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Consiglio comunale del 9 luglio

Lunedì alle 18 è convocato il Consiglio comunale di Pordenone. All’ordine del giorno, oltre alla discussione di interrogazioni e mozioni, tre delibere della giunta: l’approvazione della variante urbanistica che apre un nuovo collegamento viario su via Caboto per l’area della nuova Questura (già approvata il 7 maggio), l’aggiornamento regolamento per i sistemi di videosorveglianza.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.20 – Il sindaco Pedrotti apre informalmente la seduta per presentare un ospite speciale. Si tratta di Michele Pontrandolfo, di ritorno dalla prima attraversata totale della Groenlandia. La spedizione è stata sostenuta tra gli altri proprio dall’amministrazione comunale. Nel suo intervento Pontrandolfo condivide con abbondanza di superlativi le difficoltà della sua impresa polare, mentre sullo schermo scorrono alcune immagini dei suoi sforzi sul ghiaccio. Un applauso suggella la sua partecipazione e la promessa di riprovare ancora una volta l’attraversata del Polo Nord, fallita l’anno scorso [VIDEO].

18.40 – Nisco Bernardi apre i lavori del Consiglio. Sono assenti i consiglieri  Bonato, Amarilli e Biason. Riprende la parola Claudio Pedrotti, che dà conto di prelievi dal fondo di riserva per 15.000 euro per portare la fibra ottica alla scuola media Pasolini e per l’estensione della videosorveglianza. Mara Piccin (Lega Nord) chiede i motivi che hanno spinto la giunta a investire su quella specifica scuola e se tutte le altre scuole siano già raggiunte dalla fibra. Pedrotti spiega che in quel plesso è in corso un progetto sperimentale per portare la rete in ogni classe e che la vicinanza a via Nuova di Corva rendeva agevole portare i cavi fino all’istituto. Loris Pasut (Il Ponte) chiede al sindaco di presentare il segretario dell’assemblea. Pedrotti spiega che si tratta di Primo Perosa, sostituto del segretario generale Paolo Gini, che si trova in ferie fino al 18 luglio. Infine Bernardi comunica l’ordine dei lavori concordato dai capigruppo: si esamineranno le delibere, quindi le mozioni fino all’orario limite delle 22.30 (niente interrogazioni, dunque) [VIDEO dal minuto 19:50].

18.50 – La prima delibera (22/2012) riguarda la modifica del regolamento del servizio di videosorveglianza sul territorio comunale. L’assessore alla sicurezza Flavio Moro introduce le variazioni introdotte, alla presenza del comandante dei vigili urbani Buranel. Marcello Passoni (Pd) chiede qualche approfondimento sull’uso e sui risultati della rete di telecamere installate. Buranel spiega come le immagini siano state finora utili soprattutto per trovare i responsabili di vandalismi e atti di degrado o per accertare la dinamica di incidenti. Andrea Cabibbo (Pdl) chiede per quanti giorni sono conservate le immagini ed entro quanti giorni sono mantenute le immagini. Attualmente le immagini sono conservate per tre giorni, spiega Moro, il nuovo regolamento porta questo termine a sette giorni. In caso di richieste specifiche dell’autorità giudiziarie la conservazione può essere anche superiore. Loris Pasut (Il Ponte) chiede se è previsto un miglioramento tecnologico, in particolare riguardo alla definizione dell’immagine. Due i percorsi previsti dall’amministrazione a riguardo, dice Moro: il primo è il collegamento in fibra ottica degli impianti e il secondo, per cui si sta verificando la disponibilità della Regione, è la sostituzione degli impiani più vecchi tra quelli installati. Francesco Ribetti (Pdl) chiede lumi sull’articolo del regolamento che attribuisce alla Giunta comunale il controllo sui sistemi. Moro risponde che è una decisione della giunta stessa, ma sottoposta al vaglio della Commissione sicurezza. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) chiede perché la delibera non è stata passata al vaglio delle circoscrizioni, Moro risponde che non ne è stata ravvisata la necessità [VIDEO].

19.00 – Mentre è in corso la discussione sulla videosorveglianza, il Pdl presenta una mozione urgente, sottoscritta anche da Lega Nord, Nuova Pordenone e Giannelli del Gruppo Misto, che chiede al sindaco di non procedere alla sostizione dell’assessore Chiara Mio, dimessasi nei giorni scorsi, ma di redistribuire le deleghe all’interno della Giunta comunale, per garantire un risparmio all’amministrazione.

19.05 – Esauriti i chiarimenti, Gregorio Martino (Pd) apre la discussione sul nuovo regolamento per la videosorveglianza, sottolineando l’importanza di questi impianti anche in recenti fatti di cronaca e anticipando il pieno sostegno del suo partito [VIDEO]. Anche Francesco Ribetti (Pdl) ammette il contributo importante che i sistemi di videosorveglianza stanno dando alla sicurezza, ma insiste sull’opportunità che le decisioni sul loro utilizzo non spettino esclusivamente alla giunta comunale ma coinvolgano anche il Consiglio [VIDEO]. Matteo Loro (Pd), infine, porta l’attenzione sul rispetto della privacy [VIDEO].

19.15 – Dichiarazioni di voto [VIDEO]. Secondo Giovanni Zanolin si impone una nuova riflessione sui diritti (in particolare di privacy) dei cittadini, ma apprezza il lavoro dell’assessore e dei tecnici e preannuncia il voto favorevole de Il Ponte. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) critica aspramente la scelta di non coinvolgere le circoscrizioni e rinuncia per protesta alla votazione, estraendo la tessera dal sistema informatico dell’aula consigliare. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) e Gianantonio Collaoni (Il Fiume) traccia un bilancio tra pro e contro, annunciando i voti positivi dei loro gruppi. Francesco Ribetti apprezza i passi avanti del regolamento, ma non li ritiene sufficienti. Critica anche l’accesso ai fondi regionali, che dovrebbero essere lasciati ai privati. Anticipa dunque l’astensione del Pdl. Si vota: 28 voti favorevoli, 8 astenuti, la delibera è approvata [VIDEO].

19.30 – Mozione d’ordine di Francesco Ribetti (Pdl), che chiede l’anticipazione delle due delibere rimanenti, per consentire a Emanuele Loperfido, in procinto di lasciare l’Aula per altri impegni, di partecipare alla votazione del nuovo collegio dei revisori. Sentito un intervento contrario (Bianchini, Il Fiume) e uno a favore (Dal Mas, Pdl), si apre la votazione, che dà esito contrario. Proteste dai banchi dell’opposizione [VIDEO].

19.40 – Con la seconda proposta di delibera (23/2012), l’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo prende atto che non sono intervenute osservazioni e opposizioni sulla variante 67 per la sistemazione dell’area ex Birreria e chiede al Consiglio l’approvazione [VIDEO]. Non si sviluppa discussione fino alle dichiarazioni di voto [VIDEO], quando un Walter De Bortoli (Pdl) alterato, che protesta per il modo con cui l’amministrazione chiede di votare delibere che poi disattende, come a suo dire nel caso del piano per via Cappuccini. Quindi è Francesco Giannelli (Gruppo misto) a protestare, imputando al presidente Bernardi di non aver protetto i regolamenti lasciando che De Bortoli parlasse a prescindere dal tema in discussione e polemicamente abbandona l’aula. Mauro Tavella (Nuova Pordenone) si chiede perché l’amministrazione non voglia prendere in considerazione la realizzazione di una rotonda davanti all’area della questura, invece di creare un anello a senso unico che coinvolge via Caboto. Comunque si vota: 22 favorevoli, 9 contrari, 3 astenuti, la delibera passa [VIDEO].

19.50 – Terza delibera (24/2012) sulla nomina del collegio dei revisori per il triennio 2012-2015. Viene introdotta dal sindaco Pedrotti. Marco Salvador (Il Fiume) propone a nome della maggioranza Guido Turian e Maurizio Pivetta. Francesco Ribetti (Pdl) presenta la candidatura di Giuseppe Rivaldo. Mara Piccin (Lega Nord) propone Monica Deotto. Così la votazione (palese): Taurian 22 voti, Pivetta 21, Rivaldo 6, Deotto 4, astenute le opposizioni di centrosinistra. Eletti, dunque, Taurian, Pivetta e Rivaldo. Si vota la delibera: 28 voti favorevoli, 3 astenuti [VIDEO].

20.20 – Si passa alle mozioni. Assenti Loperfido e Giannelli, le cui mozioni erano in cima alla lista, si comincia con la 2/2012 della maggioranza sul Consorzio universitario. È il sindaco Pedrotti ad aggiornare il Consiglio sul percorso avviato dal consiglio di amministrazione per migliorare la governance dell’ente, alla luce del quale chiede ai proponenti di rinviare la discussione a settembre, quando un dibattito politico sul futuro universitario in città sarà quanto mai opportuno. Concorda Tomasello (Pd). Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) chiede che non si usino due pesi e due misure, dunque come avvenuto nel corso delle sedute precedenti pretende che la mozione sia discussa o ritirata. Chiede inoltre a Pedrotti che sia lui a sottoporre l’argomento al Consiglio e non la maggioranza a suggerirne la discussione. Anche Francesco Ribetti (Pdl), Riccardo Piccinato (Lega Nord) e Mauro Tavella (Nuova Pordenone) chiedono il ritiro della mozione per gli stessi motivi. Sergio Bolzonello (Il Fiume) fa notare con energia le differenze tra i casi citati dalle opposizioni e quello in discussione: in questo caso non sono i proponenti a chiedere di rimandare, ma il sindaco, come nelle sue prerogative. Legge inoltre nelle parole del sindaco l’intenzione di convocare un Consiglio comunale aperto sull’argomento. Giovanni Zanolin (Il Ponte) accoglie “con molto favore” l’intenzione del sindaco di affrontare l’argomento in modo approfondito in un Consiglio comunale aperto, nel momento in cui saranno mature le condizioni politiche per farlo. A favore dell’intenzione di Pedrotti si esprime anche Franco Dal Mas (Pdl). Walter Manzon (Pd) giudica completamente raggiunto l’obiettivo della mozione nel momento in cui si annuncia un Consiglio comunale aperto. Pedrotti ringrazia tutti gli intervenuti, insistendo sull’importanza di un Consiglio comunale aperto sulla questione universitaria, anche perché – dice – forse il legame tra la presenza universitaria e la città si è un po’ perso ed è bene rinsaldarlo [VIDEO].

20.40 – Mozione 8/2012 della maggioranza sul conferimento della cittadinanza simbolica ai figli di immigrati stranieri nati in Italia e residenti in città. Viene presentata da Marco Salvador (Il Fiume), che si ispira alla provocazione del presidente della provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, benedetta tra gli altri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In assenza di una svolta formale, la maggioranza chiede un forte impegno culturale e civile sull’argomento, che culmini in un’importante cerimonia pubblica e che coinvolga anche il Consiglio comunale dei ragazzi, ponendo le basi per un nuovo patto di cittadinanza [VIDEO]. Ampie aperture sulla proposta da parte dell’assessore Flavio Moro, nel suo intervento di risposta [VIDEO]. Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) ricorda “il mosaico” proposto dalla sua coalizione in campagna elettorale, per tener conto della quantità di popolazioni che compongono oggi la nostra comunità. A prescindere dalle virgole, il principio è talmente forte – dice Del Ben – che il voto del suo gruppo non può che essere positivo [VIDEO]. Francesco Ribetti (Pdl) reputa si potesse tranquillamente fare a meno di discutere questo argomento. Un pezzo di carta, dice, può forse pulire la coscienza di qualcuno, ma non dimostra certo accoglienza nei confronti dei figli degli immigrati, né impegna in alcun modo amministrazione e istituzioni (a cominciare dalle scuole) a fare in modo che l’integrazione sia reale e semmai possa migliorare. Conclude annunciando la sua astensione dal voto, perché non può che essere contrario al tentativo di targa politica agli elettori di domani (e abbandona l’aula, dove ormai i banchi dell’opposizione sono sempre più vuoti) [VIDEO]. Gregorio Martino (Pd) nota come la partecipazione attiva dei nuovi italiani sia sempre più importante, in considerazione del calo demografico nelle famiglie italiane. Concedere diritti è  un fatto culturale, di civiltà e giustizia [VIDEO]. Giacomo Manfrin (Il Fiume) insiste sull’ispirazione della mozione, ricalcando i temi già esposti in precedenza da Salvador [VIDEO]. Giovanni Zanolin (Il Ponte) non nega il voto a favore a prescindere, perché ne coglie la tensione ideale, tuttavia mette in guardia dal compiere operazioni simboliche senza la dovuta attenzione: “Operare sui simboli mette in gioco dinamiche inconscie e molto profonde, dunque doppiamente delicate. Attribuite ad altre culture significati che non necessariamente appartengono loro o comunque possono assumere valenze diverse”. Zanolin nota come si sia entrati in una fase dell’immigrazione profondamente diversa, non più contraddistinta dai grossi flussi, ma dalla demolizione del tessuto sociale che abbiamo contribuito a costruire perché crescono le incertezze e le possibilità di partecipare alle occasioni di integrazione. Cita dati in controtendenza, che vedono un allontanamento degli immigrati dal centro città e che testimoniano un incrudimento dell’integrazione, non certo un miglioramento [VIDEO]. Riccardo Piccinato (Lega Nord) discute la mozioni a partire dai termini: “Seconda generazione? Che cosa vuol dire, ci sono integrazioni che partono dalla prima generazioni e altre che non sono tali nemmeno nella seconda. E poi perché partire dai ragazzi? Perché invece di rilanciare il nostro sistema sociale ci poniamo il problema di favorire l’immigrazione?”. La legge attuale è già sufficiente, dice Piccinato, non c’è bisogno di altre iniziative. Anche perché, insiste, nessuno percepisce il valore di qualcosa che viene regalato e che non deve essere invece essere conquistato. “Queste persone parlano, pensano, sognano in italiano? Dobbiamo verificarlo, non è qualcosa che possiamo dare per acquisito”. Definisce “pagliacciate pericolose” le cerimonie di consegna della cittadinanza simbolica, che discriminerebbe tra i nati in Italia e i nati altrove, accentuando differenze. Cita Cameron e Merkel per sostenere che l’integrazione non si fa con iniziative “burlesque”, ma con politiche ferme e condizioni chiare [VIDEO]. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) risponde irritato a Piccinato, censurandolo sui termini usati per descrivere una mozione che nasce dalla serietà e dalla motivazione ad affrontare i problemi. Lo spirito, dice, è che questa mozione non sia semplicemente della maggioranza, ma che unisca in una discussione approfondita l’intero Consiglio. Sottolinea il coinvolgimento del Consiglio comunale dei ragazzi, parte di uno sforzo culturale importante che dai ragazzi viene trasmesso ad altri ragazzi. Da figlio di immigrati, Freschi cita il confronto tra le culture come un arricchimento. Il problema è semmai governare questi confronti, accogliendo lo stimolo di Zanolin a ripensare le politiche e gli strumenti dell’immigrazione di fronte ai cambiamenti in corso. La Costituzione non è qualcosa che diamo loro perché imparino, aggiunge Freschi, ma qualcosa che condividiamo e che per primi dovremmo tenere ben presente [VIDEO]. Alberto Rossi (Api) richiama le considerazioni di Zanolin, auspicando che ai gesti simbolici si accompagnano azioni concrete. Accoglie (e voterà positivamente) la mozione come uno stimolo forte a costruire insieme le regole della convivenza, perché di tensioni alla divisione la nostra società oggi non ha bisogno. La prima occasione, dice Rossi, sarà già nella discussione per il nuovo Piano regolatore, che dovrà impedire la nascita di zone a sovranità limitata [VIDEO]. Dario Zanut (Il Fiume) rassicura Zanolin sul valore simbolico della mozione, che ha lo scopo di affrontare una questione complessa e che certo non può dirsi superata, tanto meno di fronte alla crisi che stiamo attraversando [VIDEO]. Franco Dal Mas (Pdl) prende atto del fatto che il suo gruppo non parteciperà al voto: “mi sono distratto un attimo e si sono smaterializzati”, dice ironizzando sui banchi del centrodestra al momento rappresentati soltanto da lui e da Piccinato. Motiva l’astensione valutando la mozione strumentale e mal posta. “Sento di appartenere a un paese e a una città che è accogliente per definizione, non mi risulta ci sia un problema di accoglienza”, dice Dal Mas, chiedendosi se dunque questa cerimonia la si vorrebbe per celebrare semmai uno stato di fatto e quale vantaggio avrebbe un figlio di immigrati dal ricevere una cittadinanza simbolica. Pone infine un problema di fondo del Consiglio comunale, che continua a perdere l’opportunità di discutere al momento opportuno questioni di più forte attualità e che dovrebbe invece dotarsi di una struttura dell’ordine dei lavori che sia più pregnante [VIDEO]. Sandro Del Santo (Pd) nota come i migliori studenti in alcune scuole locali siano proprio i figli di extracomunitari. Pone il problema dal punto di vista dei costi: “Uno Stato investe un sacco di soldi nella formazione, li porta a sue spese a un passo del mondo del lavoro, e poi li abbandona proprio nel momento in cui compiono 18 anni?”. [VIDEO] Mario Bianchini (Il Fiume) chiude la discussione apprezzando la ricchezza della discussione e dando un valore positivo all’assenza delle opposizioni, perché se l’avessero considerata negativa quanto meno sarebbero rimasti a votare contro [VIDEO]. Pedrotti si tiene l’ultima parola per ricordare le esperienze fatte quest’anno durante il Consiglio comunale dei ragazzi, nel corso del quale si è lavorato anche sul concetto di cittadinanza. “Il simbolo che emerge nelle discussioni di questi ragazzi è perfino più alto e più largo di quanto sia emerso nelle nostre discussioni questa sera.” Sull’immigrazione che cambia, intende portare la discussione all’interno del lavoro sui piani di zona, perché è evidente come l’immigrazione abbia sempre meno a che fare con l’emergenza dei grandi flussi e sempre più con una stabilizzazione delle famiglie sul territorio [VIDEO]. Tocca alle dichiarazioni di voto [VIDEO]. Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) si dice deluso che si arrivi al voto: vista l’alta adesione, la Giunta avrebbe potuto fare sua la proposta. Piccinato (Lega Nord) risponde alle critiche raccolte dal suo intervento, sostenendo tra l’altro come l’idea che il suo partito sia xenofobo venga smentito dal fatto che le migliori esperienze si registrino proprio in amministrazioni a guida leghista, come Treviso. Infine si vota, anche se dai banchi delle minoranze di centrosinistra si levano inviti al sindaco a far propria la mozione. La mozione viene approvata con 27 voti favorevoli e 1 contrario [VIDEO].

22.40 – Nisco Bernardi chiude la seduta e augura buone vacanze ai consiglieri. Il Consiglio riprenderà le attività in settembre [VIDEO].

Consiglio comunale del 28 maggio

Il Consiglio comunale di Pordenone è convocato alle 15.30 per approvare il rendiconto di gestione 2011.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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15.55 – Il presidente del Consiglio Nisco Bernardi apre i lavori in un’aula ancora a ranghi largamente incompleta, informando i consiglieri su alcuni aspetti logistici legati alla visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Pordenone, mercoledì prossimo. L’ordine dei lavori, suggerito dallo stesso Bernardi e approvato silenziosamente dai presenti, prevede l’esame delle sole delibere sul rendiconto 2011 con interventi unificati di mezzora e doppia votazione finale [VIDEO].

16.05 – Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) prende la parola per ricordare il lavoratore morto in una fabbrica a Brugnera la settimana scorsa e chiedere che si faccia tutto il possibile per prevenire nuovi casi in futuro [VIDEO].

16.10 – Inizia l’esame delle delibere 17/2012 (approvazione rendiconto 2012) e 18/2012 (variazione di bilancio con applicazione parziale dell’avanzo all’aggiornamento degli strumenti di programmazione e le dotazioni della Polizia Municipale). L’assessore Chiara Mio inizia l’illustrazione il documento servendosi di slide per fornire il dettaglio sull’avanzo di bilancio (3,306 milioni di euro, pari al 3,40% delle entrate) e i principali indicatori sulle entrate e sulla spesa, soffermandosi su alcune scelte politiche dell’amministrazione [VIDEO].

16.50 – Nell’aria da diversi minuti, arriva la prima schermaglia tra opposizione e Pdl, che contesta all’assessore Mio un eccessivo dettaglio sulle scelte politiche dell’amministrazione in una presentazione che dovrebbe essere limitata alla descrizione del bilancio. Mio chiede al presidente del Consiglio che siano impediti gli insulti in aula, appellandosi come nella seduta precedente al “fatto personale”, mentre il centrodestra protesta animatamente nei suoi confronti. Quindi l’assessore riprende la sua disamina puntuale.

17.00 – Terminato l’esame del rendiconto da parte dell’assessore Mio, partono le richieste di chiarimenti, che culminano in una mozione d’ordine di Francesco Ribetti (subito ritirata) che contesta lo scarso spazio concesso in commissione per l’esame del rendiconto (“7 minuti registrati”, commenta) e dunque lo scarso margine concesso all’opposizione per preparare una risposta puntuale.

17.05 – Cominciano gli interventi, ogni consigliere ha a disposizione mezz’ora. Comincia Giuseppe Pedicini (Pdl), che a sua volta si serve di alcune slide. Pedicini critica l’uso da parte dell’assessore Mio del suo intervento come risposta politica alla conferenza in cui il Pdl annunciava battaglia. Quindi dà conto della ricostruzione del bilancio secondo semestri, suddividendo cioè l’ultimo semestre di Sergio Bolzonello, a cui chiede conto di una serie di spese discrezionali in vista delle elezioni, e il primo semestre dell’amministrazione Pedrotti. Contesta gli investimenti sulle farmacie comunali e sulle onoranze funebri, i cui profitti sono modesti e a suo parere non giustificano l’investimento. Contesta i costi gestionali dei musei comunali, che giudica eccessivi. Mette in evidenza come su un bilancio di 4,2 milioni per Casa Serena, le cui rette sono state ulteriomente elevate, l’impegno del Comune si riduce a soli 478.000 euro. Conclude sostenendo che “l’amministrazione comunale usa i soldi dei cittadini non per garantire migliori servizi a minor costo, ma per sostenere il consenso” e che in mancanza di una spending review bipartisan il Comune viaggia verso il default [VIDEO].

17.35 – Il segretario generale Paolo Gini interviene per dar conto in modo analitico di alcuni dettagli richiesti da Pedicini e che nel documento di bilancio erano stati indicati in modo aggregato.

17.40 – Riccardo Piccinato (Lega Nord) contesta all’amministrazione l’abitudine di scaricare su cittadini e imprese il peso di investimenti e nuovi tributi e chiede che l’avanzo sia utilizzato piuttosto per contribuire a una minor pressione fiscale su chi produce reddito e iniziativa economica sul territorio. Insiste sugli investimenti sulla cultura, giustificando le iniziative che producono risultati a favore della città e gli investimenti a pioggia a favore di associazioni amiche [VIDEO].

17.50 – “Una buona amministrazione non dovrebbe chiudere il bilancio in attivo”, esordisce Lucia Amarilli (Idv/Sel/Del Ben), sottolineando come ogni avanzo dovrebbe essere investito per migliorare in modo strutturale le condizioni di vita e lavoro in città. Quindi discute prima ancora che le cifre del bilancio, gli indicatori scelti per monitorare i risultati delle politiche civiche, argomentando come i giorni di sforamento delle polveri sottili o i valori della differenziazione dei rifiuti nascondano realtà più complesse e meno felici. Chiude manifestando il dispiacere per il fatto che l’amministrazione non abbia dato corso all’impegno di iscriversi nel network delle “città sane” [VIDEO].

17.55 – Franco Dal Mas (Pdl) comincia imputando al sindaco la piena continuità con l’amministrazione Bolzonello e dunque, a suo modo di vedere, con una politica di investimenti e contributi legati alla gestione del consenso insostenibili nelle attuali condizioni economiche. Al sindaco che in un’intervista assegnava al suo primo anno di mandato un voto di 6,5, puntando però al 7, dice che “al 7 non arriva se non decide di aprirsi alle reali necessità di questa città”. Quindi ripende discussioni teoricamente già archiviate e distanti dall’ordine del giorno odierno: le modalità di nomina degli amministratori nelle società partecipate, le aliquote Imu, il peso dell’indebitamento sul bilancio, la chiusura alle proposte dell’opposizione. Termina il suo excursus tra i cavalli di battaglia dell’opposizione con la vicenda dell’ospedale di Pordenone, su cui rassicura ancora una volta il Consiglio e chiede di evitare fantasiose ipotesi sulla sua collocazione (lette sui giornali in questi giorni) nel momento in cui è semplicemente necessario che ognuno faccia la sua parte [VIDEO].

18.20 – Sergio Bolzonello (Il Fiume) prende la parola per rispondere agli appunti che sono stati rivolti dal centrodestra alla politica economica degli ultimi mesi del suo mandato. A Dal Mas dice che la maggioranza da lui irrisa è forse lenta, ma certamente coesa. Difende l’operato di Abele Casetta, ex “indegnamente tirato in ballo in questi giorni sui giornali”. Sui contributi alle associazioni, sostiene la coerenza con il sostegno alle realtà cittadine mantenuto per l’intera durata del suo mandato, negando una finalità elettorale e contestando la ricostruzione di Pedicini (che lo contesta fuori microfono) per aver mischiato voci del 2010 con voci del 2011 e contributi con soldi per l’esercizio degli impianti sportivi e culturali gestiti dalle associazioni. Sugli accenti polemici di Dal Mas sulla vicenda dell’ospedale chiede che la Regione “approvi i progetti e metta i soldi, senza altri temporeggiamenti” [VIDEO].

18.40 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) riconosce una sostanziale tenuta dei conti pubblici secondo quanto emerge dal consuntivo del 2011 e questo, pur non condividendo le linee politiche dell’amministrazione, significa poter continuare la pianificazione del futuro. Chiede maggior chiarezza nell’impostazione del consuntivo, che per esempio permetta di cogliere a dovere come certi aumenti nei trasferimenti regionali siano in realtà legati all’ambito e in buona parte destinati ad altri comuni associati e non dunque frutto di maggior disponibilità degli enti superiori. Evidenzia i primi segni negativi, campanello d’allarme della crisi che comincia a mordere. Sollecita il rispetto da parte dell’amministrazione sulle motivazioni, a suo dire insussistenti, fornite per rispondere a chi propone l’alienazione di servizi che potrebbero essere privatizzati, come farmacie, asili, Casa Serena. Annuncia la sua astensione dal voto, perché “non è credibile che chi è stato responsabile per alcuni mesi di questo documento poi vi si esprima contro”. Sul nuovo ospedale, ricostruisce l’interessamento a suo tempo dell’amministrazione di cui faceva parte per la caserma Monti, chiarendo i motivi che ne escludevano l’utilizzo e l’inerzia dell’amministrazione Tondo, e su questo scatena un nuovo battibecco con Dal Mas. Chiede all’amministrazione di guardarsi bene dal sottoscrivere un accordo di programma con la Regione, che pure era stata una chiara richiesta dell’amministrazione Bolzonello, per un investimento che allo stato attuale non sembra realistico né sostenibile. Discute infine la scelta dell’amministrazione Pedrotti di rimettere in discussione la destinazione della Cittadella della Salute, rinunciando alla possibilità di procedere per lotti presso le ex-officine della Brigata Ariete e di ridurre la dimensione di un’area su cui si fanno già si fanno progetti discutibili [VIDEO].

19.00 – Alberto Rossi (Api) sceglie di partiere proprio dalla questione ospedale, condividendo tutti i suoi timori e le sue perplessità sulla piega che sta prendendo il progetto e richiamando tutti alla massima collaborazione. Passando al rendiconto, riprende in realtà i temi e i motivi di perplessità già sollevati in sede di bilancio di previsione per il 2012, sottolineando in particolare come le risposte dell’amministrazione alla crisi economica incidono sulla tenuta sociale della città. Dice che non è più pensabile che i fondi a disposizione del sindaco e pensati un tempo per esigenze straordinarie siano investimenti discrezionali a disposizione delle associazioni. Richiama a un progetto più strutturale sul sostegno alle associazioni, soprattutto nel settore sociale. Parlando di scelte strutturali, cita l’incongruenza di finanziare una società partecipata incaricata tra l’altro di studiare soluzioni per il traffico (Gsm) e poi assumere contemporaneamente un mobility manager. Sulle critiche del Pdl ai conti del Comune apprezza da un lato il ruolo dell’opposizione, ma dall’altro biasima la presenza al tavolo della conferenza stampa del presidente della Provincia Ciriani, a cui è assegnato un ruolo diverso, di dialogo con l’amministrazione comunale [VIDEO].

19.30 – Walter Manzon (Pd) sostiene che più che pensare alla spending review, a livello locale ci si debba concentrare sulle risposte da dare alla crisi e alla difesa dei servizi attivi. Esprime preoccupazione per la vicenda del nuovo ospedale, che anche oggi da questo dibattito emerge incerta e lontana da una soluzione certa, ma ricorda come il piano delle strutture sanitarie conti anche altri progetti fondamentali come la Cittadella della Salute. Spende il consueto sostegno del suo gruppo per gli investimenti culturali intesi come volano per il territorio anche in chiave anti-crisi [VIDEO].

19.40 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) si sofferma su conti in equilibrio e consolidamento degli investimenti dell’amministrazione comunale. Sull’ospedale, si augura che i dubbi sentiti ancora questa sera siano dubbi passeggeri, vista l’importanza dell’opera per la città di Pordenone. Sul versante culturale, insiste che gli investimenti non possono essere considerati soltanto in un’ottica ragionieristica, ma devono essere visti in una logica di crescita del territorio e delle giovani generazioni in particolare. Chiede all’amministrazione che siano messe sempre al centro le esigenze del cittadino, prima preoccupazione di ogni amministrazione [VIDEO].

19.50 – “Non so se abbiamo messo già delle guardie giurate alle porte del Municipio, perché tra un po’ i cittadini arriveranno a chiederci conto. Loro non arrivano alla fine del mese e noi gli parliamo di cultura, di sport, di intrattenimento”, esordisce Walter De Bortoli (Pdl). ”Quando in piazza arriveranno i disoccupati a protestare, gli mandiamo l’assessore Mio a fare il discorso che ha fatto qui oggi”, insiste. Sull’ospedale è il suo turno di difendere gli sforzi del centrodestra per ottenere fondi e soluzioni dalla Regione e condividere le responsabilità del ritardo. Cita tra l’altro i servizi sociali del Comune, ridotto in baracche da anni senza che si trovi una soluzione. Nel suo drammatico e appassionato intervento trova spazio infine la decadenza del centro città e la sua desolazione dopo le 20.30, dove non si troverebbe nulla di aperto [VIDEO].

20.15 – Francesco Ribetti (Pdl) torna sul tema della seduta e affronta alcuni dettagli del rendiconto. Critica la tendenza dell’amministrazione di ritenere quasi soldi di serie B quelli vincolati negli investimenti, come se non fossero soldi politicamente destinati. Chiede una seria riflessione sull’utilizzo improprio di soldi per la cultura e i musei, che non è investimento strutturale sulla città. Ricorda la sua provocazione sul ticket d’ingresso a Pordenonelegge o la necessità della partecipazione dei privati alle spese. Discute le scelte in materia di farmacie, già ampiamente discusse. Torna sull’inutilità di una commissione bilancio in cui il bilancio è liquidato in sette minuti di intervento, non fornendo all’opposizione i riferimenti necessari. Quindi, con atto teatrale vagamente telefonato, indossa una cravatta da clown per denuncia la pessima figura del Comune di Pordenone sulla vicenda delle nomine in Fiera e tratteggiare i profili di alcuni esclusi dalla selezione. (“E cosa cazzo vuol dire?”, sbotta Pedrotti fuori microfono.) Ottenuto lo scompiglio cercato, nota che “la lingua batte dove il dente duole”. Quindi passa sull’acquisto di Palazzo Badini e sui conti per pagarne la gestione che oggi nessuno sembra voler pagare [VIDEO].

20.40 – Mauro Tavella (Nuova Pordenone) dice di non voler entrare nelle cifre del rendiconto, perché certo dell’ottimo lavoro svolto dall’assessore e dai tecnici competenti. Ma prende il pretesto della lista delle associazioni beneficiarie di contributi durante l’amministrazione Bolzonello fatta distribuire da Pedicini per portare la voce di tanti cittadini che per 10 anni non sono stati graditi in città. Ricorda al sindaco che esistono tanti altri sport, e fa riferimento a uno in particolare (i motori, ndr), che non godono dei benefici di tante altre discipline. “Non hanno la lebbra, non hanno l’Aids, non fanno uso di sostanze dopanti. Io credo che un’amministrazione non dovrebbe sostenere discipline in cui per sopportare lo sforzo fisico richiesto si ricorre al doping”, insiste. Citando indirettamente l’evento di cui lui stesso è organizzatore, ricorda il valore di promozione del territorio che le manifestazioni motoristiche comportano, nonché i finanziamenti di cui sono catalizzatori. Si chiede dove siano le attività sportive di alcune associazioni finanziate anche in modo cospicuo (cita espressamente l’Asd Festa in Piassa) e chiede all’amministrazione di non discriminare più in modo incomprensibile sport di pari dignità. Per tali ragioni il giudizio di Tavella sul rendiconto è dichiaratamente negativo, ma si dichiara disponibile a rivedere la sua posizione se la discriminazione dovesse cessare [VIDEO].

20.50 – Marco Salvador (Il Fiume) decanta le virtù dell’amministrazione Bolzonello, soprattutto alla luce dei risultati ottenuti nel contenimento dell’indebitamento, nel sostegno alla cultura e per la qualità percepita dei servizi. Poiché le sfide cambiano, si dice certo che la nuova amministrazione abbia le qualità necessarie e si augura che le dimostri al più presto [VIDEO].

21.00 – Al termine del primo giro di interventi, prende la parola Claudio Pedrotti. Sui contributi alle associazioni: servono a mantenere vivo il tessuto culturale della città, fondamento della coesione di Pordenone. Sulla cultura: è ora di finirla con le polemiche, chi può provi che questi investimenti non servono. Sul teatro: funziona, attira persone dal Veneto, garantisce qualità nel tempo, è ora di finirla con battaglie che sono evidentemente personali nei confronti di chi oggi gestisce il Verdi. Sulla spending review: “Ma dov’eravate tutti fino adesso? Monti ci ha semplicemente fatto notare che il tempo per le ballerine e i nani e le distrazioni non c’era più. Non servono artifici creativi. La maggioranza ha il compito di farsi venire le idee e trovare soluzioni più efficienti, l’opposizione controlla”. Sull’ospedale: è stata chiesta una relazione tecnica (non una variante), che l’amministrazione sta redigendo e che sarà presentata al più presto. Contestualmente sarà chiesto conto dei progressi dell’amministrazione regionale. Sulla caserma come soluzione per l’ospedale: è un’ipotesi su cui abbiamo l’obbligo di andare a fondo. Sulla Cittadella della salute: “Andate a vedere il famoso padiglione G dell’ospedale. Io ci sono andato e ho provato un senso di imbarazzo. Potrebbe essere utilizzato con sforzo contenuto per ospitare comodamente i servizi sociali del Comune e le strutture dell’Ass 6 e avviare il percorso che tutti auspichiamo. La proposta è stata bocciata perché giudicata costosa, quando potrebbe costare intorno ai 100.000 euro. È una cosa che come cittadino non comprendo e che voglio provare fino in fondo”. A Tavella, per sdrammatizzare: “Non credevo che avesse tanto interesse per la caccia al falco” [VIDEO].

21.10 – Giuseppe Pedicini (Pdl) coglie la nota di sdrammatizzazione per segnalare che perfino l’associazione “Varda che tete” ha ottenuto contributi dal Comune. Sul Teatro Vedi: “È possibile che un teatro sia finanziato con denaro pubblico e gestito in modo privatistico? È un problema che altrove, per esempio a Udine, si stanno ponendo. Non è un accanimento, è una richiesta di chiarimento, che dovrebbe stare a cuore per primo a lei, perché ha ripercussioni sull’intera gestione degli appalti di servizi.” Sulla macchina comunale da rendere più efficiente, ricorda di aver sostenuto già in campagna elettorale come l’amministrazione della città “come un calzino”. Apprezza e saluta con favore la svolta decisionista annunciata dal sindaco su un giornale locale e l’attende alla prova dei fatti [VIDEO].

21.25 – Non ci sono altri secondi interventi, interviene per chiarimenti Chiara Mio. Sulla commissione: era stata espressamente data la disponibilità ad approfondire, nessuno ha chiesto maggiori dettagli. Sull’indebitamento: non si possono guardare i soli debiti, ma anche la capacità di sostenerli e la capacità di spesa e “in questo Pordenone è un’assoluta eccellenza”. Sulla certezza delle cifre: sono certificate dai revisori, c’è spazio per la politica, non per le contestazioni sui numeri [VIDEO].

21.30 – Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) ricorda il peso del blocco sociale costruito intorno ad alcune associazioni cittadine e la difficoltà per chi ne è fuori di trovare spazio per esprimersi. Insiste sulla necessità di affiancare agli schemi solidi di valutazione del bilancio nuovi indicatori che permettano di leggere lo stato di salute della nostra comunità. “So che l’accordo di programma non sta marciando, ma sta marcendo, dunque dovreste essere interessati alle proposte delle minoranze.” Apprezza il richiamo del sindaco alla materia grigia, ma ricorda che le terminazioni nervose funzionano soltanto se sono connesse a tutte le altre. E in mancanza di queste, preannuncia il voto contrario delle minoranze di centrosinistra [VIDEO].

21.35 – Fausto Tomasello (Pd) tratteggia il percorso amministrativo in continuità tra l’amministrazione Bolzonello e l’amministrazione Pedrotti. Denuncia le falsità dette oggi nel corso del dibattito contro un bilancio consuntivo equilibrato e solido. E preannuncia il voto a favore del suo gruppo [VIDEO].

21.40 – Emanuele Loperfido (Pdl) se la prende col sindaco: “Ci chiede dove eravamo noi? Noi eravamo già lì a dire che Palazzo Badini non sarebbe stato sostenibile. Che sarebbe arrivata una crisi che non avrebbe consentito di sostenere i contenitori culturali. La domanda è semmai dove eravate voi!”. Ammette che i contenitori generino fermento culturale, ma se producano ricchezza è tutto da dimostrare. E le priorità sono altre, in questo momento, conclude [VIDEO].

21.45 – Mario Bianchini (Il Fiume) nota come una discussione che doveva concentrarsi su un documento finanziario è diventata una discussione chiaramente animata da spirito elettorale. E attacca una serie di deduzioni. “Per quello che ho capito io”, il Pdl ha scelto autonomamente Bolzonello come anti-Tondo; l’Aids sembra essere condizione ostativa per ottenere contributi pubblici (e si dissocia); la cultura per la Lega può essere buona e cattiva; “quando intervien el sindaco l’è bòn”. E ovviamente, il voto del Fiume vota a favore [VIDEO].

21.48 – Riccardo Piccinato prende la parola solo per dichiarare il voto contrario della Lega Nord [VIDEO].

21.50 – Si vota: approvate le due delibere a maggioranza, 25 favorevoli e 12 contari [VIDEO]. La seduta viene tolta [VIDEO].

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IN SINTESI. Un dibattito, quello sul rendiconto 2011, dal destino segnato: arriva un mese dopo la maratona sul bilancio di previsione per il 2012 e contiene in sé le ultime firme dell’amministrazione Bolzonello, dunque diventa il pretesto per discussioni sul passato e sul futuro, raramente sui dettagli per cui si chiede l’attenzione presente dei consiglieri. Per come si è svolta buona parte della seduta, poteva essere un Consiglio dedicato al nuovo ospedale e forse nessuno si sarebbe accorto della differenza. Si chiede in modo trasversale grande impegno sulle sfide drammatiche del momento, per contro si condividono – tranne rare eccezioni – simili deficit nella sintesi e nella messa a fuoco dei temi. Oppure è semplicemente cominciata la campagna elettorale, e allora tanto varrebbe sospendere le discussioni fino a primavera.

Consiglio comunale del 16 aprile

La maratona per l’approvazione del Bilancio 2012 del Comune di Pordenone comincia lunedì 16 alle 9.30 e proseguirà fino a sera. In discussione diverse delibere collegate al documento finanziario e gli emendamenti e le controproposte delle opposizioni.

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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10.00 – Il presidente Nisco Bernardi dà il via ai lavori del Consiglio. La conferenza dei capigruppo ha deciso di procedere a una discussione unica per le quattro deliberazioni che riguardano il Bilancio (8, 9, 10 e 11/2012) [VIDEO]. Il consigliere Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) interviene subito per chiedere che la discussione preveda, come da regolamento, i pareri delle circoscrizioni e delle commissioni [VIDEO]. Bernardi dà così lettura delle relazioni dei consigli circoscrizionali: contrari Torre e Centro, in bilico Rorai-Cappuccini e favorevole Sud. Il segretario comunale Gini ricorda invece che il parere delle commissioni non è obbligatoria e non è stata utilizzata questa possibilità. Vengono acquisiti gli emendamenti della giunta e dei consiglieri, inoltre saranno discussi (separatamente) anche alcuni ordini del giorno proposti dalle opposizioni [VIDEO].

10.20 – Francesco Ribetti (Pdl) parla di un Bilancio che conferma l’impressione di “accanimento gratuito contro i cittadini, odioso e vessatorio”, di “taglieggiamento” dei commercianti in difficoltà, di “ricatti” da parte dell’amministrazione rispetto al livello dei servizi. E parte con un esame delle incongruenze e delle criticità contenute a suo parere nel documento e dei suggerimenti contenuti nell’emendamento presentato dal Pdl [VIDEO].

10.50 – Momento di impasse, nessuno iscritto a parlare. Dal Mas chiede fuori microfono al presidente come intende organizzare la giornata. Bernardi allarga le braccia, visto che spetta ai consiglieri animare il dibattito secondo le strategie decise dai gruppi.

10.55 – Giuseppe Pedicini (Pdl) parla di un bilancio che non ha una strategia, che contiene evidenti margini per operazioni elettorali, copia-incollato col bilancio preelettorale dello scorso anno, distante dalle esigenze della città, succube di una specifica parte politica della maggioranza. “Verrebbe da dirvi: dite qualcosa di sinistra”, sottolineando l’assenza di una visione a favore della crescita, del rigore e dell’equità. “Accettando il nostro emendamento non fate altro che andare incontro al vostro elettorato”. Annuncia un ordine del giorno sulla Gea, che chiude il bilancio in utile senza che l’avanzo venga utilizzato per abbassare le tariffe [VIDEO].

11.10 – Mara Piccin (Lega Nord) tiene a ricostruire la vicenda dei ritardi nei trasferimenti regionali e nell’approvazione del bilancio regionale, uno dei punti che hanno causato maggiori distanze tra amministrazione e opposizioni. Dice che se è vero che “Trieste è lontana” (si riferisce allo studio Casetta sulla sperequazione nei trasferimenti regionali), bisogna anche dire che nel 2006 Trieste era ancora più lontana e si è avvicinata nel corso del tempo. Discute i governi (a Roma e a Trieste come a Pordenone, e il riferimento è in particolare all’assessore Mio) composti da tecnici non eletti dal popolo. Si dice convinta che si possa abbassare di due punti l’aliquota Imu sulla casa e di un punto l’aliquota Imu sui terreni agricoli. Fa un elenco di spese discutibili iscritte a bilancio: abbonamenti a riviste, spese postali, quote associative, contributi alle associazioni, mostre e convegni (“non c’è scritto da nessuna parte che la cultura non si possa autofinanziare”), consulenze, incarichi legali, ricorso agli interinali [VIDEO].

11.40 – “Di fronte alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo, l’impressione è che si risponda con un documento del tutto ordinario”, dice Alberto Rossi (Api). Secondo il consigliere, la necessità di chiudere il bilancio in equilibrio ha prevalso sull’urgenza di interventi strutturali nella prospettiva di una maggiore equità sociale. Il costo del personale diminuisce nei valori assoluti, ma in relazione alle minori entrate diventa più pesante che in passato, e richiama l’amministrazione alle dichiarazioni programmatiche in tal senso. Contesta anche la scarsa considerazione dei consigli circoscrizionali, che pure l’amministrazione si era impegnata a valorizzare. Suggerisce di promuovere una maggior collaborazione tra associazioni e istituzioni nel sostegno alle manifestazioni culturali. Denuncia il silenzio assordante del sindaco e dei partiti di maggioranza su alcune questioni fondamentali come il nuovo ospedale o il carcere. Contesta l’uso degli avanzi delle partecipate “come mucche da mungere per ripianare i buchi di bilancio” e ribadisce l’invito a dismettere la partecipazione pubblica in queste società [VIDEO].

12.05 – Marcello Passoni (Pd) analizza quelli che a suo parere sono i principali punti di forza del bilancio in un’ottica di contrazione e risparmio. “È un documento equilibrato, prudente e aperto alle proposte credibili che verranno da quest’aula”, dice esprimento apprezzamento per l’operato dell’assessore Mio. Denuncia l’atteggiamento populistico di chi approva le aliquote a Roma e in città poi si spende come capopolo dell’antipolitica [VIDEO].

12.20 – Riccardo Piccinato (Lega Nord) discute la previsione a bilancio delle multe e del recupero dell’evasione fiscale, chiede il taglio delle consulenze, del servizio di documentazione video del Consiglio comunale, delle inserzioni pubblicitarie, delle spese su una linea di trasporto pubblico che porta le persone a spendere fuori dal centro. Contesta, tra le previsioni dei fondi comunitari Pisus, gli investimenti in fibra ottica (superati, a suo dire, dall’arrivo del cosiddetto 4G) o il rifacimento del sito web comunale. Ritiene che dietro alla generica etichetta di spese culturali si mascherino clientele politiche e distribuzione di fondi a determinate associazioni. “Signor sindaco, lei è abituato con i computer: dai un ordine e loro fanno quello che gli è stato chiesto. Ma i cittadini non sono computer. Monti ha tassato, ma lei ha scaricato semplicemente il problema sui cittadini” [VIDEO].

12.30 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) non crede che il documento sia modificabile o riformabile, tanto è lontano è dalla sensibilità del suo gruppo. Non coglie, a suo dire, alcun elemento di indirizzo che consenta di affrontare il momento di crisi della città. Scorge nel bilancio triennale segnali di presa di coscienza di una crisi strutturale che già quest’anno doveva essere affrontato con altri strumenti. Denuncia le incertezze legate sia alle entrate fiscali sia alla capacità delle famiglie di pagare quanto previsto, elemento che mette a rischio tutti le previsioni del bilancio. Trova non sostenibile la disparità di garanzie tra il settore privato e il settore pubblico, dove non vengono mai messi in discussione posti di lavoro e reddito. E propone – sotto forma di ordine del giorno, presentato dalle opposizioni di centrosinistra – una serie di interventi strutturali per rinegoziare servizi e compensi a carico del pubblico impiego, mirati a diminuire in modo significativo la quantità di personale (a cominciare dalla gestione degli asili e di Casa Serena). Il secondo ordine del giorno presentato da Il Ponte, Idv/Sel/Del Ben e Api suggerisce invece una strategia per rilanciare investimenti e sviluppi a favore della città indicando una serie di alienazioni di beni immobili in grado di finanziarli. Il terzo ordine del giorno stimola il Comune a prendere posizione sui piani di zona della Sanità regionale, che al momento si distinguono per vaghezza di indirizzo. Il quarto e ultimo ordine del giorno del gruppo di centrosinistra propone il monitoraggio dei gettiti Imu. Chiede infine all’assessore alla cultura Claudio Cattaruzza se, in questa particolare congiuntura, le manifestazioni che la città ha deciso di mantenere sono le più congrue possibili? [VIDEO]

13.00 – I lavori vengono sospesi fino alle 14.30.

14.45 – La seduta riprende.

14.50 – Gregorio Martino (Pd) giudica corretti i conti del Bilancio e corretto l’atteggiamento dell’assessore Mio. Contestualizzando l’introduzione dell’Imu nel contesto di emergenza affrontato dal governo Monti, Martino ricorda che il Comune non ha toccato le altre tasse. Insiste sulla necessità degli investimenti come motore di crescita, pena l’involuzione del sistema e il calo dello stesso gettito fiscale. Quindi si dedica a una lettura commentata delle cifre di Bilancio e delle iniziative programmatiche già note [VIDEO].

15.20 – In assenza (momentanea) del sindaco e dell’assessore al bilancio, Walter De Bortoli (Pdl) comincia il suo intervento rivolgendosi ironicamente a Sergio Bolzonello. Ricorda il suo arrivo dalla Libia: “mio padre venne a Pordenone perché qui c’era lavoro e c’era la possibilità di crescere e metter su casa”. Oggi Pordenone non è più attrattiva, nota il consigliere, e attacca un elenco di industrie storiche che oggi non ci sono più o non sono più sotto il controllo del territorio. “Dove non arriva il governo nazionale, il governo locale deve sopperire”, dice criticando senza molte riserve le scelte di questi ultimi mesi a livello nazionale ed europeo. Critica l’Imu come misura iniqua in un paese troppo disomogeneo nell’applicazione delle leggi e dei controlli edilizi. Insiste sull’iniquità di legare una tassa del genere all’abitazione e non al reddito, una scelta che penalizza soprattutto le fasce più deboli. Nota come all’istituzione di queste tasse non corrisponda uno slancio di rilancio economico a favore della città. Ricorda la quantità di abitazioni e negozi sfitti nell’immediata cintura cittadina e di come nonostante questo si continui a costruire grandi condomini. Indica alcuni investimenti sui quali, a suo parere, si sarebbe potuto soprassedere, in particolare le piste ciclabili o la riqualificazione, così com’è stata prevista, di via Cappuccini. A Zanolin dice che non bisognerebbe vendere le farmacia, bisogna farle rendere come quelle private. Chiede al sindaco di accogliere i suggerimenti del suo gruppo, venire incontro alle esigenze dei pordenonesi e della tenuta del suo territorio [VIDEO].

15.45 – Loris Pasut (Il Ponte) parla del Bilancio come di un abito elegante, ma privo di respiro politico e che non sembra fare gli interessi della città. E riprende il senso e i contenuti degli ordini del giorno proposti dalle opposizioni di centrosinistra già esaminati da Zanolin. Cita in particolare la privatizzazione dei servizi cimiteriali. Si chiede come mai l’amministrazione abbia dato la precedenza alla riqualificazione di una strada quando c’è l’urgenza di portare la banda larga in tutto il territorio. “Non basta dire che non si è toccata l’Irpef e la Tarsi, è necessaria una ricalibrazione fiscale generale”, dice Pasut. Ritiene che un’azienda pubblica da oltre 500 dipendenti abbia importanti margini di efficienza [VIDEO].

16.05 – Fausto Tomasello (Pd) ricostruisce le priorità di questo bilancio: il sociale, l’istruzione e la cultura, l’ambiente. Sull’Imu ricorda come il gettito abbia solo limitatamente una ricaduta effettiva sul territorio, mentre un taglio delle aliquote si abbatterebbe completamente sulle casse del Comune, determinando tagli sui servizi per milioni di euro (1 punto, 4 milioni di euro, secondo Tomasello). Ripercorre le scelte fiscali dell’amministrazione e della maggioranza indicandole come il male minore e minore scenario possibile, spesso contestato nei riferimenti e nelle cifre dalle opposizioni. Rifiuta, discutendole una per una, tutte le proposte delle opposizioni, perché giudicate generiche, populistiche o inefficaci [VIDEO].

16.20 – Giacomo Manfrin (Il Fiume) nota come criticare i numeri del bilancio sia ingeneroso nei confronti dei molti professionisti coinvolti nella sua redazione. Invita il Consiglio ad abbandonare le polemiche pretestuose, che non fanno il bene della città. Risponde a chi suggerisce di tagliare sui servizi che questo significherebbe togliere energie, risorse e lavoro, diminuendo la qualità della vita in città. Ricorda gli slanci progettuali già previsti in bilancio, come il piano strategico, il piano regolatore, il piano della mobilità, il mantenimento dei livelli di assistenza sociale. Chiede, infine,  all’amministrazione di curare in modo particolare il collegamento tra mondo della formazione e mondo delle imprese, per arginare la disoccupazione giovanile [VIDEO].

16.25 – Matteo Loro (Pd) definisce solido il Bilancio presentato dall’amministrazione comunale. Critica l’Imu in quanto tale, lontana dall’idea di un federalismo fiscale, ma non la scelta della giunta di applicare le aliquote minime. Ritiene questa scelta comunque migliore di un taglio dell’Imu per poi alzare l’aliquota Irpef. Apprezza, infine, la capacità dell’amministrazione di contenere la spesa senza intaccare sensibilmente il livello dei servizi [VIDEO].

16.30 – Francesco Giannelli (Gruppo Misto) si dice stupito della gravissima scelta politica per una amministrazione di centrosinistra di non venire incontro almeno alle fasce più critiche di popolazione nell’applicazione dell’Imu. Porta alcune proposte alternative a quelle del Pdl, che senza nemmeno sfiorare gli anziani, l’infanzia, i servizi sociali, i trasporti scolastici, i cimiteri, ma tagliando su riviste, incarichi professionali, gettoni di presenza, centro stampa, formazione del personale, quote associative, linea Rossa, permetterebbero di recuperare oltre due milioni di euro. Ritiene inoltre che esistano margini ulteriori (fino a 4 milioni di euro) tagliando spese anacronistiche come l’Informagiovani o non vitali in tempo di crisi come la biblioteca, l’archivio, i musei, le onoranze funebri, servizi agli animali. “Tra un panino e un libro, che cosa dà da mangiare a chi ha fame? Voi non vi rendete conto in che condizioni siamo”, dice all’indirizzo della maggioranza che contesta la sua visione. Per contro ritiene fondamentale il nuovo piano urbanistico, che deve contenere le basi per un ripensamento della città e del centro storico, sebbene a suo parere la giunta avrebbe già dovuto condividere una bozza, dopo nove mesi di amministrazione. Immagina un grande piano di riqualificazione del centro storico che permetta di rivalutare le abitazioni degli anni ’60, crei parcheggi per i residenti e renda appetibile venire ad abitare a Pordenone. Indica alcune grandi aree strategiche che potrebbero far crescere la città: l’ospedale quando si libererà, le caserme, l’ex Amman, la Rivierasca, il nuovo carcere, il nuovo aeroporto, la ristrutturazione della periferia col divieto di espansione edilizia [VIDEO].

17.00 – “Un bilancio senza progettualità”, dice Andrea Cabibbo (Pdl), che ritrova negli appunti di oggi le stesse considerazioni dell’anno scorso. “Per garantire gli stessi livelli del passato, se non di più, si mettono pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini”. Contesta le ricostruzioni ascoltate dai banchi della maggioranza e mette nuovamente in discussione i conti dell’amministrazione. Sottolinea alcune pratiche contabili discutibili, come l’utilizzo dell’avanzo di bilancio per finanziare spese ordinarie ripetitive. Nota come il Comune abbia un esiguo margine di manovra, considerate le spese fisse necessarie per mantenere quella che definisce “una gioiosa macchina da guerra”. Mette in luce quelle che, a suo parere, rappresentano incongruenze o scelte incomprensibili, tra cui gli investimenti soltanto teorici (perché ancora in attesa di assegnazione) del bando comunitario Pisus, la progettazione di ciclabili come quella sulla roggia Vallona, il risanamento della discarica di Vallenoncello, il pagamento dei parcheggi come voce d’entrata, la ristrutturazione dell’edificio di via Rivierasca che ospita i giudici di pace quando vi sarebbero altre soluzioni già pronte [VIDEO].

17.30 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) definisce quello del bilancio come uno dei momenti più qualificanti per la politica locale, quello in cui si mettono a confronto idee e visioni sul futuro dell’amministrazione e se ne fa sintesi. E tuttavia oggi la situazione in discussione a livello locale è soprattutto figlia di dinamiche nazionali. Sottolinea l’importanza della cultura, non una cultura-svago che lascia il tempo che trova, ma una cultura-formazione che permette la crescita del territorio e uno sviluppo che è anche tecnologico. Trova condivisibile la proposta di Zanolin e delle minoranze di centrosinistra sull’ambito sanitario, non invece quella sul personale comunale, che richiede un’analisi molto più approfondita e strutturale [VIDEO].

17.50 – Maria Bonato (Pd) richiama nel suo intervento la dimensione sociale e sociosanitaria in cui è inserita la discussione politica sul bilancio, ma il suo intervento – molto tecnico e letto da una relazione scritta – viene particolarmente penalizzato dal basso livello di amplificazione e dal rumore di fondo dell’aula [VIDEO].

18.00 – Orsola Chiaradia (Il Fiume) parla di un sistema economico profondamente mutato e smaterializzato, legato sempre più alle idee, all’intangibile, alla conoscenza, per sostenere gli investimenti dell’amministrazione in cultura e formazione nella città di Pordenone. Sottolinea l’importanza della partecipazione dei cittadini alla vita culturale della città. “Siamo orgogliosi di quanto fatto dall’amministrazione comunale della nostra città”, dice Chiaradia. Sostiene una visione della cultura come volano di sviluppo economico e di posti di lavoro: “il pubblico premia le manifestazioni culturali, il pubblico premia Pordenone” [VIDEO].

18.10 – Franco Dal Mas (Pdl) inzia scherzando su un bilancio comunale che è stato scritto da Sergio Bolzonello, tanto richiama quelli della sua amministrazione. Ritorna sull’idea di compitino fatto bene dall’assessore al bilancio, ma che manca in una visione adeguata della congiuntura. “Ci sono 3.000 esuberi annunciati da Confindustria, che il vostro bilancio nemmeno considera”, grida alla giunta e alla maggioranza, imputando loro un atteggiamento snobistico sulla cultura che sta tenendo in ostaggio la città. Ricostruisce l’iter di presentazione del Bilancio comunale e le controproposte del centrodestra. Insiste sul fatto che l’impatto dell’Imu sarà superiore a quanto atteso dall’amministrazione, perché la revisione catastale supererà le detrazioni previste. Riguardo alle seconde case, ribadisce che il mercato delle locazioni sarà messo in ginocchio da queste iniziative. “Non riuscite a tagliare niente, perché il vostro bilancio deve sostenere delle spese di immagine evidentemente a fini elettorali”. Svela quelli che a suo dire sono “trucchi contabili” nel passaggio Ici-Imu, entrando nel dettaglio dei numeri delle agevolazioni per le famiglie con figli, sugli edifici, sulle abitazioni sfitte, sui capannoni. Cita, “come esempio del grado di approssimazione con cui vi siete avvicinati alla questione Imu” la risposta a un’interrogazione a risposta scritta sottoposta dal consigliere Loperfido in cui gli uffici del Comune ammettono di non essere in grado di dare cifre esatte sul numero di abitazioni. Conclude invitando l’amministrazione a considerare il margine di intervento che ancora resta sul bilancio, a uscire dalla cultura clientelare delle amministrazioni precedenti, prendendo in considerazione gli emendamenti proposti dal suo gruppo consiliare [VIDEO].

18.35 – Mario Bianchini (Il Fiume) si schiera ovviamente al fianco dell’amministrazione, trovando conforto alle scelte fatte nelle decisioni assunte da molte altre città italiane. Si dice preoccupato prima ancora che per le abitazioni, per le ripercussioni sul comparto produttivo e chiede alla giunta di fare tutti gli sforzi per arginare situazioni di crisi. Richiama la visione della cultura come volano economico già sostenuta da Orsola Chiaradio e chiede che si faccia il possibile per salvaguardare il Consorzio universitario. Ricorda come le amministrazioni precedenti siano riuscite a garantire un indebitamento ridotto pur in presenza di forti investimenti e opere. Ritiene essenziali i 5 milioni di euro contestati dalle opposizioni rispetto al programma dell’amministrazione e dunque non accettabili gli emendamenti proposti [VIDEO].

18.45 – “Il Partito democratico riflette sulla crisi del lavoro da molti mesi, da quando il governo Berlusconi non sembrava interessarsene”, dice Walter Manzon, segretario cittadino, “dunque non accetto l’accusa di aver improvvisato le soluzioni”. La fase di cambiamento dal manifatturiero ai servizi va accolto e sostenuto, trovando altre strade di sviluppo: siamo in una fase creativa, frutto di tutto ciò che è stato investito nella cultura. “Cultura significa saper guardare più in là del proprio naso”, continua Manzon. “Non sappiamo dove ci porterà, sappiamo che a livello nazionale conta per circa il 5%. La cultura è come le cellule staminali, un fattore di rinascita e sviluppo”. Dunque per rispondere a Zanolin, secondo Manzon questo è un investimento congruo [VIDEO].

18.55 – Emanuele Loperfido (Pdl) contesta l’atteggiamento di chiusura dell’amministrazione e del sindaco, che non ha concesso margini di collaborazione alle opposizioni. Ricorda gli impegni di Pedrotti in campagna elettorale rispetto alla partecipazione dei cittadini nell’amministrazione della città e alle iniziative da intraprendere per la tutela del lavoro sul territorio. Lamenta la lentezza nella condivisione delle informazioni sul sito del Comune (fa riferimento al caso specifico della determina sulla ricerca del nuovo amministratore unico per Gea, presente come determina di giunta ma non ancora nella sezione dedicata ai bandi e concorsi per la ricerca di personale). Se il bilancio esprime la politica finanziaria di un’amministrazione, Loperfido si chiede che politica sia quella incapace di prendere atto del fatto che Pordenone non è più una città appetibile. Di questo passo, aggiunge, oltre a non attrarre nuove persone, avremo sempre meno cittadini che pagano le tasse. Contesta a un sindaco informatico di non essere ancora riuscito a fare scelte strategiche rispetto a open software e Voip (riferendosi a una mozione che attende di essere esaminata in Consiglio). Quindi, riprendendo la questione Imu, dichiara che “abbiamo chiesto così tanti dati all’amministrazione pubblica, che ci siamo resi conto che non tutti i dati erano in possesso all’amministrazione pubblica”. Colto un momento di confusione e di esodo dei consiglieri in particolare dai banchi della maggioranza, Loperfido si ferma e pretende la verifica del numero legale al presidente (il consigliere anziano Bolzonello, che sostituisce per alcuni minuti Nisco Bernardi). Ripreso il discorso, contesta tutte le informazioni su cui nel corso dell’esame del bilancio si sono rivelati incompleti o non veritieri, invita l’amministrazione a farsi venire qualche dubbio sul documento per cui oggi chiedono l’approvazione. Ricorda gli appelli delle principali categorie produttive e nuovamente denuncia la chiusura dell’amministrazione. Chiede alla politica di dare almeno piccoli segnali ai cittadini, sui costi, sugli stipendi, sui contributi. Sulla cultura come volano economico: “se fosse così, perché i privati non accorrono a finanziare gli eventi?” Il problema non è tagliare la cultura, nessuno lo vuole fare, è una questione di priorità e di segnali, conclude [VIDEO].

19.30 – Giovanni Del Ben (Idv/Sel/Del Ben) pone subito una questione di metodo e chiede all’amministrazione di replicare agli stimoli dei consiglieri prima del secondo giro di interventi, per permettere di confrontarsi in modo costruttivo e reale sulle posizioni, a costo di concludere il dibattito nel prossimo Consiglio comunale. Discute alcuni dettagli della bozza di regolamento attuativo per l’Imu, fornendo alcuni suggerimenti migliorativi in particolare nella formulazione delle specifiche per le agevolazioni. Quindi si dedica a una serie di dichiarazioni di principio unite a commenti puntuali e critiche specifiche sui documenti in esame ispirati a una città più bella, sana, accogliente e sicura [VIDEO].

20.00 – “In un bilancio di quasi 80 milioni, forse potevate provare a sacrificare due o tre milioni in più”, dice Mauro Tavella (Nuova Pordenone). Dichiara di non trovare nel Bilancio grandi progetti, “ma forse grandi progetti non li avete nemmeno ereditati”. Si concentra sul suo settore di competenza, la mobilità: raccomanda di lavorare di prevenzione e sicurezza, essendo l’auto la prima causa di morte per i più giovani. Si spende per la realizzazione di un impianto di guida sicura, che sono ormai previsti in molte città e che servirebbe molti programmi di formazione di privati, ma anche della stessa amministrazione pubblica. Restando in tema di viabilità, Tavella stimola l’amministrazione ad affrontare (con una serie di rotonde strategiche) il problema degli accessi da sud in occasione delle manifestazioni fieristiche. Rispetto alle iniziative culturali e sportive, lamenta sottotraccia una disparità di trattamento tra eventi per cui si pagano le persone per venire a Pordenone ed eventi per cui le persone pagano per venire e trovano una città non adeguatamente accogliente [VIDEO].

20.20 – Anticipando la mozione d’ordine delle opposizioni, la giunta decide di rispondere prima del secondo giro di interventi. Comincia l’assessore Mio, descrivendo “un bilancio complesso, figlio nel bene e nel male del lavoro di questa amministrazione”. Ricorda la difficoltà di fare previsioni in questo momento di grande incertezza anche legislativa sui prelievi fiscali, su cui si innesta la discontinuità nel quadro sociale ed economico. Porta come notizie positive la crescita delle esportazioni, la salute del distretto economico. Contesta gli allarmismi sull’impatto dell’Imu, eletto a dramma nazionale, pur in presenza di un quadro molto più complesso e che deve essere analizzato globalmente. “Questa amministrazione comunale non ha alcun interesse ad accentuare la pressione fiscale, ma in presenza di un quadro così fluido e incerto, nonché in presenza di un saldo negativo totale del Comune rispetto allo Stato di 15 milioni di euro, non è possibile fare previsioni diverse. Appena avremo prontezza di un quadro normativo certo e definito, prenderemo in considerazione la possibilità di concedere uno sconto Imu per esempio ad alcune tipologie di locazioni”. Nel chiudere a modifiche oggi, l’assessore apre alla possibilità di costruire insieme alle opposizioni questo passaggio successivo. Sull’Imu: “è a tutti gli effetti una patrimoniale, non la giudico, non l’apprezzo, ma questo ci troviamo oggi e difendo il lavoro dei nostri ragionieri, posta la differenza che esiste in ragioneria tra precisione e attendibilità”. I numeri sono numeri, “ma per qualcuno parlano, per qualcun altro strillano”, dice all’indirizzo di Dal Mas che la provoca sui dati. Difende, conti alla mano, la stima sul gettito e sulla pressione fiscale che ragionevolmente, allo stato attuale della legislazione, sarà imposta sui cittadini (un valore medio di 200 euro a famiglia). I casi di difficoltà trovano risposta nelle previsioni di bilancio a favore dei servizi sociali. “Di fronte a tutte queste incertezze, io ritengo molto più responsabile partire in questo modo e poi aggiustarci strada facendo”, dice Mio. Né si può più parlare di anziani o giovani, perché non corrispondono più a categorie omogenee, insiste l’assessore, è necessario un grande sforzo di innovazione sociale anche in tema economico. “Mi si potrà dire che basta spegnere la macchina. È vero, ma non credo che la città desideri una macchina spenta”. Nel dare risposte puntuali alle osservazioni delle opposizioni, sulle circoscrizioni critiche dice che “hanno deciso a prescindere dalla mia presentazione, avevano già i pareri pronti, non è stato un bell’esercizio di democrazia”. Sull’emendamento Pdl fa notare che alcune spese prese in esame per possibili tagli da scontare sull’Imu non sono modificabili perché già impegnate, mentre altre fanno riferimento a iniziative specifiche a cui l’amministrazione non intende venir meno (e ne dà dettaglio), mentre l’eventuale sconto avrebbe effetto a prescindere su tutte le categorie di reddito. Sulle parole dell’assessore si scaldano sempre più le opposizioni di centrodestra, in particolare da parte dei consiglieri Dal Mas e Pedicini. L’assessore Mio difende infine i contributi alle associazioni, perché molti sono parte integrante del piano di welfare per assicurare determinati servizi o attività alla città. Difende infine la scelta conservativa rispetto alle misure di bilancio del passato, perché di fronte a un quadro così incerto l’amministrazione ritiene più prudente agire con maggior ponderazione [VIDEO].

21.00 – Puntualizzazioni sulle cifre e sulle iniziative giungono anche dall’assessore alla cultura Claudio Cattaruzza, che afferma di aver già avviato molti dei confronti auspicati dall’opposizione (ma denuncia scarsa collaborazione da parte della Provincia). Sulla possibilità di far pagare l’ingresso ad alcuni eventi culturali, racconta dello scetticismo da parte della Regione e dell’assessore De Anna. Difende le strutture culturali che Giannelli, provocatoriamente, chiedeva di chiudere per destinare altrove i fondi, ricordando anche il ruolo di aggregazione sociale svolto da biblioteca e musei. Rispetto ai finanziamenti privati, afferma che “per sposarsi bisogna essere in due” e stigmatizza invece il taglio nei finanziamenti pubblici ad alcune manifestazioni di indubbio valore, un taglio che alla fine si ripercuote soprattutto sull’immagine della città [VIDEO, dal minuto 45:35].

22.15 – L’assessore agli affari generali Bruno Zille difende l’attività dell’avvocatura comunale, dopo le critiche seguite alle recenti sentenze sfavorevoli al Comune. Fornisce alcuni dati: l’abbattimento delle cause è stato del 46%, le cause vinte sono il 73%, quelle gestite internamente senza ricorso a professionisti esterni sono state l’80%. L’assessore afferma inoltre che non emerge l’importante lavoro di prevenzione che l’avvocatura svolge nelle pratiche correnti [VIDEO, dal minuto 55:20].

22.20 – Il sindaco Pedrotti cita la tesi recente vincitrice del Premio Bessega per parlare dell’”insostenibilità della sostenibilità”, ovvero della difficoltà di modificare l’assuefazione alle abitudini di consumo di beni e servizi, per raccontare i presupposti politici di un’amministrazione che, in un contesto di grande cambiamento, tenta di mantenere saldi alcuni presupposti di servizio. La determinazione dell’amministrazione nel mantenere alcuni livelli, spiega Pedrotti, nasce dalla volontà di garantire, almeno per il prossimo anno, la coesione sociale. Dichiara di voler far propria la mozione sugli ambiti, in contrapposizione con la definizione di area vasta che la Regione sembra intenzionata a inseguire e segnala la collaborazione spontanea che sta nascendo con molti comuni del circondario anche di colore politico differente perché i problemi soprattutto sociali che si trovano ad affrontare sono gli stessi. Contesta anche una visione dei servizi sociali che si appiattisca sulla sanitanizzazione. Difende le aliquote Imu come strumento per mantenere piano di coesione sociale di fronte alle sfide dei prossimi mesi. Difende la condivisione di informazioni e soprattutto la disponibilità dell’amministrazione di discutere personalmente i dettagli, mentre sulla trasparenza si fa vanto di aver imposto la pubblicazione quasi istantanea delle delibere e chiede la collaborazione dei consiglieri per superare ogni possibile problema di questo genere. Difende anche il profondo lavoro di dettaglio, magari poco pubblicizzato, sulle procedure interne anche e soprattutto sugli sportelli per le imprese (che a breve saranno certificati ISO 9001). Sull’Ospedale: Pedrotti dice che il Comune ha fatto tutti i passi necessari a sua disposizione e che ha in agenda una telefonata di Tondo per la prossima settimana, in cui si aspetta di avere chiarezza sul project financing e sull’effettiva richiesta di sbloccare la rivalutazione delle aree per superare gli ultimi ostacoli. Sugli utili di Gea: l’intenzione del Comune è effettivamente far ritornare l’avanzo di bilancio sulla parte idrica (se da lì proviene, dettaglio in fase di verifica dopo la fusione Gea/HydroGea). Sulle multe e sull’evasione: l’evasione non è una vessazione, dice il sindaco, riaffermando che su questo il Comune agirà con tutti i poteri a sua disposizione [VIDEO, dal minuto 59:30].

21.40 – Inizia il secondo giro di interventi. Riccardo Piccinato (Lega Nord) ricorda al sindaco che la vessazione nasce quando l’amministrazione sceglie di multare e non di prevenire. Riafferma, per rispondere alla maggioranza, che il volano migliore per la crescita è solo uno ed è detassare [VIDEO].

21.45 – “Dalle vostre affermazioni non ho l’impressione che vogliate veramente confrontarvi con l’opposizione, è solo un gioco delle parti che non porta ad alcun confronto concreto”, risponde a sindaco e giunta Giuseppe Pedicini (Pdl). “Dite una cosa, ma ne fate un’altra”, insiste: non c’è traccia di sviluppo nel bilancio, non c’è dubbio nelle azioni concrete, non c’è alcuna intenzione di mettere in discussione l’Imu. Insiste che per crescere e generare valore la macchina culturale debba affrancarsi dall’”assistenzialismo culturale” e dai finanziamenti pubblici e cominciare a correre sulle sue gambe. Difende PordenonePensa, citata dai consiglieri di maggioranza, perché se è vero che è finanziata dal pubblico, per contro costa un decimo degli altri eventi. Denuncia un atteggiamento provinciale e clientelare che non permetterà al sistema culturale di produrre quel valore che altrove produce unicità e reddito. “Non andrete da nessuna parte con questo bilancio, alla fine avremo ragione noi”, conclude [VIDEO].

21.55 – Mara Piccin (Lega Nord) fa un conto di voci di spesa considerate inutili che chiede all’amministrazione di tagliare o almeno dimezzare. Coglie e apprezza la prudenza manifestata dall’assessore Mio, ma insiste sul fatto che uno sforzo sull’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli si poteva fare. Promuove due ordini del giorno: il primo propone per l’istituzione di un fondo per il sostegno dell’occupazione a favore dei giovani mutuato dal Comune di San Vito al Tagliamento, per verificare progetti di avviamento al lavoro sotto forma di borse lavoro o altri strumenti simili; il secondo ordine del giorno, a sua volta mutuato dall’esperienza dell’amministrazione provinciale, prevede l’istituzione di un fondo per lo stanziamento di microcrediti a tasso zero. Risponde al consigliere Martino sugli investimenti in formazione e aggiornamento professionale da parte della Regione, snocciolando cifre a sette e otto zeri investiti in questi anni [VIDEO].

22.05 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) interviene a nome di tutto il gruppo di minoranza di centrosinistra ricapitolando tutte le proposte e gli esempi fatti, rispetto ai quali era stata offerta una disponibilità per nulla scontata all’amministrazione. Il nodo è la generazione di valore aggiunto, perché senza valore aggiunto non arriverà l’equilibrio dei conti pubblici: “Se non cominciate subito, non farete in tempo, arriverete tardi”, dice Zanolin. Invita l’amministrazione a distinguere nel prossimo bilancio le cifre degli interventi a livello di Ambito che effettivamente restano a Pordenone, rispetto a quelli che sono invece destinati ad altri comuni. Contesta a Cattaruzza una visione statica sulla cultura. Non accoglie, infine, la pur encomiabile battaglia del centrodestra sui conti del bilancio, perché il suo gruppo non se la sente di mettere in discussione i conti nel loro complesso forniti dall’amministrazione [VIDEO].

22.15 – Non ci sono altri interventi, dunque si passa direttamente alle dichiarazioni di voto (che sono uniche ma su diversi provvedimenti). Comincia Dal Mas (Pdl), che non giudica sufficiente la visione condivisa dal sindaco e definisce ancora una volta “ragionieristico” il documento, la cui unica novità è stata l’Imu imposta dall’esterno. Ricostruisce tutte le richieste del suo gruppo e promette di continuare la battaglia per la riduzione dell’aliquota Imu fuori dal Consiglio. Dal Mas va lungo per contestare la posizione del sindaco sull’Ospedale, che a suo parere non può essere imputata totalmente alla Regione. Infine dichiara il suo voto contrario sul Bilancio [VIDEO].

22.30 – Mara Piccin (Lega Nord) annuncia il voto contrario sul Bilancio e sul regolamento dell’Imu, favorevole sui propri emendamenti e su quelli del Pdl, parzialmente favorevole sugli ordini del giorno delle minoranze di centrosinistra, contrario sugli emendamenti della giunta. Boccia, lasciando possibilità di appello per il futuro, la posizione e il documento espresso dall’amministrazione comunale: “Noi, signor sindaco, viviamo in mezzo alla gente” [VIDEO].

22.35 – Walter Manzon (Pd) dichiara il voto favorevole sul Bilancio, sostenendo appieno l’amministrazione nelle sue misure a favore dell’equita e a difesa della comunità cittadina, e sui due ordini del giorno del centrosinistra. Sull’Ospedale, il Pd resta alla finestra, dice riferendosi a Dal Mas, in attesa che la situazione si definisca [VIDEO].

22.40 – Anche Sergio Bolzonello (Il Fiume) risponde a Dal Mas sull’Ospedale, ricordando gli accordi di programma definiti con l’accordo delle parti durante la sua amministrazione. Chiude la porta a ogni possibile variazione urbanistica per il futuro (il nodo è il riuso dell’area dell’attuale ospedale, che si vorrebbe rendere redditizia per concorrere al finanziamento del nuovo nosocomio). Rispetto al Bilancio, Bolzonello insiste sulla necessità della riqualificazione della spesa, che passa attraverso le politiche. “Messi in sicurezza i conti, ora l’amministrazione deve perseguire politiche che vadano in questa direzione. Alcuni passaggi obbligati sono emersi nel dibattito di oggi e dovremo necessariamente affrontarli insieme, condividendoli pur nel rispetto dei ruoli”, dice l’ex sindaco. “Abbiamo alcune certezze: una di queste è la bontà di questo bilancio”. In quest’ottica dichiara grande interesse rispetto all’ordine del giorno delle opposizioni di centrosinistra rispetto al piano straordinario per lo sviluppo, pur conservando alcuni dubbi su alcuni passaggi che non rendono possibile votarlo favorevolmente oggi. Voto convinto a favore del monitoraggio sul gettito Imu, rispetto al quale anticipa che ogni entrata extra non potrà che andare a diminuire l’aliquota. Sull’odg sul pubblico impiego Bolzonello ricorda come la sua amministrazione a suo tempo fu l’unica a opporsi al comparto unico, dunque sposa le intenzioni che considera raccomandazione alla giunta. Voto contrario su tutti gli altri emendamenti, esclusi quelli presentati dall’amministrazione. Infine Bolzonello ringrazia tutti i tecnici del Comune per lo straordinario lavoro fatto in questi mesi in condizioni così difficili [VIDEO].

22.50 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) sposa gli argomenti di Bolzonello e si allinea sulle dichiarazioni di voto [VIDEO].

22.55 – Iniziano le votazioni. Il Bilancio 2012 viene approvato con 25 voti a favore e 15 contrari. Approvate anche la delibera 8/2012 (regolamento applicazione Imu), la delibera 9/2012 (imposta municipale propria) e la delibera 10/2012 (piano delle alienazioni). Respinti tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno, fatti salvi gli ordini del giorno 3 e 4 (ambito e monitoraggio Imu) fatti propri dall’amministrazione [VIDEO].

23.05 – Il presidente scioglie la seduta. Prossimo consiglio il 23 aprile.

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IN SINTESI. Bilancio comunale approvato in undici ore di discussione, in gran parte incentrata sull’Imu. Alla fine passa senza particolari difficoltà la linea dell’amministrazione: bilancio di continuità per garantire servizi e coesione sociale, aliquote Imu al minimo ma senza sconti. Le opposizioni portano a casa l’impegno della giunta a verificare strada facendo i gettiti fiscali, mantenendo aperto il confronto dentro e fuori il Consiglio. Ne esce con dignità l’amministrazione, che ora però ha davanti un anno di crisi durissima per inventarsi soluzioni nuove a problemi nuovi. L’opposizione di centrosinistra preme su progetti di ampio respiro, ma rispetto a questi ha messo sul piatto disponibilità a collaborare e senso civico superiori al classico gioco delle parti. Chi ha meno ragioni per essere soddisfatto è il centrodestra, dove il Pdl non solo ha visto premiata in alcun modo l’aspra battaglia condotta sulle aliquote Imu, ma ha visto anche defilarsi la Lega Nord sulla votazione di alcuni ordini del giorno proposti dalle minoranze di centrosinistra.

Consiglio comunale del 2 aprile

Il bilancio del Comune approda questa sera in Consiglio, alle 18. L’assessore Chiara Mio illustrerà i contenuti del documento, mentre la discussione fiume con le osservazioni e le controproposte dei consiglieri è rimandata alla seduta fiume già prevista del 16 aprile. Ci sarà spazio, tuttavia, per un primo dibattito sulle aliquote Imu, la nuova tassa sugli immobili che sostituisce l’Ici, stimolato da alcune interrogazioni delle opposizioni. Sull’argomento il centrodestra in particolare ha annunciato che darà battaglia, chiedendo all’amministrazione di rivedere al ribasso le aliquote e di trovare altre vie di finanziamento (da cui, per esempio, la proposta di istituire un biglietto di ingresso agli eventi di Pordenonelegge, per diminuire i costi della cultura).

Vedi i resoconti delle sedute precedenti.

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18.20 – Il presidente Nisco Bernardi dichiara aperta la seduta. Il sindaco Claudio Pedrotti prende la parola per commemorare il sergente Michele Silvestri, caduto in Afghanistan, e chiede al consiglio di osservare un minuto di silenzio in suo onore. L’ordine dei lavori prevede la presentazione del Bilancio 2012, quindi l’esame delle mozioni di opposizione sull’Imu, quindi interrogazioni fino all’orario limite delle 22.30. In ogni caso la discussione delle mozioni non potranno procedere oltre le 23.45 [VIDEO].

18.25 – Prende la parola l’assessore Chiara Mio per cominciare la presentazione del Bilancio. Si serve di filmati di repertorio tratti dai telegiornali degli ultimi mesi per dare il contesto drammatico di crisi economica in cui il documento nasce. Cita i fondamentali economici per dare corpo alla situazione economica del territorio, che essendo basato soprattutto sul manifatturiero non ha ancora manifestato gli effetti peggiori. Rispetto al 2011 la contrazione della spesa corrente è di 9,4 milioni di euro, frutto soprattutto dei tagli nei trasferimenti. La proposta dell’amministrazione è stata di non sacrificare le politiche sociali (che anzi crescono in incidenza dell’1,36%, pur a fronte di 1,849 milioni in meno), cultura e istruzione (+1,41%, -257.000 euro) e l’ambiente e mobilità (+1,34%). I tagli maggiori sono chiesti al settore Finanze, Bilancio e Pianificazione (-3,53%), dove però pesano in positivo l’estinzione di mutui precedenti. Bisogna soddisfare i bisogni primari, dice l’assessore, ma non è possibile eliminare il superfluo (con riferimento esplicito alla cultura, ma anche al design), perché l’amministrazione considera queste spese come motore di sviluppo. Sulla proposta di conversione dei contributi pubblici per i maggiori eventi in ingressi a pagamento (il riferimento è alla proposta dell’opposizione su Pordenonelegge), Mio insiste sul fatto che le proposte sono benvenute ma devono essere realistiche. Sulle sue parole si aprono le proteste dell’opposizione, che chiede all’assessore di limitarsi all’esame del Bilancio. Riguardo all’Imu, la scelta del Comune è mantenere le aliquote base di 0,4 per la prima casa e 0,76 per le seconde case, garantendo un gettito pari all’anno precedente sul totale non prima casa, mentre l’aggiunta della prima casa porterà 4,625 milioni di euro (non presenti nel bilancio precedente perché l’Ici prima casa era stata cancellata dal governo Berlusconi). A prescindere dalle aliquote scelte dal Comune, specifica l’assessore, lo Stato chiede a questo territorio 10,5 milioni di gettito aggiuntivo che comunque andrebbero saldati, mentre il gettito che resta a disposizione del Comune è pari alle entrate Ici del Bilancio precedente. Risparmi consistenti arrivano dalla contrazione del personale comunale [VIDEO].

18.50 – Si passa all’esame dei maggiori progetti per il biennio 2012/2014. Primo: il nuovo Piano Regolatore, brevemente illustrato nelle caratteristiche dall’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo [VIDEO, dal minuto 28:05]. Secondo: azioni in campo sociale e culturale. L’assessore ai Servizi sociali Vincenzo Romor cita in particolare l’attenzione agli anziani e ai malati (“che saranno sempre più anziani e sempre più malati”), agli asili nido e agli animali (con l’apertura del nuovo gattile), al lavoro (con diversi fondi di sostegno a giovani, disoccupati e famiglie) [VIDEO, dal minuto 30:15]. L’assessore alla Cultura Claudio Cattaruzza conferma il sostegno ai grandi eventi e al tessuto associativo cittadino [VIDEO, dal minuto 34:10]. L’assessore Mio riprende la parola per i progetti legati al mondo della scuola [VIDEO, dal minuto 36:05]. Terzo: azioni sull’ambiente, rapidamente illustrate dall’assessore Nicola Conficoni [VIDEO, dal minuto 36:50]. Quarto: i fondi del progetto europeo Pisus, da cui il comune attende circa 6 milioni di euro e di cui l’assessore agli Affari generali ricorda i principali progetti (lavori pubblici, fibra ottica, multimedialità, piste ciclabili) [VIDEO, dal minuto 38:50].

19.05 – Riprende la parola l’assessore Mio per un’esame delle principali imposte e tasse, che non vengono modificate dal Comune (ma dalla Regione sì, dice l’assessore, animando di nuovo i banchi di centrodestra). Riguardo all’addizionale Irpef, quella di Pordenone è con lo 0,2% tra le più basse in Italia. Vengono quindi illustrate alcune proiezioni rispetto all’applicazione dell’Imu con le aliquote scelte dall’Amministrazione, posta una situazione legislativa non ancora cristallizzata. Sull’ennesimo scontro a distanza sull’Imu, nasce la prima mozione d’ordine del centrodestra, che contesta i tempi a disposizione dell’assessore Mio (il ritardo di venti minuti nell’inizio del Consiglio viene imputato, infatti, alla maggioranza). L’esposizione riprende con una rapida carrellata di grafici, da cui emerge tra l’altro il minor indebitamento (79,7 milioni di euro, il più basso dal 2002) [VIDEO, dal minuto 44:00] e l’investimento di 15 milioni di euro per il 2012 (con 8 milioni di mutui) per riqualificazione di via Cappuccini, acquisto parcheggi Don Bosco, rifacimento del percorso pedonale di viale Martelli, intervento su via Ferraris, manutenzione strade, manutenzione del sistema idrografico e del Noncello, rivalutazione naturalistica aree verdi, sistemazione della scuola elementare di Vallenoncello, risanamento della discarica di Vallenoncello [VIDEO, dal minuto 60:05]. E sulla sintesi dei principali indicatori da parte dell’assessore Mio si chiude l’esame del documento di previsione [VIDEO, dal minuto 63:40].

19.25 – Interviene il sindaco Pedrotti per ringraziare i consiglieri dell’attenzione e citare il lavoro di riorganizzazione delle partecipate, che vedrà impegnato il Consiglio nei prossimi mesi. Scherza infine sul manifesto-pesce d’aprile che lo vedeva ritratto ironicamente, chiedendo una piccola correzione nelle successive edizioni [VIDEO, dal minuto 64:50].

19.30 – Si passa all’esame delle mozioni. Si comincia con la 7/2012 presentata dai consiglieri di centrodestra sulle scelte del Comune nell’adozione del decreto Salva Italia. Franco Dal Mas (Pdl) contesta all’assessore Mio di aver taciuto diversi particolari sull’applicazione dell’Imu e di aver svolto un semplice “compitino”, laddove sarebbe stato necessario uno scatto di fantasia che salvasse la proprietà immobiliare. Conclude consegnando idealmente all’amministrazione le 800 firme raccolte dai Tea Party a sostegno della mozione [VIDEO].

19.50 – La seconda mozione, 20/2012 in tema di applicazione dell’Imu minima ai terreni agricoli, viene illustrata da Mara Piccin (Lega Nord). Che inizia biasimando ricorrenti giudizi sul quotiziente intellettivo dei consiglieri di opposizione, ricordando che ognuno di loro rappresenta una quota, seppure piccola, di popolazione. Piccin si spende a favore del taglio delle imposte sui terreni agricoli, che costerebbe circa 77.000 euro di mancato introito, ma darebbe respiro a un settore in difficoltà. Si dice pronta a ritirare la mozione, anche in considerazione di un emendamento pendente, ma chiede all’amministrazione di valutare l’ipotesi [VIDEO, dal minuto 19:30].

20.00 – Inizia il dibattito, con Giuseppe Pedicini (Pdl) che si dichiara infastidito per il mancato rispetto delle decisioni sull’ordine dei lavori in sede di conferenza dei capigruppo. Contesta il modo poco politico in cui è stato presentato il dibattito, che non ha permesso di cogliere dettagli importanti. Nota che l’assessore ha impostato la presentazione partendo dalle giustificazioni, addossando le responsabilità ad altri, per nascondere il fatto che il bilancio è sostanzialmente identico al passato e non porta le innovazioni che una nuova amministrazione avrebbe potuto apportare. Suggerisce alcuni scenari più favorevoli alle famiglie monoreddito che avebbero potuto essere considerati. Si dice preoccupato di come il calo dei redditi influirà sulle entrate del prossimo anno. Dice al sindaco che questo Bilancio non gli fa onore e che, nel non voler accettare alcun suggerimento da parte dell’opposizione, si dimostra poco intelligente. “La scommessa la dovevate giocare quest’anno, perché state viaggiando verso il default”, afferma Pedicini [VIDEO].

20.10 – Emanuele Loperfido (Pdl) è preoccupato che si vada a toccare il bene primario della popolazione pordenonese da quando ha avuto possibilità di risparmiare qualcosa, ovvero la casa, anteponendogli altri interessi. Non è colpa del governo Monti, dice Loperfido, perché attraverso le aliquote ogni Comune ha margini di scelta. Invita l’assessore Romor a battere i pugni e a pretendere maggiori garanzie per l’assistenza sociale dei cittadini. Invita l’amministrazione a tagliare non la cultura, ma anche la cultura, perché tutti devono fare il proprio piccolo sforzo di risparmio pur di tagliare l’Imu sulla prima casa [VIDEO].

20.20 – Anche Francesco Ribetti difende la posizione del Pdl sui tagli alla cultura. Polemizza con il curatore di Pordenonelegge Gianmario Villalta, che sulla stampa aveva bocciato l’ipotesi di pagare un euro per gli ingressi alla manifestazione perché avrebbe portato un utile ridicolo, chiedendo di metterne in discussione le capacità. Cita amministrazioni pur politicamente vicine a quella di Pordenone che hanno fatto scelte molto più favorevoli ai cittadini nell’applicazione dell’Imu e chiede all’assessore al Bilancio di non nascondere il dito dietro le scelte altrui [VIDEO].

20.30 – Marcello Passoni (Pd) si dice convinto che questa discussione sarebbe dovuta avvenire in sede di analisi del Bilancio tra due settimane, perché non si può ridurre l’intero documento alle imposte sulla casa. Ricorda le incertezze che ancora pesano sulla materia e ripercorre i numeri dei trasferimenti a favore dello Stato. È certo che il Comune non lascerà indietro le persone più svantaggiate e ricorda gli interventi di potenziamento del fondo sociale. Ricorda come a livello di territorio omogeneo Pordenone ha scelto comunque l’impatto più basso possibile (tra i mugugni delle opposizioni), scegliendo di non tagliare i servizi [VIDEO].

20.40 – Giovanni Zanolin (Il Ponte) dice che è difficile discutere di Imu senza considerare il Bilancio nel suo complesso. Riconosce coerenza tra il Bilanco e gli impegni presi in campagna elettorale, confermandone il giudizio fortemente critico. Imputa al Comune di non comprendere le ragioni della crisi e dunque di reagire in modo sbagliato, in particolare rispetto al cambiamento del mercato e all’enorme debito pubblico causato dal gigantismo istituzionale. Rileva il tentativo di tenere in piedi tutto quello che c’è pur in condizioni che evidentemente non lo permettono, portando il prossimo anno a una manovra molto dura. “Ci vorranno anni per uscire da questo stato di cose”, afferma, e non è sufficiente compensare con gli investimenti nelle politiche sociali. Serve più libertà economica, più flessibilità imprenditoriale, deistituzionalizzazione, pertanto si dice critico anche sulle proposte della destra, che pure si dichiara disposto a sostenere [TESTOVIDEO].

20.50 – Marco Salvador (Il Fiume) polemizza con le posizioni del centrodestra, sottolineandone quelli che a suo dire sono incongruenze e accenti demagogici. Ricorda come l’Imu permetta di mantenere servizi indispensabili: tagliarli, cultura compresa, “significherebbe strangolare la città”. Si dice certo della capacità dell’amministrazione di sostenere i più deboli e di affrontare la crisi con gli strumenti forniti dalle politiche sociali [VIDEO].

20.55 – Isena Peresson (Lega Nord) riprende la difesa della casa come frutto dei sacrifici e dei risparmi dei lavoratori e delle famiglie e critica la scelta del governo nazionale in primis di essere tornato al passato su una misura di questo tipo. Cita la “beffa” dell’Imu per gli anziani ospitati in casa di riposo, a cui è richiesta un’aliquota da seconda casa. Si augura che non si usi questa tassa esclusivamente per fare cassa e chiede ragionevolezza almeno sulla prima casa [VIDEO].

21.00 – Alberto Rossi (Api) sostiene che nel Consiglio dovrebbe prevalere la responsabilità di rappresentare gli interessi e le aspettative della comunità pordenonese, altrimenti diventa soltanto una questione di scaricamento di responsabilità. E ricorda come l’Imu sia stata un’idea di Tremonti avvallata a suo tempo dalla Lega Nord, mentre Monti non ha fatto altro che anticiparne l’applicazione, sostenuto responsabilmente da un’ampia coalizione. Le tre parole d’ordine, afferma Rossi, sono rigore, equità e sviluppo, ma “non ho letto in questo Bilancio questo sforzo strategico e strutturale”. Chiede compartecipazione nella gestione della crisi, perché è necessario allargare le basi di corresponsabilità di questo passaggio storico. Critica a questo proposito il presidente della Provincia Ciriani, che alimenta divisioni laddove le proposte andrebbero condivide e discusse assieme. Conclude invitando la Giunta ad aprirsi all’opposizione e alla città per confrontarsi in modo più aperto delle scelte da prendere nell’interesse della città [VIDEO].

21.10 – “Pasticcio Imu”, attacca Lucia Amarilli (Sel/Idv/Del Ben) citando un titolo di giornale. Tutto si può dire tranne che l’Imu sia equa (l’imposta fissa in particolare), dunque il Comune – dice – dovrebbe tenerne conto nell’applicazione. A Pordenone andrebbe applicata l’aliquota più bassa possibile, perché il suo costo sarà trasferito sugli affitti e sulle categorie più fragili. Il suo gruppo condivide la mozione del centrodestra e chiede alla giunta di centrosinistra lo sforzo di trovare ulteriori detrazioni a vantaggio delle categorie più deboli [VIDEO].

21.20 – Dario Zanut (Il Fiume) prende la via della polemica politica per ricostruire la genesi dell’Imu e giustifica la sua esistenza come una questione di responsabilità. È necessario fare scelte importanti, a maggior ragione in presenza di condizioni di bilancio virtuose come quella del Comune di Pordenone. Dobbiamo tuttavia renderci conto di più che siamo in crisi, dice Zanut, e che la giunta dovrebbe aumentare il numero di giri per trovare soluzioni e proposte. A chi suggerisce di tassare i redditi e non la proprietà ricorda che cosa siano i redditi in Italia e di come tassare il reddito significherebbe pesare ancor di più sulle situazioni di maggior difficoltà [VIDEO].

21.30 – Sandro Del Santo (Pd) prende pacatamente le distanze dal governo Monti e anche dall’Imu voluta dal governo Berlusconi. Dice di vergognarsi di appartenere a una categoria imprenditoriale che dichiara di guadagnare mediamente il 10% in meno dei dipendenti, e su questo basa la sua critica a chi chiede la tassazione sui redditi e non sulla proprietà. Non vede altra alternativa all’Imu che il taglio del budget per i servizi sociali [VIDEO].

21.35 – Anche Roberto Freschi (Vivo Pordenone), citando ritagli di giornale degli ultimi mesi, insiste sulla responsabilità richiesta dal periodo difficile e dalla necessità di riparare le scelte del passato, non potendo mettere in discussione il livello dei servizi del territorio. Ricorda il carattere sperimentale dell’Imu e come il governo, anche in caso di scelte comunali favorevoli al cittadino, richieda comunque il trasferimento intero, stimato secono le aliquote base. Si spende perché non ci si limiti a un atteggiamento ragionieristico, ma ci sia una consapevolezza e una presa d’atto di ciò che stiamo vivendo, altrimenti difficile sarà “passare la nottata”. Identifica la soluzione in un grande progetto comune di revisione del sistema impositivo italiano [VIDEO].

21.45 – Walter De Bortoli (Pdl) chiede retoricamente all’assesore Mio chi mai investirà in questo Paese di fronte a questi livelli di imposizione sui capannoni industriale. Un tempo ci si chiedeva come essere attrattivi rispetto ai comuni contigui e da un sindaco che viene dall’impresa e non dalla politica si sarebbe potuto aspettare scelte coraggiose per il capoluogo. Ricorda come questo territorio abbia investito tutti i giorni della sua vita nella costruzione delle sue proprietà e fa notare come oggi si sarebbe potuto scegliere di fare una strada in meno, una pista ciclabile in meno pur di dare un segnale. “Siete convinti che l’Italia sia censita come Pordenone? Noi pagheremo tutto, perché anche una baracca qui è censita”, suggerendo l’iniquità dell’imposta in un sistema catastale non uniforme e altrettanto rigido altrove [VIDEO].

21.55 – “Siamo qui per discutere sulla possibilità di incidere al ribasso sulle stime del governo centrale. Questa amministrazione, in continuità con la precedente, si è sempre vantata della solidità del suo bilancio. E allora perché non provare ad abbassare le aliquote?”, esordisce Andrea Cabibbo (Pdl), che stima in 5 milioni di euro la differenza. Le domande che si pone Cabibbo sono due: come si vogliono spendere i soldi dell’Imu e dove sono finiti tutti i soldi entrati nei bilanci precedenti, a comunciare dai dividendi Atap. Quindi cita alcune cifre tratte dal Bilancio precedente (costi per inaugurazioni del padiglione di arte contemporanea, ecc.), che giustifica come scelte politiche che l’amministrazione ha fatto, continua a fare e di cui si assumerà la responsabilità [VIDEO].

22.00 – Walter Manzon (Pd) nota come di fatto si stia già parlando di Bilancio e non di mozioni sull’Imu. Ricorda che l’amministrazione deve mantenere alto il livello di investimento, in particolare in ambito culturale. Così come fondamentale è la tutela dei servizi sociali [VIDEO].

22.05 – Riccardo Piccinato (Lega Nord) ringrazia sarcasticamente l’assessore Mio per aver informato l’aula sull’esistenza della crisi e aver diffuso terrorismo psicologico. Si chiede se aliquote così alte non disincentiveranno gli investimenti immobiliari sul nostro territorio. Propone di investire un milione di euro o poco più per ridurre almeno di un punto l’aliquota sulla prima casa [VIDEO].

22.10 – Loris Pasut (Il Ponte) si dice impressionato dall’intervento del sindaco a conclusione della presentazione del dibattito. “Mi sarebbe venuto in mente di tutto, ma non una difesa mia personale di fronte a un pesce d’aprile”. E suggerisce tutti gli argomenti che lui avrebbe usato, nei suoi panni, per giustificare le misure contenute nel Bilancio. Per arrivare a sostenere il salto culturale che Il Ponte chiede con regolarità all’amministrazione comunale [VIDEO].

22.15 – Alberto Rossi (Api) annuncia di aver presentato a nome delle minoranze di centrosinistra un ordine del giorno per la creazione di un tavolo della crisi con tutti i referenti istituzionali del territorio per assumersi e condividere le scelte necessarie, superando i conflitti attuali. Interviene Pedrotti per supportare l’iniziativa e farla propria: questi incontri, a livello formale, già si fanno e non sarebbe male istituzionalizzarli. Ne approfitta per chiarire sull’Imu che l’amministrazione ha fatto scelte consapevoli e frutto di approfondimenti: “dite che ce ne assumeremo le responsabilità, ma noi siamo qui proprio per questo”. A Pasut dà atto delle rispettive differenze di ragionamento, punzecchiandolo sulle sue parole di oggi e del Consiglio precedente con sarcasmo [VIDEO].

22.25 – Si passa alle dichiarazioni di voto. Del Ben (Sel/Idv/Del Ben) dice di temere il carattere sperimentale dell’Imu perché, scherza, “se dovesse funzionare poi finisce che la lasciano”. Si spende per una maggiore considerazione delle situazioni di difficoltà. Accoglie la proposta di abbassamento delle aliquote formulato nella mozione dei consiglieri di centrodestra, ma nota che il Bilancio viene fornito sostanzialmente chiuso, senza reali possibilità di intervento per le opposizioni. “Preferisco non far danni che medicare i danni fatti” [VIDEO].

22.35 – Mara Piccin (Lega Nord) ritiene che sia stato utile discutere delle aliquote Imu, perché il Consiglio ha avuto modo di chiarirsi le idee e anche di prendere atto dell’impostazione a senso unico dell’amministrazione. Basta riferirsi ai trasferimenti regionali, basta anche citare genericamente il taglio dei servizi, perché quei servizi sono diversi e sono frutto di scelte politiche. Insiste sulle differenze tra l’Imu così com’era stato progettato dal governo Berlusconi e quello poi varato dal governo Monti. Dichiara il suo gruppo favorevole alla mozione del Pdl e di mantenere valida la mozione sui contributi agricoli. Sull’ordine del giorno promosso da Rossi e fatto proprio dal sindaco chiede che i consiglieri siano tenuti informati, per dare seguito alle discussioni [VIDEO dal minuto 7:40].

22.45 – Franco Dal Mas (Pdl) boccia totalmente la presentazione del Bilancio dell’amministrazione Pedrotti, si scaglia con veemenza contro l’assessore al Bilancio che ha ignorato per tutta la sera il dibattito dell’Aula. Al sindaco dà l’insufficienza piena, perché incapace di intervenire sull’argomento. A Rossi imputa di aver confezionato un ordine del giorno apprezzabile nell’ispirazione, ma irricevibile quando poi se la prende col presidente della Provincia. “Oggi abbiamo perso tempo, questa è un’amministrazione tetragona, la faccia dell’assessore è tetragona”. Infine preannuncia una proposta minuziona per la ridefinizione del bilancio per togliere quella che non è altro che una patrimoniale mascherata [VIDEO dal minuto 16:10].

22.50 – Alberto Rossi (Api) annuncia voto favorevole perché pur non condividendo tutti i presupposti della mozione, apprezza il fatto che abbia stimolato un dibattito su un’equità che l’amministrazione ha dimenticato di applicare nella stesura del Bilancio. Conferma i motivi di biasimo alle dichiarazioni del presidente Ciriani, ma a maggior ragione sostiene la necessità di un confronto aperto e partecipato [VIDEO dal minuto 20:55].

22.53 – Mario Bianchini (Il Fiume) dice di essere stato disponibile a ricredersi sulle aliquote Imu ma di non aver ricevuto elementi utili a convincersi. Preannuncia il voto contrario del suo gruppo. Voto contrario anche per il Pd, annunciato da Walter Manzon [VIDEO dal minuto 23:25].

22.55 – Si votano le due mozioni, che vengono entrambe respinte con 15 voti a favore e 25 contrari [VIDEO]. La seduta viene tolta [VIDEO].

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IN SINTESI. L’amministrazione presenta un Bilancio in continuità con il passato, adeguato alle contingenze di una crisi che impone tagli importanti e altrettanto importanti carichi fiscali a carico dei cittadini. Spingendo più sui temi della crisi che sulla visione politica per contrastarla, non riesce a dominare un dibattito che vede invece molto agguerrite le opposizioni. Le due mozioni sulla riduzione dell’Imu sotto la quota base e per le proprietà agricole vengono tuttavia bocciate a maggioranza. Appuntamento tra due settimane per la discussione sul Bilancio.

Consiglio comunale del 19 marzo

Alle 18 si riunisce in Municipio il Consiglio comunale. In discussione due delibere: l’approvazione definitiva della variante urbanistica per la sistemazione del tratto iniziale di via Cappuccini e la nomina dei componenti della commissione pari opportunità. All’ordine del giorno restano iscritte inoltre diverse interrogazioni e mozioni.

Arca di Naon seguirà, come di consueto, i lavori in tempo reale.

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18.40 – Il presidente Nisco Bernardi apre la seduta. Assenti i consiglieri Giannelli (Gruppo misto) e Tavella (Nuova Pordenone), oltre all’assessore all’Istruzione e al Bilancio Chiara Mio. L’ordine dei lavori prevede un’ora di interrogazioni, quindi la discussione della delibera 5/2012 (adozione intervento di via Cappuccini), quindi mozioni fino alle 22.30. La delibera sulla commissione pari opportunità è stata ritirata dalla Giunta. Per quanto riguarda le mozioni, si comincerà con la 14/2012 (solidarietà ai marinai italiani arrestati in India), quindi si procederà all’esame congiunto delle mozioni 1/2011 e 16, 17, 18 e 19/2012 tutte dedicate alle modalità di raccolta dei rifiuti (VIDEO).

18.45 – Il sindaco Claudio Pedrotti esprime la solidarietà di Pordenone alla famiglia di Franco Lamolinara, l’ostaggio italiano ucciso in Nigeria. Anticipando la successiva discussione sulla solidarietà ai marinai italiani detenuti in India, annuncia inoltre di aver preso contatto con il controammiraglio Guerra al comando del reggimento San Marco, per confermare la vicinanza della città al battaglione, una vicinanza particolarmente sentita dal momento che l’Ariete ((a cui è stata conferita la cittadinanza onoraria della città) ha avuto numerose occasioni di collaborazione non semplicemente militare con il reggimento San Marco (VIDEO).

18.50 – Si passa alle interrogazioni. Toccherebbe a Franco Dal Mas (Pdl), con l’interrogazione 75/2011 sull’Imu, ma l’assenza dell’assessore al Bilancio Chiara Mio costringe a rimandare la discussione. Dal Mas chiede di intervenire comunque per esprimere il rammarico di dover relegare un dibattito così importante ai giornali, mentre nella sede deputata viene evitato l’argomento. Fuori microfono le opposizioni propongono che sia comunque la Giunta a rispondere, pur in assenza dell’assessore, per esprimere le linee politiche in merito. Si passa comunque all’interrogazione successiva (VIDEO).

18.55 – Interrogazione 87/2011 di Andrea Cabibbo (Pdl) sullo spettacolo teatrale di Antonio Rezza del dicembre scorso, che aveva creato un caso mediatico per via di una bestemmia declamata in scena in presenza di scolaresche. Il sindaco Pedrotti, titolare della delega al Teatro Verdi, contestualizza l’episodio e le avvertenze che erano state previste nella promozione dello spettacolo. Precisa anche che lo spettacolo non era inserito nel cartellone specifico per le scuole, ma che alcuni studenti erano presenti in virtù di sconti a loro favore. Dobbiamo svolgere un’azione di censura, si chiede il sindaco? Non rientra nelle nostre corde, l’esistenza dello spettacolo deve semmai essere usato per educare i ragazzi al discernimento. Cabibbo si dichiara insoddisfatto e precisa il senso della sua interrogazione, che non ha nulla a che vedere con una censura della libertà di espressione: il problema è che nel momento in cui si favorisce l’ingresso di insegnanti e alunnni a teatro va fatta maggiore attenzione. C’è un limite anche alla libertà di espressione teatrale e il cartellone deve dare informazioni corrette a chi deve scegliere, soprattutto se il Teatro è comunale, conclude Cabibbo (VIDEO).

19.05 – Interrogazione 90/2011 di Isena Peresson sulle modalità di gestione dei posti nel parcheggio multipiano di via Oberdan, con particolare riferimento agli abbonamenti (che non danno diritto al posto). Risponde l’assessore all’Ambiente e alla Mobilità Nicola Conficoni, che ammette la saturazione del parcheggio e il conseguente disagio. Il Comune e Gsm stanno cercando di risolvere il problema attraverso l’ampiamento della struttura grazie all’acquisto di posti nel contiguo parcheggio coperto del Don Bosco. Questo porterà i posti totali a 550, permettendo all’amministrazione – una volta che sarà completata anche il parcheggio di via Vallona – di riorganizzare la distribuzione della sosta in città. Per quanto riguarda la transizione, poiché il problema è circoscritto ai giorni di mercato ed è risolvibile mediamente attendendo alcuni minuti che si liberi un posto oppure utilizzando l’abbonamento al parcheggio di via Candiani, l’amministrazione non ha ritenuto di modificare il regolamento. Il consigliere Peresson non si dichiara soddisfatta, perché l’attesa non è di pochi minuti e non è limitata ai giorni di mercato. Si lamenta inoltre dei forti ritardi nella discussione delle interrogazioni, che – come in questo caso – attendono anche quattro mesi di essere discusse (VIDEO).

19.15 – Interrogazione 2/2012 di Del Ben e Amarilli (Idv/Sel/Lista Del Ben) dedicata agli sviluppi della situazione dell’associazione I ragazzi della panchina, che viene unita alla 10/2012 sullo stesso tema nella quale i proponenti suggeriscono l’affidamento provvisorio dell’ex asilo di via Selvatico. Risponde l’assessore ai servizi sociali Vincenzo Romor, che illustra il percorso fatto dall’amministrazione insieme all’Azienda sanitaria, a cui vengono imputati i ritardi nella definizione del bando pubblico per l’acquisto di un’immobile per le attività dell’associazione. L’amministrazione, recependo il suggerimento dei consiglieri, ha effettivamente proposto l’affido temporaneo della sede di via Selvatico. Giovanni Del Ben apprezza, ma nota che “il problema è complesso e l’assessore dà l’idea di affrontarlo con un cucchiaino”. Quindi discute l’analisi del caso come semplice caso sanitario di competenza dell’Azienda sanitaria, mentre è un problema è stato da tutti riconosciuto come sociale. In assenza di risposte concrete da parte dell’Ass (“un asino potrà ragliare, ma difficilmente canterà”), forse la comunità dovrebbe assumersi la responsabilità di questo ed altri casi sensibili per il territorio (VIDEO).

19.30 – Interrogazione 3/2012 dei consiglieri Del Ben e Amarilli sul futuro dell’università a Pordenone. Risponde il sindaco, che ricapitola la vicenda e aggiorna il Consiglio sugli ultimi sviluppi. Stante il progressivo disimpegno delle università di Udine (parziale) e Trieste (totale) ha portato a concentrarsi sui corsi che possono portare beneficio al territorio, ovvero in particolare Economia aziendale e Scienze e tecnologie multimediali (con una vocazione più internazionale e legata allo sviluppo software), rinunciando invece a Ingegneria meccanica. Il sindaco si attende inoltre sviluppi positivi dagli accordi di confederazione tra le università di Udine e Trieste, recentemente benedetti dal ministro dell’istruzione Profumo. Giovanni Del Ben apprezza le ipotesi di presenza rafforzata di Pordenone nell’ambito di una università federata del Friuli. Chiede infine un forte sostegno anche per i corsi di formazione infermieristica (VIDEO).

19.45 – Interrogazione 4/2012 del consigliere Orsola Chiaradia (Il Fiume) sul decoro della Sala Rossa del Municipio, utilizzata tra l’altro per la celebrazione di matrimoni civili. Risponde l’assessore Flavio Moro, che riconosce il problema, da lui stesso sollevato. L’amministrazione ha già provveduto ad alcuni interventi minori, facendo sparire apparecchiature obsolete o inutili, ma si propone di abbellire ulteriormente l’ambiente con piante (necessariamente fine) e quadri. Più costoso cambiare le sedie in dotazione, che vengono indicate come il vero punto debole della sala. Pienamente soddisfatta la proponente (VIDEO).

19.50 – Si passa alla delibera 5/2012 sulla riqualificazione di via Cappuccini, già adottata in ottobre e rispetto alla quale non sono giunte opposizioni o contestazioni. L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo ricapitola il percorso della variante e ne chiede la definitiva approvazione (VIDEO). Emanuele Loperfido (Pdl) chiede conferma sull’investimento richiesto, stanti alcune indicazioni difformi tra la documentazione e quanto comparso sui giornali (VIDEO dal minuto 1:35). L’assessore ai Lavori pubblici Renzo Mazzer spiega che il dettaglio delle opere e i relativi costi saranno presentati in un secondo tempo rispetto alla preventiva approvazione della variante, ma che la difformità delle cifre dipende dal fatto che si consideri l’intervento totale previsto inizialmente (oltre due milioni di euro) o soltanto la parte effettivamente in discussione (dal cavalcavia ferroviario all’incrocio di via San Vito) - (VIDEO dal minuto 2:20). Loris Pasut (Il Ponte) presenta un filmato e una planimetria a supporto della sua proposta di rivedere il piano considerando un anello circolatorio a senso unico che potrebbe abbattere in modo significativo il traffico, superando la necessità di intervenire in modo costoso. Non si dichiara contrario al piano in sé, ma chiede di sperimentare l’ipotesi per un breve periodo e vedere se sia effettivamente utile a superare le criticità della zona (VIDEO). Michele Quaia (Il Fiume) non chiude alla sperimentazione dell’anello, ma da residente esprime alcune perplessità sugli effetti sulla velocità degli autoveicoli (VIDEO). Riccardo Piccinato (Lega Nord), anche lui residente nella zona, rinnova la completa contrarietà sull’intervento, che non risolverà a suo parere la congestione di via Cappuccini. A sostegno della sua opinione denuncia la scarsa pubblicità dell’opera rispetto ai cittadini, la progettazione non soddisfacente della fognatura, la pericolosità della pista ciclabile mista che ne deriverebbe e delle soluzioni individuate per evitare l’abbattimento degli alberi (VIDEO). Sandro Del Santo (Pd) ricorda invece la partecipazione numerosa alle assemblee pubbliche e la pericolosità della situazione più volte denunciata dai cittadini, che giustifica l’urgenza dell’intervento (VIDEO). Giuseppe Pedicini (Pdl) ricorda come questa sera si parli soltanto della variante urbanistica e non ancora il progetto dell’intervento (che peraltro non necessita di per sé di un passaggio in Consiglio). Al consigliere Del Santo, di cui pure dichiara di apprezzare l’impegno, dice che resterà deluso se pensa che questo progetto risolva i problemi giustamente sollevati, perché non tocca minimamente i flussi di traffico, che resteranno gli stessi, mentre non garantirà nemmeno i parametri minimi di sicurezza perché non vi sono gli spazi necessari. Ironizza sulla necessità di un mobility manager pagato 60.000 quando una maggioranza che governa da 10 anni dovrebbe avere ormai le idee chiare su come affrontare i problemi cittadini (VIDEO). Walter De Bortoli (Pdl) si chiede a che cosa serva prevedere piste ciclabili e percorsi pedonali, se poi chi passa in zona viene esposto all’inquinamento provocato dal traffico. Sottolina a sua volta la necessità di ridefinire i flussi, ma al contrario di Pedicini dichiara di apprezzare l’iniziativa dell’amministrazione di nominare un mobility manager. A maggior ragione però sarebbe necessario attendere che l’incaricato dia le sue indicazioni, senza cominciare a intervenire disperdendo investimenti. Marcello Passoni (Pd) chiede al centrodestra, invece di discutere gli interventi di messa in sicurezza cittadini, di promuovere in Regione il reperimento di fondi per la costruzione delle bretelle che risolverebbero i problemi del traffico pordenonese. Roberto Freschi (Vivo Pordenone) discute la proposta alternativa di Pasut ragionando sul fatto che, se venissero interessate un maggior numero di strade attualmente non dotate dei sottoservizi e delle misure di sicurezza necessarie, i costi diventerebbero perfino maggiori rispetto al progetto in discussione. Rispetto alla messa in sicurezza della situazione esistente, invece, il progetto proposto è sufficiente e necessario (VIDEO). Sergio Bolzonello (Il Fiume) apprezza il tono del dibattito, che a suo parere conferma la necessità di un intervento in via Cappuccini. Il vero problema non è tanto la messa in sicurezza, quanto il collegamento del quartiere alla città, che viene messa in pratica anche (ma non solo) attraverso questo genere di interventi. Chiede alla giunta dunque se il percorso iniziato ormai un anno fa abbia dato frutti ulteriori oltre alla semplice adesione o contrarietà a un progetto viabilistico, perché l’intervento viabilistico è soltanto un anello di una catena di interventi a favore di questa visione. Imputa alla giunta un certo immobilismo rispetto alla viabilità e chiede che la giunta accompagni questi progetti con una visione più ampia dei progetti che propone. Non sarà possibile abbassare ancora per lungo tempo il numero delle auto nella zona, ma l’intervento di oggi può essere funzionale a un progetto ampio di relazione del quartiere con la città, come accaduto in passato in via San Quirino e in via Interna (VIDEO). Gianni Zanolin (Il Ponte) parte dal presupposto che via Cappuccini è impropriamente un asse di penetrazione in città, ma  non è attrezzata per questo scopo. Questo progetto cambia questo scenario? No, dice il consigliere. Cambia in meglio la vita del quartiere? Non ne siamo ancora convinti, dichiara. Mentre in via San Quirino l’intervento ha avuto il merito di rivitalizzare il piccolo commercio, in questo caso non porterà miglioramenti. Il merito della proposta di Pasut è spostare il ragionamento portandolo da una questione di viabilità a una questione di traffico. Non è affatto certo, peraltro, che le risorse saranno sufficienti per completare anche il secondo lotto dell’intervento: meglio riflettere che avviare un progetto che resterebbe incompiuto (VIDEO). Comincia il secondo giro di interventi. Bolzonello (Il Fiume) completa il suo ragionamento precedente dicendosi tranquillo sulla disponibilità di finanziamenti. Ricorda che è necessario considerare nella visione anche via Cappuccini alta. Piccinato (Lega Nord) risponde a Del Santo, specificando di non aver mai messo in discussione la necessità di intervenire sull’area, ma solo la modalità. Trova inopportuno intervenire su una via così importante per la viabilità un attimo prima di avere il piano del mobility manager. A Passoni risponde che nemmeno la sua parte politica è riuscita a suo tempo ad agire sull’amministrazione Illy per ottenere i finanziamenti per la bretella. Dichiara infine il voto contrario del suo gruppo (VIDEO). Pasut (Il Ponte) apprezza il livello del dibattito, ma ribadisce le sue perplessità rispetto alle intenzioni dell’amministrazione. A Passoni, che lo accusa di aver presentato proposte fuori tempo massimo, ricorda di averne parlato già in passato nelle sedi opportune. Il voto della sua lista sarà contrario (VIDEO). Del Ben, richiamando la discussione già maturata in occasione dell’adozione della variante in ottobre, afferma che la giunta non è stata convincente nel tentativo di superare le criticità già evidenziate nel progetto né ha fornito una visione globale degli interventi sul quartiere. Chiede che il progetto possa essere discusso almeno in commissione, prima di diventare esecutivo (VIDEO). Interviene l’assessore Mazzer, che difende un  progetto “che non ha trovato opposizioni nei diretti interessati, ovvero i residenti”. Ricorda il modo in cui l’intervento è cresciuto nel corso dei tre incontri con gli abitanti del quartiere, a cui probabilmente seguirà un quarto per presentare il progetto definitivo (e magari discutere la proposta alternativa di Pasut) – (VIDEO). Alle ironie sulla necessità di un mobility manager il sindaco Pedrotti risponde imputando ai consiglieri la “sindrome da commissario tecnico della nazionale”: richiama con forza la necessità di un professionista specializzato, come a suo tempo si era reso necessario per le opere idrauliche a salvaguardia della città, e dice che la giunta sarà felice di condividerne le indicazioni quando saranno disponibili (VIDEO, dal minuto 10:50). Elio Rossetto (Pd) apprezza le aperture da parte dell’amministraione e la ricchezza del dibattito, auspicando tuttavia che altrettanta partecipazione si registri anche in commissione. Si augura che la proposta di Pasut possa essere discussa, ma si dice scettico sulla possibilità di mettere in sicurezza le vie interessate (VIDEO). Piccinato (Lega Nord) insiste nuovamente, dopo le risposte dell’assessore, sulla possibilità di preferire la sicurezza alla conservazione di alberi peraltro malati e sottoposti a cure costose. Ribadisce il voto negativo del suo gruppo (VIDEO dal minuto 6:15). Pedicini (Pdl) prennuncia il voto contrario del Pdl, ricordando al sindaco che se gli studi specialistici fossero sufficienti allora la passata amministrazione avrebbe dovuto ampiamente risolvere il problema del trasporto pubblico, dopo che due analisi da 70.000 e 100.000 euro avevano a più riprese studiato la situazione (VIDEO dal minuto 7:45). Zanolin (Il Ponte) legge nelle parole del sindaco ulteriore imbarazzo e perplessità, perché a suo modo di vedere il tecnico non deve dire al politico che cosa fare il politico, ma sottoporre a vaglio tecnico la fattibilità delle scelte e delle visioni politiche. Apprezza invece le aperture espresse dall’assessore Mazzer rispetto al percorso progettuale. Il voto del Ponte resta negativo (VIDEO dal minuto 10:15). Bolzonello (Il Fiume) preannuncia voto positivo e sostegno al progetto, ribadendo la necessità di passaggi politici condivisi. Suggerisce che i tecnici prendano in considerazione le sollecitazioni emerse nel dibattito di questa sera, rispetto per esempio al commercio o alle scuole. Caldeggia uno studio sulla mobilità che esprima non righe per terra, ma una visione della città e del suo sviluppo, allo stesso modo in cui dovrà farlo il piano strategico dell piano regolatore. Assicura sostegno della maggioranza in questo percorso lungo e condiviso (VIDEO dal minuto 14:00). Del Ben (Idv/Sel/Lista Del Ben) ricostruisce le tappe del dibattito di questa sera per arrivare a confermare il voto contrario del suo gruppo rispetto alla pochezza del piano (VIDEO dal minuto 19:20). Si apre infine la votazione: la delibera passa con 25 voti a favore e 13 contrari (VIDEO).

22.00 – Si passa alla mozione urgente di solidarietà “ai nostri marò imprigionati in India”. Il consigliere Emanuele Loperfido ricostruisce la vicenda, fin dalla scelta del governo di tutelare le navi mercantili italiani con l’intervento della Marina. Inserisce il dibattito nella necessità di tutelare gli investimenti italiani all’estero, comprendendo anche il caso di Lamolinara, imputando mancanze sia allo Stato che all’Unione europea. Un problema che coinvolge sia le grandi aziende che hanno i mezzi per tutelarsi, ma a maggior ragione le piccole aziende che hanno bisogno di assistenza. La solidarietà del Comune di Pordenone, dice, esprimerebbe sostegno agli italiani che all’estero si danno da fare per tenere a galla l’economia e dare credibilità al nostro Paese. Dà infine lettura della mozione, che prevede diversi impegni espliciti dell’amministrazione a solidarietà dei due marinai, tra cui l’esposizione del manifesto che già la Provincia espone nella sua sede (VIDEO). Giuseppe Perrone (Pd) si dice particolarmente colpito dalla vicenda, conoscendo personalmente i due marinai coinvolti, perché si trovavano in missione con l’Ariete (di cui Perrone è stato colonnello) a Nassiriya. Si aspettava di veder ritirata la mozione dopo la comunicazione del sindaco sulla solidarietà espressa al reggimento San Marco e giudica il documento proposto condito di “retorica patriottarda” la mozione, chiedendo per esempio che si finisca di chiamarli “ragazzi”, quando sono soldati, professionisti, persone che svolgono un servizio per il paese, o che li si definisca “rapiti” quando sono invece detenuti secondo le leggi di uno Stato democratico. Affronta in modo molto critico la storia delle missioni all’estero decise dal “venditore di Arcore”, imputando a imprenditori con pochi scrupoli e scarsa prudenza incidenti come quello accaduti in India, sollevando crescenti e rumorose reazioni dai banchi del centrodestra. Perrone non ha dubbi che si debba esprimere solidarietà alla vicenda dei due marinai, ma non nel modo spettacolarizzato che si vorrebbe. Contropropone una serie di modifiche alla mozione per renderla più sobria ed efficace (VIDEO). Riccardo Piccinato (Lega Nord) prende spunto per un lungo attacco al governo dei tecnici e alle istituzioni europee, che finisce con un sostegno aperto a due persone che erano lì a compiere il loro lavoro (VIDEO). Alberto Rossi (Api), in una mozione d’ordine, biasima la piega politica che ha preso la discussione, se ne chiama fuori e chiede il ritiro della mozione per evitare di fare una figuraccia su questo argomento (VIDEO). Il presidente Bernardi chiede ai presidenti dei gruppi di esprimersi sulla continuazione dei lavori, stante anche il raggiungimento dell’orario limite. Il Consiglio sembra propendere per l’interruzione, quando prende la parola Bolzonello che trova improponibile chiudere in modo meno che dignitoso su una mozione del genere e chiede che si proceda in modo rapido e civile con il dibattito. Pedicini chiede che allora si voti la mozione e non si discutano gli emendamenti. Pedrotti prova a raffreddare gli animi riportando la differenza tra la mozione e la versione emendamendata alla scelta di esporre il manifesto oppure di limitarsi alla riproduzione del simbolo del reggimento San Marco sul sito del Comune, e chiede ai consiglieri ragionevolezza. Dal Mas apprezza la proposta del sindaco, ma trova difficile trovare intesa su una disponibilità così limitata e insiste per continuare. Pedrotti insiste, accetta anche la richiesta di pubblicare le foto dei due marinai sul sito, ma chiede di chiudere necessariamente questa sera. Dal Mas accoglie a nome del suo gruppo la proposta del sindaco, insistendo sul carattere super partes della solidarietà alla vicenda di fronte a troppi sospetti di strumentalizzazioni (VIDEO dal minuto 1:10). L’amministrazione fa infine propria la mozione e il presidente Bernardi dichiara sciolta la seduta (VIDEO), tra i malumori di alcuni consiglieri di centrodestra che ancora aspettavano di dare il loro contributo al dibattito.

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IN SINTESI. Una formalità urbanistica (l’approvazione di una variante già abbondantemente discussa quattro mesi fa e priva di osservazioni) dà vita a oltre due ore di discussioni sul futuro e ancora non definitivo piano di messa in sicurezza di via Cappuccini. Di fatto una replica del dibattito di ottobre, nella quale è spiccato il richiamo nei confronti della giunta a una maggiore visione e incisività sul piano della mobilità giunto dal banco di maggioranza dell’ex sindaco Bolzonello. Sulla mozione di solidarietà ai marinai italiani arrestati in India il Consiglio è andato vicino a una figuraccia internazionale, superata in extremis da un compromesso tra il sindaco Pedrotti e il gruppo di centrodestra: solidarietà sarà (ed è stata peraltro già espressa nei giorni scorsi dall’amministrazione), mentre i volti dei due marinai coinvolti saranno esposti soltanto sul sito web del Comune di Pordenone.

Consiglio comunale del 27 febbraio

Questa sera alle 18 si riunisce in Municipio il Consiglio comunale. Dovrebbe essere l’incontro decisivo per la discussione, a lungo rimandata, sull’abuso edilizio di piazza Costantini. In programma anche interrogazioni e la mozione contro l’incenerimento dei rifiuti urbani residui.

L’Arca di Naon seguirà i lavori in tempo reale.

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18.30 – Il presidente Bernardi apre la seduta e rende conto delle interrogazioni che hanno avuto risposta scritta. Il sindaco Pedrotti non ha comunicazioni. La conferenza dei capigruppo ha deciso di iniziare con l’esame delle interrogazioni per mezzora, quindi si aprirà la discussione sulla mozione 11/2011 (abuso di piazza Costantini) fino al tempo limite delle 24 (VIDEO).

18.35 – La prima interrogazione è di Francesco Giannelli (Gruppo misto) sulle modalità di accesso al cortile delle scuole elementari Gabelli (77/2011), a causa della ritardata apertura del cancello da parte della scuola. Risponde l’assessore all’istruzione Chiara Mio riferendo la scelta della direzione scolastica di mettere in sicurezza l’entrata dei bambini a scuola. La soluzione proposta, che non accetta la proposta fornita da Giannelli in allegato all’interrogazione, è di limitare il parcheggio a una porzione specifica del cortile mantenendo l’attuale ingresso carraio e spostare l’ingresso pedonale dei bambini sul lato destro dell’edificio, in corrispondenza del monumento ai Caduti. Giannelli si dichiara totalmente insoddisfatto dalla soluzione proposta (“all’italiana”) e contesta le scelte della dirigente scolastica. “Nessun bambino si è mai fatto male alle Gabelli finché sono entrate le macchine”, dice Giannelli, che insiste sul fatto che sarebbe bastato tracciare meglio i percorsi e i parcheggi, distanziando di poco il passaggio pedonale (VIDEO).

18.45 – Si passa all’interrogazione successiva, la 78/2011, sempre di Giannelli, sul rispetto del regolamento di igiene da parte della Gea, in particolare per quanto riguarda tempi e rumorosità dello spazzamento e del recupero rifiuti in centro città. Risponde l’assessore Nicola Conficoni, spiegando scelte e vincoli dell’attività di pulizia della città (che inizia alle 5.30). Giannelli si dichiara insoddisfatto, che insiste sul fatto che spostando di qualche ora la pulizia si arrecherebbe minor fastidio ai residenti senza ostacolare la vita della città. Cita l’articolo 38 comma 7 del regolamento d’igiene del Comune, che a suo parere vieterebbe la raccolta prima delle 7 di mattina (interpretazione contestata dall’assessore Conficoni) (VIDEO).

19.00 – Interrogazione 86/2011 di Riccardo Piccinato (Lega Nord) sui problemi di viabilità in corrispondenza di un complesso commerciale in viale Venezia, nel frattempo parzialmente risolto da alcune modifiche seguite a un nuovo insediamento nella zona. Spiega l’assessore alla sicurezza Flavio Moro che in seguito a un sopralluogo è stata migliorata la segnaletica relativa agli ingressi alle attività commerciali e la situazione sarà monitorata per studiare ulteriori miglioramenti. Piccinato replica prendendo atto che l’assessore per primo dichiara che il problema non è risolto né si fa cenno a specifici controlli (VIDEO).

19.05 – Si passa all’attesa mozione 11/2011 sull’abuso edilizio di piazza Costantini. Prende la parola a nome dei proponenti – sostanzialmente l’intera minoranza, con l’esclusione di Giannelli – Giovanni Zanolin (Il Ponte), che inquadra il problema nell’ambito più vasto della crisi dei piccoli proprietari immobiliari e nella necessità che il Comune garantisca gli equilibri, non consentendo sbilanciamenti di offerta e non permettendo che capitali di provenienza incerta si prendano eccessivi spazi. “C’è stato un lungo scambio in dare e avere tra il Comune e i costruttori”, ricostruisce il consigliere, che poi imputa al Comune di aver accettato i calcoli dei progettisti senza valutazione critica. Zanolin parla di scardinamento del piano urbanistico per la zona, di avvicinamento dei candidati sindaci da parte della proprietà durante la campagna elettorale, di festa alla presenza di un assessore in piena campagna, di una giunta (Bolzonello II) tenuta all’oscuro dell’effettiva cubatura della nuova costruzione, di passaggi oscuri alla stessa direzione politica del Comune (la famosa “intelligenza” a cui Zanolin ha spesso fatto riferimento durante la vicenda). Zanolin ammette il suo errore politico nel non aver riconosciuto per tempo il problema che stava prendendo corpo, ma afferma che oggi bisogna essere ciechi per non riconoscerlo e non coglierne la gravità, biasimando il sindaco Pedrotti per le sue dichiarazioni recenti a garanzia del personale comunale che avrebbe partecipato a un pranzo nel cantiere. Conclude prospettando altre fasi di questa e altre vicende (VIDEO).

19.20 – Interviene il consigliere Giannelli, la cui dichiarazione era già stata in buona parte anticipata nei giorni scorsi sul Gazzettino. “Così trattata la vicenda a mio avviso non riveste alcuna importanza per i cittadini e l’ex assessore Zanolin ha infiammato più e più volte il consiglio comunale e la stampa non rendendosi conto che la sostanza della faccenda investiva un problema culturale, meglio, architettonico”, spiega Giannelli. “A mio avviso il consigliere Zanolin avrebbe dovuto verificare se in quell’intervento, data la dimensione e la posizione della costruzione, erano state inserite funzioni tali da generare un fatto urbano e se avessero stimolato l’azione dei cittadini che si concretizza nell’acquisto di negozi, uffici ed abitazioni, sdoganando quindi l’iniziativa immobiliare dalla mera speculazione edilizia”. Liquida la festa coi dipendenti comunali come la celebrazione di una bella iniziativa, peraltro legata a un artista portato in città dallo stesso Zanolin. “Chi può permettersi di dire che gli uffici tecnici non hanno controllato? Se uno ravvisa un fatto penale va dal procuratore, altrimenti è vergognoso mettere in dubbio l’operato dei funzionari comunali”. E sempre a Zanolin, definito santone di nuovi stili di vita: “Per cambiare stile di vita non bisogna diminuire i cubi, ma migliorare l’architettura” (VIDEO).

19.35 – Francesco Ribetti (Pdl) sostiene che prima che una questione tecnica è un problema di ascoltare la gente e ricorda come già al tempo si era fatto interprete delle perplessità degli abitanti della zona. “Se degli errori ci sono stati, sono a monte. Di chi ha voluto riempire la città di cemento in ogni suo ambito”, dice il consigliere, a cui sembra sufficiente oggi la determinazione dell’amministrazione nell’identificare e perseguire l’abuso. “Mi è spiaciuto vedere sul giornale le foto del personale del Comune, la cui professionalità non meritava di essere messa in discussione per due costine”, aggiunge Ribetti. Chiede infine all’amministrazione di valorizzare l’esistente e incrementare i controlli sullo stato delle abitazioni meno recenti, prima che favorire la costruzione di nuovi edifici (VIDEO).

19.45 – Pedicini (Pdl) affida il suo pensiero alla lettura integrale di un editoriale di Giuseppe Ragogna pubblicato sul Messaggero Veneto alcune settimane fa. Quindi legge una mail di un pordenonese che si dice deluso dalle istituzioni. Conclude invitando l’amministrazione a considerare in modo più serio coerente la questione, perché avrebbe inciso seriamente sulla popolazione (VIDEO).

19.55 – Loris Pasut (Il Ponte), palando di crisi dei partiti e di un corpo sociale indifferente alla malattia, auspica che la vicenda sia l’occasione per un salto culturare che recuperi anche la fiducia della gente. Non accetta la superficialità con cui il sindaco in primis ha liquidato la presenza al pranzo con i costruttori di funzionari a cui sono demandate responsabilità. Il grave, dice Pasut, non è l’abuso edilizio: è la normalizzazione degli atteggiamenti. Chiude citando Clodio, Pompea e Cesare, per dire che non basta l’onestà, serve anche l’apparenza dell’onestà. Il problema, dice, è l’assoluta mancanza di onestà etica e deontologica che viene passata come normale, che nella foga dell’intervento si spinge ad avvicinare a quella del capitano della nave da crociera affondata al Giglio (VIDEO).

20.00 – Mozione d’ordine di Pedicini (Pdl), che contesta la gestione del presidente della questione come mozione (in tempi e numero di interventi), nonostante fosse stata presentata sotto forma di ordine del giorno. Bernardi cita le decisioni della conferenza dei capigruppo, a cui intende attenersi. Pedicini contesta il potere che il presidente dà a un organo che potere non ha e chiede una risposta a verbale da parte del Segretario generale sulla sua richiesta. Chiamato in causa, il segretario Paolo Gini cita a sua volta la decisione all’unanimità della conferenza capigruppo, contestato con forza dalle opposizioni. Piccinato ricorda come in quell’occasione né lui né altri hanno deciso nulla. Dopo diversi scontri verbali, che non portano ad alcuna modifica delle modalità di dibattito, si riprende con gli interventi (VIDEO).

20.10 - Riccardo Piccinato (Lega Nord) riscrive l’etimologia di “ecomostro”, imputando la mostruosità più che all’ecologia alle scelte economiche che portano a costruire ancora nonostante una crisi evidente sottovalutata dalle scelte di pianificazione delle ultime amministrazioni. Ricorda le dichiarazioni a caldo del sindaco Pedrotti, dell’ex sindaco Bolzonello e dell’assessore Toffolo, che incitavano provvedimenti drastici, denunciando che le soluzioni poi intraprese hanno deluso le attese e forse sottostimato la gravità della situazione. Dopo essersi lanciato in curiose misure urbanistiche per punire l’abuso (come varianti da approvare in tempi record per ridefinire la questione), incita a sua volta l’amministrazione a preferire il recupero delle costruzioni esistenti (VIDEO).

20.15 - Elio Rossetto (nuovo capogruppo del Pd, dopo le dimissioni dal ruolo di Fausto Tomasello), dichiarando opinabile il concetto di bello o brutto, si spende a favore dell’operato e delle scelte delle amministrazioni comunali. Cita le opere di urbanizzazione che valorizzeranno la piazza, riporta l’altezza dell’edificio entro le altezze previste per la zona, chiama limpide le procedure seguite dal sindaco, dall’amministrazione e dagli uffici tecnici, che si sono concluse con una pena pecuniaria per l’abuso certificato. Denuncia piuttosto le mancanze del progettista dell’immobile e si augura seri provvedimenti nei suoi confronti da parte del suo ordine professionale: “ha preso in giro un po’ tutti”. Si augura toni meno aspri nella polemica politica, auspicando almeno che ne vengano tenuti fuori i dipendenti comunali (a cui esprime la solidarietà del Pd) (VIDEO).

20.30 – Alberto Rossi (Api) chiude la questione sulla mozione d’ordine, ricordando come la scelta dei capigruppo fosse stata di inquadrare l’ordine del giorno nei termini della mozione. Quindi apre il suo intervento dichiarando sostanzialmente già chiuso il fatto, in seguito alla multa comminata dal Comune per l’abuso. Vuole però sottolineare la gestione politica della vicenda: alle dichiarazioni di indignazione dell’amministrazione attraverso il suo massimo rappresentante politico non sono seguiti poi scelte apparse in linea con lo sconcerto. Denuncia quindi “un cortocircuito grave tra rappresentanza politica e infrastruttura tecnica del Comune”. Sottolinea come negli ultimi anni sia avvenuto uno spostamento di cubature dalla disponibilità dei cittadini ad alcuni grandi insediamenti. L’intervento di Rossi si chiude con un battibecco con il suo vicino di banco Giannelli, che lo riprende per le imprecisioni urbanistiche del suo intervento (VIDEO).

20.45 – Emanuele Loperfido (Pdl) definisce la giunta “del cemento e dei condoni”. Ecco, dice, come i tecnici sono in grado di deturpare una città quando non c’è una guida politica in gradi di guidare lo sviluppo. Immagina i progettisti ridere di fronte alla ridicola entità della multa, a fronte dei guadagni che l’abuso ha procurato loro. Richiama l’amministrazione ad ascoltare di più e meglio i cittadini, a cui l’impatto dell’edificio è sempre stato chiaro, così come l’entità di immobili invenduti. Auspica un piano regolatore “a cubi zero”, sull’esempio di Udine che pure sembrerebbe aver superato i limiti di legge a cui spesso ci si appella. Denuncia una classe politica non credibile: perché oggi dovrebbe esserci una svolta annunciata a più riprese già in passato? (VIDEO)

20.55 – Roberto Freschi (Vivo Pordenone) plaude alla ricostruzione di Rossi riguardo alla ricostruzione delle decisioni della conferenza dei capigruppo sulla mozione in esame. Sottolinea come la mozione in realtà non discuta affatto l’abuso in sé, ma indichi una serie di suggerimenti che dovrebbero essere recepiti nel regolamento edilizio comunale sulla scorta dell’esperienza maturata in questa vicenda. Constata l’amarezza dell’amministrazione e dello stesso Consiglio riguardo agli esiti della procedura di verifica e sanzione dell’abuso, che deve spingere a guardare in modo critico ma costruttivo agli strumenti edilizi che la città si è data in questi anni. Nello stesso tempo riconosce l’ispirazione di quegli strumenti regolamentari, che hanno tentato per molti versi in modo efficace di combattere la frammentazione e il basso livello del patrimonio edilizio cittadino. Riconosce infine serietà e precisione ai tecnici comunali che hanno seguito la pratica (VIDEO).

21.05 – Sandro Del Santo (Pd) legge un brano da un articolo del Gazzettino dei tempi in cui venne approvato il piano di piazza Costantini, dove veniva citata una dichiarazione di Giuseppe Pedicini che apprezzava il lavoro dell’amministrazione. Si stupisce che la discussione sia andata molto lontano dallo scopo della mozione. Auspica che il lavoro fatto in questi mesi in Commissione, dove l’abuso è stato ampiamente analizzato e discusso con consapevoli apprezzamenti da parte dell’opposizione, non venga azzerato dalla discussione in Consiglio. “Evidentemente le Commissioni non garantiscono adeguato palcoscenico”, conclude. Ricorda e sostiene le parole di Pedrotti in Commissione che ipotizzava una revisione del regolamento edilizio per venire incontro all’esperienza maturata in questa occasione, così come nella scelta di un’automobile si adeguano con frequenza gli standard di impatto ecologico (VIDEO).

21.10 – Dario Zanut (Il Fiume) apprezza l’onestà intellettuale dimostrata dall’amministrazione in questa vicenda, che ha sanzionato l’abuso attenendosi ai termini di legge anche di fronte a un clima ambientale difficile. Ammette tutt’al più qualche errore, ma non certo il “dare avere” citato da Zanolin. Riconosce come buon risultato quello perseguito dall’attuale regolamento, quando proprio i palazzi circostanti che si vogliono tutelare sono i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico in città. Auspica che si arrivi presto a un piano regolatore nuovo, ma non certo per assecondare la vicenda mediatica di un abuso (VIDEO).

21.20 – Walter De Bortoli (Pdl) inizia con un invito a Nisco Bernardi di rispettare di fronte a obiezioni procedurali i consiglieri di cui è presidente e garante. Riguardo alla vicenda si rammarica che la città sia data in mano a progettisti che, evidentemente distratti dalle grigliate, non danno forma in modo responsabile alla nostra città. Imputa la scarsa appetibilità degli immobili in centro città alle scelte delle ultime amministrazioni, che non hanno favorito la viabilità e i parcheggi. Si chiede come sia possibile che un intervento ecologicamente corretto consenta di realizzare ampie cubature in più, non è un messaggio che si possa dare ai pordenonesi. Serviva ai pordenonesi questa nuova struttura, benché ecologica? Eppure altrove si demolisce senza tanti scrupoli, si autorisponde De Bortoli, citando realtà come New York. E tuttavia la scelta non è quella di chi indica lo stop a tutte le costruzioni (De Bortoli si riferisce a una proposta delle minoranze di centrosinistra), come quando prima si danno le pensioni a tutti e poi si bloccano anche a chi ha diritto? Bisogna fare scelte adeguate e di buon senso, è l’opinione del consigliere di centrodestra (VIDEO).

21.30 – Mauro Tavella (Nuova Pordenone) apprezza le risposte date dal sindaco e dall’amministrazione già in Commissione, ma si chiede che cosa ne pensi la gente di fronte alla confusione che ha contraddistinto questa vicenda e al tempo che ha assorbito nella vita politica cittadina. “Lei sindaco ci ha illuso”, riferendosi alle prime dichiarazioni di Pedrotti di fronte alla scoperta dell’abuso e alla volontà di procedere con soluzioni esemplare. Alla maggioranza imputa deficit di coinvolgimento nella gestione consiliare di questa vicenda. Riconosce all’inedito “G9″ (le minoranze firmatarie) di aver sollevato la questione, riconosce ai nuovi eletti di non avere sostanziali responsabilità politiche e cita i consiglieri che invece erano presenti quando sono stati votati i piani per la zona di piazza Costantini. Infine fa presente che forse i vigili urbani potrebbero occuparsi meno di contravvenzioni sul ring e più di verifiche nei cantieri (VIDEO).

21.35 – Giovanni Del Ben (Sel/Idv/Lista Del Ben) si dice dispiaciuto per come una questione importante sia stata gestita nell’ordine dei lavori, seppure probabilmente a termini di regolamento. Inizia l’esame della vicenda a sua volta dalle dichiarazioni a caldo del sindaco Pedrotti di fronte all’abuso. “Non voglio che Pordenone diventi la Casa di cura ‘Qui Si Sana’”, ironizza. Non è possibile, dice, che di fronte a un edificio che sale nessuno si senta in dovere di verificare. Abbiamo sconvolto gli equilibri: di una piazza abbiamo fatto un palazzone. Discute il modo in cui i regolamenti hanno permesso di sanare l’abuso e chiede all’amministrazione di dare un chiaro segnale di discontinuità. Elenca le proposte contenute nella mozione in corso di discussione, che comprendono modifiche regolamentari e censimenti delle aree a rischio in città (VIDEO).

21.45 – Mario Bianchini (Il Fiume) chiede ai colleghi di non fare demagogia: la legge non ha permesso di procedere con misure più severe. Abbiamo tratto esperienza per il futuro, dice, ora basta. Definisce illazioni quelle dei consiglieri che hanno sollevato la questione, richiedono all’accusato di produrre le prove. Rigira a Pedicini le accuse contenute nell’email letta nel corso del suo intervento: questo è il risultato delle vostre azioni, commenta. È rancore, sostiene: il rancore di aver perso le elezioni. I cittadini sono disorientati di fronte agli attacchi strumentali di questi mesi: “avete fatto bene a spingere l’amministrazione a controllare, ma poi vi siete spinti oltre, diciamo no a questa macchina del fango” (VIDEO).

21.50 – Marcello Passoni (Pd) rivendica le scelte politiche fatte in passato sull’area e suggerisce che il senso dell’intervento in piazza Costantini si potrà valutare soltanto a costruzione finita: “era come Beirut, prima”. Richiama i consiglieri al rispetto dell’istituzione, invitandoli ad andare in Procura se hanno le prove di fatti gravi. Concentriamoci sulle regole per il futuro, è l’invito finale del consigliere Passoni (VIDEO).

22.00 – L’assessore all’urbanistica Martina Toffolo rende conto al Consiglio nei dettagli dell’intera vicenda, dal momento della segnalazione dell’abuso alla determinazione della sanzione secondo i parametri di legge (nello specifico 38.988,37 euro). Dà conto della scelte urbanistiche degli ultimi anni, smentendo numeri alla mano le accuse di cementificazione (i cubi, secondo i dati, sono nettamente calati da quando lei è titolare dell’urbanistica). Ai consiglieri dell’opposizione che la interrompono, chiedendole la rilevanza dei suoi argomenti rispetto ai punti della mozione risponde: “la stessa che hanno avuto i vostri interventi finora”. Riafferma la necessità di distinguere due piani: quello delle previsioni di legge e quello di una città che si sente sfregiata da una illegalità inammissibile, da un vulnus irreparabile. Rigetta tutte le accuse di ingenuità o inopportunità dei comportamenti suoi personali o dei dipendenti comunali, spiegando i dettagli delle occasioni contestate in queste settimane da alcuni consiglieri di opposizione e riaffermando la sua trasparenza nel mettere la faccia in ogni evento rilevante per la città. Invita una volte per tutte i consiglieri Zanolin e Pasut – “l’esempio di come condividere orizzonti ideali e diverse cene possa non contare più nulla nel giro di una stagione” – a portare le prove di eventuali illeciti in loro possesso in Pretura o altrimenti a cessare questa campagna di delegittimazione, non avendo comunque nulla da temere. Infine risponde nel merito ai quattro punti sollevati dalla mozione, illustrando come l’amministrazione già procede sistematicamente a controlli nei cantieri cittadini, perché il rispetto di leggi nazionali e regionali in materia sostanzialmente impedisca di recepire le proposte della minoranza e infine come sia stata già prevista con la variante 77 l’identificazione e la possibile acquisizione delle aree private a uso pubblico (SLIDE) (VIDEO).

 

22.35 – Prende la parola il sindaco Pedrotti, in un intervento tutto giocato sulla parafrasi di titoli di film: braciola connection, le vite degli altri, le mani sulla città. Il tutto per affermare uno stile che rifiuta la svolta basata su sospetti e illazioni che questa vicenda ha avuto. Infine rigetta con disappunto il sospetto generato da un’affermazione del consigliere Del Ben, secondo cui la “tecnostruttura” del Comune sarebbe stata traviata dalla piovra politica (VIDEO).

22.40 – Mara Piccin (Lega Nord) si chiede che cosa avrebbe dovuto fare l’opposizione di fronte a quanto accaduto, se non andare a fondo nella questione. Ringrazia per la correttezza l’amministrazione nel dar conto dell’iter in tutte le sue fasi, ma riafferma il ruolo dell’opposizione che va a fondo senza dietrologie (VIDEO).

22.50 – Cominciano le dichiarazioni di voto. Pedicini (Pdl) biasima la gestione del dibattito da parte di maggioranza e giunta, che sceglie di intervenire a posteriori nel dibattito e nega alle opposizioni lo spazio per discutere nel merito. Sottolinea come le motivazioni fornite non convincano né i consiglieri né tanto meno i cittadini. Contesta la datazione dell’abuso da parte dell’assessore Toffolo, che risale a ben prima della denuncia di Zanolin e Pasut e investe in pieno anche la campagna elettorale. Il voto di Pedicini sarà a favore (VIDEO).

22.55 – Zanolin (Il Ponte) imputa al sindaco di non aver colto il clima ideale in cui tutta questa vicenda è avvenuta, motivo per cui evitare ogni sodalità con gli interessi privati può generare soltanto imbarazzi. Inoltre in questo modo dà l’impressione ai cittadini che non ci siano strumenti di tutela rispetto all’interesse generale. Ogni rilassatezza in questo campo diventa più grave perché non ci troviamo più di fronte a semplici costruttori, ma a un paese soggetto all’ingresso formidabile di capitali di dubbia provenienza. Contesta le motivazioni addotte per giustificare 30.000 cubi come superamento del degrado della vecchia piazza. Questa nuova situazione genera nuovi problemi sociali, che si dovranno affrontare in futuro. Risponde a Toffolo che il suo invito a cena non è comparabile nelle motivazioni con l’invito che ha ricevuto dalla proprietà dell’immobile (“e non credo che la qualità del cibo fosse minimamente comparabile”, sdrammatizza). Dichiara il suo voto positivo (VIDEO).

23.00 – Walter Manzon (Pd) chiede attenzione per il futuro: proprio perché la questione è così importante non è possibile procedere oltre generando sospetti. Serve sobrietà e attenzione, altrimenti ventilando rischi molto gravi per cui non si hanno ancora tutti gli elementi di prova si possono creare problemi ancora maggiori. Il voto del Pd sarà contrario.

23.05 – Rossi (Api) apprezza l’apertura da parte dell’assessore Toffolo sulla gravità dell’abuso, ma a maggior ragione si chiede perché la maggioranza non colga l’occasione di votare a favore della mozione. Preannuncia voto positivo (VIDEO).

23.10 – Del Ben (Sel/Idv/Lista Del Ben) spiega meglio la frase che alle orecchie di molti consiglieri e della giunta era sembrata oltremodo offensiva, perché era sembrata ventilare la possibilità che i costruttori avessero concesso favori ai responsabili politici delle vicende del cantiere di piazza Costantini. Sottolinea la necessità che l’immagine del potere pubblico resti incontaminata. Chiede alla maggioranza di accettare almeno uno dei punti della mozione, per dimostrare apertura e impegno su questo fronte (VIDEO).

23.15 – Si procede alla votazione: la mozione viene respinta con 13 a favore e 24 voti contrari. La seduta viene tolta (VIDEO).

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IN SINTESI. L’attesa discussione sull’”ecomostro” c’è stata e si è protratta per oltre quattro ore. Benché il dibattito fosse vincolato alla discussione di una specifica mozione (poi rigettata), la discussione ha approfondito un po’ tutte le questioni sollevate negli ultimi mesi nel dibattito politico legato alle vicende di piazza Costantini. È presto per dire se si è trattato della parola conclusiva, benché le spiegazioni fornite dall’amministrazione siano state puntuali almeno sul caso specifico di questo abuso. Forse questo Consiglio è stato utile per spostare la discussione da un singolo caso a una visione urbanistica della città, a maggior ragione nel momento in cui prende avvio l’iter per il nuovo piano regolatore. Nei prossimi giorni, come al soltito, questo resoconto sarà integrato dai filmati messi a disposizione dal servizio di documentazione del Comune.

Consiglio comunale del 6 febbraio

Il Consiglio comunale di Pordenone è convocato questa sera alle 18. All’ordine del giorno spicca la discussione sugli indirizzi generali per la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società e istituzioni.

L’Arca di Naon seguirà i lavori in liveblogging.

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Ore 18.30. Il presidente del Consiglio Nisco Bernardi dichiara aperta la seduta. Sono assenti i consiglieri Emanuele Loperfido (Pdl), Andrea Cabibbo (Pdl), Roberto Freschi (Vivo Pordenone), Mauro Tavella (Nuova Pordenone) e l’assessore all’Istruzione e al Bilancio Chiara Mio.

Ore 18.35. Il sindaco Claudio Pedrotti traccia un ricordo di due protagonisti della vita politica pordenonese recentemente scomparsi, l’ex sindaco Giacomo Ros e l’ex parlamentare Francesco De Carli. Dopo averne riassunto i profili biografici e politici, Pedrotti esprime nei loro confronti il pensiero grato dell’intera comunità cittadina. Viene ricordato anche il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, in memoria del quale il Consiglio osserva un minuto di silenzio. Durante il ricordo di Scalfaro, il consigliere Francesco Ribetti (Pdl) esce polemicamente dall’aula e al rientro si dissocia espressamente dall’omaggio alla vicenda politica dell’ex presidente.

Ore 18.45. Il presidente Bernardi dà lettura delle interrogazioni a cui è stata data risposta scritta.

Ore 18.50. Il sindaco Pedrotti dà conto di alcuni prelievi dal fondo di riserva. Si tratta di un prelievo di 60.000 euro per spese correnti e per incarichi professionali propedeutici al piano strategico cittadino e di ulteriori 190.000 euro per la realizzazione del piano acustico e della mobilità precedentemente iscritti a bilancio come investimenti, ma che secondo il parere degli organi di controllo non possono più essere considerati tali (VIDEO).

Ore 18.55. Secondo le decisioni assunte dalla conferenza dei capigruppo, si procederà per mezzora all’esame delle interrogazioni, quindi verrà dedicata un’ora alle mozioni, infine saranno discusse le delibere fino al limite massimo delle 22.30. Sulla derubricazione a mozione dell’ordine del giorno presentato dalle minoranze sulla vicenda dell’abuso edilizio di piazza Costantini, impostazione che rimanderebbe ulteriormente la discussione, si aprono subito diverse mozioni d’ordine da parte dei consiglieri Pedicini (Pdl), De Bortoli (Pdl), Piccinato (Lega Nord), Dal Mas (Pdl). Rossi (Api) e Giannelli (Gruppo misto) ricostruiscono la discussione in conferenza dei capigruppo, esprimendo rammarico per le contestazioni dei colleghi. Pedrotti chiude la discussione impegnandosi, qualora i tempi non lo consentissero entro il termine della seduta, a prevedere la mozione come primo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale.

Ore 19.25. Vengono discusse alcune interrogazioni del consigliere Giannelli (Gruppo misto) in sospeso fin dal mese di agosto 2011: sul piano di recupero del laghetto ex Enel (37 e 38/2011, risponde l’assessore all’Urbanistica Toffolo – VIDEO), sul decoro degli spazi pubblici davanti ai bar (41/2011, risponde l’assessore alla sicurezza Moro – VIDEO), sul degrado e sulla mancata manutenzione di piazza XX settembre (42/2011, risponde l’assessore ai lavori pubblici Mazzer, che annuncia il potenziamento dell’illuminazione sui percorsi pedonali – VIDEO), sulla possibilità di installare altri semafori per pedoni sul ring (43/2011, risponde l’assessore Mazzer, che anticipa l’installazione di un semaforo davanti alla stazione ferroviaria – VIDEO), sulla manifestazione Amici degli animali in fiera (46/2011, risponde l’assessore alle Politiche sociali Romor, che spiega come il patrocinio del Comune sia stato utilizzato senza autorizzazione – VIDEO).

Ore 20.00. Si passa all’esame delle mozioni. Viene distribuito un documento integrativo all’ordine del giorno, poi trasformato in mozione, dei consiglieri Del Ben, Amarilli, Pasut, Zanolin e Rossi su differenziazione e riciclaggio dei rifiuti senza prevederne l’incenerimento. Su proposta degli stessi proponenti, la discussione viene rimandata al prossimo Consiglio, per permettere ai consiglieri un esame puntuale del materiale (VIDEO).

Ore 20.20. Viene esaminata la mozione 5/2011 sul piano dei parcheggi per i residenti in centro città e sulla riprogettazione di piazza XX settembre. Francesco Giannelli (Gruppo misto) stimola l’amministrazione a considerare soluzioni più moderne, come i parcheggi in silos interrati, che sfruttino lo spazio in modo da sostenere la domanda di posti auto e liberare le strade (VIDEO). L’assessore all’Ambiente Nicola Conficoni ripercorre la filosofia consolidata dell’amministrazione in tema di mobilità e gestione della sosta, sottolineando la costruzione di numerosi parcheggi multipiano e i benefici che questi hanno portato al traffico cittadino. Ricorda anche che è in realizzazione il nuovo piano della mobilità, su cui nel prossimo futuro sarà interessato lo stesso Consiglio. Giovanni Zanolin (Il Ponte) insiste sulla necessità di un cambio radicale di mentalità sul tema dello spostamento delle merci e del trasporto pubblico, che argini il processo di motorizzazione che ha contraddistinto degli ultimi anni (VIDEO). Walter De Bortoli (Pdl) si chiede perché tutti gli uffici e i servizi provinciali si trovino in centro città, mentre potrebbero essere decentrati in zone periferiche (VIDEO). Sergio Bolzonello (Il Fiume), apprezzando l’inizio del processo di elaborazione del nuovo piano regolatore, ricorda come l’orizzonte temporale delle scelte strategiche si stia riducendo e sia necessario procedere a un ripensamento ampiamente partecipato della città (VIDEO). Giuseppe Pedicini (Pdl) afferma che la città non cambia soltanto con i piani regolatori, ma con le scelte amministrative che vengono fatte giorno per giorno da chi amministra la città, scelte per le quali nessuno si assume le responsabilità e che invece condizionano pesantemente il ripensamento che si vorrebbe oggi (VIDEO). Alberto Rossi (Api) nota come anche le modalità di governo locale dovranno cambiare, alla luce dei tagli sempre più drastici di risorse: è necessario progettare una città diversa, dice, perché i rapporti umani e gli stili di vita saranno molto diversi dal passato (VIDEO). Secondo Walter Manzon (Pd) è il momento di ripensare i ritmi della città e ricorda gli indirizzi politici già intrapresi nel recente passato, a cominciare dal ridimensionamento delle prospettive di crescita della città e la necessità di nuove relazioni a livello di conurbamento (VIDEO). Francesco Ribetti (Pdl) ritorna sull’argomento della mozione e si dichiara scettico sulla possibilità che il Comune possa assumersi un progetto finanziariamente molto impegnativo come quello proposto da Giannelli, tuttavia sottolinea la necessità di prendere più seriamente in considerazione le istanze dei residenti in centro città (VIDEO). Interviene il sindaco per segnalare come l’agenda politica che l’amministrazione sta seguendo incontri ampiamente gli spunti emersi dal dibattito (VIDEO). Giannelli accoglie l’intervento del sindaco come un’apertura e si dichiara disponibile a trasformare la mozione in raccomandazione (VIDEO): «La città è il centro, la vita è in centro, gli affari stanno in centro. Chi vuole la pace esce dalla città. È necessario supportare con servizi adeguati questo processo naturale. Una città va progettata: è una volontà politica, l’architetto si adegua».

Ore 21.30. Si passa alle delibere, cominciando con l’adozione della variante 128 al piano regolatore cittadino per l’apertura di un collegamento viabilistico tra le vie Ferraris e Stradelle conseguente all’incremento di traffico scolastico seguito all’insediamento dell’Istituto Flora (1/2012). L’assessore all’Urbanistica Martina Toffolo illustra i vari passaggi tecnici che hanno permesso di giungere alla variante e le perequazioni ai privati per le proprietà interessate dalle modifiche proposte. Nella stessa zona è prevista anche la costruzione di una scuola materna. L’assessore ai Lavori pubblici Renzo Mazzer presenta i dettagli del piano di realizzazione, che prevedono la realizzazione di una bretella che dall’incrocio tra via Galilei e via Stradelle, dove sarà realizzata una rotonda, arriverà direttamente in via Ferraris, di fronte all’Istituto Flora, mettendo in sicurezza il percorso degli studenti. Zanolin (Il Ponte) chiede chiarimenti sulla riperimetrizzazione di un impianto fotovoltaico privato citata in precedenza dall’assessore Toffolo e ne esce un botta e risposta che richiede anche l’intervento dei tecnici comunali (VIDEO). Piccinato (Lega Nord) propone un maggior distanziamento dell’attraversamento pedonale interessato dal transito di corriere, per consentire migliore visibilità e condizioni di maggior sicurezza per gli studenti. Pedicini (Pdl) attacca il presupposto urbanistico dell’operazione, in particolare la previsione di una scuola materna, la cui realizzazione è per il momento soltanto un’ipotesi. Rossi (Api) torna a speculare sull’impianto fotovoltaico rizonizzato, seguito da Bolzonello (Il Fiume) che prima ridefinisce la questione relativa all’impianto fotovoltaico per evitare ogni fraintendimento e quindi inserisce la volontà di costruire una scuola materna nell’ambito dell’espansione del quartiere Torre. Piccin (Lega Nord) si dichiara presa in contropiede da una delibera che doveva interessare soltanto un collegamento viabilistico necessario alla sicurezza dell’area, ma che nel corso della discussione ha raccolto considerazioni molto più ampie sul destino di quella parte di città. Zanolin raccomanda al sindaco la necessità di procedere a una maggiore programmazione urbanistica, che non lasci margini per operazioni dettate dall’urgenza a vantaggio più dei privati più che dell’amministrazione. La delibera viene posta ai voti e approvata a maggioranza, con l’astensione delle opposizioni (VIDEO).

Ore 22.30. Il presidente Bernardi dichiara chiusa la seduta e aggiorna i lavori a lunedì 13 febbraio.

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IN SINTESI. È l’ennesimo Consiglio in cui le diatribe procedurali sottraggono tempo prezioso all’esame di delibere pur attese, come quella sui criteri di nomina dei rappresentanti del Comune in enti e società partecipati (rimandata alla prossima convocazione). Interrogazioni ormai superate dagli eventi o usate come pretesto per discussioni molto più ampie sulla gestione cittadina rendono sostanzialmente impossibile un lavoro organico ed efficace dei consiglieri, i quali per parte loro indulgono in speculazioni spesso del tutto fuori registro oppure dettate da palese superficialità o ignoranza della materia. È la democrazia, ripetono spesso, quasi a giustificazione. Ma democrazia è anche far funzionare al meglio gli organi politici che regolano la comunità. In concreto, dall’incontro esce soltanto la variante viabilistica al servizio del Flora e l’annuncio dell’installazione di un semaforo per i pedoni di fronte alla stazione ferroviaria. Un po’ poco.