene Sonia D’Aniello (Pd), fuori procedura, chiedendo all’amministrazione di convocare, vista la complessità e la delicatezza della materia, un’apposita audizione con i soggetti coinvolti [VIDEO].

19.25 – Interrogazione 23/2012 di Del Ben e Amarilli, che desiderano conoscere le indicazioni di mandato al rappresentante del Comune nel consiglio di indirizzo della fondazione Itis Kennedy. Si ripete il copione precedente, con il sindaco che legge quanto previsto da regolamento e Del Ben che chiede che il Consiglio sia messo al corrente degli indirizzi richiesti ai rappresentanti dell’istituzione.

19.35 – Interrogazione 24/2012 di Giovanni Zanolin e Loris Pasut (Il Ponte) sulle rette per le persone affette da Alzheimer presso Casa Serena. Alla puntuale ricostruzione dell’assessore Romor, Zanolin risponde apprezzando l’attenzione in materia dimostrata dall’assessore e sottolineando a sua volta l’importanza di considerare e sostenere in modo adeguato i malati di Alzheimer [VIDEO].

19.45 – Si passa alle delibere. La prima (13/2012) riguarda la sistemazione del sistema viario nell’ambito di insediamento della nuova Questura, e in particolare la realizzazione di un collegamento tra la Questura e via Caboto. Illustrano i contenuti della delibera l’assessore all’urbanistica Martina Toffolo, che spiega i termini formali della variante urbanistica, e l’assessore ai lavori pubblici Renzo Mazzer, che entra nel merito del progetto e delle problematiche connesse. Alberto Rossi (Api) coglie l’occasione per chiedere notizie sulla vecchia birreria, non accolta da Mazzer che chiede di restare sul tema. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) chiede se l’amministrazione non abbia considerato l’ipotesi di risolvere il problema realizzando una piccola rotonda al posto della confluenza tra via Fontane e via San Valentino. Mazzer risponde che non ci sono le dimensioni sufficienti. “Se siete riusciti a metterla tra via San Giuliano e via Mestre…”,  ironizza Tavella. Walter De Bortoli (Pdl) chiede conto delle ricadute sui parcheggi, pochi e congestionati in quell’area. Si proverà ad assicurare maggiore ricambio dei veicoli estendendo il disco orario. Del Ben si informa sui parere delle circoscrizioni, che è stata ovunque favorevole. [VIDEO] Si procede subito con le votazioni, che vedono la delibera approvata con 22 favorevoli e 10 astenuti [VIDEO].

20.00 – La seconda delibera (14/2012) prevede la definitiva approvazione della variante urbanistica 128, relativa alla revisione della viabilità a servizio della nuova sede degli studenti che frequentano la nuova sede dell’Istituto scolastico Flora. Martina Toffolo [VIDEO] e Renzo Mazzer [VIDEO] danno conto delle osservazioni e delle opposizioni raccolte negli appositi termini di legge, nessuna delle quali accoglibili (benché siano state accolte alcune piccole varianti di progetto non rilevanti urbanisticamente per venire incontro alle esigenze dei residenti e delle attività commerciali della zona). Mauro Tavella (Nuova Pordenone) chiede dettagli sulla recinzione che verrà ripristinata al livello della nuova rotonda tra via Stradelle e via Ferraris, preoccupato che impedisca la visuale del traffico in uscita dai passi carrai (soprattutto camion) rispetto a eventuali ciclisti in transito sulla ciclabile. Anche in questo caso non si sviluppa discussione e si passa direttamente al voto. La delibera viene approvata con 23 voti favorevoli e 12 astenuti [VIDEO].

20.20 – Inizia l’esame delle mozioni, con la discussione aggregata di cinque distinti documenti sulla raccolta dei rifiuti urbani presentati in modo congiunto da Il Ponte, Api e Idv/Sel/Del Ben. Le presenta, a nome di tutti i proponenti, Giovanni Zanolin (Il Ponte), inquadrando il tema rifiuti nella più definizione ad ampio spetto del sistema produttivo del territorio e del suo rilancio. Una delle chiavi di trasformazione del sistema industriale, spiega Zanolin, passa attraverso il raggiungimento di prodotti completamente riciclabili e il Comune devono recitare in questo processo un ruolo di grande stimolo. Vanno poi considerate le ricadute del ciclo dei rifiuti sulla salute dei cittadini. “Pordenone ha ottenuto ottimi risultati, ma possiamo fare ancora di più e meglio, accogliendo le sollecitazioni che arrivano dalla Comunità europea”, dice Zanolin. Due, in particolare, sono le questioni: la valorizzazione di tutto ciò che può essere riciclato, impedendone l’incenerimento, e il passaggio culturale dalla semplice differenziazione al riciclo dei materiali. “Bruciare non annulla il problema, lo trasforma”, spiega il consigliere, citando la documentazione epidemiologica sulle microparticelle fornita in questi anni in particolare dal dott. Gustavo Mazzi. Zanolin cita l’amianto e gli effetti sulla salute scoperti nel tempo e chiede al Consiglio di esprimere una posizione consapevole: “Oggi voi sapete!”. La seconda mozione chiede che si sperimentino forme avanzate di raccolta porta a porta spinte, magari in alcuni quartieri. I proponenti chiedono, inoltre, modifiche sull’applicazione della Tarsu, richieste di modifica sulle procedure previste dalla regione sugli appalti nel settore e l’impegno di informare nel dettaglio i cittadini sull’intero ciclo dei loro rifiuti [VIDEO]. L’assessore all’ambiente Conficoni inizia la sua risposta riassumendo gli indirizzi politici dell’amministrazione comunale in tema di rifiuti e i risultati ottenuti negli ultimi anni. Cita la campagna in corso a Varese, dove è stata presa esplicitamente a modello proprio Pordenone. Ricorda come la scelta di recuperare materia rispetto al recupero di energia ha evitato la costruzione di un termovalorizzatore in provincia di Pordenone. Cita le 4 R del ciclo virtuoso dei rifiuti: ridurre, recuperare, riusare, riciclare. Annuncia l’assunzione imminente di due nuovi ispettori per sorvegliare la corretta differenziazione da parte dei cittadini. Dichiara che l’amministrazione è costantemente impegnata a sciuppare nuove iniziative per ottimizzare la raccolta e favorire il riciclo del materiale. Il sistema attuale di raccolta ha tre pregi, dice Conficoni: l’economicità, la comodità e la sostenitibilità. In questo senso, la proposta di una raccolta porta a porta spinta è una possibilità, ma non l’unica e non necessariamente quella che assicura il migliore equilibro possibile, spiega Conficoni citando diverse esperienze italiane e, di fatto, rigettando la proposta delle opposizioni (almeno sul breve periodo). Riguardo alla Tarsu cita i diversi tentativi del Comune in questi ultimi anni di passare dalla tassa sui rifiuti alla tariffa sui rifiuti effettivamente conferiti e gli impedimenti tecnici e legislativi verificati fino a oggi. Ora è necessario attendere le nuove disposizioni in materia previste dal decreto Salva Italia del governo Monti. Sulle normative regionali, Conficoni pur riconoscendo le criticità messe in luce dalle opposizioni ne coglie gli aspetti positivi a cui sarebbe rischioso rinunciare, come la possibilità di avere centri di raccolta molto vicini. Sulla trasparenza e l’informazione, infine, alcune richieste saranno soddisfatte a breve con la diffusione del Riciclabolario (un opuscolo che chiarisce molti dubbi sulla raccolta), ma molti dati richiesti non sono al momento nella disponibilità del Comune, mentre si potrebbero ottenere almeno a livello di bacino dalla Regione [VIDEO]. Zanolin riprende la parola per contestare l’iniquità di un sistema che costringe il proponente a parlare per massimo 15 minuti, mentre consente all’assessore per 40 minuti. Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben) apprezza i contenuti e i toni dell’assessore, ma ribadisce un no forte a ogni ipotesi di incenerimento, non esclusa dall’amministrazione: “Non è etico esporre la popolazione a rischi potenziali” [VIDEO]. Giuseppe Pedicini (Pdl) chiede polemicamente all’assessore di dare, tra i tanti dati, anche sul percolato della discarica di Vallenoncello, quindi dedica il suo intervento a mettere in evidenza le contraddizioni di una raccolta differenziata che, nonostante i buoni indici generali, non riesce a diminuire la quantità di rifiuti e a produrre risparmi per i cittadini. Chiede che la città si doti di almeno quattro isole ecologiche, rispetto alla sola oggi operativa. Apre, infine, alle minoranze di centrosinistra sul tema dell’incenerimento, rispetto a cui si dichiara a sua volta contrario [VIDEO]. Mario Bianchini (Il Fiume) si rammarica di come, nonostante i buoni propositi condivisi dal Consiglio, si sia persa l’opportunità di discutere un documento condiviso e ci si sia ritrovati con tante mozioni diverse e di parte [VIDEO]. (Sempre più numerosi i banchi vuoti, intanto, soprattutto a centrodestra, dove il Pdl è rimasto con due soli consiglieri e la Lega senza rappresentanti.) Walter Manzon (Pd) considera un successo della città essere riusciti a contenere i costi di smaltimento e ricorda le scelte impegnative e previdenti compiute in questi anni [VIDEO]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) chiede di spostare nuovamente la discussione dai costi alla salute, quindi ricostruisce da un punto di vista ambientale e medico i rischi delle particelle disperse nell’aria dagli inceneritori. “Col livello della salute non si transige”, dice Del Ben, insistendo sul fatto che i rischi oggi sono noti [VIDEO]. Elio Rossetto (Pd) incentra il suo intervento sulla convivenza dei cittadini di Vallenoncello con la discarica. Ricorda come in passato, su questo tema, sia stato chiesto molto ai cittadini e come solo di recente siano arrivati i servizi (“Forse perché eravamo troppo Dc”, nota il consigliere). Democristianamente ringrazia sia i proponenti delle mozioni sia l’assessore Conficoni per le sue risposte, augurandosi che si spinga la differenziazione fino al 100%. Si augura che il problema sia affrontato sempre più a monte e si dichiara favorevole a sperimentare, come spesso accaduto in passato, proprio a Vallenoncello il porta a porta spinto [VIDEO]. Dario Zanut (Il Fiume) ricorda le valutazioni fatte con Ennio Martin (assessore all’ambiente durante il primo mandato Bolzonello e responsabile dell’avviamento dell’attuale raccolta differenziata) e le scelte politiche – non etiche, ci tiene a sottolineare -che hanno permesso fino a oggi per esempio di non avere inceneritori sul nostro territorio. Governare questo processo significa costruire giorno per giorno le condizioni per avere le condizioni migliori possibili nelle condizioni storiche date, dice Zanut, chiudendo al porta a porta spinto (non sostenibile) [VIDEO]. Alberto Rossi (Api) apprezza il lavoro fatto fino a oggi dall’amministrazione cittadina e proprio per questo rilancia la necessità di una nuova spinta. “Dovrete domani spiegare ai cittadini di Pordenone perché oggi dite no a una proposta che vi stimolava ad andare oltre una buona esperienza”, dice Rossi [VIDEO]. “Possiamo solo migliorare”, sostiene Roberto Freschi (Vivo Pordenone), apprezzando le sollecitazioni delle minoranze ma ricordando qual era il punto di partenza nel 2001 (“ricordate i contenitori color senape in cui si buttava via tutto indistintamente?”). Individua il problema alla base del problema rifiuti, ovvero la questione degli imballaggi, che si può risolvere in altre sedi ma su cui è necessario fare uno sforzo culturale comune. Considera il punto di arrivo proposto dai promotori delle mozioni, a cominciare dal no agli inceneritori, un punto di arrivo necessario e ineludibile, semplicemente riconosce strade differenti per arrivarci [VIDEO]. Sergio Bolzonello (Il Fiume) si rammarica che non si sia arrivati a una mozione comune, perché è evidente come nelle proposte delle opposizioni ci siano elementi necessariamente condivisibili. Chiede che, posta la bocciature delle mozioni così come presentate, si riporti il tema in commissione per trovare le mediazioni possibili, dal momento che ci sono tutte le condizioni (e cita tra l’altro la nomina del nuovo amministratore di Gea) per ripensare la politica ambientale del territorio [VIDEO]. Sandro Del Santo, pur allineandosi nel voto alla posizione del Pd, interviene per dare voce a una posizione di minoranza all’interno del suo partito molto più intransigente sulle ripercussioni sulla salute della gestione dei rifiuti e in particolare dell’incenerimento [VIDEO]. Marcello Passoni (Pd) condivide la proposta di Bolzonello di riprendere il tema, posti gli ottimi risultati registrati fino a questo punto da Pordenone. Sull’inceneritore punzecchia Pedicini, che si è dichiarato contrario, citando il voto favorevole in Regione del fratello Antonio (“bisogna che vi parliate”, dice). Ringrazia infine i proponenti per aver introdotto un argomento così importante in assemblea [VIDEO]. In sede di dichiarazioni di voto, Zanolin accoglie con favore l’apertura di Bolzonello a riprendere il confronto. Prova a rispondere a chi chiede conto alle minoranze di non aver voluto giungere a un documento unitario citando il controllo che il Comune su Snua, attraverso Atap, e il documento prodotto davanti al Tar che prova il collegamento tra Snua e il cementifico di Fanna. “Come può un Comune sostenere un’apertura contro l’incenerimento quando sostiene vincoli di questo tipo?”, chiede Zanolin, dichiarandosi scettico della possibilità che l’amministrazione e la maggioranza siano in grado di incidere su questi livelli di gestione. Infine smonta una per una le giustificazioni dell’assessore Conficoni. Bolzonello riprende la parola per ricordare come questa stessa maggioranza abbia fatto uscire Atap da Naonis Energia e dai progetti di costruzione dell’inceneritore. Sostiene che oggi questa stessa maggioranza potrebbe incidere sugli impegni tra Snua e l’inceneritore di Fanna e forse un documento unitario di indirizzo politico avrebbe dato a questo processo maggiore forza. Giuseppe Pedicini annuncia il voto favorevole alle mozioni contro le ipocrisie della maggioranza, riferendosi in particolare alle dichiarazioni di Bolzonello. Si dice dispiaciuto di non aver sentito la voce del sindaco in un dibattito così importante. Walter Manzon ribadisce la posizione del Pd annunciando il voto contrario del suo gruppo [VIDEO]. Parla infine anche Claudio Pedrotti per sottolineare l’importanza del ragionamento iniziale di Zanolin nella presentazione delle mozioni sull’inefficienza del modello industriale, che produce sprechi a ogni passaggio. Auspica che anche il Polo Tecnologico si attivi nelle attività di formazione e sperimentazione su questi temi, fondamentali così come la tutela della salute già ampiamente sostenuta nel dibattito. Conferma che l’intenzione della sua amministrazione non è mai stata quella di accontentarsi dei risultati ottenuti e individua proprio nella nuova tassa sui rifiuti (Res) il momento necessario di revisione dei meccanismi [VIDEO]. Si votano le mozioni, tutte respinte a maggioranza salda [VIDEO].

23.05 – La seduta viene sciolta [VIDEO].

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IN SINTESI. Due delibere urbanistiche che, per una volta, procedono spedite e vengono analizzate per il fatto tecnico che sono, senza speculazioni di parte. E poi una lunga discussione sul tema dei rifiuti, che pur incontrando importanti convergenze sulla salvaguardia della salute e dell’ambiente, si arena sulle diverse strategie della maggioranza e delle opposizioni, quelle di centrosinistra in particolare. Praticamente assente il centrodestra, fatta eccezione per Pedicini, De Bortoli e Tavella, che hanno atteso il voto finale e sostenuto le mozioni di Zanolin, Pasut, Del Ben, Amarilli e Rossi sui rifiuti.

Consiglio comunale del 19 marzo

Alle 18 si riunisce in Municipio il Consiglio comunale. In discussione due delibere: l’approvazione definitiva della variante urbanistica per la sistemazione del tratto iniziale di via Cappuccini e la nomina dei componenti della commissione pari opportunità. All’ordine del giorno restano iscritte inoltre diverse interrogazioni e mozioni.

Arca di Naon seguirà, come di consueto, i lavori in tempo reale.

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18.40 – Il presidente Nisco Bernardi apre la seduta. Assenti i consiglieri Giannelli (Gruppo misto) e Tavella (Nuova Pordenone), oltre all’assessore all’Istruzione e al Bilancio Chiara Mio. L’ordine dei lavori prevede un’ora di interrogazioni, quindi la discussione della delibera 5/2012 (adozione intervento di via Cappuccini), quindi mozioni fino alle 22.30. La delibera sulla commissione pari opportunità è stata ritirata dalla Giunta. Per quanto riguarda le mozioni, si comincerà con la 14/2012 (solidarietà ai marinai italiani arrestati in India), quindi si procederà all’esame congiunto delle mozioni 1/2011 e 16, 17, 18 e 19/2012 tutte dedicate alle modalità di raccolta dei rifiuti (VIDEO).

18.45 – Il sindaco Claudio Pedrotti esprime la solidarietà di Pordenone alla famiglia di Franco Lamolinara, l’ostaggio italiano ucciso in Nigeria. Anticipando la successiva discussione sulla solidarietà ai marinai italiani detenuti in India, annuncia inoltre di aver preso contatto con il controammiraglio Guerra al comando del reggimento San Marco, per confermare la vicinanza della città al battaglione, una vicinanza particolarmente sentita dal momento che l’Ariete ((a cui è stata conferita la cittadinanza onoraria della città) ha avuto numerose occasioni di collaborazione non semplicemente militare con il reggimento San Marco (VIDEO).

18.50 – Si passa alle interrogazioni. Toccherebbe a Franco Dal Mas (Pdl), con l’interrogazione 75/2011 sull’Imu, ma l’assenza dell’assessore al Bilancio Chiara Mio costringe a rimandare la discussione. Dal Mas chiede di intervenire comunque per esprimere il rammarico di dover relegare un dibattito così importante ai giornali, mentre nella sede deputata viene evitato l’argomento. Fuori microfono le opposizioni propongono che sia comunque la Giunta a rispondere, pur in assenza dell’assessore, per esprimere le linee politiche in merito. Si passa comunque all’interrogazione successiva (VIDEO).

18.55 – Interrogazione 87/2011 di Andrea Cabibbo (Pdl) sullo spettacolo teatrale di Antonio Rezza del dicembre scorso, che aveva creato un caso mediatico per via di una bestemmia declamata in scena in presenza di scolaresche. Il sindaco Pedrotti, titolare della delega al Teatro Verdi, contestualizza l’episodio e le avvertenze che erano state previste nella promozione dello spettacolo. Precisa anche che lo spettacolo non era inserito nel cartellone specifico per le scuole, ma che alcuni studenti erano presenti in virtù di sconti a loro favore. Dobbiamo svolgere un’azione di censura, si chiede il sindaco? Non rientra nelle nostre corde, l’esistenza dello spettacolo deve semmai essere usato per educare i ragazzi al discernimento. Cabibbo si dichiara insoddisfatto e precisa il senso della sua interrogazione, che non ha nulla a che vedere con una censura della libertà di espressione: il problema è che nel momento in cui si favorisce l’ingresso di insegnanti e alunnni a teatro va fatta maggiore attenzione. C’è un limite anche alla libertà di espressione teatrale e il cartellone deve dare informazioni corrette a chi deve scegliere, soprattutto se il Teatro è comunale, conclude Cabibbo (VIDEO).

19.05 – Interrogazione 90/2011 di Isena Peresson sulle modalità di gestione dei posti nel parcheggio multipiano di via Oberdan, con particolare riferimento agli abbonamenti (che non danno diritto al posto). Risponde l’assessore all’Ambiente e alla Mobilità Nicola Conficoni, che ammette la saturazione del parcheggio e il conseguente disagio. Il Comune e Gsm stanno cercando di risolvere il problema attraverso l’ampiamento della struttura grazie all’acquisto di posti nel contiguo parcheggio coperto del Don Bosco. Questo porterà i posti totali a 550, permettendo all’amministrazione – una volta che sarà completata anche il parcheggio di via Vallona – di riorganizzare la distribuzione della sosta in città. Per quanto riguarda la transizione, poiché il problema è circoscritto ai giorni di mercato ed è risolvibile mediamente attendendo alcuni minuti che si liberi un posto oppure utilizzando l’abbonamento al parcheggio di via Candiani, l’amministrazione non ha ritenuto di modificare il regolamento. Il consigliere Peresson non si dichiara soddisfatta, perché l’attesa non è di pochi minuti e non è limitata ai giorni di mercato. Si lamenta inoltre dei forti ritardi nella discussione delle interrogazioni, che – come in questo caso – attendono anche quattro mesi di essere discusse (VIDEO).

19.15 – Interrogazione 2/2012 di Del Ben e Amarilli (Idv/Sel/Lista Del Ben) dedicata agli sviluppi della situazione dell’associazione I ragazzi della panchina, che viene unita alla 10/2012 sullo stesso tema nella quale i proponenti suggeriscono l’affidamento provvisorio dell’ex asilo di via Selvatico. Risponde l’assessore ai servizi sociali Vincenzo Romor, che illustra il percorso fatto dall’amministrazione insieme all’Azienda sanitaria, a cui vengono imputati i ritardi nella definizione del bando pubblico per l’acquisto di un’immobile per le attività dell’associazione. L’amministrazione, recependo il suggerimento dei consiglieri, ha effettivamente proposto l’affido temporaneo della sede di via Selvatico. Giovanni Del Ben apprezza, ma nota che “il problema è complesso e l’assessore dà l’idea di affrontarlo con un cucchiaino”. Quindi discute l’analisi del caso come semplice caso sanitario di competenza dell’Azienda sanitaria, mentre è un problema è stato da tutti riconosciuto come sociale. In assenza di risposte concrete da parte dell’Ass (“un asino potrà ragliare, ma difficilmente canterà”), forse la comunità dovrebbe assumersi la responsabilità di questo ed altri casi sensibili per il territorio (VIDEO).

19.30 – Interrogazione 3/2012 dei consiglieri Del Ben e Amarilli sul futuro dell’università a Pordenone. Risponde il sindaco, che ricapitola la vicenda e aggiorna il Consiglio sugli ultimi sviluppi. Stante il progressivo disimpegno delle università di Udine (parziale) e Trieste (totale) ha portato a concentrarsi sui corsi che possono portare beneficio al territorio, ovvero in particolare Economia aziendale e Scienze e tecnologie multimediali (con una vocazione più internazionale e legata allo sviluppo software), rinunciando invece a Ingegneria meccanica. Il sindaco si attende inoltre sviluppi positivi dagli accordi di confederazione tra le università di Udine e Trieste, recentemente benedetti dal ministro dell’istruzione Profumo. Giovanni Del Ben apprezza le ipotesi di presenza rafforzata di Pordenone nell’ambito di una università federata del Friuli. Chiede infine un forte sostegno anche per i corsi di formazione infermieristica (VIDEO).

19.45 – Interrogazione 4/2012 del consigliere Orsola Chiaradia (Il Fiume) sul decoro della Sala Rossa del Municipio, utilizzata tra l’altro per la celebrazione di matrimoni civili. Risponde l’assessore Flavio Moro, che riconosce il problema, da lui stesso sollevato. L’amministrazione ha già provveduto ad alcuni interventi minori, facendo sparire apparecchiature obsolete o inutili, ma si propone di abbellire ulteriormente l’ambiente con piante (necessariamente fine) e quadri. Più costoso cambiare le sedie in dotazione, che vengono indicate come il vero punto debole della sala. Pienamente soddisfatta la proponente (VIDEO).

19.50 – Si passa alla delibera 5/2012 sulla riqualificazione di via Cappuccini, già adottata in ottobre e rispetto alla quale non sono giunte opposizioni o contestazioni. L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo ricapitola il percorso della variante e ne chiede la definitiva approvazione (VIDEO). Emanuele Loperfido (Pdl) chiede conferma sull’investimento richiesto, stanti alcune indicazioni difformi tra la documentazione e quanto comparso sui giornali (VIDEO dal minuto 1:35). L’assessore ai Lavori pubblici Renzo Mazzer spiega che il dettaglio delle opere e i relativi costi saranno presentati in un secondo tempo rispetto alla preventiva approvazione della variante, ma che la difformità delle cifre dipende dal fatto che si consideri l’intervento totale previsto inizialmente (oltre due milioni di euro) o soltanto la parte effettivamente in discussione (dal cavalcavia ferroviario all’incrocio di via San Vito) - (VIDEO dal minuto 2:20). Loris Pasut (Il Ponte) presenta un filmato e una planimetria a supporto della sua proposta di rivedere il piano considerando un anello circolatorio a senso unico che potrebbe abbattere in modo significativo il traffico, superando la necessità di intervenire in modo costoso. Non si dichiara contrario al piano in sé, ma chiede di sperimentare l’ipotesi per un breve periodo e vedere se sia effettivamente utile a superare le criticità della zona (VIDEO). Michele Quaia (Il Fiume) non chiude alla sperimentazione dell’anello, ma da residente esprime alcune perplessità sugli effetti sulla velocità degli autoveicoli (VIDEO). Riccardo Piccinato (Lega Nord), anche lui residente nella zona, rinnova la completa contrarietà sull’intervento, che non risolverà a suo parere la congestione di via Cappuccini. A sostegno della sua opinione denuncia la scarsa pubblicità dell’opera rispetto ai cittadini, la progettazione non soddisfacente della fognatura, la pericolosità della pista ciclabile mista che ne deriverebbe e delle soluzioni individuate per evitare l’abbattimento degli alberi (VIDEO). Sandro Del Santo (Pd) ricorda invece la partecipazione numerosa alle assemblee pubbliche e la pericolosità della situazione più volte denunciata dai cittadini, che giustifica l’urgenza dell’intervento (VIDEO). Giuseppe Pedicini (Pdl) ricorda come questa sera si parli soltanto della variante urbanistica e non ancora il progetto dell’intervento (che peraltro non necessita di per sé di un passaggio in Consiglio). Al consigliere Del Santo, di cui pure dichiara di apprezzare l’impegno, dice che resterà deluso se pensa che questo progetto risolva i problemi giustamente sollevati, perché non tocca minimamente i flussi di traffico, che resteranno gli stessi, mentre non garantirà nemmeno i parametri minimi di sicurezza perché non vi sono gli spazi necessari. Ironizza sulla necessità di un mobility manager pagato 60.000 quando una maggioranza che governa da 10 anni dovrebbe avere ormai le idee chiare su come affrontare i problemi cittadini (VIDEO). Walter De Bortoli (Pdl) si chiede a che cosa serva prevedere piste ciclabili e percorsi pedonali, se poi chi passa in zona viene esposto all’inquinamento provocato dal traffico. Sottolina a sua volta la necessità di ridefinire i flussi, ma al contrario di Pedicini dichiara di apprezzare l’iniziativa dell’amministrazione di nominare un mobility manager. A maggior ragione però sarebbe necessario attendere che l’incaricato dia le sue indicazioni, senza cominciare a intervenire disperdendo investimenti. Marcello Passoni (Pd) chiede al centrodestra, invece di discutere gli interventi di messa in sicurezza cittadini, di promuovere in Regione il reperimento di fondi per la costruzione delle bretelle che risolverebbero i problemi del traffico pordenonese. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) discute la proposta alternativa di Pasut ragionando sul fatto che, se venissero interessate un maggior numero di strade attualmente non dotate dei sottoservizi e delle misure di sicurezza necessarie, i costi diventerebbero perfino maggiori rispetto al progetto in discussione. Rispetto alla messa in sicurezza della situazione esistente, invece, il progetto proposto è sufficiente e necessario (VIDEO). Sergio Bolzonello (Il Fiume) apprezza il tono del dibattito, che a suo parere conferma la necessità di un intervento in via Cappuccini. Il vero problema non è tanto la messa in sicurezza, quanto il collegamento del quartiere alla città, che viene messa in pratica anche (ma non solo) attraverso questo genere di interventi. Chiede alla giunta dunque se il percorso iniziato ormai un anno fa abbia dato frutti ulteriori oltre alla semplice adesione o contrarietà a un progetto viabilistico, perché l’intervento viabilistico è soltanto un anello di una catena di interventi a favore di questa visione. Imputa alla giunta un certo immobilismo rispetto alla viabilità e chiede che la giunta accompagni questi progetti con una visione più ampia dei progetti che propone. Non sarà possibile abbassare ancora per lungo tempo il numero delle auto nella zona, ma l’intervento di oggi può essere funzionale a un progetto ampio di relazione del quartiere con la città, come accaduto in passato in via San Quirino e in via Interna (VIDEO). Gianni Zanolin (Il Ponte) parte dal presupposto che via Cappuccini è impropriamente un asse di penetrazione in città, ma  non è attrezzata per questo scopo. Questo progetto cambia questo scenario? No, dice il consigliere. Cambia in meglio la vita del quartiere? Non ne siamo ancora convinti, dichiara. Mentre in via San Quirino l’intervento ha avuto il merito di rivitalizzare il piccolo commercio, in questo caso non porterà miglioramenti. Il merito della proposta di Pasut è spostare il ragionamento portandolo da una questione di viabilità a una questione di traffico. Non è affatto certo, peraltro, che le risorse saranno sufficienti per completare anche il secondo lotto dell’intervento: meglio riflettere che avviare un progetto che resterebbe incompiuto (VIDEO). Comincia il secondo giro di interventi. Bolzonello (Il Fiume) completa il suo ragionamento precedente dicendosi tranquillo sulla disponibilità di finanziamenti. Ricorda che è necessario considerare nella visione anche via Cappuccini alta. Piccinato (Lega Nord) risponde a Del Santo, specificando di non aver mai messo in discussione la necessità di intervenire sull’area, ma solo la modalità. Trova inopportuno intervenire su una via così importante per la viabilità un attimo prima di avere il piano del mobility manager. A Passoni risponde che nemmeno la sua parte politica è riuscita a suo tempo ad agire sull’amministrazione Illy per ottenere i finanziamenti per la bretella. Dichiara infine il voto contrario del suo gruppo (VIDEO). Pasut (Il Ponte) apprezza il livello del dibattito, ma ribadisce le sue perplessità rispetto alle intenzioni dell’amministrazione. A Passoni, che lo accusa di aver presentato proposte fuori tempo massimo, ricorda di averne parlato già in passato nelle sedi opportune. Il voto della sua lista sarà contrario (VIDEO). Del Ben, richiamando la discussione già maturata in occasione dell’adozione della variante in ottobre, afferma che la giunta non è stata convincente nel tentativo di superare le criticità già evidenziate nel progetto né ha fornito una visione globale degli interventi sul quartiere. Chiede che il progetto possa essere discusso almeno in commissione, prima di diventare esecutivo (VIDEO). Interviene l’assessore Mazzer, che difende un  progetto “che non ha trovato opposizioni nei diretti interessati, ovvero i residenti”. Ricorda il modo in cui l’intervento è cresciuto nel corso dei tre incontri con gli abitanti del quartiere, a cui probabilmente seguirà un quarto per presentare il progetto definitivo (e magari discutere la proposta alternativa di Pasut) – (VIDEO). Alle ironie sulla necessità di un mobility manager il sindaco Pedrotti risponde imputando ai consiglieri la “sindrome da commissario tecnico della nazionale”: richiama con forza la necessità di un professionista specializzato, come a suo tempo si era reso necessario per le opere idrauliche a salvaguardia della città, e dice che la giunta sarà felice di condividerne le indicazioni quando saranno disponibili (VIDEO, dal minuto 10:50). Elio Rossetto (Pd) apprezza le aperture da parte dell’amministraione e la ricchezza del dibattito, auspicando tuttavia che altrettanta partecipazione si registri anche in commissione. Si augura che la proposta di Pasut possa essere discussa, ma si dice scettico sulla possibilità di mettere in sicurezza le vie interessate (VIDEO). Piccinato (Lega Nord) insiste nuovamente, dopo le risposte dell’assessore, sulla possibilità di preferire la sicurezza alla conservazione di alberi peraltro malati e sottoposti a cure costose. Ribadisce il voto negativo del suo gruppo (VIDEO dal minuto 6:15). Pedicini (Pdl) prennuncia il voto contrario del Pdl, ricordando al sindaco che se gli studi specialistici fossero sufficienti allora la passata amministrazione avrebbe dovuto ampiamente risolvere il problema del trasporto pubblico, dopo che due analisi da 70.000 e 100.000 euro avevano a più riprese studiato la situazione (VIDEO dal minuto 7:45). Zanolin (Il Ponte) legge nelle parole del sindaco ulteriore imbarazzo e perplessità, perché a suo modo di vedere il tecnico non deve dire al politico che cosa fare il politico, ma sottoporre a vaglio tecnico la fattibilità delle scelte e delle visioni politiche. Apprezza invece le aperture espresse dall’assessore Mazzer rispetto al percorso progettuale. Il voto del Ponte resta negativo (VIDEO dal minuto 10:15). Bolzonello (Il Fiume) preannuncia voto positivo e sostegno al progetto, ribadendo la necessità di passaggi politici condivisi. Suggerisce che i tecnici prendano in considerazione le sollecitazioni emerse nel dibattito di questa sera, rispetto per esempio al commercio o alle scuole. Caldeggia uno studio sulla mobilità che esprima non righe per terra, ma una visione della città e del suo sviluppo, allo stesso modo in cui dovrà farlo il piano strategico dell piano regolatore. Assicura sostegno della maggioranza in questo percorso lungo e condiviso (VIDEO dal minuto 14:00). Del Ben (Idv/Sel/Lista Del Ben) ricostruisce le tappe del dibattito di questa sera per arrivare a confermare il voto contrario del suo gruppo rispetto alla pochezza del piano (VIDEO dal minuto 19:20). Si apre infine la votazione: la delibera passa con 25 voti a favore e 13 contrari (VIDEO).

22.00 – Si passa alla mozione urgente di solidarietà “ai nostri marò imprigionati in India”. Il consigliere Emanuele Loperfido ricostruisce la vicenda, fin dalla scelta del governo di tutelare le navi mercantili italiani con l’intervento della Marina. Inserisce il dibattito nella necessità di tutelare gli investimenti italiani all’estero, comprendendo anche il caso di Lamolinara, imputando mancanze sia allo Stato che all’Unione europea. Un problema che coinvolge sia le grandi aziende che hanno i mezzi per tutelarsi, ma a maggior ragione le piccole aziende che hanno bisogno di assistenza. La solidarietà del Comune di Pordenone, dice, esprimerebbe sostegno agli italiani che all’estero si danno da fare per tenere a galla l’economia e dare credibilità al nostro Paese. Dà infine lettura della mozione, che prevede diversi impegni espliciti dell’amministrazione a solidarietà dei due marinai, tra cui l’esposizione del manifesto che già la Provincia espone nella sua sede (VIDEO). Giuseppe Perrone (Pd) si dice particolarmente colpito dalla vicenda, conoscendo personalmente i due marinai coinvolti, perché si trovavano in missione con l’Ariete (di cui Perrone è stato colonnello) a Nassiriya. Si aspettava di veder ritirata la mozione dopo la comunicazione del sindaco sulla solidarietà espressa al reggimento San Marco e giudica il documento proposto condito di “retorica patriottarda” la mozione, chiedendo per esempio che si finisca di chiamarli “ragazzi”, quando sono soldati, professionisti, persone che svolgono un servizio per il paese, o che li si definisca “rapiti” quando sono invece detenuti secondo le leggi di uno Stato democratico. Affronta in modo molto critico la storia delle missioni all’estero decise dal “venditore di Arcore”, imputando a imprenditori con pochi scrupoli e scarsa prudenza incidenti come quello accaduti in India, sollevando crescenti e rumorose reazioni dai banchi del centrodestra. Perrone non ha dubbi che si debba esprimere solidarietà alla vicenda dei due marinai, ma non nel modo spettacolarizzato che si vorrebbe. Contropropone una serie di modifiche alla mozione per renderla più sobria ed efficace (VIDEO). Riccardo Piccinato (Lega Nord) prende spunto per un lungo attacco al governo dei tecnici e alle istituzioni europee, che finisce con un sostegno aperto a due persone che erano lì a compiere il loro lavoro (VIDEO). Alberto Rossi (Api), in una mozione d’ordine, biasima la piega politica che ha preso la discussione, se ne chiama fuori e chiede il ritiro della mozione per evitare di fare una figuraccia su questo argomento (VIDEO). Il presidente Bernardi chiede ai presidenti dei gruppi di esprimersi sulla continuazione dei lavori, stante anche il raggiungimento dell’orario limite. Il Consiglio sembra propendere per l’interruzione, quando prende la parola Bolzonello che trova improponibile chiudere in modo meno che dignitoso su una mozione del genere e chiede che si proceda in modo rapido e civile con il dibattito. Pedicini chiede che allora si voti la mozione e non si discutano gli emendamenti. Pedrotti prova a raffreddare gli animi riportando la differenza tra la mozione e la versione emendamendata alla scelta di esporre il manifesto oppure di limitarsi alla riproduzione del simbolo del reggimento San Marco sul sito del Comune, e chiede ai consiglieri ragionevolezza. Dal Mas apprezza la proposta del sindaco, ma trova difficile trovare intesa su una disponibilità così limitata e insiste per continuare. Pedrotti insiste, accetta anche la richiesta di pubblicare le foto dei due marinai sul sito, ma chiede di chiudere necessariamente questa sera. Dal Mas accoglie a nome del suo gruppo la proposta del sindaco, insistendo sul carattere super partes della solidarietà alla vicenda di fronte a troppi sospetti di strumentalizzazioni (VIDEO dal minuto 1:10). L’amministrazione fa infine propria la mozione e il presidente Bernardi dichiara sciolta la seduta (VIDEO), tra i malumori di alcuni consiglieri di centrodestra che ancora aspettavano di dare il loro contributo al dibattito.

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IN SINTESI. Una formalità urbanistica (l’approvazione di una variante già abbondantemente discussa quattro mesi fa e priva di osservazioni) dà vita a oltre due ore di discussioni sul futuro e ancora non definitivo piano di messa in sicurezza di via Cappuccini. Di fatto una replica del dibattito di ottobre, nella quale è spiccato il richiamo nei confronti della giunta a una maggiore visione e incisività sul piano della mobilità giunto dal banco di maggioranza dell’ex sindaco Bolzonello. Sulla mozione di solidarietà ai marinai italiani arrestati in India il Consiglio è andato vicino a una figuraccia internazionale, superata in extremis da un compromesso tra il sindaco Pedrotti e il gruppo di centrodestra: solidarietà sarà (ed è stata peraltro già espressa nei giorni scorsi dall’amministrazione), mentre i volti dei due marinai coinvolti saranno esposti soltanto sul sito web del Comune di Pordenone.

Consiglio comunale del 27 febbraio

Questa sera alle 18 si riunisce in Municipio il Consiglio comunale. Dovrebbe essere l’incontro decisivo per la discussione, a lungo rimandata, sull’abuso edilizio di piazza Costantini. In programma anche interrogazioni e la mozione contro l’incenerimento dei rifiuti urbani residui.

L’Arca di Naon seguirà i lavori in tempo reale.

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18.30 – Il presidente Bernardi apre la seduta e rende conto delle interrogazioni che hanno avuto risposta scritta. Il sindaco Pedrotti non ha comunicazioni. La conferenza dei capigruppo ha deciso di iniziare con l’esame delle interrogazioni per mezzora, quindi si aprirà la discussione sulla mozione 11/2011 (abuso di piazza Costantini) fino al tempo limite delle 24 (VIDEO).

18.35 – La prima interrogazione è di Francesco Giannelli (Gruppo misto) sulle modalità di accesso al cortile delle scuole elementari Gabelli (77/2011), a causa della ritardata apertura del cancello da parte della scuola. Risponde l’assessore all’istruzione Chiara Mio riferendo la scelta della direzione scolastica di mettere in sicurezza l’entrata dei bambini a scuola. La soluzione proposta, che non accetta la proposta fornita da Giannelli in allegato all’interrogazione, è di limitare il parcheggio a una porzione specifica del cortile mantenendo l’attuale ingresso carraio e spostare l’ingresso pedonale dei bambini sul lato destro dell’edificio, in corrispondenza del monumento ai Caduti. Giannelli si dichiara totalmente insoddisfatto dalla soluzione proposta (“all’italiana”) e contesta le scelte della dirigente scolastica. “Nessun bambino si è mai fatto male alle Gabelli finché sono entrate le macchine”, dice Giannelli, che insiste sul fatto che sarebbe bastato tracciare meglio i percorsi e i parcheggi, distanziando di poco il passaggio pedonale (VIDEO).

18.45 – Si passa all’interrogazione successiva, la 78/2011, sempre di Giannelli, sul rispetto del regolamento di igiene da parte della Gea, in particolare per quanto riguarda tempi e rumorosità dello spazzamento e del recupero rifiuti in centro città. Risponde l’assessore Nicola Conficoni, spiegando scelte e vincoli dell’attività di pulizia della città (che inizia alle 5.30). Giannelli si dichiara insoddisfatto, che insiste sul fatto che spostando di qualche ora la pulizia si arrecherebbe minor fastidio ai residenti senza ostacolare la vita della città. Cita l’articolo 38 comma 7 del regolamento d’igiene del Comune, che a suo parere vieterebbe la raccolta prima delle 7 di mattina (interpretazione contestata dall’assessore Conficoni) (VIDEO).

19.00 – Interrogazione 86/2011 di Riccardo Piccinato (Lega Nord) sui problemi di viabilità in corrispondenza di un complesso commerciale in viale Venezia, nel frattempo parzialmente risolto da alcune modifiche seguite a un nuovo insediamento nella zona. Spiega l’assessore alla sicurezza Flavio Moro che in seguito a un sopralluogo è stata migliorata la segnaletica relativa agli ingressi alle attività commerciali e la situazione sarà monitorata per studiare ulteriori miglioramenti. Piccinato replica prendendo atto che l’assessore per primo dichiara che il problema non è risolto né si fa cenno a specifici controlli (VIDEO).

19.05 – Si passa all’attesa mozione 11/2011 sull’abuso edilizio di piazza Costantini. Prende la parola a nome dei proponenti – sostanzialmente l’intera minoranza, con l’esclusione di Giannelli – Giovanni Zanolin (Il Ponte), che inquadra il problema nell’ambito più vasto della crisi dei piccoli proprietari immobiliari e nella necessità che il Comune garantisca gli equilibri, non consentendo sbilanciamenti di offerta e non permettendo che capitali di provenienza incerta si prendano eccessivi spazi. “C’è stato un lungo scambio in dare e avere tra il Comune e i costruttori”, ricostruisce il consigliere, che poi imputa al Comune di aver accettato i calcoli dei progettisti senza valutazione critica. Zanolin parla di scardinamento del piano urbanistico per la zona, di avvicinamento dei candidati sindaci da parte della proprietà durante la campagna elettorale, di festa alla presenza di un assessore in piena campagna, di una giunta (Bolzonello II) tenuta all’oscuro dell’effettiva cubatura della nuova costruzione, di passaggi oscuri alla stessa direzione politica del Comune (la famosa “intelligenza” a cui Zanolin ha spesso fatto riferimento durante la vicenda). Zanolin ammette il suo errore politico nel non aver riconosciuto per tempo il problema che stava prendendo corpo, ma afferma che oggi bisogna essere ciechi per non riconoscerlo e non coglierne la gravità, biasimando il sindaco Pedrotti per le sue dichiarazioni recenti a garanzia del personale comunale che avrebbe partecipato a un pranzo nel cantiere. Conclude prospettando altre fasi di questa e altre vicende (VIDEO).

19.20 – Interviene il consigliere Giannelli, la cui dichiarazione era già stata in buona parte anticipata nei giorni scorsi sul Gazzettino. “Così trattata la vicenda a mio avviso non riveste alcuna importanza per i cittadini e l’ex assessore Zanolin ha infiammato più e più volte il consiglio comunale e la stampa non rendendosi conto che la sostanza della faccenda investiva un problema culturale, meglio, architettonico”, spiega Giannelli. “A mio avviso il consigliere Zanolin avrebbe dovuto verificare se in quell’intervento, data la dimensione e la posizione della costruzione, erano state inserite funzioni tali da generare un fatto urbano e se avessero stimolato l’azione dei cittadini che si concretizza nell’acquisto di negozi, uffici ed abitazioni, sdoganando quindi l’iniziativa immobiliare dalla mera speculazione edilizia”. Liquida la festa coi dipendenti comunali come la celebrazione di una bella iniziativa, peraltro legata a un artista portato in città dallo stesso Zanolin. “Chi può permettersi di dire che gli uffici tecnici non hanno controllato? Se uno ravvisa un fatto penale va dal procuratore, altrimenti è vergognoso mettere in dubbio l’operato dei funzionari comunali”. E sempre a Zanolin, definito santone di nuovi stili di vita: “Per cambiare stile di vita non bisogna diminuire i cubi, ma migliorare l’architettura” (VIDEO).

19.35 – Francesco Ribetti (Pdl) sostiene che prima che una questione tecnica è un problema di ascoltare la gente e ricorda come già al tempo si era fatto interprete delle perplessità degli abitanti della zona. “Se degli errori ci sono stati, sono a monte. Di chi ha voluto riempire la città di cemento in ogni suo ambito”, dice il consigliere, a cui sembra sufficiente oggi la determinazione dell’amministrazione nell’identificare e perseguire l’abuso. “Mi è spiaciuto vedere sul giornale le foto del personale del Comune, la cui professionalità non meritava di essere messa in discussione per due costine”, aggiunge Ribetti. Chiede infine all’amministrazione di valorizzare l’esistente e incrementare i controlli sullo stato delle abitazioni meno recenti, prima che favorire la costruzione di nuovi edifici (VIDEO).

19.45 – Pedicini (Pdl) affida il suo pensiero alla lettura integrale di un editoriale di Giuseppe Ragogna pubblicato sul Messaggero Veneto alcune settimane fa. Quindi legge una mail di un pordenonese che si dice deluso dalle istituzioni. Conclude invitando l’amministrazione a considerare in modo più serio coerente la questione, perché avrebbe inciso seriamente sulla popolazione (VIDEO).

19.55 – Loris Pasut (Il Ponte), palando di crisi dei partiti e di un corpo sociale indifferente alla malattia, auspica che la vicenda sia l’occasione per un salto culturare che recuperi anche la fiducia della gente. Non accetta la superficialità con cui il sindaco in primis ha liquidato la presenza al pranzo con i costruttori di funzionari a cui sono demandate responsabilità. Il grave, dice Pasut, non è l’abuso edilizio: è la normalizzazione degli atteggiamenti. Chiude citando Clodio, Pompea e Cesare, per dire che non basta l’onestà, serve anche l’apparenza dell’onestà. Il problema, dice, è l’assoluta mancanza di onestà etica e deontologica che viene passata come normale, che nella foga dell’intervento si spinge ad avvicinare a quella del capitano della nave da crociera affondata al Giglio (VIDEO).

20.00 – Mozione d’ordine di Pedicini (Pdl), che contesta la gestione del presidente della questione come mozione (in tempi e numero di interventi), nonostante fosse stata presentata sotto forma di ordine del giorno. Bernardi cita le decisioni della conferenza dei capigruppo, a cui intende attenersi. Pedicini contesta il potere che il presidente dà a un organo che potere non ha e chiede una risposta a verbale da parte del Segretario generale sulla sua richiesta. Chiamato in causa, il segretario Paolo Gini cita a sua volta la decisione all’unanimità della conferenza capigruppo, contestato con forza dalle opposizioni. Piccinato ricorda come in quell’occasione né lui né altri hanno deciso nulla. Dopo diversi scontri verbali, che non portano ad alcuna modifica delle modalità di dibattito, si riprende con gli interventi (VIDEO).

20.10 - Riccardo Piccinato (Lega Nord) riscrive l’etimologia di “ecomostro”, imputando la mostruosità più che all’ecologia alle scelte economiche che portano a costruire ancora nonostante una crisi evidente sottovalutata dalle scelte di pianificazione delle ultime amministrazioni. Ricorda le dichiarazioni a caldo del sindaco Pedrotti, dell’ex sindaco Bolzonello e dell’assessore Toffolo, che incitavano provvedimenti drastici, denunciando che le soluzioni poi intraprese hanno deluso le attese e forse sottostimato la gravità della situazione. Dopo essersi lanciato in curiose misure urbanistiche per punire l’abuso (come varianti da approvare in tempi record per ridefinire la questione), incita a sua volta l’amministrazione a preferire il recupero delle costruzioni esistenti (VIDEO).

20.15 - Elio Rossetto (nuovo capogruppo del Pd, dopo le dimissioni dal ruolo di Fausto Tomasello), dichiarando opinabile il concetto di bello o brutto, si spende a favore dell’operato e delle scelte delle amministrazioni comunali. Cita le opere di urbanizzazione che valorizzeranno la piazza, riporta l’altezza dell’edificio entro le altezze previste per la zona, chiama limpide le procedure seguite dal sindaco, dall’amministrazione e dagli uffici tecnici, che si sono concluse con una pena pecuniaria per l’abuso certificato. Denuncia piuttosto le mancanze del progettista dell’immobile e si augura seri provvedimenti nei suoi confronti da parte del suo ordine professionale: “ha preso in giro un po’ tutti”. Si augura toni meno aspri nella polemica politica, auspicando almeno che ne vengano tenuti fuori i dipendenti comunali (a cui esprime la solidarietà del Pd) (VIDEO).

20.30 – Alberto Rossi (Api) chiude la questione sulla mozione d’ordine, ricordando come la scelta dei capigruppo fosse stata di inquadrare l’ordine del giorno nei termini della mozione. Quindi apre il suo intervento dichiarando sostanzialmente già chiuso il fatto, in seguito alla multa comminata dal Comune per l’abuso. Vuole però sottolineare la gestione politica della vicenda: alle dichiarazioni di indignazione dell’amministrazione attraverso il suo massimo rappresentante politico non sono seguiti poi scelte apparse in linea con lo sconcerto. Denuncia quindi “un cortocircuito grave tra rappresentanza politica e infrastruttura tecnica del Comune”. Sottolinea come negli ultimi anni sia avvenuto uno spostamento di cubature dalla disponibilità dei cittadini ad alcuni grandi insediamenti. L’intervento di Rossi si chiude con un battibecco con il suo vicino di banco Giannelli, che lo riprende per le imprecisioni urbanistiche del suo intervento (VIDEO).

20.45 – Emanuele Loperfido (Pdl) definisce la giunta “del cemento e dei condoni”. Ecco, dice, come i tecnici sono in grado di deturpare una città quando non c’è una guida politica in gradi di guidare lo sviluppo. Immagina i progettisti ridere di fronte alla ridicola entità della multa, a fronte dei guadagni che l’abuso ha procurato loro. Richiama l’amministrazione ad ascoltare di più e meglio i cittadini, a cui l’impatto dell’edificio è sempre stato chiaro, così come l’entità di immobili invenduti. Auspica un piano regolatore “a cubi zero”, sull’esempio di Udine che pure sembrerebbe aver superato i limiti di legge a cui spesso ci si appella. Denuncia una classe politica non credibile: perché oggi dovrebbe esserci una svolta annunciata a più riprese già in passato? (VIDEO)

20.55 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) plaude alla ricostruzione di Rossi riguardo alla ricostruzione delle decisioni della conferenza dei capigruppo sulla mozione in esame. Sottolinea come la mozione in realtà non discuta affatto l’abuso in sé, ma indichi una serie di suggerimenti che dovrebbero essere recepiti nel regolamento edilizio comunale sulla scorta dell’esperienza maturata in questa vicenda. Constata l’amarezza dell’amministrazione e dello stesso Consiglio riguardo agli esiti della procedura di verifica e sanzione dell’abuso, che deve spingere a guardare in modo critico ma costruttivo agli strumenti edilizi che la città si è data in questi anni. Nello stesso tempo riconosce l’ispirazione di quegli strumenti regolamentari, che hanno tentato per molti versi in modo efficace di combattere la frammentazione e il basso livello del patrimonio edilizio cittadino. Riconosce infine serietà e precisione ai tecnici comunali che hanno seguito la pratica (VIDEO).

21.05 – Sandro Del Santo (Pd) legge un brano da un articolo del Gazzettino dei tempi in cui venne approvato il piano di piazza Costantini, dove veniva citata una dichiarazione di Giuseppe Pedicini che apprezzava il lavoro dell’amministrazione. Si stupisce che la discussione sia andata molto lontano dallo scopo della mozione. Auspica che il lavoro fatto in questi mesi in Commissione, dove l’abuso è stato ampiamente analizzato e discusso con consapevoli apprezzamenti da parte dell’opposizione, non venga azzerato dalla discussione in Consiglio. “Evidentemente le Commissioni non garantiscono adeguato palcoscenico”, conclude. Ricorda e sostiene le parole di Pedrotti in Commissione che ipotizzava una revisione del regolamento edilizio per venire incontro all’esperienza maturata in questa occasione, così come nella scelta di un’automobile si adeguano con frequenza gli standard di impatto ecologico (VIDEO).

21.10 – Dario Zanut (Il Fiume) apprezza l’onestà intellettuale dimostrata dall’amministrazione in questa vicenda, che ha sanzionato l’abuso attenendosi ai termini di legge anche di fronte a un clima ambientale difficile. Ammette tutt’al più qualche errore, ma non certo il “dare avere” citato da Zanolin. Riconosce come buon risultato quello perseguito dall’attuale regolamento, quando proprio i palazzi circostanti che si vogliono tutelare sono i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico in città. Auspica che si arrivi presto a un piano regolatore nuovo, ma non certo per assecondare la vicenda mediatica di un abuso (VIDEO).

21.20 – Walter De Bortoli (Pdl) inizia con un invito a Nisco Bernardi di rispettare di fronte a obiezioni procedurali i consiglieri di cui è presidente e garante. Riguardo alla vicenda si rammarica che la città sia data in mano a progettisti che, evidentemente distratti dalle grigliate, non danno forma in modo responsabile alla nostra città. Imputa la scarsa appetibilità degli immobili in centro città alle scelte delle ultime amministrazioni, che non hanno favorito la viabilità e i parcheggi. Si chiede come sia possibile che un intervento ecologicamente corretto consenta di realizzare ampie cubature in più, non è un messaggio che si possa dare ai pordenonesi. Serviva ai pordenonesi questa nuova struttura, benché ecologica? Eppure altrove si demolisce senza tanti scrupoli, si autorisponde De Bortoli, citando realtà come New York. E tuttavia la scelta non è quella di chi indica lo stop a tutte le costruzioni (De Bortoli si riferisce a una proposta delle minoranze di centrosinistra), come quando prima si danno le pensioni a tutti e poi si bloccano anche a chi ha diritto? Bisogna fare scelte adeguate e di buon senso, è l’opinione del consigliere di centrodestra (VIDEO).

21.30 – Mauro Tavella (Nuova Pordenone) apprezza le risposte date dal sindaco e dall’amministrazione già in Commissione, ma si chiede che cosa ne pensi la gente di fronte alla confusione che ha contraddistinto questa vicenda e al tempo che ha assorbito nella vita politica cittadina. “Lei sindaco ci ha illuso”, riferendosi alle prime dichiarazioni di Pedrotti di fronte alla scoperta dell’abuso e alla volontà di procedere con soluzioni esemplare. Alla maggioranza imputa deficit di coinvolgimento nella gestione consiliare di questa vicenda. Riconosce all’inedito “G9″ (le minoranze firmatarie) di aver sollevato la questione, riconosce ai nuovi eletti di non avere sostanziali responsabilità politiche e cita i consiglieri che invece erano presenti quando sono stati votati i piani per la zona di piazza Costantini. Infine fa presente che forse i vigili urbani potrebbero occuparsi meno di contravvenzioni sul ring e più di verifiche nei cantieri (VIDEO).

21.35 – Giovanni Del Ben (Sel/Idv/Lista Del Ben) si dice dispiaciuto per come una questione importante sia stata gestita nell’ordine dei lavori, seppure probabilmente a termini di regolamento. Inizia l’esame della vicenda a sua volta dalle dichiarazioni a caldo del sindaco Pedrotti di fronte all’abuso. “Non voglio che Pordenone diventi la Casa di cura ‘Qui Si Sana’”, ironizza. Non è possibile, dice, che di fronte a un edificio che sale nessuno si senta in dovere di verificare. Abbiamo sconvolto gli equilibri: di una piazza abbiamo fatto un palazzone. Discute il modo in cui i regolamenti hanno permesso di sanare l’abuso e chiede all’amministrazione di dare un chiaro segnale di discontinuità. Elenca le proposte contenute nella mozione in corso di discussione, che comprendono modifiche regolamentari e censimenti delle aree a rischio in città (VIDEO).

21.45 – Mario Bianchini (Il Fiume) chiede ai colleghi di non fare demagogia: la legge non ha permesso di procedere con misure più severe. Abbiamo tratto esperienza per il futuro, dice, ora basta. Definisce illazioni quelle dei consiglieri che hanno sollevato la questione, richiedono all’accusato di produrre le prove. Rigira a Pedicini le accuse contenute nell’email letta nel corso del suo intervento: questo è il risultato delle vostre azioni, commenta. È rancore, sostiene: il rancore di aver perso le elezioni. I cittadini sono disorientati di fronte agli attacchi strumentali di questi mesi: “avete fatto bene a spingere l’amministrazione a controllare, ma poi vi siete spinti oltre, diciamo no a questa macchina del fango” (VIDEO).

21.50 – Marcello Passoni (Pd) rivendica le scelte politiche fatte in passato sull’area e suggerisce che il senso dell’intervento in piazza Costantini si potrà valutare soltanto a costruzione finita: “era come Beirut, prima”. Richiama i consiglieri al rispetto dell’istituzione, invitandoli ad andare in Procura se hanno le prove di fatti gravi. Concentriamoci sulle regole per il futuro, è l’invito finale del consigliere Passoni (VIDEO).

22.00 – L’assessore all’urbanistica Martina Toffolo rende conto al Consiglio nei dettagli dell’intera vicenda, dal momento della segnalazione dell’abuso alla determinazione della sanzione secondo i parametri di legge (nello specifico 38.988,37 euro). Dà conto della scelte urbanistiche degli ultimi anni, smentendo numeri alla mano le accuse di cementificazione (i cubi, secondo i dati, sono nettamente calati da quando lei è titolare dell’urbanistica). Ai consiglieri dell’opposizione che la interrompono, chiedendole la rilevanza dei suoi argomenti rispetto ai punti della mozione risponde: “la stessa che hanno avuto i vostri interventi finora”. Riafferma la necessità di distinguere due piani: quello delle previsioni di legge e quello di una città che si sente sfregiata da una illegalità inammissibile, da un vulnus irreparabile. Rigetta tutte le accuse di ingenuità o inopportunità dei comportamenti suoi personali o dei dipendenti comunali, spiegando i dettagli delle occasioni contestate in queste settimane da alcuni consiglieri di opposizione e riaffermando la sua trasparenza nel mettere la faccia in ogni evento rilevante per la città. Invita una volte per tutte i consiglieri Zanolin e Pasut – “l’esempio di come condividere orizzonti ideali e diverse cene possa non contare più nulla nel giro di una stagione” – a portare le prove di eventuali illeciti in loro possesso in Pretura o altrimenti a cessare questa campagna di delegittimazione, non avendo comunque nulla da temere. Infine risponde nel merito ai quattro punti sollevati dalla mozione, illustrando come l’amministrazione già procede sistematicamente a controlli nei cantieri cittadini, perché il rispetto di leggi nazionali e regionali in materia sostanzialmente impedisca di recepire le proposte della minoranza e infine come sia stata già prevista con la variante 77 l’identificazione e la possibile acquisizione delle aree private a uso pubblico (SLIDE) (VIDEO).

 

22.35 – Prende la parola il sindaco Pedrotti, in un intervento tutto giocato sulla parafrasi di titoli di film: braciola connection, le vite degli altri, le mani sulla città. Il tutto per affermare uno stile che rifiuta la svolta basata su sospetti e illazioni che questa vicenda ha avuto. Infine rigetta con disappunto il sospetto generato da un’affermazione del consigliere Del Ben, secondo cui la “tecnostruttura” del Comune sarebbe stata traviata dalla piovra politica (VIDEO).

22.40 – Mara Piccin (Lega Nord) si chiede che cosa avrebbe dovuto fare l’opposizione di fronte a quanto accaduto, se non andare a fondo nella questione. Ringrazia per la correttezza l’amministrazione nel dar conto dell’iter in tutte le sue fasi, ma riafferma il ruolo dell’opposizione che va a fondo senza dietrologie (VIDEO).

22.50 – Cominciano le dichiarazioni di voto. Pedicini (Pdl) biasima la gestione del dibattito da parte di maggioranza e giunta, che sceglie di intervenire a posteriori nel dibattito e nega alle opposizioni lo spazio per discutere nel merito. Sottolinea come le motivazioni fornite non convincano né i consiglieri né tanto meno i cittadini. Contesta la datazione dell’abuso da parte dell’assessore Toffolo, che risale a ben prima della denuncia di Zanolin e Pasut e investe in pieno anche la campagna elettorale. Il voto di Pedicini sarà a favore (VIDEO).

22.55 – Zanolin (Il Ponte) imputa al sindaco di non aver colto il clima ideale in cui tutta questa vicenda è avvenuta, motivo per cui evitare ogni sodalità con gli interessi privati può generare soltanto imbarazzi. Inoltre in questo modo dà l’impressione ai cittadini che non ci siano strumenti di tutela rispetto all’interesse generale. Ogni rilassatezza in questo campo diventa più grave perché non ci troviamo più di fronte a semplici costruttori, ma a un paese soggetto all’ingresso formidabile di capitali di dubbia provenienza. Contesta le motivazioni addotte per giustificare 30.000 cubi come superamento del degrado della vecchia piazza. Questa nuova situazione genera nuovi problemi sociali, che si dovranno affrontare in futuro. Risponde a Toffolo che il suo invito a cena non è comparabile nelle motivazioni con l’invito che ha ricevuto dalla proprietà dell’immobile (“e non credo che la qualità del cibo fosse minimamente comparabile”, sdrammatizza). Dichiara il suo voto positivo (VIDEO).

23.00 – Walter Manzon (Pd) chiede attenzione per il futuro: proprio perché la questione è così importante non è possibile procedere oltre generando sospetti. Serve sobrietà e attenzione, altrimenti ventilando rischi molto gravi per cui non si hanno ancora tutti gli elementi di prova si possono creare problemi ancora maggiori. Il voto del Pd sarà contrario.

23.05 – Rossi (Api) apprezza l’apertura da parte dell’assessore Toffolo sulla gravità dell’abuso, ma a maggior ragione si chiede perché la maggioranza non colga l’occasione di votare a favore della mozione. Preannuncia voto positivo (VIDEO).

23.10 – Del Ben (Sel/Idv/Lista Del Ben) spiega meglio la frase che alle orecchie di molti consiglieri e della giunta era sembrata oltremodo offensiva, perché era sembrata ventilare la possibilità che i costruttori avessero concesso favori ai responsabili politici delle vicende del cantiere di piazza Costantini. Sottolinea la necessità che l’immagine del potere pubblico resti incontaminata. Chiede alla maggioranza di accettare almeno uno dei punti della mozione, per dimostrare apertura e impegno su questo fronte (VIDEO).

23.15 – Si procede alla votazione: la mozione viene respinta con 13 a favore e 24 voti contrari. La seduta viene tolta (VIDEO).

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IN SINTESI. L’attesa discussione sull’”ecomostro” c’è stata e si è protratta per oltre quattro ore. Benché il dibattito fosse vincolato alla discussione di una specifica mozione (poi rigettata), la discussione ha approfondito un po’ tutte le questioni sollevate negli ultimi mesi nel dibattito politico legato alle vicende di piazza Costantini. È presto per dire se si è trattato della parola conclusiva, benché le spiegazioni fornite dall’amministrazione siano state puntuali almeno sul caso specifico di questo abuso. Forse questo Consiglio è stato utile per spostare la discussione da un singolo caso a una visione urbanistica della città, a maggior ragione nel momento in cui prende avvio l’iter per il nuovo piano regolatore. Nei prossimi giorni, come al soltito, questo resoconto sarà integrato dai filmati messi a disposizione dal servizio di documentazione del Comune.

Consiglio comunale del 6 febbraio

Il Consiglio comunale di Pordenone è convocato questa sera alle 18. All’ordine del giorno spicca la discussione sugli indirizzi generali per la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società e istituzioni.

L’Arca di Naon seguirà i lavori in liveblogging.

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Ore 18.30. Il presidente del Consiglio Nisco Bernardi dichiara aperta la seduta. Sono assenti i consiglieri Emanuele Loperfido (Pdl), Andrea Cabibbo (Pdl), Roberto Freschi (Vivo Pordenone), Mauro Tavella (Nuova Pordenone) e l’assessore all’Istruzione e al Bilancio Chiara Mio.

Ore 18.35. Il sindaco Claudio Pedrotti traccia un ricordo di due protagonisti della vita politica pordenonese recentemente scomparsi, l’ex sindaco Giacomo Ros e l’ex parlamentare Francesco De Carli. Dopo averne riassunto i profili biografici e politici, Pedrotti esprime nei loro confronti il pensiero grato dell’intera comunità cittadina. Viene ricordato anche il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, in memoria del quale il Consiglio osserva un minuto di silenzio. Durante il ricordo di Scalfaro, il consigliere Francesco Ribetti (Pdl) esce polemicamente dall’aula e al rientro si dissocia espressamente dall’omaggio alla vicenda politica dell’ex presidente.

Ore 18.45. Il presidente Bernardi dà lettura delle interrogazioni a cui è stata data risposta scritta.

Ore 18.50. Il sindaco Pedrotti dà conto di alcuni prelievi dal fondo di riserva. Si tratta di un prelievo di 60.000 euro per spese correnti e per incarichi professionali propedeutici al piano strategico cittadino e di ulteriori 190.000 euro per la realizzazione del piano acustico e della mobilità precedentemente iscritti a bilancio come investimenti, ma che secondo il parere degli organi di controllo non possono più essere considerati tali (VIDEO).

Ore 18.55. Secondo le decisioni assunte dalla conferenza dei capigruppo, si procederà per mezzora all’esame delle interrogazioni, quindi verrà dedicata un’ora alle mozioni, infine saranno discusse le delibere fino al limite massimo delle 22.30. Sulla derubricazione a mozione dell’ordine del giorno presentato dalle minoranze sulla vicenda dell’abuso edilizio di piazza Costantini, impostazione che rimanderebbe ulteriormente la discussione, si aprono subito diverse mozioni d’ordine da parte dei consiglieri Pedicini (Pdl), De Bortoli (Pdl), Piccinato (Lega Nord), Dal Mas (Pdl). Rossi (Api) e Giannelli (Gruppo misto) ricostruiscono la discussione in conferenza dei capigruppo, esprimendo rammarico per le contestazioni dei colleghi. Pedrotti chiude la discussione impegnandosi, qualora i tempi non lo consentissero entro il termine della seduta, a prevedere la mozione come primo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale.

Ore 19.25. Vengono discusse alcune interrogazioni del consigliere Giannelli (Gruppo misto) in sospeso fin dal mese di agosto 2011: sul piano di recupero del laghetto ex Enel (37 e 38/2011, risponde l’assessore all’Urbanistica Toffolo – VIDEO), sul decoro degli spazi pubblici davanti ai bar (41/2011, risponde l’assessore alla sicurezza Moro – VIDEO), sul degrado e sulla mancata manutenzione di piazza XX settembre (42/2011, risponde l’assessore ai lavori pubblici Mazzer, che annuncia il potenziamento dell’illuminazione sui percorsi pedonali – VIDEO), sulla possibilità di installare altri semafori per pedoni sul ring (43/2011, risponde l’assessore Mazzer, che anticipa l’installazione di un semaforo davanti alla stazione ferroviaria – VIDEO), sulla manifestazione Amici degli animali in fiera (46/2011, risponde l’assessore alle Politiche sociali Romor, che spiega come il patrocinio del Comune sia stato utilizzato senza autorizzazione – VIDEO).

Ore 20.00. Si passa all’esame delle mozioni. Viene distribuito un documento integrativo all’ordine del giorno, poi trasformato in mozione, dei consiglieri Del Ben, Amarilli, Pasut, Zanolin e Rossi su differenziazione e riciclaggio dei rifiuti senza prevederne l’incenerimento. Su proposta degli stessi proponenti, la discussione viene rimandata al prossimo Consiglio, per permettere ai consiglieri un esame puntuale del materiale (VIDEO).

Ore 20.20. Viene esaminata la mozione 5/2011 sul piano dei parcheggi per i residenti in centro città e sulla riprogettazione di piazza XX settembre. Francesco Giannelli (Gruppo misto) stimola l’amministrazione a considerare soluzioni più moderne, come i parcheggi in silos interrati, che sfruttino lo spazio in modo da sostenere la domanda di posti auto e liberare le strade (VIDEO). L’assessore all’Ambiente Nicola Conficoni ripercorre la filosofia consolidata dell’amministrazione in tema di mobilità e gestione della sosta, sottolineando la costruzione di numerosi parcheggi multipiano e i benefici che questi hanno portato al traffico cittadino. Ricorda anche che è in realizzazione il nuovo piano della mobilità, su cui nel prossimo futuro sarà interessato lo stesso Consiglio. Giovanni Zanolin (Il Ponte) insiste sulla necessità di un cambio radicale di mentalità sul tema dello spostamento delle merci e del trasporto pubblico, che argini il processo di motorizzazione che ha contraddistinto degli ultimi anni (VIDEO). Walter De Bortoli (Pdl) si chiede perché tutti gli uffici e i servizi provinciali si trovino in centro città, mentre potrebbero essere decentrati in zone periferiche (VIDEO). Sergio Bolzonello (Il Fiume), apprezzando l’inizio del processo di elaborazione del nuovo piano regolatore, ricorda come l’orizzonte temporale delle scelte strategiche si stia riducendo e sia necessario procedere a un ripensamento ampiamente partecipato della città (VIDEO). Giuseppe Pedicini (Pdl) afferma che la città non cambia soltanto con i piani regolatori, ma con le scelte amministrative che vengono fatte giorno per giorno da chi amministra la città, scelte per le quali nessuno si assume le responsabilità e che invece condizionano pesantemente il ripensamento che si vorrebbe oggi (VIDEO). Alberto Rossi (Api) nota come anche le modalità di governo locale dovranno cambiare, alla luce dei tagli sempre più drastici di risorse: è necessario progettare una città diversa, dice, perché i rapporti umani e gli stili di vita saranno molto diversi dal passato (VIDEO). Secondo Walter Manzon (Pd) è il momento di ripensare i ritmi della città e ricorda gli indirizzi politici già intrapresi nel recente passato, a cominciare dal ridimensionamento delle prospettive di crescita della città e la necessità di nuove relazioni a livello di conurbamento (VIDEO). Francesco Ribetti (Pdl) ritorna sull’argomento della mozione e si dichiara scettico sulla possibilità che il Comune possa assumersi un progetto finanziariamente molto impegnativo come quello proposto da Giannelli, tuttavia sottolinea la necessità di prendere più seriamente in considerazione le istanze dei residenti in centro città (VIDEO). Interviene il sindaco per segnalare come l’agenda politica che l’amministrazione sta seguendo incontri ampiamente gli spunti emersi dal dibattito (VIDEO). Giannelli accoglie l’intervento del sindaco come un’apertura e si dichiara disponibile a trasformare la mozione in raccomandazione (VIDEO): «La città è il centro, la vita è in centro, gli affari stanno in centro. Chi vuole la pace esce dalla città. È necessario supportare con servizi adeguati questo processo naturale. Una città va progettata: è una volontà politica, l’architetto si adegua».

Ore 21.30. Si passa alle delibere, cominciando con l’adozione della variante 128 al piano regolatore cittadino per l’apertura di un collegamento viabilistico tra le vie Ferraris e Stradelle conseguente all’incremento di traffico scolastico seguito all’insediamento dell’Istituto Flora (1/2012). L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo illustra i vari passaggi tecnici che hanno permesso di giungere alla variante e le perequazioni ai privati per le proprietà interessate dalle modifiche proposte. Nella stessa zona è prevista anche la costruzione di una scuola materna. L’assessore ai Lavori pubblici Renzo Mazzer presenta i dettagli del piano di realizzazione, che prevedono la realizzazione di una bretella che dall’incrocio tra via Galilei e via Stradelle, dove sarà realizzata una rotonda, arriverà direttamente in via Ferraris, di fronte all’Istituto Flora, mettendo in sicurezza il percorso degli studenti. Zanolin (Il Ponte) chiede chiarimenti sulla riperimetrizzazione di un impianto fotovoltaico privato citata in precedenza dall’assessore Toffolo e ne esce un botta e risposta che richiede anche l’intervento dei tecnici comunali (VIDEO). Piccinato (Lega Nord) propone un maggior distanziamento dell’attraversamento pedonale interessato dal transito di corriere, per consentire migliore visibilità e condizioni di maggior sicurezza per gli studenti. Pedicini (Pdl) attacca il presupposto urbanistico dell’operazione, in particolare la previsione di una scuola materna, la cui realizzazione è per il momento soltanto un’ipotesi. Rossi (Api) torna a speculare sull’impianto fotovoltaico rizonizzato, seguito da Bolzonello (Il Fiume) che prima ridefinisce la questione relativa all’impianto fotovoltaico per evitare ogni fraintendimento e quindi inserisce la volontà di costruire una scuola materna nell’ambito dell’espansione del quartiere Torre. Piccin (Lega Nord) si dichiara presa in contropiede da una delibera che doveva interessare soltanto un collegamento viabilistico necessario alla sicurezza dell’area, ma che nel corso della discussione ha raccolto considerazioni molto più ampie sul destino di quella parte di città. Zanolin raccomanda al sindaco la necessità di procedere a una maggiore programmazione urbanistica, che non lasci margini per operazioni dettate dall’urgenza a vantaggio più dei privati più che dell’amministrazione. La delibera viene posta ai voti e approvata a maggioranza, con l’astensione delle opposizioni (VIDEO).

Ore 22.30. Il presidente Bernardi dichiara chiusa la seduta e aggiorna i lavori a lunedì 13 febbraio.

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IN SINTESI. È l’ennesimo Consiglio in cui le diatribe procedurali sottraggono tempo prezioso all’esame di delibere pur attese, come quella sui criteri di nomina dei rappresentanti del Comune in enti e società partecipati (rimandata alla prossima convocazione). Interrogazioni ormai superate dagli eventi o usate come pretesto per discussioni molto più ampie sulla gestione cittadina rendono sostanzialmente impossibile un lavoro organico ed efficace dei consiglieri, i quali per parte loro indulgono in speculazioni spesso del tutto fuori registro oppure dettate da palese superficialità o ignoranza della materia. È la democrazia, ripetono spesso, quasi a giustificazione. Ma democrazia è anche far funzionare al meglio gli organi politici che regolano la comunità. In concreto, dall’incontro esce soltanto la variante viabilistica al servizio del Flora e l’annuncio dell’installazione di un semaforo per i pedoni di fronte alla stazione ferroviaria. Un po’ poco.